martedì 29 settembre 2020
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- Astrologia e dintorni

ETTY HILLESUM: UNA GUARITRICE DELL’ANIMA DEL MONDO
     a cura di Clara Tozzi
 
Etty Hillesum: una guaritrice dell’anima del mondo
Il diario e le lettere di Etty Hillesum hanno una storia un po’ particolare: scritti da una giovane donna ebrea in Olanda durante la persecuzione nazista, hanno trovato la prima pubblicazione solo nel 1981, incontrando Cuna donna russa fuggita dalla patria a causa di uno dei tanti pogrom. Inizia a scrivere i suoi diari nel 1941: siamo già in pieno clima di guerra e di persecuzione, intorno agli Ebrei si sta stringendo una morsa che diventa via via sempre più stretta, ma nelle pagine scritte da questa ragazza troviamo più la sua avventura personale e spirituale che la descrizione degli eventi, quasi volesse correre verso la sua crescita per poter vivere con una consapevolezza diversa quello che sarebbe venuto e compiere così il suo destino.
I diari prendono vita dopo che Etty ha fatto un incontro molto importante con un uomo, Julius Spier, fondatore della psicochirologia, la lettura psicologica della mano, un uomo molto carismatico che aveva lasciato il suo lavoro in banca e la famiglia per dedicarsi a questa passione, dopo aver fatto un percorso di crescita personale con Jung. Spier oltre che leggere la mano seguiva come terapeuta un gruppo di persone, e fu per Etty la leva che la spinse ad innalzare il suo livello di coscienza e ad avere un contatto molto profondo con la propria spiritualità, qualcosa di molto diverso dalla religiosità ebraica ma forse anche da qualsiasi religione…tanto da ricordarmi un approccio spirituale di tipo orientale e buddista più che ebraico o cristiano (scrive nel suo diario: ‘dialogo in modo pazzo, infantile o serissimo con la parte più profonda di me, che per comodità io chiamo “Dio”’).

Etty nasce il 15 gennaio 1914 a Middelburg, Olanda, verso le ore 16 (fonte: Grazia Bordoni), quindi è un Capricorno con ascendente Cancro, con un potente Nettuno in prima casa, che si oppone ad un gruppo di 5 pianeti posti tra Capricorno (Sole, Giove, Mercurio e Venere) ed Acquario (Urano). A una configurazione del genere solitamente corrisponde un vissuto difficile nella primissima fase della vita, forse anche relativo al parto; Nettuno potrebbe riferirsi ad una sensazione di soffocamento, per esempio data dal cordone ombelicale stretto intorno al collo, oppure da un senso di annegamento, forse causato da problemi di liquido amniotico. Si è creata comunque una difficoltà nella formazione di una separazione netta tra sé e gli altri ed un bisogno di sentirsi unita, come se agganciandosi agli altri potesse trovare salvezza, a prezzo della possibilità di definire una propria identità separata. Etty ha quindi una sensibilità acutissima che la mantiene costantemente in contatto con la psiche degli altri intorno a lei, con i loro pensieri, con le loro emozioni ed i loro desideri. Ha un grande bisogno di condividere emozioni e sentimenti, inizialmente in modo aggrappante, come se cercasse continue conferme, protezione - che diventerà poi, ma solo dopo aver fatto un grande lavoro di integrazione tra la I e la VII casa, una straordinaria capacità di prendersi spiritualmente cura degli altri.
C’è in lei una fame di affetto, spesso deve essere passata per sentimenti di frustrazione e di insoddisfazione, con grandi bisogni emotivi (Cancro) ed una porosità (Nettuno) che potevano farla sentire a volte in balia delle varie situazioni, così come deve essersi sentita nell’impatto col mondo, piena di insicurezza e con la paura di non farcela. Il rapporto con la madre penso sia strettamente legato a questo difficile ingresso nella vita, in parte perché Nettuno è il governatore dalla X casa (ereditarietà materna) ed in parte perché c’è uno scambio particolare tra i governatori simbolici della I casa, Marte e Plutone, che si trovano nella XII ed i governatori simbolici della XII casa che sono uno in I – Nettuno - e l’altro – Giove – in opposizione. Penso che fin dalla gravidanza non sia stato facile collegarsi emotivamente con questa madre, anche per via della quadratura tra la Luna e Saturno. Questa quadratura ci parla di una rigidità della madre che ha costruito una barriera, è molto bloccata nell’espressione delle sue emozioni, ha delle sue paure e non è capace di sostenere le responsabilità a cui sta andando incontro, nonostante cerchi di essere efficiente sotto il profilo pratico.
Se consideriamo il fortissimo bisogno di Etty di scambiare proprio a livello emotivo che ci viene rivelato dall’ascendente e da Nettuno, a cui si aggiunge il bisogno di essere considerata unica, speciale e straordinaria della II casa Leone, possiamo capire che la risposta data dalla madre - vista come Luna in Vergine e quadrata Saturno – abbia lasciato un senso profondo e doloroso di vuoto ed un desiderio di fusione ancora da colmare tutto da rielaborare.

L’ipersensibilità di Etty e la sua porosità vanno ad inserirsi in uno sfondo elementale costituito da una maggioranza di pianeti in segni di terra, ci parla del suo bisogno di trovare radicamento e sicurezza, che lavora anche alla costruzione di una grandissima resistenza e di una notevole capacità di prendersi delle responsabilità e di trovare, con costanza e senso di disciplina, quei punti fermi prima esterni e poi interni che serviranno da perno per utilizzare in modo positivo l’energia nettuniana. Ha un grande senso pratico, una capacità innata di rendersi conto di cosa le serve, di cosa è utile ed essenziale in un certo momento per sé e per gli altri: tutta questa parte terra sarà una componente importantissima della vita di Etty per permettere a Nettuno di ancorarsi alla realtà e di salire (dopo una trasformazione) su vette elevate senza perdersi. La Terra inoltre la rende in grado di dare concretezza ai voli pindarici della sua mente.

Però il fatto che Etty abbia il Sole in Capricorno ci dice anche che grande parte dei bisogni emotivi e di dipendenza che ci descrivono l’ascendente Cancro e Nettuno non sono stati soddisfatti (opposizioni a Nettuno) ed ha dovuto imparare velocemente a farne a meno. Molto probabilmente le è stato chiesto fin da piccola di darsi da fare, di accontentarsi sul piano affettivo e di dimostrare quello che sapeva fare sul piano dell’impegno, il suo senso di identità ha cominciato a costruirsi su un nucleo fragile attorno al quale sono state erette delle forti palizzate difensive – lasciando spazio ad una personalità piuttosto indipendente, anche se dalla struttura fondamentalmente fragile, e che ha cominciato ad impegnarsi molto per dimostrare quello che valeva….perché il suo valore dipendeva dalle cose che sapeva fare.
Dentro di sé è probabile che avesse maturato una paura (in gran parte inconscia) di non riuscire, di non essere all’altezza della situazione, anche perché il modello familiare da sostenere era sempre l’eccellenza: i due fratelli, sicuramente molto amati (Luna in III casa in trigono a Mercurio ed a Venere in VI), erano entrambi geniali nei loro diversi campi, uno musicista e l’altro medico, ed il confronto con loro (rapporti III/VI e quadratura tra Saturno in Gemelli e di nuovo la Luna in Vergine), unitamente all’ambizione capricorniana l’hanno costretta a non rilassarsi mai. Intendiamoci, anche Etty si dimostrò subito un cervello notevole, si laureò prima in giurisprudenza e poi continuò a studiare lingue slave (fu insegnante di russo) – però è come se qualcosa minasse alle fondamenta la sua volontà ed anche la sua vitalità. All’inizio del 1941, all’età di 27 anni, Etty ha ambizioni da scrittrice ma non ha ancora scritto cose particolari e non sta mai bene, ha molti malesseri fisici.
Una profonda insoddisfazione, che spesso diventava inquietudine, una forte instabilità emotiva, un umore alterno di cui Etty soffriva erano causati dalle parti che il Capricorno tentava di arginare: Nettuno non poteva essere estromesso facilmente, i suoi confini sono sempre piuttosto labili, e stava cominciando a chiedere sempre più insistentemente di essere ammesso con gli onori che gli spettavano nella vita di Etty.

La direzione ed i primi passi

Il Tema Natale di Etty , con le opposizioni tra Cancro e Capricorno tra la I, la VI e la VII casa, ci dice che lei doveva imparare a mettere in relazione delle parti che non comunicavano facilmente tra loro, trovando in questo un’autonomia ed una indipendenza reali. Doveva imparare anche sul piano esterno a stabilire delle relazioni alla pari, senza alcuna dipendenza, trovando un equilibrio (che inizialmente non c’è per niente) tra affermazione e relazione, risolvendo il suo bisogno di essere accettata da tutti, anche rinunciando a parti importanti di sé. Scrive nel suo diario:”La nascita di un’autentica autonomia interiore è un lungo e doloroso processo: è la presa di coscienza che per te non esiste alcun aiuto o appoggio o rifugio presso gli altri, mai. Che gli altri sono altrettanto insicuri, deboli e indifesi. Che tu dovrai esser sempre la persona più forte”. In queste parole c’è proprio la presa di coscienza dell’essere Capricorno!
In effetti il suo compito un po’ più allargato era quello di arrivare a riunire la propria sensibilità e la capacità di prendersi cura delle emozioni proprie e degli altri con la necessità di costruire una solida struttura, di essere realmente autosufficiente e di padroneggiare emozioni e pensieri, diventando in grado di costruire un senso di stabilità dentro e fuori di sé.
Avrebbe potuto raggiungere questi risultati coltivando una sua filosofia di vita ed un pensiero personale (Nodo in IX casa) in grado di andare oltre la mente razionale e la percezione oggettiva delle cose, cominciando a credere anche nel potere delle forze invisibili e nell’intuizione della mente superiore. Chirone in IX congiunto al Nodo Nord ci suggerisce inoltre l’amore per la psicologia e per la ricerca spirituale, che ha origine dal desiderio di comprendere le ferite della sua anima, legate alla Luna (congiunta al Nodo Sud). Con il Nodo Nord in Pesci attraverso la ricerca di una cura per se stessa avrebbe potuto incontrare la possibilità di curare anche una parte dell’umanità sofferente, utilizzando il suo grande dono dell’empatia.

L’insicurezza iniziale sulla sua identità l’ha portata a cercare di attrarre a sé gli altri; nella prima fase della sua vita si è trovata a sentire il bisogno che qualcuno si occupasse di lei e l’accettasse incondizionatamente (c’è anche la Luna in trigono a Venere): ha infatti un tratto ancora un po’ infantile, cerca una figura paterna che la guidi e che la protegga, come ci dice il Sole in Capricorno nella VII casa: infatti è attratta da uomini molto più anziani di lei, in cui cerca quella struttura che poi dovrà trovare dentro di sé: ha una lunga relazione con Han, il 60enne padrone della casa in cui vive, e successivamente si innamora di Spier, anche lui di molti anni più anziano. Il grande percorso di autonomia e di libertà che sta cercando di portare avanti va di pari passo con il bisogno di lavorare sulla sua identità, ampliandone i confini e comprendendo quali sono le parti di sé nascoste o negate da accompagnare verso la luce della coscienza.
Nelle relazioni Etty cerca un senso di completamento, nel tentativo di riagganciare il senso di unità perduto che richiama costantemente Nettuno, ma il Sole in VII casa ed in Capricorno ci dice chiaramente che non le viene concessa nessuna possibilità di realizzare con soddisfazione questo sogno nostalgico, perché nel suo progetto di vita c’è il divenire una persona perfettamente separata, conquistando autonomia proprio nelle relazioni: deve imparare ad entrare in contatto con sé attraverso l’altro e le relazioni le servivano da specchio, per vedere negli altri quelle parti che faceva fatica a riconoscere in se stessa. Tra queste parti c’era anche il suo grande potenziale di crescita e di elevazione spirituale.

L’eredità familiare

Nel padre di Etty vede una mente brillante, una grande capacità di pensiero, uno studioso, un ricercatore, un ruolo, ma anche una certa immaturità, una difficoltà a gestire il suo potere personale e soprattutto coglie la voragine nettuniana (sono opposti a Nettuno sia il Sole che Mercurio, governatore della IV casa in Vergine), sente che è un gigante con i piedi di argilla e che potrebbe crollare da un momento all’altro, sente che ha costruito una corazza per tenere a bada una misteriosa fragilità, mai affrontata. E’ una figura molto amata e idealizzata. Scrive di lui: “Allora mi sono resa conto di un rapporto che c’è tra noi due. Mio padre, a un’età avanzata, ha sfumato tutte le sue insicurezze, dubbi, probabilmente anche complessi d’inferiorità puramente fisici, difficoltà irrisolte nel suo matrimonio, ecc. ecc. – ha sfumato tutto ciò grazie a un atteggiamento filosofico del tutto schietto, amabile, pieno di umorismo e molto acuto, ma con tutta la sua acutezza molto vago. Sotto questa filosofia, che giustifica tutto, che guarda solo all’aneddotica senza approfondire le cose – mentre sa che esistono le profondità, forse perché lo sa, quanto incommensurabilmente profonde siano le cose, e perciò rinuncia in partenza a trovare chiarezza – sotto la superficie di quella filosofia rassegnata che dice: oh sì, e chi lo può sapere! si apre il caos. E’ lo stesso caos che minaccia anche me, quello da cui devo uscire – e in ciò devo vedere il compito della mia vita; è il caos in cui ricado ogni volta. E in fondo le più piccole espressioni di mio padre – di rassegnazione, umorismo, dubbio – mi toccano in qualcosa che ho in comune con lui, ma da cui debbo staccarmi per evolvermi ancora.”.

Della madre coglie chiaramente la parte irrazionale che irrompe di tanto in tanto, emergendo da un’apparente controllo razionale che blocca lo scorrere delle emozioni. In lei vede anche lo schema potenziale della vittima, che sacrifica parti di sé in cambio di una presunta sicurezza , che però paga con la mancanza di una identità separata. Di lei scrive: “Noiosa, pettegola, non piagnucolare in questo modo, su, continua pure:così reagisco dentro di me quando la mamma mi parla”. “Eppure non è una donna qualunque. Il tragico è questo, che qui si va sempre a sbattere contro problemi irrisolti e repentini cambiamenti di umore; è una situazione caotica e triste che si rispecchia nell’andamento disordinato della casa. E la mamma crede di essere una massaia eccellente. Invece distrugge chiunque col suo eterno sfaccendare domestico.”

Etty sembra avere ereditato dai genitori un grande bagaglio di risorse, in gran parte bloccate da un conflitto tra parte razionale e parte emotiva, col compito di integrarle e renderle disponili: la IV casa (eredità paterna) in Vergine è senza pianeti e Mercurio, il governatore, è in VI casa tra Venere e Sole, la X casa (eredità materna) in Pesci è anch’essa senza pianeti e Nettuno, il governatore, è in I casa. Sappiamo che la relazione tra i due genitori era burrascosa, e la lettura delle case ci conferma che rappresentano una coppia che si è polarizzata, il padre ha rappresentato il lato più razionale e la madre quello più caotico e discontinuo, instabile ed irrazionale. Etty doveva portare in equilibrio queste energie riuscendo a mettersi in relazione con l’Altro da sé (Sole in VII) ma anche accogliendo dentro di sé un sentire molto più grande, un contatto con il Tutto, con le forze collettive dell’Universo – senza venirne travolta nella sua identità ed anche senza sentirsene vittima (cosa che era nello schema materno, infatti la madre si era trovata a dover fuggire dalla persecuzione contro gli Ebrei dalla sua casa in Russia, travestita da soldato, per cercare riparo in Olanda).

I diari

Etty inizia a scrivere i diari il 9 marzo 1941, durante il transito esatto di Nettuno in sestile a se stesso e in trigono al Sole ed a Giove, confermando la grande opportunità che si presentava per integrare finalmente la sua energia. Infatti il suo percorso, che si svolge sotto i nostri occhi di lettori nei due anni narrati dai diari, consiste nella trasformazione della fragilità nettuniana (il bisogno di proteggersi dal suo sentire, un senso di confusione ricorrente, una salute cagionevole….) nella forza nettuniana, nel senso di completezza che ha portato dentro di sé e che la rendeva capace di distaccarsi dalla disperazione ed anche dalla paura ( del campo di concentramento, del dolore, per la percezione della volontà di annullamento che minacciala il suo popolo), capace di trovare risorse luminose per portare compassione, sostegno ed amore agli altri.
L’incontro con Spier ha realizzato il simbolismo del Sole/Giove in VII casa: Etty doveva mettere insieme un bisogno di trovare struttura e sicurezza nell’altro (Capricorno) con quello di sperimentare sempre nuovi contenuti, nuove possibilità, perché la relazione doveva accompagnarla ad una comprensione sempre più grande di se stessa ma anche della vita. Certamente Etty cercava un maestro, un guru che la sapesse ispirare, guidandola alla crescita, all’allargamento della sua personalità che intuitivamente sapeva di avere, ma ancora era all’interno di un bozzolo protettivo che cercava di difendere la sua fragilità, lasciando passare una immensa inquietudine che dava instabilità.
Dice, parlando di Spier: ‘Ora capisco anche le parole di S. dopo la mia prima visita da lui. < Quel che c’è qui > (e indicava la testa) < deve finire qui > (e indicava il cuore). Allora io non capivo bene come questo processo potesse attuarsi nel suo lavoro, ma in ogni caso è successo, anche se non saprei dire come. Ha pure assegnato il posto giusto alle cose che già facevano parte di me, come in un puzzle: tutti i pezzetti erano sparsi alla rinfusa e lui li h ricomposti in un insieme ricco di significato; non so come ci sia riuscito ma questa è una cosa che riguarda lui, è per così dire il suo mestiere, e non per nulla si parla di lui come di una “personalità magica”’.
Quello che Etty descrive sembra proprio simbolicamente l’incontro con il proprio Sole/Giove in VII casa, e l’esperienza della relazione con Spier è stata il tramite attraverso cui lei ha ricontattato la propria capacità di conoscere e di riunire parti di sé che erano finalmente emerse dall’inconscio, cominciando ad integrare anche Nettuno.

Spier muore a causa di un tumore ai polmoni nel ’43, e dopo la sua perdita è come se lei avesse compiuto la sua trasformazione, ormai perfettamente consapevole della sua energia e della sua funzione in quel pezzo di storia, in quel tratto di mondo di cui faceva parte. Senza nessuna intenzione di sottrarsi alle responsabilità (Capricorno) di cui aveva la possibilità di caricarsi.
Giove in VII per lei era la ricchezza dello spirito che aveva trovato in Spier ed attraverso Spier, in qualche modo finalmente era diventata una chiara e definita direzione in cui incanalare la sua grandissima carica di amore e dare così un senso alla sua vita. (“Avrei ancora mille cose da chiederti e da imparare da te, ora mi toccherà fare tutto da sola. Sai, mi sento così forte e sono certa che me la caverò. Sei tu che hai liberato le mie forze, tu che mi hai insegnato a pronunciare con naturalezza il nome di Dio. Sei stato l’intermediario tra Dio e me, e ora che te ne sei andato la mia strada porta direttamente a Dio e sento che è un bene. Ora sarò io l’intermediaria per tutti quelli che potrò raggiungere.”).

L’inquietudine nettuniana aveva trovato un contenitore abbastanza grande (prima nell’altro e poi negli altri, nella collettività colpita dalla sofferenza, dalla paura e dalla volontà di annullamento che stava operando la Germania nazista) da poter assumere una forma e da riuscire a dare un significato. …quello che aveva avuto la sensazione di non riuscire a fare con l’arte, quando voleva essere una scrittrice ma rimandava l’inizio delle sue opere: non trovava le parole per dare una veste, una forma accettabile a tutta la massa indistinta che aveva all’interno, che sentiva muoversi dentro di sé. In realtà noi sappiamo che realizzando una cosa ottenne anche l’altra, perché scrivendo semplicemente i suoi diari trovò la capacità di esprimere qualcosa che dalla sua pubblicazione è immediatamente entrato in risonanza col mondo, visto il successo e la diffusione incredibili che hanno avuto non solo i suoi diari e le sue lettere, ma anche la grande quantità di saggi che sono stati scritti per commentare le sue parole e la sua testimonianza. La sua visione ha avuto la possibilità, dopo molti anni, di essere condivisa dagli altri, di ispirare altre visioni, come vuole il suo Chirone in IX casa.

Trovando una strada per integrare Nettuno Etty ha permesso anche la trasformazione di altre forze indicate dal suo tema, quelle presenti nella XII casa. Marte , che nella vita ordinaria aveva spesso rappresentato la sua difficoltà di affermazione, nella costrizione del campo di Westerbork diventa la sua capacità straordinaria di forza e di coraggio, sostenendo sulle sue spalle le situazioni più terribili che la mente umana possa immaginare, trovando il modo per portare ai suoi compagni la forza per resistere e per non lasciarsi travolgere dalla disperazione. Nel campo di Westerbork Etty ha il ruolo di aiutante delle persone che lì si fermano, per poi essere inviate nei campi di concentramento. Lì condivide con il suo popolo la sofferenza dell’esperienza dei campi di sterminio, sostenendo il loro spirito, insegnando come mantenere dignità e libertà, amore e compassione in ogni circostanza di vita – anche la più dura.

Nella sua lotta per il bene e per la vita lei è riuscita a sviluppare una capacità di azione che non era mai riuscita a portare avanti prima – e succedeva in una dimensione di dolore e di degrado (casa XII, Nettuno), una dimensione densa di significato legato espressamente alla sua individualità, sentendo che pochissimi avevano la capacità di sentir scorrere la propria forza in quelle circostanze.
In quel contesto Etty è riuscita a vivere intensamente il suo senso, trovando una ragione stra-ordinaria per attingere ad un potere personale che emerse pienamente. Il tema progresso di Etty segnala questo passaggio in modo eclatante: Marte, che era retrogrado fin dalla nascita, diventa diretto nel 1942, rendendo simbolicamente disponibile l’attivazione della sua forza. Una forza da XII casa, che non poteva essere spesa che al servizio degli altri.
In XII casa Etty aveva anche una altro pianeta, Plutone, anche lui coinvolto dal transito liberatore di Nettuno, che ha aiutato Etty ad affrontare la paura per il pericolo esterno e poi quello interno, trasformando le potenti energie distruttive che il collettivo stava producendo in un’occasione per mettere alla prova la propria stabilità e il proprio potere creativo.

Nell’estate del ’43 un gruppo di amici le proposero la possibilità di tentare la fuga, ma lei rifiutò. Si potrebbe pensare ad una forma di sacrificio nettuniana oppure ad un delirio di santità…ma abbiamo la possibilità di leggere i pensieri di Etty, la sua profonda accettazione della realtà in cui si trovava, lei sapeva che poteva portare in quella realtà una consapevolezza intensa e piena di significato sul valore della vita (Sole/Giove/Venere). Etty ha tentato ogni giorno di elevarsi sopra quella realtà, cogliendo della vita un piano più elevato, cogliendo qualcosa di oltre (Nettuno) che da solo bastava a dare significato ad un vissuto tragico.
A mio parere inoltre il suo livello di coscienza (la sua lucidità, la sua incapacità di autoinganno) le fecero vedere subito il ruolo quasi collaborazionista del Consiglio ebraico, per cui ottenne di lavorare. Provava dolore per lo sgomitare con cui ciascuno cercava la propria salvezza pur sapendo che era a prezzo della condanna di qualcun altro….in quella terribile corsa al tentativo di sopravvivere, che da sempre porta la folla a compiere atrocità di cui sembra del tutto incosciente. Etty, che stava vivendo a quel punto il ritorno di Saturno (un Saturno tra l’XI e la XII casa, una chiamata alla responsabilità verso gli altri e verso il mondo) vedeva inoltre un senso grandissimo nella posizione che ricopriva, sapeva che poteva prendersi cura dei suoi compagni di viaggio. Ricordiamo anche che Saturno rappresenta la coscienza del proprio ruolo, che è sentita fortissima dal Sole Capricorno – a quel ruolo Etty non volle sottrarsi, accettando di condividere con gli amici e con i suoi cari quello che doveva essere, fino alla deportazione ad Auschwitz, dove morì il 30 novembre 1943.

La vita è bella

Etty ha incontrato Spier in una fase difficile sia per il mondo esterno che per il suo mondo interno, lei stava vivendo una profonda depressione, un vuoto di significato che stava somatizzando anche sul piano fisico, la sua fame di conoscenza aveva raggiunto uno stadio così alto che la conoscenza intellettuale non bastava più a soddisfare. Era, come diceva lei, ‘la ragazza che non riusciva ad inginocchiarsi’, con una definizione che esprime in modo straordinario il Capricorno che non riesce ad elevarsi ed a toccare il cielo….il suo M.C. in Pesci, il suo Sole opposto a Nettuno!
La Luna in III casa congiunta al Nodo Sud si è espressa cominciando a scrivere di se stessa, in forma di diario: ed è lì che noi possiamo leggere la sua trasformazione, il passaggio dalla mente razionale a quella più allargata, più intuitiva, più trascendente, che comprende lo spirito (Nodo Nord in Pesci), trovando finalmente un senso ed una direzione da dare alla sua vita. Scrive nel 1942: “Pare che io sia in un periodo di grande fioritura,irradio luce in tutte le direzioni, dice S., e lui ne gode insieme con me. Un anno fa ero proprio una moribonda, con le mie sieste di due ore e il mio mezzo chilo di aspirine al mese, era una situazione da far paura (…) Ho di nuovo fiducia, una grandissima fiducia, anche in me stessa.”
Una volta trovata la comprensione, pensa che le condizioni materiali in cui viviamo non possano più determinare da sole il nostro stato, noi possiamo distaccarci dalla miseria e dal dolore e rimanere in contatto con la divinità: ora Etty poteva inginocchiarsi, perché era riuscita a trascendere se stessa, a trovare Dio dentro di sé ed a pregare. Il suo misticismo, la ricchezza della vita interiore le avevano permesso di integrare Sole, Giove e Nettuno.
Incessantemente Etty ripeteva a se stessa ed alle persone con cui condivideva la strada che la vita vale la pena di essere vissuta. Etty diventa così anche custode del futuro, lasciando per chi veniva dopo di lei un seme di pace, invece che di rabbia e di bisogno di vendetta e di risarcimento. Pensava che se non si sentiva una vittima poteva accettare le cose che succedevano, poteva ‘scegliere’ di farlo, esercitando la possibilità del suo Sole in VII casa…senza rassegnazione o passività, ma con una volontà chiara e consapevole, riuscendo a vivere anche la sua Venere/Nettuno, l’amore allargato alla compassione per l’umanità sofferente.
Le ultime parole scritte sui suoi diari sono profondamente emblematiche del livello di compassione che riuscì a vivere in quelle circostanze disperate, e sono in pochi anni diventate quasi più famose del suo stesso nome, testimoniando la fantastica capacità nettuniana che Etty aveva trovato per esprimere con le sue capacità personali qualcosa dal profondo valore collettivo (Chirone in Pesci):
“Si vorrebbe essere un balsamo per molte ferite.”


 

 
 
 
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