ERIDANO SCHOOL - Astrologia e dintorni
2012 e Tarocchi
a cura di Pio Delguercio
Inserito il su Eridano School - Astrologia e dintorni
 
Siamo prossimi alla fine dell'anno e, anche se per molti non è stato un anno facile, tutti, giustamente, si preparano a festeggiare l'arrivo del nuovo anno nel pieno rispetto delle tradizioni festaiole. In questo rituale cerchiamo di esorcizzare le paure del futuro, investiamo in speranze e, almeno per qualche ora, facciamo finta di crederci ed è giusto così e, personalmente, credo che la saggezza ha l'obbligo, il dovere e il piacere di lasciarsi andare di tanto in tanto alla follia.
Fatte queste considerazioni introduttive mi concentro nella ricerca del 2012 nei tarocchi, strumento che mi è tanto caro, cercando un piccolo lume su cosa, questo nuovo anno, può chiederci per dare un fondamento alle nostre speranze che devono restare vive anche se ci rendiamo conto che non andiamo incontro ad un periodo facile.
Bisogna essere positivi e per quanto mi riguarda la positività non è un' ottusa cecità rispetto alla realtà non rosea, ma la convinzione che per quanto buio possa essere il momento si avrà la capacità e la forza di affrontarlo e superarlo nel miglior modo possibile.
Se scomponiamo il 2012 si trasforma in 20 e 12, se poi lo sommiamo 2+0+1+2 otteniamo 4
sommando invece 20+12=32 numero non compreso nelle lame per cui si somma ulteriormente 3+2=5. Abbiamo così ottenuto una piccola stesa in cui compaiono i seguenti trionfi: 20 il Giudizio, 12 l'Impiccato, 4 l'Imperatore e 5 il Papa.
Facciamo una piccola analisi sulla simbologia di queste lame cercando attinenza con il nuovo anno.
Nel Giudizio “lama 20” vediamo non tanto un cambiamento quanto una profonda trasformazione. Vediamo gli angeli che suonano le trombe del giudizio e i morti che risorgono dalle tombe. Per chi, come me, crede nella reincarnazione, c’è nella nuova vita una possibilità che deriva dalla consapevolezza avuta dai precedenti errori che, se compresi, vengono risolti. L'indicazione del Giudizio viene rafforzata dall'Impiccato “lama 12” che ci chiede la capacità di lasciar andare ciò che non ha più motivo di essere. Per crescere rigoglioso un albero deve essere potato e, allo stess modo, se una mongolfiera vuole volare più in alto deve mollare le zavorre. Questa carta ci dice che è “ inutile sacrificarsi nel tentativo di tenere tutto; meglio lasciare andare ciò che non può più essere”.
Sembra chiaro che questa profonda trasformazione che ci sottolinea la lama del Giudizio è condizionata dalla nostra capacità di comprendere che determinate situazioni, se mantenute, potranno solo peggiorare la nostra situazione; in fondo ci vuole far capire che certe volte la vera vittoria sta nella resa.
La cosa che ci potrà essere veramente utile per affrontare queste situazioni che non sono indolori è la concretezza dell'Imperatore e della “ lama 4”
In questo tarocco vediamo senso pratico e realismo; l'Imperatore non deve pensare solo a sè stesso ma a tutto il suo circostante e lo deve fare prendendo decisioni non facili e spesso impopolari conservando sempre e comunque la capacità di sostegno oltre che di sostentamento. Azzardo di vedere in questa lama Giove nel segno del Toro, con tutta la sua concretezza e praticità; è una carta che può indicare anche una certa grettezza in quanto troppo concentrata sull’aspetto pratico e materiale ma, in situazione di disagio economico, per molti diventa automatico.
Questa serie di lame così perentorie che non nascondono una certa durezza sono pero' seguite dalla carta n. 5 il Papa che ci parla di tutt’altro.
Non credo che questa apparente contraddizione possa mettere in discussione quello precedentemente dedotto, anzi, voglio vedere in essa un ulteriore suggerimento se non addirittura un monito.
Cerchiamo di capire cosa ci vuole dire questo simbolo,
Non è difficile pensare che vista la situazione attuale il 2012 imporrà uno stile di vita più attento e meno propenso allo spreco e questo anche a chi non ha grandi difficoltà ma sente incombere il pericolo per il futuro o quanto meno la possibilità di poterne essere coinvolto.
Lo spreco sin ora portato all'esasperazione dovrà necessariamente essere messo in discussione e
si dovrà porre più attenzione e diventare più pratici, proprio come chiesto dall'Imperatore; tuttavia, non possiamo dimenticare che l’ultima carta è il Papa e sicuramente non è meno importante delle precedenti. Quest lama potrebbe che, a differenza del passato, non possiamo concentrarci solo su ciò che è materiale in quanto sarebbe un’illusione pensare che tutto sia racchiuso in questo lato della vita.
Se ci guardiamo intorno ci rendiamo conto che mai come in questi ultimi anni le nostre case sono strapiene di tutto ma, tutte queste “cose” non hanno riempito e fatto sentire meglio le persone al contrario, hanno creato vuoti, voragini incolmabili e senso di depressione tanto che, molti giovani si sono concentrati nella ricerca di paradisi artificiali che hanno dato l’illusione di sfuggire a qualcosa che devasta dentro: si sono abituati a “sballare” per non sentire in quanto si sentivano non adatti a vivere totalmente ciò che i canoni moderni impongono proiettandosi verso l’idea di non avvertire la frustrazione. Altri si sono concentrati sul rifacimento del corpo che non può essere accettato se imperfetto o se invecchia. Ciò che ci rende mortali e imperfetti deve essere nascosto accuratamente e visto che non è possibile abbiamo cercato di non accettarlo depistando l’attenzione sulla bellezza e sulla presunta “bellezza fisica”.
Il Papa urla che tutto questo non va bene e che è necessario, anzi, doveroso cercare qualcosa che vada al di là del materiale e che sia in grado di dare senso e significato alla vita.
Il Papa ci dice che “lavoriamo per vivere “ e non “viviamo per lavorare” e ci ricorda che, oltre ad un corpo fisico abbiamo anche un corpo più sottile che ha anch’esso le sue necessità e che deve essere nutrito per crescere.
Se volgiamo uno sguardo al passato possiamo renderci conto che grandi civiltà della nostra storia sono crollate quando hanno perso i valori morali e il senso spirituale.
Certo, non possiamo tornare indietro: ciò che è fatto è fatto ma il Papa ci dice che possiamo cambiare il nostro domani facendo oggi tesoro degli errori compiuti.
In questo modo potremo dare un senso a ciò che è stato cambiando ciò che sarà in futuro.
Sono anche convinto che tutto il vissuto sia in qualche modo utile in quanto noi esseri umani impariamo più nelle difficoltà che non in fasi di benessere e di opulenza e, per questo, sono ottimista nei confronti del futuro.
Buon 2012 a tutti

 
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