ERIDANO SCHOOL - Astrologia e dintorni
 
SEGNO DEL MESE
dal 23 luglio al 22 agosto
a cura di LIDIA FASSIO
 
LEONE
 

“ A te Leone, do il compito di rivelare al mondo la mia Creazione in tutto il suo splendore, ma devi stare attento all’orgoglio e ricordare sempre che si tratta della mia Creazione e non della tua, poiché se ti scorderai ciò l’uomo finirà per nutrire disprezzo nei tuoi confronti. Vi sarà molta gioia nel lavoro che ti affido, ma solo se lo eseguirai bene ed a questo scopo ti farò dono dell’onore”.

 

Segno Fisso con energia Yang

2° segno appartenente all’elemento Fuoco

Domicilio primario del Sole (calore, luce, vita, onore, orgoglio creativo, fonte di stabilità e di direzione)

Esaltazione di Y (pianeta non ancora decodificato che dovrebbe rappresentare però l’ossigeno, nutrimento che porta energia alla vita al cuore che è il centro del nostro corpo, è il prana, quella che noi occidentali prendiamo poco in considerazione ma che rappresenta l’energia cosmica che entra dentro di noi attraverso il primo respiro e che termina con l’ultimo).

 

E’ il secondo stadio della croce dei segni fissi e simboleggia la possibilità dell’energia fuoco di potersi stabilizzare creando una identità solida che possa poi essere espressa all’esterno sotto forma di vitalità, di insegnamento, di passione per la vita che questo segno deve trasferire in ogni suo gesto, al fine di diventare creativo ed eroico. Il Leone ha bisogno di lasciare un’impronta di sé, ma deve partire dal suo centro creativo, non potrà prendere nulla  dall’esterno giacchè è lui che deve donare qualcosa e allora troverà senso e gratificazione.

Il Leone ha bisogno di “essere ciò che è”, non può fare a meno di questo perché, nel caso, si sente morire, e allora si ridurrà a dipendere dalla luce che gli rimandano gli altri anziché brillare della propria.

 

Glifo
 

Il glifo è quello del leone, il re della foresta, immerso nella luce del sole; si tratta dell’animale universalmente riconosciuto come il più forte, quello più regale e questo è molto legato alla sua criniera simbolo indiscusso di potenza.

In questo animale, spesso simboleggiato rampante, sprigiona fierezza e potenza che sono  insiti in lui, non ha bisogno di cercare fuori qualcosa per doverlo dimostrare.. semplicemente “è”.

Nel glifo però è racchiusa una contraddizione: infatti, il Leone è un felino, simbolo di grande istintività e di contatto forte con la materia ed è da questo che il Leone si deve liberare: da questo bisogno di mostrarsi, di piacere e di essere al centro del mondo.   Dentro la sua anima si battono le forze della luce e quelle della materia e lui deve riuscire a vincere il suo egoismo e il suo bisogno di magnificenza che lo spinge a possedere, deve andare oltre la “fisicità”, e lavorare sul reale amore per sé e per gli altri che lo renderà unico e speciale.

 

Il mito del Leone
 

Il suo viaggio è ben simboleggiato nella storia del  “cavaliere senza macchia e senza paura”  che lotta contro l’ingiustizia e cl’oppressione.

E’ il vero senso del Sole che non può brillare solo per sé ma deve brillare e dar vita e calore anche agli altri in quanto mostra  la sua magnificenza.

E’ colui che ha conquistato e che, in seguito, dovrà essere pronto a dividere ciò che ha ed è,  altrimenti la conquista stesso lo annienterà.

Deve diventare EROE, e pertanto, deve incarnare i suoi ideali e viverli, in caso contrario  si sentirà annientato e  fallito, con un ruolo che però sa di non meritare.

Deve diventare come APOLLO il Dio del Sole e, per questo, deve  sviluppare il potere di portar luce agli altri.

Possiede un senso di creatività che deve essere ricercato e sviluppato. Deve imparare a creare se stesso, ad applicare il proprio senso di fiducia in sé prima di tutto, verso la ricerca di una reale costruzione della propria vita. Deve sviluppare individualità al posto di pretendere riconoscimento della propria egopatia.  C’è in lui una grande visione, un grande ideale e superiorità, però c’è anche difficoltà a scendere nel mondo della realtà per poterle coltivare e far crescere.

Il Leone purtroppo nasce con un senso di superiorità ma superiore non è,  quindi vi si atteggia, ma non conquista il ruolo di leader, desidera solo che gli venga riconosciuto in virtù della sua centralità.

Deve rinunciare all’immagine per acquisire un reale potere che giunge dall’azione e dal ragionamento illuminato, il Leone deve rinunciare al suo innato senso di superiorità che lo porta ad essere sempre un pelo più in alto degli altri. La sua energia  e la sua regalità deve conquistarla sul campo.

Il suo forte senso di identità deve portarlo naturalmente verso gli altri, la sua luce deve brillare ed illuminare e non deve essere riflessa dagli altri, lui non può prendere valore dal numero di persone che lo seguono. Non deve emergere su tutti, al limite deve guidarli con la sua luce.

E’ un capo naturale.

Non si può illuminare e brillare per ottenere attenzione e non si può essere generosi per ottenere ammirazione. La naturale propensione ad essere seguito dagli altri deve trasformarsi in autentico amore verso gli altri. La sicurezza e la fiducia devono sostituire l’orgoglio.

La padronanza di sé può garantire di poter vivere alla pari con gli altri, senza aver bisogno di elevarsi al di sopra di tutti.

 

Il Leone manca e deve conseguire vero senso sociale (Acquario) che giunge dopo l’individuazione. Le risorse devono essere vere e non di immagine (Toro). Manca di capacità di vedere l’ombra (Scorpione).

 

Il Leone è senza dubbio uno tra i segni più carismatici dello Zodiaco: è il perno centrale dell’elemento Fuoco ed i nativi denotano estroversione, bisogno di azione, di riconoscimento e ambizione a lasciare un’impronta di sé al mondo ed ai posteri.

Per poter soddisfare queste esigenze il nativo è dotato di grande creatività, di capacità decisionale e di fervide ed intense intuizioni. E’ anche il segno associato alla riproduzione, al modo in cui l’individuo lascia l’impronta di sé –in questo caso genetica-, ovvia aspirazione all’immortalità di cui il segno è portatore.

Questo segno ha tre simboli preferenziali.

 

 

Primo simbolo
Il Leone Re della foresta –animale regale che è riconosciuto come tale forse più per la sua criniera e per il suo aspetto esteriore che per le sue doti di combattente, di cacciatore o di trascinatore.

Il nativo del Leone può condividere alcune peculiarità con l’omonimo felino, soprattutto quando si accontenta del riconoscimento della sua regalità senza cercare di essere tale nella sostanza.

Può facilmente trasformarsi in un Re che sfrutta il suo entourage, convinto com’è di poter avere tutto in virtù della sua “luce” e del suo carisma naturale, senza che però faccia o dia nulla di più profondo di sé.

Qui possono iniziare i suoi guai, poiché se ciò che si aspetta non gli sarà riconosciuto può facilmente sconfinare nella tracotanza, nella presunzione e nell’arroganza del “lei non sa chi sono io”, di chi crede che tutto gli sia dovuto, con il risultato di ritrovarsi circondato solo di adulatori che lo seguiranno finché il suo nome o il suo prestigio dureranno, per poi abbandonarlo e, ancor peggio, denigrarlo per i suoi limiti.

Il Leone è il Sole, quindi brilla naturalmente, è in grado di dar luce e calore, però può essere facilmente intrappolato dalle sue stesse qualità che diventano insopportabili difetti: la luce lo può abbagliare fino a non permettergli di distinguere il vero dal falso, l’amico dal nemico e chi lo ama per quello che è da chi lo adula per potersene servire; il calore può giungere a bruciare tutto ciò che ha attorno creando deserto e desolazione con il suo Io ipertrofico che nessuno potrà sopportare a lungo.

 

Secondo simbolo
Il Leone simboleggia però anche il CUORE, l’organo del nostro corpo a cui da sempre l’uomo ha affidato la sede dei sentimenti e delle emozioni che si riflettono proprio su quel punto del petto. Questo è la mèta a cui ogni Leone deve puntare: lui è stato dotato di grande energia che dovrà dispensare a coloro che ha attorno – proprio come il cuore pompa il sangue a tutti gli organi del corpo, senza risparmiarsi.

Se riuscirà ad usare il potenziale di cui dispone in modo disinteressato e non egoistico, il Leone diventerà RE per merito e non solo per censo.

 

Terzo simbolo
Il Leone è simbolo del  viaggio dell’eroe, di colui che deve trovare l’elisir o il tesoro che salverà il Re o il Regno: il fatto è che l’eroe non potrà tenere la conquista solo per sé, poiché in questo caso resterebbe vittima del potere che ha ottenuto; l’elisir o il tesoro sono “beni” che appartengono a tutti, all’intera umanità, perché simboleggiano la consapevolezza che si trova nell’inconscio collettivo da cui solo i migliori (gli eroi, appunto) possono attingere, poiché dotati di quelle qualità che servono a superare il Drago che ne è a guardia (paure e bisogni regressivi). Ma alla fine dell’impresa gli eroi devono far partecipi tutti – unico modo per cui il regno possa salvarsi (l’eroe diventa per gli altri un qualcosa da emulare).

 

Il Leone è da sempre un simbolo del Re o del Pontefice (figure che fanno da tramite tra il potere divino –il Sé- e gli uomini –l’Io- ) ed ha una enorme responsabilità che non potrà infrangersi contro le barriere dell’egopatia o dello smodato amore per se stesso.

Solo alla fine del suo viaggio la luce del Sole Leone si irradierà sul mondo ed il calore sarà fonte di vita per tutti, poiché giungerà veramente dal centro del suo Cuore.

 

 

 

Il Sole in Leone

 

Il segno del Leone è il secondo dell’elemento Fuoco ed è quello che,  ospitando  il nostro Luminare, rappresenta la seconda tappa che la personalità deve fare passando da  uno stato indifferenziato ad una vera e propria identità in grado di esprimersi e di creare. Questo privilegio fa sì che sia un segno  particolarmente brillante e luminoso perchè, in un certo contiene qualcosa che dovrà  poi donare e condividere  con  tutti gli altri segni che, attraverso il simbolo del Sole riceveranno l’energia vitale e il diamon dell’identità.

 

E’ il segno che racchiude il massimo dell’energia vitale che si trova già concentrata e direzionata  in modo da poter  sprigionare  la sua  luce diffondendo  la chiarezza del giorno che ha la forza  di elevarsi al di sopra della notte  rendendo  tutto visibile  senza l’ambiguità contenuta nelle ombre notturne che si alimentano dell’imperfetta possibilità di visione.

E’ Elio, il bellissimo Dio greco che al mattino esce con la sua quadriga e, galoppando in cielo da est verso ovest, porta vita, calore e luce a tutta la Terra.

 

La luce che viene diffusa dai raggi solari è vitale e tranquillizzante e, al suo apparire all’alba,  fornisce  all’uomo il ritmo sonno veglia unitamente alla rassicurazione di un eterno presente in cui nulla potrà minacciare o contaminare l’esistenza, almeno fino a quando la luce perdura. E’ questo che ha fatto sì che l’uomo fin dall’antichità associasse la Luce solare alla coscienza e che intuisse,  nel su continuo salire e scendere nel cielo, la possibilità di sconfiggere definitivamente l’ombra.

Infatti molti miti solari si incentrano proprio sulla battaglia che simbolicamente avviene ogni giorno allorché, con il sopraggiungere del tramonto,  il Sole  viene temporaneamente ingoiato da un oscuro pesce con cui si dibatte per alcune ore prima di riapparire trionfante all’alba successiva.

Per il Leone il buio non può e non deve esistere; i nativi, si inquietano a contatto con l’oscurità e, nel tentativo di sconfiggere questo stato, vivono con particolare enfasi la notte, esorcizzando nel movimento e nell’attività le ataviche paure che si nascondono nella loro psiche che,  inconsciamente,  è conscia  che nel buio   il calore  la vita si dileguerebbe rapidamente.

Infatti, così come l’alba  rischiara la Terra, i nativi sanno che  la coscienza può rischiarare ogni singola vita umana permettendo un contatto con l’Assoluto.

 

Se nel Sole l’uomo ha potuto trovare  il senso dell’immutabilità e della stabilità  condividendo  con esso il senso di eternità,  il segno del Leone che ospita il nostro Luminare  si  nutre in modo privilegiato  di queste prerogative comportandosi con estrema sicurezza, come se il tempo gli appartenesse senza doversi affannare per rincorrerlo o fermarlo.

 

Il segno del Leone ha poi  un rapporto molto forte con l’unicità e la specialità poiché sa che   riflette qualcosa di chi lo ha creato e che  ognuno  coglie la luce solare in modo diverso da ogni altro individuo, per cui è conscio che il  suo  Sole individuale   metterà  in risalto  specifiche qualità  e caratteristiche che, naturalmente,  saranno  irripetibili.

 

Per questo la forza dell’Io  (identità) nel segno del Leone è particolarmente visibile e forte e richiede ai suoi nativi di essere all’altezza della  purezza  e chiarezza che arriva  attraverso il Sole, simbolo  della manifestazione dell’Assoluto sulla  Terra un tempo sintetizzata nell’immagine del  Re che  incarnava qualità come la  grandiosità, la  magnanimità, la bontà e l’equità; il Re nei miti era perfettamente identificato nell’immagine del  Dio Sole e doveva  illuminare  e dirigere il suo popolo  come un faro nella notte  facendo da tramite o ponte (pontefice) tra il Divino e l’umano.

 

Ancora oggi ai  nobili viene attribuito il  “sangue blu”  a testimonianza di un antico retaggio  mitico  in cui si  riteneva che i sovrani avessero il loro sangue colorato di blu poiché nelle loro vene  scorreva la luce spirituale che loro erano chiamati a   diffondere sulla Terra.

 

Al segno del Leone si associa simbolicamente  l’organo del cuore concepito nell’antichità  come il centro dell’essere;  quel centro da cui parte  l’energia vitale (sangue)  che, da un punto di vista psicologico è in analogia con  l’amore e il sentimento, energie  che se vengono  irradiate dal centro a tutta la psiche,  permettono  agli uomini di mettersi in relazione con tutte le loro parti raggiungendo così una piena consapevolezza.

Il cuore  è  il punto da cui tutto parte e a cui tutto deve ritornare e, in questo vediamo una perfetta analogia con  la funzione dell’Io che deve  collegarsi a  tutte le altre funzioni psichiche in modo da diventare il punto di riferimento dell’intera identità, una sorta di “stanza dei bottoni”.

Così come questo segno nel dare ospitalità al  luminare diurno ha ricevuto qualcosa di più degli altri, dovrà però  essere un punto di riferimento non solo per sé ma anche per gli altri,  compito particolarmente importante che ogni Leone deve  assolvere ed incarnare trovando un  modo per  essere all’altezza di ciò che il suo progetto richiede  e, quando non ce la fa e  non riesce ad attingere alla luminosità e all’amore, l’ombra sembra colpirlo  in modo anche più pesante degli  altri segni: così, anziché  viaggiare orgoglioso della Luce che si sprigiona dalla sua  essenza eroica e nobile ed essere un punto di riferimento anche per gli altri,  finisce per  perdere contatto con il suo cuore  e scivola  con facilità  dentro l’ombra di  una falsa personalità senza coraggio e  nobiltà, bisognosa di trovare all’esterno e nella luce degli altri, un pallido ritratto di sé.

 

Per questo motivo  ogni Leone deve cercare di tirar fuori il leader che esiste dentro di lui senza ricorrere a mezzi esterni che, nel caso gli toglierebbero  luce ed energia; la nobiltà il vero Leone la ottiene facendo donazione di sé. Deve dunque diventare un essere che, avendo ottenuto in dono la luce divina non potrà  attingere dagli altri ma dovrà  imparare a concentrarla per poi  irradiarla all’esterno; in caso contrario si inaridirà e il suo cuore pian piano si scollegherà esattamene come accadrebbe se il Sole smettesse di emanare luce e calore e pretendesse di attingesse tutto ciò  dai  pianeti  del suo  sistema solare mandando al collasso l’intero sistema.

Se invece contatterà la sua parte eroica , il Leone sarà un modello per tutti e, come il Sole, brillerà e sarà un vero esempio.

 
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