giovedì 25 maggio 2017
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ASTROLOGIA E PSICOLOGIA
 
LEGGENDA INDU' 

Un tempo, tutti gli uomini erano Dei: essi però abusarono talmente tanto della loro condizione e del loro potere che Brama, il Signore degli Dei, decise di toglier loro la divinità e di nasconderla in un luogo sicuro in cui l’uomo non potesse ritrovarla. Si presentò a quel punto il grande dilemma di dove nascondere il potere divino.
Brama convocò allora tutti gli altri Dei e chiese a loro suggerimenti per risolvere il problema. Gli Dei dissero: nascondiamo la divinità sotto terra – ma Brama rispose che non sarebbe bastato perché gli uomini avrebbero scavato e l’avrebbero ritrovata. Allora gli Dei replicarono: gettiamo la divinità in fondo agli abissi dell’oceano – ma Brama disse che non andava bene perché l’uomo sarebbe stato un giorno capace d sondare le profondità dei mari e di ritrovare il suo tesoro.
Gli Dei, delusi e imbarazzati, si arresero e pensarono che non vi sarebbe stato luogo sicuro perché l’uomo prima o poi avrebbe trovato ciò che cercava. A quel punto però Brama ebbe una grande intuizione e disse: ecco come faremo, nasconderemo la divinità nel profondo di loro stessi perché quello è l’unico posto dove non penseranno mai di andarla a cercare!
La leggenda si conclude così: l’uomo ha fatto il giro del mondo, ha scalato, ha esplorato, si è immerso ed ha scavato, sempre alla ricerca di sé stesso senza mai riuscire – salvo rarissimi casi – a ritrovarsi.

Astrologia e psicologiaEsistono molte scuole di pensiero rispetto alla materia astrologica: tutte hanno una loro dignità e soddisfanno esigenze e aspettative diverse.
L’ottica umanistica e psicologica riguarda quelle persone che sono interessate all’aspetto di conoscenza personale e che vedono in questo strumento una possibilità di crescita e di sviluppo, ponendosi in una situazione di protagonisti attivi, di persone che spinte dal bisogno di diventare “individui” , scoprono e cercano di comprendere la natura dei modelli energetici che ispirano e muovono il loro divenire e che sono molto ben evidenziati nel grafico zodiacale personale.

Partendo da questo modo di affrontare la lettura di un tema natale veniamo presi lentamente per mano e accompagnati a comprendere il perché delle cose, i modelli che si sono sviluppati e quelli che invece si sono bloccati, ricercando attraverso i simboli quali sono gli schemi che possono attivare le potenzialità, quali agiscono in modo automatico e coercitivo e che dovranno essere portati alla luce e trasformati per poter liberare l’energia che vi è contenuta affinché possa venire sfruttata dalla persona per un uso più creativo e più personale.

Vista in questa luce, l’astrologia non ha più nulla a che fare con la mantica di un tempo, attraverso cui si cercava di intuire il destino di un individuo, ma diventa un vero e proprio strumento di indagine e di conoscenza in grado di evidenziare il progetto che prende forma a partire dall’infanzia per essere pian piano svelato al soggetto che può così porsi come il vero interprete che può gestirlo a pieno titolo sulla scena della propria vita.
L’astrologia così intesa perde anche il ruolo che nell’immaginario collettivo la legava alla divinazione (che incapsulava l’uomo in un destino esterno e pre-confezionato) e la restituisce invece al suo antico ruolo di “scienza esoterica iniziatica” che la voleva più semplicemente, ma a mio avviso più nobilmente, strumento di interpretazione dell’analogia e della simpatia esistente fra il macrocosmo e il microcosmo.

L’Astrologia negli ultimi vent’anni è stata un po’ svuotata dei suoi alti contenuti e, pertanto, non solo mal compresa, ma, soprattutto, mal interpretata, mentre, in realtà si tratta di una disciplina antichissima che ha fondamento su leggi universali perenni, scientifiche e, come tali accessibili alla mente razionale e al pensiero logico-causale, ma possiede anche un aspetto intuitivo-artistico che la inserisce più dentro ad un concetto artistico; possiede inoltre la via che conduce ad un vero e proprio approccio alla conoscenza dell’essere che si esprime però con regole che sono estranee alla ragione, perchè questa non può aprirsi alla metafisica ma si appoggia alla percezione e alla sensazione che sono entrambe limitate perchè costrette a sacrificare la totalità per procedere allo studio della parzialità.

L’astrologia ha un lato che è molto vicino all’approccio con l’Assoluto che si pone al di là delle categorie ordinatrici della nostra mente o della nostra coscienza empirica e richiede l’intervento della funzione analogica-simbolica che è più legata alla Tradizione che non alla Modernità, in quanto più in grado di tradurre e di cogliere l’essenza di un simbolo che rappresenta il ponte, il passaggio tra il Principio Originario delle cose , ovvero tra la realtà assoluta e trascendente e la realtà immanente.
Attraverso il simbolo l’uomo riesce a colmare il grande divario tra la realtà oggettiva e il suo significato – quest’ultimo – inaccessibile nella sua essenza e nella sua completezza.
L’Astrologia usa un vero e proprio linguaggio simbolico in cui, chiaramente vi è una parte manifesta che tutti possono vedere ma cela anche una parte più numinosa ed oscura che sfugge alla coscienza e alla realtà.
In una parola, il simbolo permette ad una realtà spirituale più sottile e pertanto non visibile, di potersi manifestare attraverso un aspetto materiale della realtà e consente all’interprete di poterla cogliere e comprendere.

Questa parte è percepita dalla coscienza analogica che, a differenza di quella razionale-lineare, è circolare e si attiva attraverso l’intuizione che crea e produce improvvisi flash che salgono dall’inconscio, verso la coscienza e che si pone come strada regia per far aderire il Sè individuale al più grande Sè cosmico.

La funzione intuizione è sicuramente una delle piu’ grandi potenzialità cognitive dell’uomo; essa accade quando fatti in apparenza del tutto inconciliabili e senza apparente legame vengono improvvisamente “visti” nell’insieme e, solo in quel momento tutto sembra ordinarsi e chiarire ciò che fino ad allora era stato inesplicabile . Spesso questo tipo di comprensione ha l’effetto di una rivelazione ; l’intuizione si pone dunque come una facoltà intermedia tra l’inconscio e la coscienza ed ha la funzione di mettere in relazione il mondo irrazionale e apparentemente senza significato degli istinti , con il mondo della coscienza , creando al tempo stesso un ponte con il mondo della coscienza universale.

Un tempo, l’intuizione – chiamata “noesi” - era considerata in grado di cogliere i fondamenti sacri dell’Essere Assoluto mentre la ragione – chiamata anche “dianoia” - veniva considerata una modalità di conoscenza “secondaria”.

Oggi sappiamo molto bene che l’intelligenza razionale ha bisogno di sezionare e dividere la continuità del reale per costruirsi regole e schemi classificatori , ma in questa sua costruzione altera il significato di ciò che analizza; non a caso quando parliamo di questa modalità della nostra psiche parliamo di “riflessione”, e con questa parola rappresentiamo l’impossibilità del cervello razionale di incorporare una conoscenza che non sia per l’appunto “riflessa”, cioè trasformata dall’azione della mente ;tale funzione è fortemente diversa da quella “illuminante” espressa invece dall’intuizione.
Renè Guénon sostiene che l’intelligenza pura è quella dell’intuizione perché esprime i principi animatori e vitali posti alla base dell’essenza dell’Universo , mentre quella razionale indica le regole e le leggi generali ordinatrici dello stesso.

L’astrologia è una delle poche discipline in grado di fornirci da un lato ci parla di un ritorno alla fonte stessa dell’Origine del Tutto responsabile dell’eterno generarsi delle cose , dei suoi cicli e dei suoi cambiamenti e dall’altra si riferisce alla vita individuale che prende il via dal concepimento che apre al ciclo personale che si ripeterà nell’eterno confronto-specchio con quello universale. L’Astrologia lascia comprendere con esattezza il legame tra la filogenesi e l’ontogenesi Quello che tutti noi consideriamo “destino” è in realtà un progetto racchiuso, è il prodigioso potenziale psicobiologico individuale che si organizzerà in maniera complessa e sofisticata a patto che trovi nella vita quegli elementi che gli sono necessari per potersi rivelare e dischiudere. Quello che chiamiamo destino può essere definito, in termini psicologici, il Sé originario, una sorta di traccia-matrice che in ogni individuo parte dall’Essere e cercherà di portarlo al Divenire. E’ quindi ovvio che, nel momento che una nuova vita prende luce, verrà in contatto con il mondo esterno, che costituirà il terreno di confronto su cui scrivere la storia personale che si intreccerà con quella collettiva: una sorta di filo conduttore in cui la trama interna incontrerà l’ordito interno per tessere la tela della futura personalità. Da quel momento in poi, due tendenze fondamentali coesisteranno: l’una spingerà a ritornare verso quel mondo paradisiaco da cui ha avuto origine, e l’altra spingerà verso un continuo divenire. Ognuna di queste due tendenze si confronterà con forze che favoriranno o ostacoleranno gli impulsi. Il prodotto finale sarà il risultato di quanto l’Io, entità che si pone come tramite di esperienza tra le due tendenze, riuscirà ad integrare nella coscienza.

L’Io si forma su esperienze percepite più che sul vissuto reale. Su queste basi il tema natale può essere quindi percepito come il Progetto originario del Sé, che opererà attraverso l’Io e in cui sono registrati tutti i potenziali, la dotazione di base con cui ognuno affronta il viaggio e con ciò che potenzialmente potrà divenire. Le segnature che i pianeti faranno tra di loro indicheranno attraverso quale tipo di esperienza il soggetto dovrà passare e la maggiore o minore difficoltà nel portarla alla coscienza: gli aspetti disarmonici possono ad esempio segnalare fasi in cui l’Io ha dovuto difendersi da vissuti che non potevano essere integrati, rimandandone l’elaborazione a momenti di maggiore maturità.

Il tema natale diviene allora uno strumento importantissimo nelle mani di una persona che sappia interpretare i simboli in modo corretto; qualcosa che non ci dice “cosa” siamo, dando per scontato una natura rigida e determinata, ma che ci dice quali potenziali abbiamo per dirigere le nostre energie, come utilizzarle al meglio per portare a termine il nostro progetto evolutivo in maniera cosciente. Esso rappresenterà con estrema precisione e chiarezza i punti dove le energie sono bloccate e dove siamo ostacolati non da qualcosa di esterno ma da condizionamenti che agiscono e lavorano all’interno di noi in modo automatico, senza che l’Io ne abbia un controllo. Ed è a questo punto che l’astrologo si pone come intermediario ed interprete fondamentale per il consultante, poiché, più che fornirgli indicazioni sul suo futuro, può fornire un quadro esauriente di come si sono organizzate all’interno della sua struttura psichica le varie funzioni, evidenziando i blocchi, le rimozioni, le cristallizzazioni responsabili dei suoi comportamenti.

CONTINUA

 
 
 
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