venerdì 17 novembre 2017
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  dal 22 ottobre al 22 novembre
SCORPIONE
 
“ A te Scorpione affido un compito estremamente difficile, dovrai avere la capacità di conoscere la mente umana ma non ti permetterò di comunicare ciò che apprenderai. Molte volte sarai addolorato per ciò che ti capiterà di vedere e nel tuo dolore ti allontanerai sempre di più da me, dimenticando che la causa del tuo dolore non sono io ma la perversione della mia idea a farti così tanto soffrire. Conoscerai così tante cose dell’uomo che finirai per vederlo come un animale e lotterai così tanto con gli istinti presenti in te stesso che finirai con lo smarrirti lungo la strada. Quando finalmente tornerai da me, Scorpione, io ti farò dono della fermezza”.

Segno ad energia Yin
Segno appartenente alla croce Fissa  che governano l’intero asse delle sicurezze: mentre nel Toro le sicurezze si basano su ciò che mette a disposizione l’ambiente, nello Scorpione queste giungeranno dalla consapevolezza del proprio potere interno, dalle risorse che ognuno sente di avere dentro di sé.

Secondo segno dell’elemento Acqua che richiama ad un bisogno di “dividere le emozioni” in modo da essere pienamente consci di ciò che “si sente” e non fare più confusioni tra ciò che appartiene a noi e ciò che, invece, appartiene ad altri.
Domicilio primario di Plutone (principio creativo maschile – principio pulsionale  – rinascita – trasformazione – potere personale che dà motivazioni ed intenti – capacità di lasciar andare le cose e di congedarsi da esse – potere di gestione del proprio potenziale).
Domicilio secondario di Marte  (Forza che viene spinta dalla pulsione e che, nel tempo deve invece diventare una forza dell’Io in grado di dirigersi dove quest’ultimo desidera-  azione finalizzata e direzionata -  reattività che deve diventare attività – intenzione dell’Io che si mette a disposizione dell’intenzione del Sé – capacità di difesa)
Esaltazione di Mercurio (comunicazione tra inconscio e coscienza – funzione dello psicopompo – capacità di riflettere – è la mente che si inserisce tra la pulsione e l’azione e permette che l’io conosca e diriga   tutte le altre funzioni – principio  che spinge ad unirsi e a conoscersi attraverso l’altro – intelligenza – astuzia e capacità di penetrazione nelle dinamiche dell’inconscio – conoscenza dell’istinto).

Glifo

Il glifo è quello di uno scorpione, l’animaletto che ha la corazza e l’aculeo alla fine della coda.  Le particolarità di questo animaletto sono due e a dir poco particolari:
- la prima riguarda le enormi potenzialità materne di questo animale che, se non riesce a nutrire i suoi figli, li mette sulla sua schiena e si lascia divorare;
- la seconda riguarda la sua estrema forza di autodeterminazione che fa sì che quando pensa di non riuscire a vincere, si trafigge da solo in modo da non permettere al nemico di ucciderlo.

Lo Scorpione è un animale che vive nel deserto in condizioni molto difficili e quindi è particolarmente attento ai temi della sopravvivenza. E’ un animale forte, non aggressivo ma reattivo a qualunque sollecitazione, in grado di resistere anche laddove altri esseri viventi morirebbero.

Il segno

Lo scorpione è l’ottavo segno; segno d’acqua, ricettivo, con energia yin ma con all’interno i due pianeti maschili per eccellenza. E’ il segno che reca con sé il bisogno della psiche di  mettere una distanza tra l’impulso di Plutone  e l’azione di Marte. Questo è il motivo per cui è un segno che appare  molto contenuto in superficie dato che i forti  movimenti interiori – potenti  ed intensi – non traspaiono, perché  i soggetti  agiscono  un fortissimo controllo in modo da non consentire agli altri di “cogliere” ciò che vive  nelle loro profondità . E’ un segno che ha una forte capacità di cogliere subito ciò che non è visibile: è intrigante, intelligente, fulmineo nella percezione e rapido nella conquista di ciò che vuole: è però anche seduttivo e manipolatorio quando si sente insicuro del proprio valore e della propria forza.

Rispetto a  questa particolarità,  è bene sfatare subito  il concetto che i nativi siano personaggi infidi e poco chiari; o meglio, possono anche comportarsi in modo subdolo e sleale  – come del resto qualsiasi segno  - ma, le ragioni  sono sempre da ricercarsi nel fatto che  non si conoscono e che necessitano di tempo per comprendere  le loro reali motivazioni. Generalmente i nativi hanno avuto nell’infanzia grandi difficoltà ad essere “veri autentici e chiari” e, proprio in seguito a questo fatto, hanno imparato a non lasciar mai trasparire ciò che pensano e ciò che sentono  veramente: in questo modo si sono difesi, ma, il prezzo che hanno pagato è lo scollegamento da sé stessi e il successivo   controllo che viene operato istintivamente ed automaticamente su tutte quelle emanazioni  che potrebbero lasciar emergere la vera personalità e le reali intenzioni.

Questo segno ha come caratteristiche l’intensità, la forza e la capacità di “sentire”: è il segno che deve condurre ad incontrare e ad usare in maniera positiva il “potere personale” e, proprio per questo, ogni nativo si trova prima o poi  faccia a faccia con le dinamiche di  “potere” e con queste dovrà fare i conti.
E’ un segno fortemente istintivo… direi viscerale, tutto passa attraverso la sua “pancia” che registra e rilascia immediati input reattivi; il suo progetto però  consiste nel diventare “padrone di ciò che si muove all’interno” in modo da potersi veramente liberare della schiavitù della pulsionalità indifferenziata che lo trascina e lo fa  regredire a stati quasi “animaleschi”.
E’ molto evidente questo lato: quando i nativi non riescono nell’autocontrollo, scadono spesso nel bisogno di controllare gli altri, di gestire e di amministrare un potere che non hanno  e che non possono avere se non  diventando  dei reali manipolatori che cercano di ottenere, trattenere ed impossessarsi di ciò che non potrebbero mai avere direttamente e chiaramente.

La loro Ombra più scura sta proprio nell’usare correttamente le loro  grandissime potenzialità che richiedono però una catarsi in modo da essere interpretate  al meglio e per fini costruttivi; in caso contrario finiscono per essere distruttivi e per vivere una vita inquieta, piena di risentimento e di negatività.

La parola “risentimento” si addice molto al segno: significa “sentire di nuovo”, e questo è un lato molto particolare degli Scorpioni: essi sono particolarmente intensi a livello empatico; hanno però una sorta di “ricettività selettiva” che è sintonizzata sulle frequenze “basse e dense” e faticano a lasciar andare ciò che non serve più; con questo intendo dire che riescono a percepire con estrema precisione le dis-armonie, le incongruenze tra le parole e i gesti, gli stati di infedeltà, la rabbia e il rancore…e così  trattengono rabbie e delusioni che stagnano faticando a liberarsi delle loro stesse tossine.

L’ottavo segno è il segno della catarsi, azione che si rende necessaria per affrontare l’ultima rinascita, quella che  permette di accedere ai sentimenti superiori per  tornare a ritrovare l’unità  con qualcosa di più grande di sè stessi. Non è possibile accedere a quest’ultimo processo se si è  ancora intrisi di potere mal gestito e mal diretto e se non si è in grado di comprendere cosa scorre nelle  viscere. Lo Scorpione ha il compito di dividere (Mercurio)  le emozioni e gli istinti personali da quelli degli altri  e, pertanto, non devono  cadere in   reazioni che poco  hanno a che fare con la coscienza e che spesso non sono causate da altri come loro pensano.
E’ molto importante per i nativi conoscere bene ciò che arriva da dentro di  sé
in modo da non essere vittime di reazioni personali  istintive  che  vengono poi sostenute da alibi poco o nulla pertinenti.
La capacità di distinguere bene tra l’una e l’altra cosa fa di uno Scorpione un soggetto al primo stadio o al secondo stadio.
Al primo stadio non c’è ancora la coscienza vera delle proprie  azioni, mentre al secondo c’è una discriminazione che conduce a scelte precise che, a loro  volta, possono essere seguite da azioni coerenti con i propri valori.

Questo è il vero potere di uno Scorpione: sapere esattamente l’impatto che gli altri hanno sulle dinamiche personali in modo da non esserne più in balia acquisendo   una reale opportunità di scelta nella vita.
Questa è l’anticamera dell’autonomia, che inizia proprio dal simbolismo di questo segno che, più di tutti gli altri, deve operare una netta separazione tra sé e gli altri e tra l’Io e il Sé, o meglio tra le intenzioni dell’Io e quelle del Sè.

Il segno dello Scorpione ha quindi un duplice compito, intenso e difficile: il primo consiste nel dividere, separare per poter fare luce, vedere e illuminare  (questo passaggio è molto ben simboleggiato nei miti che trattano la discesa agli Inferi), ovvia rappresentazione della coscienza che entra, illumina, ma inevitabilmente discrimina, distingue e delimita;
il secondo è quello di poter infine ri-unire le due energie, una volta che si è vista la propria parte di ombra e la si è ripulita dalle dinamiche personali.

E’ un segno forte e coraggioso; impossibile per uno Scorpione passare inosservato; ha grandi capacità di percepire gli altri di “sentirli” e di vivere ogni cosa al massimo dell’intensità; ama le sfide, li si invita a nozze e questo li   rende pieni di fascino; anche il mistero che avvolge la loro identità li rende particolarmente attraenti, come se tutti sentissero che c’è molto di più di ciò che lasciano emergere. Sono soggetti in cui la sessualità agisce una parte importantissima, proprio perché essa è il tramite tra la materia e lo spirito.

Il punto  è che loro conoscano bene ciò che si muove  al di sotto della loro superficie,  ciò che li motiva dal profondo perché questo farà di loro persone potenti e in grado di affrontare tutto ciò che la vita gli mette di fronte sapendo che si può vincere o perdere ma che all’interno si deve restare integri; questo segno opera  il primo contatto con il mondo transpersonale in cui l’Io  deve   prendere in considerazione concetti quali la temporaneità , l’impermanenza delle cose e la caducità del suo stato; ma, al tempo stesso, grazie alla trasformazione,  l’Io diviene cosciente  che la precarietà umana è superabile  grazie al recupero e alla relazione con l’altra parte di sé.

Questo è il passaggio che  rende i nativi  “potenti” fino a farli diventare veri e propri “guaritori” che, una volta guarita la propria anima possono aiutare gli altri a guarire la loro.

La psicologia dello Scorpione

Lo Scorpione è un segno che è in rapporto molto stretto con le pulsioni inconsce,  legato a doppio filo al rapporto vita/morte. Appartiene ad un elemento ricettivo-reattivo femminile (l’acqua), però ospita i due pianeti più rappresentativi dell’energia maschile (Plutone e Marte).
Questa apparente contraddizione indica una natura di base informe, compulsiva e sempre in movimento, capace di scuotersi al più piccolo turbamento per salire in superficie con una serie di azioni imprevedibili, viscerali ed irrazionali.
Le energie maschili di forza, fecondità, creatività ed azione devono trovare una via di uscita attraverso un canale che non può essere diretto, ma sempre indiretto.
Questa è la ragione per cui uno Scorpione non attacca mai per primo; è il giocatore di scacchi che lascia la prima mossa all’avversario, pronto a rispondere nel modo meno previsto.
Si sente spesso dire che gli Scorpioni sono infidi, falsi, viscidi e violenti e questo può anche essere vero, però tutto ciò non è gratuito ma è dovuto quasi sempre alle difese che hanno dovuto costruire in un’età particolare della vita, per proteggere la loro esasperata sensibilità emotiva che metteva in discussione la loro stessa sopravvivenza. Hanno quasi sempre captato atmosfere strane, torbide, miste a sensazione di morte ed hanno sviluppato un controllo assoluto sulle loro emozioni, avendo precocemente percepito che queste potevano essere pericolose a causa della loro stessa vulnerabilità.

Il simbolo più eclatante di questo segno è proprio lo scorpione, il piccolo animaletto dotato di un pungiglione velenoso, capace di dare la morte. Le strategie che mette in atto questo animale possono rendere più semplice  la comprensione del comportamento dei nativi.
Lo scorpione non attacca mai per primo, però se viene provocato sa reagire in modo determinato e sicuro; si tratta quindi di REAZIONE e non di AZIONE.
Se viene imprigionato e non ha possibilità di scampo, preferisce trafiggersi e darsi la morte piuttosto che cadere in mano del nemico; possiede qualità materne che rasentano l’abnegazione di sé, poiché nel caso in cui non riesca ad alimentare i suoi piccoli permette loro di divorarlo perché possano salvarsi la vita.
Queste tre peculiarità, peraltro molto insolite, permettono di riabilitare questo piccolo essere, che gli uomini temono e non apprezzano più per la sua forma che non per quanto in realtà sia.
Lo scorpione è quindi un essere estremamente coraggioso, non violento ma preparato alla difesa; capace di autodeterminarsi piuttosto che essere vittima di qualcun altro; legato in modo indissolubile al concetto vita/morte, al punto da operare la morte per garantire la vita.
L’altra peculiarità è quella del veleno, che rappresenta anche la sua linfa vitale, visto che quando è costretto ad usarlo annienta anche se stesso.
Il problema è quello della presa di coscienza del potere che possiedono: gli Scorpioni, infatti,  quando usano il loro veleno coltivando strategie di vendetta e di distruzione, covano odio e risentimento nel loro cuore e questo pian piano distrugge anche la loro vita. Devono a lungo lottare con questa strana dinamica, condannati come sono al crudele gioco della difesa, che però risulta distruttiva anche per se stessi.
Solo quando avrà cauterizzato le sue ferite interne, fatto luce sui suoi risentimenti e sull’odio viscerale che lo muove, lo Scorpione potrà usare il suo immenso potere per guarire prima se stesso e poi coloro che ha vicino.

Il mito di Ereshkigal e Inhanna

Il simbolo di questo segno è ben rappresentato dal mito di Ereshkigal,  Dea degli Inferi  e della sorella Inhanna,  Dea dei Cieli.
Inhanna decide di scendere negli Inferi a trovare la sorella Ereshkigal nel giorno in cui questa sta seppellendo il marito e che, quind,  è piena di rabbia, di dolore, di rancore e di odio per la perdita subita. Inhanna è assolutamente inconsapevole di cosa l’attenderà laggiù, anzi lei si aspetta gratitudine ed onore per il suo gesto. Ereshkigal invece la fa spogliare completamente, la umilia e  la appende letteralmente ad un gancio piantato nella parete e la lascia lì, affinché muoia lentamente per dissanguamento.
In questa lunga agonia Inhanna è obbligata a vedere tutto ciò che accade nel mondo degli Inferi, a prendere coscienza ed a capire la desolazione e la morte che regnano laggiù.
Inhanna viene poi salvata dalla sua governante, che non vedendola ritornare dopo tre giorni chiede aiuto ad una Dea del mare, la quale invia nel regno degli Inferi delle creature orrende e luttuose che sono disposte a scendere e ad affrontare Ereshkigal. Questi esseri si prestano ad intraprendere il viaggio carichi di doni da consegnare alla regina degli Inferi che, venendo accettata ed onorata, decide di ricompensarli concedendo la grazia ad Inhanna.

Questo mito termina con due momenti salienti:
- quando le due sorelle si salutano ed  Ereshkigal comunica ad Inhanna di essere incinta e di essere felice per questa nuova nascita;  a conferma del fatto che  ogni lutto racchiude in sé i semi di una nuova vita;
- quando  Ereshkigal dice ad Inhanna di fermarsi durante il ritorno a raccogliere ciò che lei ha messo vicino alle 7 porte che delimitano il suo regno, poiché questo sarà il suo personale regalo da portare nel regno dei Cieli.

Ad ogni porta Inhanna trova una pietra , ma quando sarà risalita alla luce del Sole si accorgerà che si tratta invece di 7 diamanti  purissimi di inestimabile valore.

In questo mito c’è tutto il simbolismo dello Scorpione diviso in sei fasi:
1- La discesa agli Inferi, percorso obbligato per ogni  Scorpione affinché possa comprendere quali sono le dinamiche inconsce che determinano i suoi comportamenti e le sue reazioni.
2- Vedere cosa c’è laggiù simboleggia il percorso di dolore e di morte necessario per poter cauterizzare le ferite rimaste aperte, ancora purulenti e sanguinanti.
3- Il simbolo della nudità, che psicologicamente rappresenta la necessità di rinunciare a tutte le difese quando si intraprende il viaggio della conoscenza di sé.
4- Il perdono e la grazia che  Ereshkigal concede dopo essere stata onorata, che simboleggia come per guarire dalle qualità negative occorra prima riconoscerle, onorarle e perdonarle in quanto ci appartengono anch’esse.
5- La gravidanza, che simboleggia i semi che si piantano durante questo percorso e che daranno i loro frutti.
6- I gioielli regalati ad Inhanna stanno ad indicare che i tesori di ognuno di noi sono seppelliti sotto montagne di scorie, di dolori e di rancori, che occorre prima vedere e ripulire.

Questo è uno dei miti più belli in assoluto ed è legato al segno che più mostra contraddizioni, poiché possiede le qualità più infime ma anche le più nobili.

 
a cura di Lidia Fassio
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