giovedì 26 maggio 2022
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  dal 21 aprile al 20 Maggio
TORO
 
“A te Toro, dò il potere di trasformare il seme in sostanza. Il tuo compito è molto grande e richiede una altrettanto grande pazienza, perché dovrai portare a termine tutto ciò che è stato iniziato prima dall’Ariete, altrimenti i semi verranno spazzati via dal vento. Per adempiere a quanto ti chiedo non dovrai fare domande, non dovrai cambiare idea giunto a metà del tuo lavoro e, soprattutto, non dovrai dipendere da nessuno. A questo scopo ti farò dono della forza. Usala saggiamente”.

E’ un segno Fisso – con energia Yin
1° segno dell’elemento Terra

Domicilio primario di X – (contenimento – inglobamento – attaccamento – territorialità - grande principio creativo femminile – sensorialità - utero )

Esaltazione di Giove  -  (nutrimento fisico e psichico – crescita – assimilazione – cultura – ambiente – senso di appartenenza – razza)

Secondo domicilio di Venere (nutrimento affettivo – valore di sé – valori personali – principio di piacere  e desiderio).

E’ il punto di partenza della “croce dei segni fissi” e rappresenta la possibilità di stabilizzare le energie potenti che si sono sprigionate nell’ariete   in modo che possano diventare costruttive, solide e lavorabili.  Il Toro ha bisogno di poter contare su ciò che ha e sui  valori solidi che possiede nonché  sulle  sicurezze che sono alla base della sua identità e stabilità interna: ha bisogno di avere un territorio circoscritto in cui portare all’interno le sue cose, i suoi affetti e i suoi valori personali: solo quando si sente sicuro può accogliere anche chi non è parte del clan. Deve poter contare sulle sue risorse.

Glifo: un toro possente.

Il suo glifo è un toro, ovvero di un animale maschile, simbolo di fertilità e di fecondità, quasi a significare un nucleo di forza, di resistenza e di aggressività non ben identificato a livello cosciente.

Rappresenta la vera potenzialità del femminile intriso ancora di materia istintiva: il Toro è il simbolo della  fecondità pura, ancestrale dotata di fecondità e  sensualità. Il Toro è tipico per la sua potenzialità riproduttive, forte  ed irruenta che riesce a manifestarsi nonostante la sua grande mole.

Il simbolismo del suo pianeta (X)  in domicilio,  rappresenta l’immagine della Grande Madre e la fase del Matriarcato con la sua territorialità e feminilità; ha a che fare anche con il  simbolo della Luna piena e di Demetra che nutre i suoi figli, nutre figli altrui, è dea delle messi e, infine nutre psicologicamente attraverso la religione dei “Misteri eleusini”. Il  Toro è legato al cibo, al nutrimento, ai raccolti e agli allevamenti.. a tutto ciò che trae sostanza dalla Terra.

Nel Toro le cose devono essere concrete e visibili: tutto è legato ai 5 sensi; il Toro è poco speculativo, non crede a ciò che non vede e, tutto sommato, ha una visione semplice e serena della vita. E’ legato alla terra e ai suoi ritmi: visto dagli altri segni può sembrare monotono e lento, poco aperto e per nulla curioso: in realtà è efficace, anche se mai in affanno. I nativi odiano angosciarsi e quindi evitano di  entrare in ritmi  veloci che non possono reggere. Amano il contatto con la natura così come è,  senza distorsioni né inteventi tesi ad accelerare o  a modificare le cose. E’ un segno conservatore.. molto legato al gusto, al piacere dei sensi e al cibo; amante della terra e delle risorse che da essa arrivano nel senso più nobile del termine.

Mito del Toro

Il  Toro, seconda tappa  dello Zodiaco, è un segno di Terra, legato  alla materia, al corpo,   alla sostanza e all’istinto. E’ un segno passionale, sensuale,estremamente conviviale e d edonista. Ha una natura  orale , come se tutto dovesse passare attraverso la bocca e il palato. Ama attorniarsi di cose belle, di affetti e di solidità.Ha bisogno di sicurrezze ed è in grado di lavorare tantissimo per procurarsele. E’ legato al suo territorio, ama i “ suoi”  e pochi altri:  crede nei rapporti di sangue, nei vincoli veri e certi, diffida degli estranei, considerati troppo spesso “forestieri”.

E’ un segno che rispetta i ritmi della natura e ne ama il contatto . Questa sua caratteristica lo lega all’agricoltura , all’allevamento e alle grandi proprietà terriere.

L’ombra del Toro è l’avidità, ed è per questo che  nel suo viaggio  si trova spesso a dover “perdere” qualcosa di importante per giungere a comprendere  il significato dello “scambio” dell’equilibrio tra il dare e l’avere  sempre un po’ difficile per un segno che è molto sensibile al prendere, all’ingoiare e a “portare dentro”: da qui i riferimenti anatomici all’apparato digerente e alla bocca. Anche gli occhi si riferiscono a questo segno ed è proprio a partire dagli occhi che inizia il suo desiderio e il suo bisogno di portare a se’.

Il suo mito ci riporta esattamente al problema e all’ombra che dovrà essere vista e portata alla luce. Minosse, re di Creta, voleva avere  per se’ il potere su tutte le isole greche potere  che spettava anche ai suoi due fratelli.  Per realizzare il suo fagocitante  progetto chiese aiuto a Poseidone, Dio  del Mare e questi lo assicuro’  che a dimostrazione del suo sostegno avrebbe fatto uscire dal mare un bellissimo toro bianco che Minosse avrebbe dovuto sacrificare il giorno dell’incoronazione in segno di devozione e di sottomissione ad un potere  piu’ grande. ( Il Re infatti non può in nessun caso far prevalere il suo interesse privato, lui è un mediatore tra il Dio e gli umani e deve quindi rispettare il volere del Cielo).

Le cose andarono pero’ diversamente poiche’ Minosse comincio’ a pensare che un toro così bello sarebbe stato meglio nelle sue stalle e decise di sacrificarne uno meno bello e meno possente, convinto che Poseidone neppure si sarebbe accorto dello scambio.

Poseidone si arrabbio’ tantissimo per questa mancanza di rispetto e, per vendicarsi, chiese ad Afrodite di scatenare una passione travolgente in Parsifae (moglie di Minosse) per il Toro bianco.

Così fu:  Parsifae  e il Toro si unirono e da questo amplesso nacque il Minotauro, un orrendo mostro con il corpo umano e la testa di toro che si cibava di carne umana.Il Minotauro venne messo dentro un labirinto costruito appositamenteper lui:  all’interno di questo luogo venivano lasciati i ragazzi che dovevano sacrificarsi e  nutrire il mostro.

Ovviamente tutta la storia ha a che fare con alcuni dei problemi dei nativi il primo dei quali consiste in  un forte bisogno di accaparrare  anche cio’ che non si può e che non è lecito prendere. Questo mette in risalto   il lato “bestiale” del segno: il Toro, infatti è un animale universalmente riconosciuto per il suo enorme potere fallico fecondante :  è un animale dai forti appetitie dalla potenza scatenata . La morale di questo mito consiste nell’imparare ad affrontare l’ avidità e il lato puramente istintivo di questo segno che, se lasciati senza controllo    (simboleggiato nel tradimento del  Dio – che rappresenta sempre la parte della ragione - ) possono anche  trascinare l’uomo  verso la distruzione. L’istinto e il desiderio non sono negativi, ma non devono prendere il sopravvento sulla ragione e sulla capacità dell’IO di  padroneggiare tutte le parti della psiche.

Significato

Il viaggio del Toro è quello di andare al di là della possessività e dell’ egoismo  trovando  all’interno di sé le sicurezze di cui tanto  ha bisogno per vivere. Spesso si dice  che il Toro è buono: è vero, però è anche molto rigido, schematico; a volte è fin troppo   semplice e  non vede al di là del proprio naso, e per naso intendo il  suo piccolo, limitato e tranquillo territorio, per il quale è disposto a dare anche la vita, ma non è questo il suo  mito solare; il Sole Toro chiede di trovare all’interno quel senso di personale sicurezza che possa  consentire di andare al di là del mondo personale;  il Toro deve abbandonare il suo naturale paraocchi, quello  che lo imprigiona nella  cupidigia e in un   piccolo mondo dentro il quale non vuole far entrare nulla di estraneo o di “diverso”.

Spesso per non concedere ciò che è giusto  finisce per perdere tutto, esattamente come Minosse, che perdette la tranquillità, la moglie ed ebbe come  figlio  il Minotauro, un mostro nato dall’amplesso tra sua moglie Parsifae e il Toro di Poseidone  che , in un gesto di totale avidità, volle  trattenere per sé anziché offrirlo in sacrificio  al Dio per l’aiuto che  gli aveva fornito nella sua ascesa al trono.

Il Toro troppe volte si condanna ad un  viaggio di  perdita e di abbandono che sembra essere una punizione per non avere compreso che non si può “trattenere quello che non ci appartiene”.

Per realizzarsi questo segno deve crearsi un forte senso di sicurezza interna che lo renda  indipendente e distaccato da ciò che possiede  all’esterno. Deve distinguere l’ESSERE dall’AVERE costruendo una sana struttura di valori che possano guidare  la sua realizzazione e le sue mete.  Deve integrare generosità e spontaneità; senso di  “impermanenza”  ossia  capacità di lasciar andare ciò che non si può trattenere e, infine,  deve aprirsi al mondo rinunciando al possesso materiale personale ed alle sue difficoltà di cambiamento e di accettazione della diversità al fine di  sviluppare socialità vera e capacità di integrare le differenze e i cambiamenti.

I principali problemi da superare sono : avidità – possesso – trattenimento – inglobamento – divoramento e staticità.

Deve superare la troppo forte attenzione  sulla materialità  sconfiggendo  la rigidità che deriva dall’incapacità di ascolto del mondo.  Anche la sua proverbiale pazienza è una qualità che non deve sconfinare nell’immobilità.

Deve farsi una base sicura che permetta poi di vedere il suo lato ombra, di superarlo proprio trovando  all’interno  le risorse vere  che lo rendano forte. Deve concentrare l’energia per renderla lavorabile e malleabile, in pratica, la sua solidità  non deve bloccare  né  trattenere, ma bastare a rassicurare se’ stesso.

Il segno del Toro è una contraddizione sia di termini che di significati, se lo analizziamo dal punto di vista archetipico profondo: è un segno dotato di una grande ed immensa femminilità, però non intesa come la si intende oggi; infatti non è né passivo-ricettiva, né aggressiva o femminista; il Toro rappresenta il potere “al femminile” , ovvero quell’idea ancestrale di matriarcato corrispondente alla fase in cui l’uomo, ancora del tutto inconscio dei suoi poteri personali, era in completa balia della natura, che poteva  concedergli la vita nutrendolo e proteggendolo, ma poteva anche  distruggerlo e annientarlo.

Questo potere al femminile è quello della simbiosi e dell’inglobamento.

Spesso viene associato miticamente alla figura del Minotauro, un essere con testa e tronco umane incarnate su un corpo di toro. Questo ci fa pensare a caratteristiche UMANE di calore, di affettività e di sensualità impiantate però su istinti potentissimi e difficilmente controllabili quali ossessività e gelosia, rabbie cieche ed irrazionali, favorite da un’ottusità ed un’ostinazione che non si riscontra in altre tipologie astrologiche.

Analizzando a fondo una particolarità del Toro, c’è un lato che salta agli occhi: a questo animale si mettono i paraocchi o addirittura gli si tengono coperti gli occhi, e questo possiamo leggerlo con due simbologie caratteristiche appartenenti a due stadi differenti di sviluppo della coscienza taurina:

- il primo   simboleggia il desiderio di non vedere ciò che non si vuol vedere, che spesso coincide con cose che inquietano e che possono distogliere dai propri interessi e dalla propria tranquillità. Questo modo di agire è comune a molti Tori, che mostrano insensibilità e ottusità fino ad arrivare alla grettezza nell’evitare qualunque fatto che possa smuovere la sua consapevolezza. Questa tipologia rimane incarnata nella parte animale Toro, legata ai suoi bisogni, alle sue sicurezze, avido ingordo, geloso e possessivo, attento più al riconoscimento sociale e al raggiungimento di un certo status-quo piuttosto che allo sviluppo della sua anima;

- il secondo   simboleggia il desiderio di controllare i suoi istinti, ricorrendo ad un qualcosa di esterno che possa fornirgli dei valori su cui contare, per evitare di farsi prendere dalla bramosia dei suoi impulsi, sempre forti e difficili da controllare.

Ogni Toro deve pensare bene a quale di queste due tipologie appartiene, ovvero al perché indossa il “suo personale” paraocchi.

La prima tipologia appartiene o alla prima parte della vita, oppure ad una persona che non è riuscita a passare alla fase superiore della sua natura e che si insabbia nei suoi egoismi e nei suoi bisogni. Se non si comprenderà questo, finirà per restare un individuo che manca di coraggio vero nell’affrontare la vita e soprattutto di spirito collettivo: gli altri non esistono, quindi devono essere tenuti il più lontano possibile. Gli unici “altri” che contano sono i “suoi”, ma perché li possiede come se fossero un “bene”.

La seconda tipologia appartiene invece ad una persona che è già allo stadio superiore, che sta allargando la sua coscienza e che sta pian piano allontanandosi dai valori materiali,  che ha scoperto che all’interno di sé vi è un’ombra da illuminare (che è rappresentata dal potere di trattenere tutto, di divorare e di inglobare, nonché da un nucleo tendente al pregiudizio ed all’intolleranza), per poter giungere al suo nucleo di forza maschile, per liberare la sua energia potentissima e metterla al servizio di qualche cosa di più grande di sé e dei suoi bisogni egoistici.

Ombra del Toro

Il Toro contrappone un’ombra molto oscura che compensa il suo comportamento cosciente, che ritiene lineare e chiaro: in realtà possiede una innata diffidenza che è procurata proprio dalla sua scarsa dinamicità mentale e dalla carenza di astuzia (caduta di Mercurio), che tende a renderlo insicuro e pauroso e quindi incapace di dare fiducia piena a chi gli sta vicino.

Solo quando farà luce su questa parte il Toro potrà rivelare appieno la sua parte femminile positiva, che consiste nel dare affetto, protezione e contenimento e nell’affermare il valore della vita sopra qualunque altro valore effimero.

 
a cura di Lidia Fassio
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