lunedì 27 febbraio 2017
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  dal 22 febbraio al 21 marzo
PESCI
 

“…A te Pesci, affido il compito più difficile. Ti chiedo di assorbire in te stesso tutte le pene dell’uomo e di rimetterle a me. Le tue lacrime devono finire per diventare le mie lacrime, le pene che sarai costretto ad assorbire in te sono l’effetto del fraintendimento della mia idea da parte dell’uomo; ma devi avere un atteggiamento di compassione nei suoi confronti, in modo che egli possa avere un’altra opportunità di ritentare nuovamente. Per questo compito così difficile verrai ricompensato con il dono più grande: Sarai l’unico dei miei 12 figli che potrà comprendermi. Ma questo dono di comprensione è per te, Pesci, e se cercherai di comunicarlo agli altri uomini non ti sarà dato di essere ascoltato”.

Questo segno è legato all’ultima tappa del viaggio dell’Io, tappa in cui si deve riallacciare al Se’, energia originaria da cui era partito nel momento della nascita.
Per questo, nel segno dei Pesci viene racchiuso il senso della totalità e dell’universalità poiché terminano tutte le separazioni e tutti i sensi di disgregazione.
Se il segno dei Pesci viene interpretato bene, il soggetto si trova nuovamente ad essere “parte” di quel Tutto da cui era partito e quindi, ritrova il senso di completezza e di perfezione.
Il signore dei Pesci, Nettuno indica infatti mettere fine a tutte quelle divisioni che l’Io e la mente hanno creato per identificarsi e, in questo modo, riappare profondamente il senso di PARTECIPAZIONE UNIVERSALE che ben si estrinseca nel fare qualcosa di concreto di fronte a qualsiasi difficoltà o sofferenza in quanto è percepita anche come propria.

Dal 20 febbraio al 21 marzo
E’ un segno Mobile – Femminile – di natura Yin
3° segno dell’elemento Acqua
Domicilio di Nettuno (compassione – fusione con la parte spirituale – fantasia – trascendenza e senso di partecipazione al mondo, distacco, sacrificio, guarigione, totalità);
Esaltazione della Luna (empatia – sensibilità – madre spirituale – accoglienza superiore);
Secondo domicilio di Giove (appartenenza alla specie – nutrimento spirituale – crescita superiore – unità spirito e materia – comprensione – elaborazione del significato della vita)

Punto di risoluzione  della croce dei segni Mobili che indica il percorso in cui corpo  e mente dovranno prepararsi a reincontrare lo spirito da cui si sono disgiunti nel viaggio dell’incarnazione. La croce dei segni mobili è legata alla capacità di elaborare i fatti e le cose, trasformandoli  in “esperienza”  che aiuta  a sentire le proprie risorse e a direzionare via via le energie in modo più evoluto, fino a  riagganciare il senso superiore della vita o la verità delle cose. E’ la croce che spinge l’uomo e l’IO a trascendere i confini personali grazie alla percezione che esiste   un progetto più grande di cui si è  parte e in cui, prima o poi, si deve  rientrare. E’ la croce che aiuta l’uomo  a ritrovare l’unità perduta superando il senso di separazione e di solitudine che lo  accompagna nella prima parte della vita in seguito al delicato processo di costruzione dell’identità che lo richiama a riconoscersi in qualcosa e a sentire come estraneo ciò che respinge. E’ la croce legata alla guarigione che è un vero  “atto  spirituale”,  nel senso che la si può ottenere quanto è raggiunta  l’unità interiore e la partecipazione a qualcosa di più ampio. Il segno dei Pesci conclude l’esperienza individuale e la riporta a quella universale.

IL GLIFO

Il glifo dei  Pesci che, simbolicamente, è molto  interessante:  due pesci  - legati tra loro - che nuotano in senso inverso.
A livello generale questo simbolo rappresenta l’incontro o meglio il potenziale  re-incontro tra l’individualità (primo pesce) e la totalità (secondo pesce); è chiaro che questo deve avvenire nel segno dei Pesci, e di certo  non è un compito facile da  portare a conclusione: si tratta infatti di una integrazione in cui individualità e collettività possano ritornare a dialogare e a condividere ciò che ci circonda attraverso il grande senso di “partecipazione” a cui siamo chiamati. Sul piano psicologico possiamo interpretare questo segno come il riallineamento tra l’Io e il Se’  che in termini di coscienza dovrebbe rappresentare l’abbandono definitivo di tutte le divisioni che sono state create e quindi, di tutti i condizionamenti che così tanto hanno frammentato e frammentano la vita e l’anima degli esseri umani.

IL  MITO  DEI  PESCI

Il Mito dei Pesci si incentra infatti sulla figura di Melusina, creatura affascinante, metà donna e metà pesce, quindi sirena.
Con questa immagine si intende l’incontro con una figura che non appartiene totalmente al mondo reale, ma un essere che è in parte appartenente ad un'altra dimensione, ad un altro livello di realtà.
L’incontro sarà quindi difficile, con molte problematiche , poiche’ Melusina è molto affascinante, sicuramente capace di rapire mente e cuore, tuttavia pone delle condizioni che, il partner solo umano non capirà, e infrangerà.
E’ un po’ come l’ultima stanza di Barbablu, che la moglie giura di non andare mai a vedere, ma poi non ce la farà poiche’ la curiosità sarà così grande che la spingerà a usare quella chiave e ad infrangere la promessa. Simbolicamente questa storia rappresenta la difficoltà per una persona “normale” , di comprendere e di rispettare il senso di diversità di questa creatura . Nel momento in cui infrange la promessa, Melusina scompare, poiche’ non può essere capita e vista nella sua intierezza, poiche’ qualcosa di lei non appartiene a questo mondo.
I due Pesci che nuotano in senso contrario rappresentano proprio l’incontro tra due diverse dimensioni , tuttavia sono legati e devono necessariamente  restare uniti: essi rappresentano l’incontro tra dimensioni diverse, tra emozioni e razionalità, tra realtà e fantasia, tra perdizione e spiritualità, tra separazione e unità: la sirena simboleggia una parte che vive negli Abissi che riporta a dinamiche molto inconscie ed anche a profondità di tutti i tipi.
Questo segno deve venire a patti con il mondo trasnpersonale, di questo si deve interessare e non importa se lo farà attraverso la creatività, attraverso la spiritualità o attraverso la perdizione, sempre la ricerca di “perdersi” in qualcosa di piu’ grande di se’ sarà alla base della loro psiche e sentiranno questo movimento, questa insoddisfazione interna che li spingerà verso nuove aperture mentali.
Ovviamente, la natura è duplice. I pesci simboleggiano molte delle idee che sono state espresse dalla filosofia Cristiana, tuttavia, a questo bisogno di santità, di espiazione e di andare verso la trascendenza della materia, non possiamo dimenticare che c’è anche l’altro lato della medaglia, quello che la cristianità ha chiuso in cantina: il diavolo. Qui sta il pesce oscuro, quello che non sempre è conscio di cio’ che sente e di cio’ che muove le sue azioni. I Pesci rappresentano entrambe queste polarità: la sfida sta nel riunirle all’interno della persona.

IL SEGNO

Nei due Pesci  vi sono due elementi interessanti da un punto di vista psicologico:
il primo è che il pesce è considerato  un animale a sangue freddo e questo lascia intendere molte cose sulla natura intima di questo segno che è empatico, sensibile, spugnoso ed assorbente, ma che ha come compito quello di non essere affatto “sanguigno”, quindi di non essere mosso da qualcosa di istintivo e compulsivo ma , anzi di essere abbastanza distaccato. Infatti, proprio questo è importante: i pesci che sono così sensibili alla sofferenza, non possono poi farsi carico di ogni cosa, altrimenti non potrebbero piu’ vivere una loro vita personale. Questo indica anche una certa struttura interiore che deve essere raggiunta da loro che sono, guarda caso, l’ultimo segno dello zodiaco e quindi che piu’ di tutti gli altri, devono aver raggiunto integrità, senso dell’Io (che non è egopatia) e capacità di distacco, oltre ai due concetti a me molto cari che appartengono entrambi alla filosofia Buddista “impermanenza e compassione”.
Il secondo consiste invece in un grande dualismo che è anch’esso insito nell’ultimo segno che deve combattere interiormente tra un bisogno di rimanere ancorato alla realtà e al mondo, mantenendo quindi questo senso di separazione tra l’Io e gli altri e, un secondo grande bisogno che consiste nel lasciarsi andare, nel cedere ad un qualcosa di piu’ grande di Se’, che consiste nel trascendere ad una dimensione superiore, accedendo a quel senso di spiritualità della vita che consiste nel sentirsi parte di un “Tutto”  in cui tutto è contenuto .  Il segno dei Pesci deve quindi terminare con qualsiasi concetto di polarità e di isolamento rispetto a cio’ che lo  circonda . Questo comporta un senso di globalità e di unità che prima di tutto sarà interno e poi potrà trasferirsi all’esterno il che potrebbe rappresentare il bisogno di non agire piu’ contro la totalità, poiche’ di essa si è parte.

I Pesci quindi, in un certo senso, hanno una consapevolezza di tutto cio’, è come se lo sentissero al loro interno e percepiscono anche questo senso di diversità, quasi di estraneità al mondo , poiche’ faticano ad inserirsi nel così detto senso di realtà, e, soprattutto faticano ad entrare nell’uniformità.
In effetti il senso di diversità è molto presente nei nativi fin dalla loro infanzia e, chi li incontra, spesso riceve questa proiezione e avverte questa sensazione e così l’effetto di essere a contatto con una creatura un po’ strana entra a far parte di questo incontro.
I Pesci sono l’ultimo segno dello Zodiaco e condensano dentro di   sé l’intera esperienza che è stata fatta nel ciclo che è iniziato partendo dal segno dell’Ariete.
L’ultimo segno deve riuscire a comprendere che l’Io è una “falsa identità” necessaria all’inizio della vita ma che dovrà essere in grado di autotrascendere  via via che l’individuo prende consapevolezza e  impara ad usare le sue potenzialità (empatia, sensibilità, capacità di cogliere e di percepire al di là dei 5 sensi e raggiungimento di un sano distacco partecipativo) per “sentire” ciò che arriva dall’interno, ovvero dall’ esperienza diretta della propria coscienza; la presenza di Nettuno e di Giove – i due signori di questo segno – è lì per ricordarci che la vita ha bisogno di continuo nutrimento  non solo alimentare, ma soprattutto spirituale. Il segno dei Pesci in particolare, a livello simbolico,  deve alimentare  i suoi corpi sottili che sono pronti ad aprirsi  all’universale: è proprio nel progetto di questo segno il compito di creare un canale per la vera guarigione che è fatta di “ricontattamento” con la fonte originaria da cui ci si è  staccati  al momento della nascita; deve quindi aprire una porta con il Divino che è in noi e fuori di noi e che è presente in ogni cosa a cui si partecipa.
Del resto, fin dall’inizio della sua vita individuale il nativo Pesci sperimenta questo senso di “vuoto”, di “diversità”  e di “assenza” che cerca di colmare attraverso mille palliativi che solo temporaneamente sembrano  “riempire”; in realtà la percezione di insoddisfazione e di svuotamento permane perché deriva  dalla consapevolezza di “essere stati un’unità” e di averla perduta al momento della nascita fisica. Nel tempo, i Pesci capiscono che solo un senso vero di partecipazione con ciò che lo circonda e l’acquisizione di un vero senso spirituale della vita  potrà “risanare” la ferita originaria, quella che sostanzialmente noi tutti viviamo come una “caduta”, o meglio, come la rottura di un rapporto che prima c’era e di cui abbiamo memoria come “nostalgia”.

 
a cura di Lidia Fassio
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