mercoledì 17 luglio 2019
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    GLI ARTICOLI DI ERIDANOSCHOOL
- Astrologia e dintorni

IL MASCHILE E IL FEMMINILE NEL TEMA DI SIDDHARTA E FRANCO
     a cura di Silvana Conti e Lelia Lombardi
 
Il Maschile e  il Femminile nel tema di  Siddharta  e Franco
Il tema di Siddharta

Introduzione

Lo spirito della nostra collaborazione è nato quasi subito, e confrontandoci con Lelia mia compagna di corso, abbiamo subito evidenziato, nei due temi che ci interessavano, delle interessanti analogie, in questo caso il Sole in Nona e la Luna in Terza.
E’ importante anche fare una precisazione, nel caso del Buddha si tratta di una nascita che risale a 2.500 anni fa e quindi la stesura e interpretazione della sua carta non può essere dettagliata come quella di Franco.
Non è nostra intenzione fare nessun confronto far due uomini così diversi, vissuti in epoche così lontane, ma ci è piaciuto fare delle riflessioni sulle due case in questione.

Personalmente ho pensato al Buddha, come una forma di riconoscenza, verso questa figura alla quale devo molto in termini personali, l’essermi accostata alla meditazione vipassana, “la via di mezzo” ha dato un senso alla mia vita e alla comprensione della mia sofferenza, oltre che avermi insegnato ad accettare la realtà senza forti oscillazioni estremistiche alle quali ho sempre teso.

TEMA Natale di Siddhartha principe ereditario del clan degli Shakya nato 2500 anni fa.

Ho rintracciato questo grafico del tema natale da un testo buddhista tibetano scritto da Jhampa Shaneman, che da oltre 20 anni svolge l’attività di consulente astrologico e da oltre 30 è buddhista dedito all’insegnamento del Buddhismo Mahayana e Vajrayana, ha scritto un libro molto interessante “L’interpretazione del Tema Natale secondo la visione buddhista” e da lì ho tratto il grafico di Siddharta.
Per un praticante buddhista l’astrologia rientra nella categoria degli influssi esterni e prende in esame il corpo e la mente, lo studio stimola la comprensione degli influssi dinamici tra l’azione e la coscienza e l’astrologia rappresenta proprio uno di questo influssi dinamici e acquisendo una certa libertà dalle azioni inconsciamente stimolate si riesce a sviluppare una migliore comprensione di se stessi e del mondo.
La parola “buddhismo” viene associata a una grande varietà di pratiche religiose, la gran parte si rifà al Buddha storico, Siddharta Gautama, detto anche Sakyamuni che visse per circa 80 anni nel VI-V secolo a.C. nel nord dell’India.
Il principe nacque dal re Suddhodana Gautama e da sua moglie Maya, la quale morì dopo soli sette giorni dalla sua nascita. Siddharta “colui che conosce la meta” fu affidato alle cure di una zia materna e seconda moglie di Suddhodana.
Trascorse una serena fanciullezza principesca sotto l’attenta sorveglianza del padre che temeva l’avverarsi della profezia secondo cui Siddharta sarebbe divenuto o un grande re o un “liberatore dei mali del mondo”. Suddhodana è così un perfetto esempio di quel genere di autorità che verrà poi condannato dalla tradizione buddhista: egli aveva imposto al figlio il proprio modo di vedere le cose, cercando di togliergli la possibilità di giudicare da solo.
All’età di sedici anni sposò la bellissima Yasodhara, figlia di un importante re e vinse su tutti gli altri pretendenti primeggiando in poesia, letteratura, e arti marziali. Visse nell’agio e nella spensieratezza ricoperto di doni dal padre nella speranza di distoglierlo dall’intraprendere la ricerca spirituale.
Ma un giorno, narra la tradizione, recandosi da un giardino all’altro sul suo cocchio dorato volle cambiare strada e incontrò per la prima volta un vecchio sofferente per l’età avanzata e ne rimase profondamente turbato. Questo accadimento lo rese curioso di conoscere quella realtà che il padre per tanti anni gli aveva nascosto. In altre successive uscite dalla sua “gabbia dorata” vide un malato agonizzante, e un asceta mendicante dallo sguardo sereno e profondo.
Questi incontri lo sconvolsero al punto che decise all’età di 29 anni di lasciare il palazzo con i suoi agi e intraprese un cammino di rinuncia dei piaceri terreni per cercare il rimedio alla tanta sofferenza che aveva visto. Il suo stile di vita sontuoso gli pareva triviale e privo di senso. Prese congedo da un padre affranto e salutò senza svegliarli la moglie e il figlio neonato, si allontanò furtivamente quasi come se non fosse sicuro di essere in grado di tenere fede alla sua decisione nel caso la moglie l’avesse supplicato di rimanere.
Si diresse verso la foresta. Trascorse i sei anni seguenti nella più rigorosa meditazione compiendo atti estremi di ascesi affrontando dure privazioni cibandosi solo di un chicco di riso al giorno per diversi anni, conobbe stati di profonda meditazione. All’età di 35 anni abbandonò la mortificazione di sé come tecnica di realizzazione spirituale ricominciò a nutrirsi e cerco’ una “via di mezzo” come risposta alla sofferenza e raggiunse l’illuminazione la notte di Plenilunio del 15 maggio 539 a.C. All’apparire del mattino egli era un Risvegliato (Buddha), libero dall’attaccamento e dall’identificazione con il corpo-mente, portò in tal modo a compimento la lunga ricerca interiore vita dopo vita per il beneficio di tutti gli esseri senzienti. Non era un dio, ma un uomo che aveva raggiunto in terra la liberazione dalla sofferenza. Insegnò il sentiero buddista fino all’età di ottantuno anni.

Tema natale – 23 Maggio 575 a.C. / 12.30 ora locale – Patna India

Sole in Toro – ASC. Vergine – Luna in Scorpione

Partiamo quindi dall’analisi del Sole che è in Toro e in casa Nona.
Il sole in un tema natale rappresenta quella parte di noi che vuole indicarci per la nostra comprensione da dove veniamo e dove siamo diretti, questa è la domanda solare. L’espressione del ns. sole la sentiamo molto di più nella seconda parte della vita, ci spinge verso la conquista di cose in senso psicologico ed è legato al mito degli Eroi.
Mito dell’Eroe, si diventa eroe non si nasce, ed è colui che ha una meta da raggiungere di fronte alla quale niente lo ferma. L’Eroe nei suoi miti deve sempre partire per un viaggio che va anche nelle tenebre, con la lotta tra vita e morte, lotta che culminava sempre con la rinascita dell’eroe. Tutti gli eroi devono lasciare la casa genitoriale. Nella lotta per diventare eroi non ci saranno i familiari ma i propri talenti, spesso i genitori si oppongono, da un lato il genitore è spinto a capire e dall’altro lato è battagliato perché il figlio compierà la sua opera a discapito di quello che ha appreso. Tutti gli eroi devono lasciare la casa genitoriale. E’ importante che l’Eroe intraprenda la sua strada per l’individuazione. La chiamata può venire in vari modi, incontri, malattie, queste sono modalità che hanno la funzione di farci entrare in crisi e che ci apriranno un’opportunità. Siddharta infatti ha seguito la sua chiamata e ha lasciato la casa genitoriale, affrontando la vita con le sue responsabilità e con tutti i rischi. Possiamo solo immaginare la delusione del padre, il re Suddhodana, e il conseguente senso di colpa del giovane principe nel disattendere completamente le aspettative paterne. Nella prima parte della sua vita ha incarnato il mito solare di Elio, giovane ed egopatico, abbagliato da se stesso, calato nel suo ruolo e nei suoi agi. Posso dire che in quella parte della vita ha espresso completamente quella parte di Sé che era frutto dell’imprintig paterno, e analizzando il sole toro è evidente come la mancanza della figura materna, morta alla sua nascita, abbia impedito una simbiosi affettiva così importante nell’infanzia che lui ha compensato calandosi completamente nella gratificazione che gli veniva dal possedere residenze, giardini, abiti sfarzosi, e spesso come tutti gli appartenenti al segno del toro è passato attraverso una perdita affettiva importante. Posso anche immaginare la sofferenza che l’ha pervaso nel momento dell’abbandono dell’amata moglie e del bimbo appena nato. A 28 anni (1° ciclo di Saturno) ha incominciato a intraprendere la strada dell’individuazione, lasciandosi alle spalle sicurezze affettive e materiali. Questo maschile coraggioso, che ha saputo cercare ed individuare le sicurezze non esterne ma quelle interne, ha avuto un grande aiuto dalla sua collocazione in casa nona, casa nella quale dovremmo stabilire il confronto tra i nostri ideali e la realtà, è la casa dove si collocano i grandi ideali, le grandi ispirazioni, il grande confronto con le diversità, le altre filosofie. Le certezze non devono essere assolute ma devono essere in continuo movimento.
Nella nona si aprono delle nuove porte, si trasformeranno le conoscenze acquisite e la realtà sarà sempre l’elaborazione del vissuto personale, aiuta a cercare un senso alle esperienze vissute, è anche una casa segnata da Giove, che esprime speranza e fiducia senza vivere la paura di essere annientati dal nuovo pensiero. Siddharta era naturalmente predisposto a indagare con profondità il mondo che lo circondava ricercando attraverso il contesto personale che ha indotto in lui un’attitudine alla filosofia che è potuta anche culminare in un’espressione spirituale e religiosa. Ha sempre cercato una risposta alle sue domande, acquisendo una visione più grande della vita. Il Buddhismo è particolarmente adatto ai pianeti in nona. Si. rappresenta un maschile individuato, si è opposto al padre e alla sua volontà, voleva andare nel mondo per scoprire un significato più profondo, possiamo solo immaginare come la risposta negativa del padre potè sembrargli un ostacolo inverosimile, lui per essere un buon Re voleva comprendere il contesto della sua posizione. Il padre aveva provato a farlo diventare un leader materiale, un grande Re, ma lui si ritrovò con un grande bisogno di spiritualità. L’opposizione del padre agli studi spirituali non fece che rafforzare la sua volontà di cercare risposte spirituali.

Il femminile in un tema è rappresentato dalla Luna che è legata al mondo sensibile, e alla figura materna, in un tema maschile rappresenta la parte anima, la Luna è anche un simbolo legato alla premonizione e alla sensibilità. Alla Luna è legata anche la reazione istintiva, l’infanzia è legata alla luna, e rappresenta il bisogno primario di scambiare emozioni e di avere risposte emotive dagli altri. Deve empatizzare. Sente le emozioni dell’ambiente e deve imparare i confini differenziandosi dagli altri. Simboleggia anche l’Auto-nutrimento. Nel tema di Siddharta è in SCORPIONE indice di una – sensibilità nascosta e orientata verso le parti oscure degli altri, chi più di lui ha avuto l’intuizione di capire come la mente e i suoi prodotti, pensieri etc, possano essere delle gabbie limitanti per gli esseri umani e chi più di lui ha capito l’importanza di sviluppare un distacco dalle emozioni, che non vuol dire negarle ma osservarle e non identificarsi con loro! Ha visto l’ombra del femminile, si dice che nella fase della sua gioventù a palazzo era dedito a ogni tipo di piacere carnale e dopo un’orgia vedendo corpi femminili abbandonati nel sonno ha colto l’illusione che anche il sesso porta con sé, poi diventato un maestro è stato il primo a dare l’iniziazione alle donne avvertendo anche come questa scelta avrebbe portato scandali e scalpore.
Certo la congiunzione Luna- Saturno evidenzia l’assenza della figura materna, gli è mancata la morbidezza del contatto con il corpo della madre, sostituita da una zia Pajapati Gotami, probabilmente la mancanza della madre lo ha portato verso uno spiccato interesse per le emozioni, da qui è evidente che per essere capace di comprendere gli altri dovette comprendere le sue proprie emozioni. E’ in terza casa, la casa connessa alla conoscenza e la posizione della Luna indica che in questa casa si tratta di una conoscenza di tipo interiore, è una Luna in difficoltà con la staticità delle cose ricerca stimoli che le permettano di soddisfare i suoi bisogni sociali, la realtà può diventare trasformabile e svelare il suo lato illusorio.
Entrando nello specifico del suo rapporto con le donne un testo serio che ha ricostruito la sua vita – Buddha una vita – di Karen Armstrong narra che mentre viveva in un Arama ricevette la visita di Gotami vedova di suo padre che essendo ormai libera da legami voleva essere ordinata nel Sangha (comunità di religiosi meditanti), il Buddha rifiutò con chiarezza: non era proprio il caso di ammettere anche le donne nell’Ordine. Era deciso a non cambiare idea anche se lei lo pregò per tre volte di ritornare sui suoi passi, prima di andarsene profondamente amareggiata.
Pochi giorni dopo il Buddha partì per una località che si trovava nella repubblica di Videha e lì una mattina il suo assistente Ananda trovò Gotami assieme a una folla di altre donne, singhiozzante con i capelli rasati e la veste gialla, quella dei monaci. Lei era sofferente perché il Beato non accettava donne nel Sangha. Ananda si prese a cuore il problema e cercò di parlare con Buddha, il quale non voleva sentir ragioni.
La questione era seria: se continuava a escludere le donne dal Sangha, significava infatti che riteneva che metà della razza umana non fosse in grado di raggiungere l’illuminazione. L’insegnamento però era rivolto a tutti : a dèi, animali, ladri, uomini di tutte le caste; perché solo le donne dovevano essere escluse? Il massimo che potessero sperare era di rinascere uomini? Allora Ananda aggirò l’ostacolo e gli chiese se le donne fossero in grado di “entrare nella corrente“ e di diventare Arahant (realizzato che raggiunge l’illuminazione). E il Buddha rispose di Sì. Allora Ananada gli fece notare come fosse giusto ordinare Gotami ricordando al suo maestro la gentilezza che questa donna aveva avuto verso di lui dopo la morte di sua madre. Riluttante il Buddha accettò la sconfitta e disse che Gotami avrebbe potuto entrare nel Sangha se avesse accettato otto regole particolarmente severe. Queste disposizioni che ora non sto ad elencare rendono chiaro come le monache fossero considerate inferiori.
Gotami accettò volentieri queste regole e venne ordinata a tempo opportuno. Ma il Buddha non era convinto e manifestò le sue perplessità ad Ananda dicendo come una tribù con troppe donne diventa vulnerabile e viene distrutta, allo stesso tempo nessun Sangha che abbia donne tra i suoi membri può durare a lungo. Esse sarebbero state per il Sangha come la ruggine delle piante per un campo di riso.
Dopo che ebbe dato il suo permesso migliaia di donne si fecero monache e lui elogiò il loro cammino spirituale, disse loro che avrebbero potuto diventare come i monaci e profetizzò che non sarebbe morto prima di avere un numero sufficiente di monaci e monache saggi, così come di seguaci laici maschi e femmine.
Come dobbiamo interpretare questa misoginia? Il Buddha aveva sempre predicato alle donne così come agli uomini. Alcuni studiosi hanno sostenuto che il Buddha per quanto illuminato, non poteva sfuggire ai condizionamenti sociali del suo tempo e non poteva che immaginare una società di tipo patriarcale, sottolineando comunque che l’ordinazione delle donne fosse stato un atto radicale che – forse per la prima volta nella storia – offriva un’alternativa alla vita domestica.
Anche se questo è vero- resta però – a proposito delle donne una sua difficoltà sulla quale non dovremmo sorvolare. E’ infatti possibile che, nel pensiero del Buddha, le donne siano rimaste inseparabilmente legate all’idea di quella “lussuria” che rende impossibile l’illuminazione. Infatti quando se ne andò di casa per iniziare la sua ricerca non gli venne in mente di portare con sé la moglie: pensò semplicemente che non lo potesse accompagnare nel suo cammino di liberazione. Questo però non va imputato al fatto che lui provasse disgusto per la sessualità ma piuttosto la ragione va vista nel fatto che sua moglie rientrava fra ciò a cui era attaccato e da cui, quindi, doveva liberarsi.
L’ingresso delle donne nella comunità religiosa creò molto disorientamento tra i monaci che non sapevano come comportarsi e lui dette consigli che riflettevano un senso di disagio che egli non riuscì mai a vincere.
D’altronde se il Buddha nutriva sentimenti negativi nei confronti delle donne, dobbiamo però notare come questo sia stato un atteggiamento tipico dell’Età Assiale dove esse divennero proprietà degli uomini, escluse da molte professioni e – in alcuni antichi codici legislativi – vennero sottomesse al controllo, a volte draconiano, dei loro mariti. Complessivamente attorno al periodo in cui il Buddha praticava in India, nelle regioni assiali, le donne andavano incontro a un ulteriore declino del loro status.
Il Buddha aveva predetto che le donne sarebbero state la rovina dell’Ordine ma, di fatto, la prima grande crisi all’interno del Sangha fu causata da uno scontro tra ego maschili.
Sole – Luna – nel suo tema sono in opposizione quindi c’è una parte che riguarda la sua identità e riguarda il maschile e il femminile. Sono le parti collegate alle figure genitoriali. Sfugge la storia vera genitoriale. La parte razionale e la parte istintiva suggeriscono soluzioni diverse nella vita (opposizione) e quando ci sono delle scelte da fare la lacerazione diventa molto forte. La testa dice una cosa e il cuore un’altra. Il sole ci guida a fare delle scelte lontano da ciò che ingabbia, la luna vuole situazioni rassicuranti di dipendenza, quindi nella lesione è importante fare dialogare questi due aspetti. E’ un contatto che sprigiona molte energie e pensando alla sua vita questo mi è sembrato molto pertinente, ma è risultata molto evidente anche la capacità di dialogo tra il suo mondo interiore e il mondo esterno che l’ha visto da subito come una guida.




Il maschile e il femminile nel tema di Francisco Franco

"Sono giunto alla conclusione che è un santo" (Salvador Dalì)

La mia curiosità per la "persona" di Francisco Franco è nata dal mio interesse per la storia della Spagna moderna che mi ha portata ad interrogarmi sul ruolo storico del dittatore che è stato il più longevo anche politicamente. Leggendo alcune biografie del generale, tra le quali anche la sua "Raza" ne è emersa una figura umana complessa, contraddittoria, talvolta sfuggente ma sempre in qualche modo "sofferente",che mi ha spinta ad indagare nella sua vita attraverso il suo profilo astrologico per scoprire cosa si cela dietro l'immagine del grande Caudillo.

Tema natale: Francisco Franco y Bahamonde nacque alle 12.30 del 4 dicembre 1892 nella città di El Ferrol in Galizia, una regione della Spagna nord-occidentale, in una famiglia della classe media tradizionalmente legata alla marina. Figlio di genitori separati ebbe un'infanzia triste, gracile di costituzione si dimostrò introverso e timido.
A 14 anni entrò all'Accademia Militare di Toledo, dove era uno dei cadetti più giovani e di minor statura.
A soli 19 anni diventò ufficiale ed entrò nell'esercito africano e a 28 anni primeggiò nei ranghi della Legione Straniera in Marocco, gruppo di élite militare di volontari, dove si distinse per il suo coraggio, durezza e culto della disciplina.
La sua carriera militare fu rapidissima e brillante: nel 23 divenne tenente colonnello, nel 25 colonnello e a soli 33 anni ottenne il titolo di generale.(il più giovane generale d'Europa). Nel 1923 sposò Carmen Polo, proveniente da una famiglia aristocratica, che gli restò accanto tutta la vita e gli diede una figlia.
Durante la dittatura del generale Primo de Rivera fu nominato direttore dell'Accademia Militare di Saragozza, ma nel 1931 con la caduta della monarchia e la proclamazione della Seconda repubblica fu inviato alle Baleari come Capo di Stato Maggiore e fu richiamato in Patria solo in seguito alla vittoria elettorale della destra del 1934 che gli affidò la direzione della repressione militare della Rivoluzione delle Asturie .
Prima dello scoppio della guerra civile mantenne una posizione politica molto "defilata", nonostante le sue idee marcatamente conservatrici, ultranazionaliste e anticomuniste.
Possedeva una concezione rigida e conservatrice della religione, una visione chiara della storia della Spagna basata tuttavia su una interpretazione del passato storico concepito banalmente come una lotta perenne tra forze tradizionali, patriottiche e religiose e altre legate alla massoneria e a movimenti politici antinazionali.
In seguito al successo elettorale del Fronte Popolare, nel febbraio del 1936 Franco venne allontanato e destinato alle Isole Canarie, ma quando la Repubblica cominciò ad assumere un carattere fortemente anticlericale, le correnti di dissenso esplosero e nel luglio dello stesso anno, insieme ad un gruppo di generali fece un colpo di stato ritornando in Spagna con le truppe della Legione Straniera del Marocco e guidando la sollevazione militare contro il Governo Repubblicano. Nel settembre fu proclamato "Generalissimo" a Burgos e nell'ottobre capo di Stato del Governo Antirepubblicano e un anno dopo divenne Capo Nazionale della Falange Spagnola Tradizionalista. La sua decisione di intervenire nella guerra civile fu inequivocabile e sin dal principio aspirò a esercitare la sua suprema responsabilità politica. Nel 1939 vinse la guerra civile (grazie anche al consistente appoggio politico e militare dei governi di Hitler e Mussolini) e instaurò una dittatura di stampo fascista che scatenò una fortissima repressione. Allo scoppio della seconda guerra mondiale nonostante le pressioni dei tedeschi e degli italiani riuscì a mantenere la Spagna su una posizione di neutralità. Alla fine del conflitto si avvicinò ai paesi occidentali e approfittando della "guerra fredda" si impose come sostenitore dell'anticomunismo concludendo nel 1953 un accordo economico con gli Stati Uniti. Nel 1957 ristrutturò il governo per risollevare la Spagna dalla crisi economica nominando ministri tecnocrati,professionalmente qualificati. Affidò l' amministrazione del paese a Luis Carrero Blanco e a ministri dell' Opus Dei.
Nel 1969 nominò suo successore il principe Juan Carlos di Borbone che alla sua morte fu incoronato re di Spagna.
Morì il 20 novembre 1975 a Madrid.

Nel tentativo di interpretare il tema natale del Caudillo non procederò sistematicamente nell'analisi puntuale degli aspetti ma come mi è consueto mi affiderò al colpo d'occhio.
Credo che nel Franco bambino si possa già trovare il Franco adulto: sole e luna sono opposti, pertanto è possibile che egli abbia avuto nell' infanzia una difficoltà a identificarsi con uno dei genitori.
Spesso questa configurazione suggerisce dei genitori molto diversi tra loro anche se legati da un forte rapporto simbiotico considerate le implicazioni che ,in questo caso, i luminari hanno anche con plutone. I suoi genitori si separarono: il padre, noto per la sua dissolutezza, se ne andò con una donna più giovane gettando un'ombra di tristezza e di lutto sulla vita della famiglia.
Appare evidente che il padre fu il traditore(sole-plutone), colui che lo abbandonò, che lo costrinse a falsare la propria personalità dietro una maschera di fragilità usata come scudo contro un padre vissuto come minaccioso, imprevedibile che andava fuori controllo senza un motivo apparente, rude e umorale (sole-marte) inafferrabile e mai presente (sole- nettuno).
Suo padre era un militare molto più aperto di come sarà suo figlio: un massone con idee di sinistra, un anticlericale, un libertino pronto ad ogni avventura, insofferente ad ogni convezione (sole-nettuno)
Francisco incapace di farsi accettare dal padre e di conquistarne l'affetto si chiuse in se stesso,divenne solitario, controllato al punto da sembrare sempre gelidamente distaccato (sole- saturno). Divenne troppo educato, troppo "ometto" per non suscitare le ire paterne del quale aveva molta paura (sole-plutone).
La madre contrariamente al padre era politicamente conservatrice e molto religiosa, dolce, gentile e apparentemente serena, sempre pronta a difendere i figli dall'eccessiva severità paterna. Reagiva alle umiliazioni che quel coniuge vizioso e dissipato le infliggeva, ostentando dignità e devozione, dietro cui celava la vergogna e le difficoltà economiche. Ciò nonostante non dimenticava di aiutare i parenti in difficoltà, addossandosi più responsabilità di quelle che avrebbe potuto realmente sostenere. Fece di tutto per instillare nei figli, la volontà di farsi strada nella vita e di elevarsi al di sopra della propria condizione d'origine con il lavoro assiduo e lo studio. In questo ritratto femminile appare evidente l' influenza luna-nettuno, luna saturno, luna- plutone, luna mercurio (in casa terza). Maria possedeva la capacità di "sentire" le emozioni e i pensieri degli altri , capiva i loro bisogni dimostrando sempre gentilezza e disponibilità.
Franco la visse come una madre sacrificata e rassegnata alla sua condizione, una vittima dolce ma un po' invischiante dalla quale fu difficile separarsi (luna- nettuno). Spesso non esprimeva i suoi bisogni, e diceva cose non pensava per rimediare agli scompensi che il marito col suo comportamento creava nei figli(luna- mercurio). Sopportò le percosse del marito e le sue improvvise sfuriate alzando notevolmente la propria soglia del dolore, (luna marte) ma stoicamente riuscì a mantener tutte e quattro i figli con continui sacrifici, anche se si dimostrò un po' esigente e normativa, bloccata nel suo ruolo e incapace o impossibilitata a stabilire un autentico contatto emotivo con loro. (luna, saturno). Per Franco fu una vedova (ed infatti, quando il marito la abbandonò si vestì di nero) depressa e rancorosa, in cui le potenti emozioni distruttive venivano celate e controllate, una donna, insicura e drammatica, che perse una figlia e che proiettò sui figli maschi una inespressa volontà di potenza (luna plutone). Ma come Maria del Pilar crebbe e nutrì i suoi figli ? Li crebbe nonostante tutto, dando loro fiducia nelle proprie risorse e nella possibilità di allargare i propri orizzonti umani, intellettuali, spirituali e di conquistare mete. Qui luna giove assunse più il carattere di nutrimento religioso, intriso di una religiosità un po' bigotta, attenta all'osservanza dei doveri come spesso accadeva nelle cittadine provincia, come El Ferrol, rispettose delle gerarchie sociali e dai costumi moralisticheggianti.
Ma come questa luna influenzò Franco nei suoi rapporti col femminile?
Si sa poco dei suoi rapporti con le donne, non aveva l'abitudine di andare a caccia di avventure e per questo veniva irriso dai suoi stessi ufficiali. Dopo un assiduo corteggiamento si sposò con Carmen Polo che orfana di madre (luna- plutone) studiava in un convento di monache dove infatti la conobbe. Nonostante Franco dovesse allontanarsi a lungo per la sua carriera lo attese a lungo prima di sposarlo e cosi fece per tutta la sua vita, sopportando le sue numerose assenze e restandogli devota (luna- nettuno) .

Ma come il piccolo "Paquito" riuscirà a trasformarsi nel Caudillo?In quel "Caudillo, nunzio inviato da Dio perché provveda alla salvezza della Spagna, messia del popolo" ( Carrero Blanco, eminenza grigia del Generale)
Come suggerisce l'opposizione sole- plutone,(in questo caso c'è anche l'implicazione della luna e di nettuno) è probabile che il piccolo Franco abbia vissuto sin dalla nascita un senso di impotenza, che proseguendo negli anni crebbe sviluppando una profonda convinzione di inadeguatezza e forse un sentimento di vergogna di se stesso. Questi rapporti dinamici avvengono sull'asse terza-nona e sottolineano un difficile impatto sull'ambiente che si è presentato come instabile (luna-nettuno), carico di atmosfere dense, emotivamente torbido, pieno di rancore, di cui non ci si poteva fidare e al quale non si poteva reagisce che controllando, esprimendo solo quello che si pensava fosse accettato (luna -plutone). Qui la spinta compulsiva di plutone ad agire secondo gli stereotipi dell'ambiente si tradusse in un comportarsi "come si deve" Si sottomise ad esso prendendo a modello la figura della madre, negando il proprio bisogno di approvazione paterna, cui aspirava ma che mai conseguì (sole- saturno).
Franco non esisteva per suo padre (sole plutone) e per tutta la vita si tenne lontano dall'alcol, dal gioco e dalle donne impegnandosi a crearsi una vita antitetica a quella paterna. Al ripudio della figura paterna corrispose una identificazione profonda con la madre, che si poteva già scorgere fin da piccolo nei modi gentili, nello stesso timbro acuto della voce, nella inclinazione al pianto e nella perdurante sensazione di privazione.
Negli stessi discorsi che il futuro Caudillo farà si coglierà sempre un tono di risentimento auto-compassionevole, l'eco continua del bambino maltrattato, abbandonato che era stato e questa fu una delle motivazioni che lo spinsero a cercare il potere.
La forte sollecitazione plutoniana fu determinante nell'adolescenza quando a quindici iscrittosi all'Accademia di Fanteria di Toledo, uno degli istruttori, considerata, la bassa statura e la costituzione gracile pensò di dargli un moschetto a canna corta al posto della pesante carabina, Franco si sentì morire e non tollerando l'umiliazione non volle più sottomettersi (veniva abitualmente irriso durante l'infanzia col titolo di "cerino") e operò una profonda trasformazione di se stesso: cominciò a "sfidare" l'esistenza andando alla ricerca spasmodica, ossessiva del potere. La fiducia in sé venne puntellata da un desiderio di onnipotenza che lo spinse a ricercare il dominio assoluto sia su di sé che sul mondo.
La congiunzione che plutone fa con nettuno credo abbia ulteriormente complicato la mancanza di fiducia in sé ed è probabile che egli si sia sempre sentito minacciato nella sua integrità (nettuno viene smembrato) fisica, emotiva e psichica, come le la sua identità venisse continuamente erosa e fosse in un certo senso invasa da un "non so che femminile" e di sfuggente, diventando al fondo un enigma per se stesso. Roberto Cantalupo, ambasciatore di Mussolini dirà di lui: "Lo trovai gelido, molto femminile e sfuggente". Così l'aviatore monarchico Juan Antonio Ansaldo a lui vicinissimo: "Franco è uno che dice e smentisce, che si avvicina e ti sfugge, sempre vago, mai chiaro , né categorico"
Azzardo l'ipotesi che il suo sole quadrato marte all'ascendente spieghi come Franco cercò di reagire al senso di precarietà che il padre, competitivo, umorale e aggressivo gli trasmise cercando di dare una direzione più ambiziosa alla sua vita, diventando appunto il Caudillo il condottiero strategico, difensore dei deboli che combatte per valori superiori..
Effettivamente Franco cercò di dare un significato alle sue ambizioni, Giove in ariete in prima trigono al Sole in Sagittario in nona lo spiegano bene: armato di un imperturbabile ottimismo egli "fece strada" conquistando sempre più prestigio mettendosi sempre più in vista fino a diventare il capo, portavoce di un cattolicesimo tenace e dogmatico, di una sorta di puritanesimo nei costumi, di una forte avversione per le idee liberali e la massoneria e di un feroce anticomunismo. E di "strada" ne fece anche geograficamente, spostandosi dalla Spagna al Marocco, suo trampolino di lancio sia militare che politico. Che fosse questo il suo progetto lo dice il suo sole in sagittario in nona: Franco si avventurò in Marocco per provare le sue capacità esplorando un nuovo mondo non solo in senso geografico ma anche umano e culturale. Passò dalla casa terza rappresentata dalla piccola cittadina bigotta di El Ferrol, alla casa nona il Marocco e la Legione straniera, promiscuo luogo di avventurieri, delinquenti, mercenari duri e spietati pronti a tutto, disperati e disadattati, dove al di sotto di una ferrea e brutale disciplina aleggiava sempre un gusto e una sfida per la morte (l'opposizione sole- luna- plutone, nettuno gioca la sua parte). Qui si arricchì della conoscenza di una realtà umana di brutale spietatezza, che Franco, pur salvando le apparenze avrebbe alla fine condiviso. Da buon "missionario" rimase per tutta la vita convinto che la Legione avrebbe offerto a quelle truppe di reietti, la redenzione, attraverso il sacrificio, la disciplina, le difficoltà, la violenza e la morte. Li chiamò gli sposi della morte.
Difficile dire come Franco confrontasse la sua concezione del mondo con quella dei "moreschi" colonizzati, nei confronti dei quali esprimeva solo disprezzo. Non avendo probabilmente superato le problematiche con il suo potere personale Franco ingenuamente credette di poter convertire gli altri, regalando loro la sua verità.
Da vivo Franco è stato paragonato all'arcangelo Gabriele, a Carlo Magno, al Cid, a Filippo II, a Carlo V, a una serie di presunti eroi, per altri era ancora di più come cita un sussidiario scolastico spagnolo dell'epoca:"Dio ci ha concesso la grazia di un Caudillo eccezionale che noi non possiamo giudicare altrimenti, se non come uno di quei doni che la provvidenza per qualche fine veramente nobile ci elargisce ogni tre o quattro secoli".
Franco stesso si riconosceva in quei condottieri, catturato da una sorta di delirio di santità , in cui coinvolse tutta la nazione. Difficile dire chi fosse veramente: come conciliare l'uomo dai modi affabili e cortesi, a disagio nelle apparizioni pubbliche, con la sua politica ferocemente repressiva.
Certamente come suggerisce il sole in sagittario (coinvolto con nettuno) e in nona casa la sua vita fu motivata da grandi aspirazioni e dal desiderio di evoluzione spirituale, che sul piano concreto (forse ad un occhio superficiale) si tradusse nell'essere un militante della Chiesa Cattolica, considerata come Sede Sociale del Paradiso. Non so fino a che punto il suo progetto solare lo condusse ad esplorare la sua "anima" e a conquistarla in tutta la sua completezza e complessità, resta il fatto che la crudeltà glaciale, la timidezza silenziosa erano tutte manifestazioni di un profondo senso di inadeguatezza, che riconducono a una dinamica plutoniana non risolta.
L'abbandono del padre fu un trauma che sconvolse la famiglia e credo che Franco lo portò con sé tutta la vita: legatissimo alla madre, operò un processo di identificazione tra sua madre e la Spagna. Il padre era un traditore, di sua moglie , ma anche il traditore liberale della Spagna Conservatrice e Cattolica, l'unica Spagna, per cui secondo il Caudillo , valesse la pena di vivere e di combattere (sole- nettuno, nettuno- marte, marte- sole). Voleva essere un santo? Certamente non fu un semplice capo, ma volle rendere partecipe tutta una nazione dei suoi valori sentendosi impegnato a " guidare" gli altri per migliorare il mondo.
Spinto dalla forza propulsiva del grande ottimismo di un sole giove di fuoco (trigono prima -nona) Franco parti’ per diventare l'arcangelo salvatore che combatte contro il male per portare la luce e la verità. Voleva esser un santo ma divenne un solo un moralista? Sicuramente portò il suo "vangelo".
Infine credo che tutto quello che Franco costruì, fu edificato su una profonda mancanza, quella del padre che non lo riconobbe mai: "Paquito un Caudillo? Ma non fatemi ridere..." che gli lasciò in eredità il compito di individuare e colmare il profondo buco che lui stesso inconsapevolmente aveva scavato nella sua anima. Non riconosciuto dal padre Franco dovette dar prova del suo valore, per recuperare la fiducia in sè stesso, capendo che non doveva solo resistere ma anche combattere per ricoprire un ruolo importante ed autorevole, diventando appunto un inflessibile oligarca, (sole- saturno) protettore della Chiesa Cattolica e dei suoi valori.

Le analogie fra i due temi si possono così evidenziare:

Una forte casa Nona – sole in nona , il Buddha con uno stellium di pianeti in Toro, Franco Sagittario Asc. Pesci, nona casa di fuoco associata naturalmente con Giove e il Sagittario, legata alla filosofia e alla religione e alle questioni relative ai “perché e percome” dell’esistenza. E’ da qui che parte la ricerca della Verità gli esseri umani ricercano significati, assoluti, ideali ai quali aspirare e precetti per governare la propria vita, una ricerca dello scopo della stessa.
Questo è anche il settore che si definisce “mente superiore” ovvero la parte della mente che concerne la capacità di astrazione e il processo intuitivo in contrapposizione alla mente concreta della terza casa. Giove crea simboli e dà significati. Da qui parte la ricerca di Dio, inteso come ricerca spirituale e un significato più alto dell’esistenza terrena, è una ricerca religiosa. E’ anche la casa collegata ai viaggi, un viaggiare inteso sia nel significato letterale e quindi visitare altre terre e culture oppure da intendersi simbolicamente indicando i viaggi della mente e dello spirito.
E allora come non notare in questi due personaggi una spinta simile, che nel Buddha è diventata una vera ricerca filosofica e in Franco una ricerca religiosa venata da dogmatismo. Tutti e due hanno viaggiato sia con la mente che fisicamente abbandonando la casa e i valori paterni mettendosi alla ricerca, confrontandosi con culture diverse, certo in questi due temi emerge chiaramente come possono essere diverse le finalità della nona casa. Nel Buddha la ricerca filosofica lo ha portato a sperimentare nuove strade di conoscenza, ha manifestato una grande apertura mentre per Franco è stato fatale l’abbraccio acritico ai dogmi del cattolicesimo dove nel nome di Dio ha commesso ogni sorta di crimine.
Tutti e due hanno avuta una “verità” da divulgare, solo che in Franco divenne proselitismo, nel Budhha una ricerca spirituale che lo portò all’illuminazione.

Luna in casa Terza e in Scorpione nel tema di Siddharta.
Casa Terza, definita della “mente concreta” opposta alla nona definita “mente astratta, gli emisferi cerebrali sinistro e destro corrispondono a tipi diversi di attività mentale, la terza e cosignificante dell’emisfero sinistro, il pensiero razionale.
La luna in questa casa riflette l’ambiente circostante e ne assimila l’atmosfera e anche la tendenza a percepire l’ambiente circostante condizionato dagli stati d’animo, evidenziando l’importanza dei rapporti familiari soprattutto con figure femminili.
Per ambedue i personaggi l’infanzia è stata difficile, certo è che per il Buddha si è a conoscenza solo che la madre morì di parto (luna – saturno) ma come poi è continuata la sua infanzia si sa molto poco, si è a conoscenza del fatto che fu affidato a una zia, possiamo solo intuitivamente immaginare cosa può aver prodotto la mancanza della madre analizzando poi la sua vita.
Per Franco invece, avendo anche a disposizione una carta del cielo più attendibile, sappiamo del legame forte con la figura materna, idealizzata, una madre anche manipolatrice e molto sofferta.
E’ interessante analizzare la parte relativa alla sensibilità, tutti e due hanno sofferto durante l’infanzia, e hanno sviluppato un interesse verso il superamento della sofferenza psichica, per il Buddha è stato importante riconoscerla e conoscerne le cause, per Franco invece si è tradotta in una freddezza verso gli altri con un atteggiamento molto difeso e una compressione delle emozioni che per lui erano troppo forti da riconoscere.

Luna in terza casa in Gemelli nel tema del Caudillo dove si trovano oltre alla luna, nettuno e plutone congiunti, che ci informano di quanto l'ambiente in cui si trovò a muoversi e a comunicare fosse fortemente influenzato dalla triste tonalità emotiva dalla madre, ma anche dai rapporti con le sorelle (una di loro morì) e coi fratelli che furono caratterizzati da intrighi, menzogne, rivalità e falsità.
Il forzato adattamento a questo clima torbido e poco rassicurante stimolò la sua capacità percettiva, che gli permetterà anche da adulto di sentire e captare i pensieri, anche quelli più nascosti e i bisogni degli altri, riuscendo a catalizzarne le emozioni e a sfruttarle manipolativamente a proprio vantaggio.
Tuttavia l'opposizione che questi pianeti fanno con il sole in sagittario in nona casa suggeriscono quanto sia stato per lui difficile mettere in comunicazione il mondo interno con quello esterno e le diverse parti si sé, a dare una autentica espressione ai suoi bisogni emotivi, da un lato e alla sua vocazione dall'altro.
E' probabile che Egli sia stato a lungo imprigionato dai suoi fantasmi e dalla sue paure e nel tentativo di superarli li abbia gettati fuori incontrando all'esterno un universo fatto di minacce intrighi e corruzione, aspetti di un'unica poliedrica faccia.
Resta il fatto incontestabile che egli riuscì a progettare il suo futuro e a concretizzarlo interpretando ciò che la sua vocazione lo spingeva a diventare: un caudillo ispirato che predicò un vangelo sul quale non era ammesso esprimere alcun dubbio.


CONCLUSIONI

Le influenze astrali ci forniscono delle indicazioni concernenti la struttura psichica del soggetto ma questo non è sufficiente: dobbiamo anche tenere conto della sua eredità, del suo ambiente, della sua educazione, dell’influenza familiare e dell’eredita’ del passato archetipo e anche del libero arbitrio che è presente in ognuno di noi.
Anche se diverse persone nascono lo stesso giorno, nella stesa città e alla medesima ora, i loro destini non saranno uguali di base, le posizioni dei pianeti sono uguali, ma ognuno di loro vive in modo diverso la propria esistenza perché la predisposizione ereditaria non solo genitoriale o culturale li spinge a fare delle scelte differenti.
Per entrare nel vivo di un tema bisognerebbe entrare in contatto con il soggetto per comprendere come egli vive il proprio piano di coscienza.
L’astrologia ci permette di conoscere e di sapere quali sono le nostre possibilità reali, ci mostra gli ostacoli che dobbiamo superare per acquisire la nostra vera dimensione umana. Essa è un legame che ci unisce al cosmo e all’universo, è la nostra relazione tra la terra e il cielo. L’Astrologia osserva la persona che è nell’oroscopo e ascolta ciò che ha da dire.
Nei casi specifici di Buddha e Franco quasi tutta l’energia astrologica si gioca sull’asse terza-nona che e un asse che implica movimento e superamento di distanze, sia in senso fisico che mentale e spirituale.
Qui l’intelletto esige conoscenza ed educazione in misura sempre maggiore, perche’ non devono esserci limiti allo spirito di ricerca e proprio per questo alla mente viene concessa grande libertà di esplorazione. In Buddha si e’ espresso come indagine verso una filosofia “superiore” che potesse illuminare gli uomini, in Franco si è manifestato come ricerca costante di regole morali e norme generali di condotta che potessero guidare la grande madre Spagna.

E.……..per concludere un’amica ha letto le nostre considerazioni sui personaggi e ci ha ringraziato dicendoci che la nostra indagine ha reso per lei questi due personaggi più umani, il Buddha meno idealizzato e Franco meno antipatico….
 

 
 
 
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