venerdì 18 gennaio 2019
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    GLI ARTICOLI DI ERIDANOSCHOOL
- Astrologia e dintorni

RABBIA, RISENTIMENTO, COLPA, DEPRESSIONE E CREATIVITÀ NELLE DINAMICHE PLUTONE, SATURNO E MARTE
     a cura di Fassio Lidia
 
Rabbia, risentimento, colpa, depressione e creatività nelle dinamiche Plutone, Saturno e Marte



Plutone e Saturno sono due “guardiani della soglia” ovvero due simboli di “limite”e, al tempo stesso, due “finitori” anche se, per loro natura, molto diversi.

Plutone ha a che vedere con il potere personale che non può essere utilizzato correttamente senza una precisa coscienza morale ed un’etica; è il limite, superato il quale troviamo il regno degli istinti che ci spingono verso la gratificazione di ogni bisogno, lecito o illecito; rappresenta la nostra eredità “animale” intimamente legata ai processi di sopravvivenza e, pertanto, è il contatto con le nostre “pulsioni e gli istinti”, strumentazione che ci ha consentito e consentirà di perpetuare la vita al di là di ogni fallimento, scoraggiamento o difficoltà.


Saturno stabilisce il limite della nostra coscienza, quella “soglia” che non sempre è facile oltrepassare proprio perché è protetta da “barriere” sistemate appositamente allo scopo di impedire le intrusioni e gli sconfinamenti di quella parte della psiche che viene vista dalla coscienza come “estranea e diversa” e, pertanto, “altro da sé”.

Marte è invece un pianeta “personale” che collabora alla formazione dell’identità insieme a Mercurio e Venere. Il suo compito è quello di sostenere e difendere l’Io permettendogli di affermarsi nel mondo e di trovare la sua “forza e la sua volontà”. Senza “forza” è difficile vivere e ancor più agire la propria volontà.

E’ anche un impianto difensivo prima ancora che penetrante; aiuta a capire chi si è e cosa si vuole mettendoci in contatto, attraverso il dolore e la frustrazione, con i blocchi che si formano quando si rinuncia ad essere attivi e volitivi nel mondo. Supporta in modo spettacolare prima l’esistere, poi l’essere e, infine, il padroneggiare il mondo.
Su un piano astrologico questi tre archetipi hanno molti simboli che possono essere ricapitolati in questo modo:

- Plutone ha a che fare con il nostro “potenziale”, la ricchezza più profonda a cui l’Io può attingere per sentire di “poter essere e fare” da cui prende vita il senso di potere personale; rappresenta la qualità delle nostre pulsioni nonché il lato più istintivo e grezzo di noi che contiene sia l’ impulso vitale che quello di morte e, pertanto, soprassiede e regola i rapporti vita morte importantissimi per l’equilibrio interno e per quello collettivo; spinge in ogni momento a trovare le motivazioni che ci consentono di trovare scopo e significato: se vogliamo fare un parallelo, Plutone può essere considerato “l’intenzione profonda”, ovvero ciò che muove ogni azione e ogni comportamento umano. Rappresenta sicuramente contenuti dell’ombra personale ma, soprattutto, si lega all’ombra collettiva e a certe dinamiche che vengono messe in atto inconsciamente e che, loro malgrado, determinano poi processi irreversibili che coinvolgono l’intera umanità in quanto, nel bene o nel male, hanno un impatto trasformativo sulle società e sugli individui, indipendentemente dal fatto che vengano agite in modo violento (utilizzando quindi il simbolo nella sua accezione negativa), oppure attraverso stimoli al rinnovamento che si esprimono attraverso idee, azioni creative e nel dar vita; Plutone può essere assimilato alla “sostanza grezza” di cui siamo fatti in cui è concentrato tutto ciò che possediamo di più intenso e vero che deve essere trasformato e filtrato dalla coscienza per poter essere utilizzato in forma creativa. Da qui giungono i suoi simboli di “catarsi e trasformazione, nonché quelli di morte e rinascita”. Anche gli archetipi che vengono toccati da Plutone non potranno essere utilizzati “tout court” ma porteranno ad esperienze che cambieranno radicalmente l’ essenza nel suo più profondo: lo scopo è quello di “portare a compimento e guarire” gli schemi irrisolti a livello familiare e collettivo che contaminano la psiche fino a che non sono compresi e raffinati. I suoi contenuti sono “fondamentali e indispensabili” ma, se si sono mischiati a paure, impotenza e controllo dovranno essere “trasformati” in modo che, con le scorie, non distruggano i lati luminosi dell’archetipo. Plutone permette infine di trovare cosa nutre nel profondo e il potere che effettivamente si possiede; aiuta a trovare quel centro interiore che consentirà di accettare che viviamo nell’impermanenza e che siamo “mortali”;

- Saturno rappresenta i bisogni di indipendenza ed autonomia che giungono allorchè si è maturi e in grado di assumersi la responsabilità di sé stessi; è il rapporto con la legge prima esterna e poi interna e con la morale personale, che giunge dall’incontro-scontro con l’autorità, le regole e i limiti introitati attraverso i processi educativi; Saturno è tutto ciò che permette all’individuo di inserirsi in un contesto di sana convivenza con il collettivo ma può rappresentare anche il modo in cui il collettivo si difende dalle esasperazioni dell’individualità. E’ l’istanza del Super Io freudiano quella parte di noi deputata a gestire e filtrare le pulsioni e gli istinti che, al loro esplodere incontrollato, corromperebbero il vivere sociale e la crescita individuale dentro ad una società codificata ed ordinata. Senza dubbio la funzione del Super Io tende soprattutto ad agire sulla parte istintuale (quella per intenderci di Plutone), obbligando ogni persona a venire a patti con il lato animale e a gestirlo evitando di lasciare che espropri la ragione e il vivere sociale. In pratica serve a creare i “limiti” oltre i quali non si può andare. Saturno è il limite della coscienza, quel confine che si può superare solamente avendo provveduto a costruire una struttura solida sostenuta da “valori autentici” che, di conseguenza, sia in grado di filtrare le forze transpersonali; in assenza di essa queste energie potrebbero impadronirsi dell’equilibrio psichico lasciando l’individuo in balia di forze scarsamente padroneggiabili.

- Marte nelle sue sedi si trova per ben due volte legato a Plutone ed una volta a Saturno ed è quindi un buon alleato di entrambi; ha il suo primo domicilio in Ariete dove incontra Plutone che lo stimola e lo spinge ad agire in modo “funzionale” alla sopravvivenza. In questo segno Marte è praticamente al servizio delle pulsioni di Plutone ed agisce quindi compulsivamente in quanto – simbolicamente - non vi è ancora una “coscienza” che possa fare da filtro. Qui, tra pulsione ed azione non vi è alcun spazio per la riflessione. In Scorpione troviamo un modo diverso di funzionamento. In effetti, in questo segno Marte si trova a fare i conti con Mercurio che lo rende meno assoggettato alle pulsioni e, pertanto, più capace – attraverso l’intervento della coscienza - di mettere distanza tra pulsione e azione. Marte si trova poi alleato di Saturno in Capricorno dove la sua forza – che possiamo definire “domata” - si mette a disposizione di un obiettivo preciso che andrà raggiunto con costanza e grinta. Si tratta quindi di un Marte in grado di utilizzare a seconda della necessità forza, resistenza, costanza ma, soprattutto, determinazione.

Quando questi tre pianeti si trovano legati da un qualche aspetto nel tema natale possono produrre un’alchimia magica che può portare l’individuo a forme elevatissime di coraggio, determinazione, forza, potere ed autorevolezza a dimostrazione che coscienza e inconscio lavorano di comune accordo in modo assolutamente creativo e per un fine elevato e superiore.
Infatti, essere creativi a livello psicologico, significa poter contare su una continua elaborazione del potenziale innato confrontando pressoché incessantemente ciò che giunge dall’interno e ciò che, invece, arriva dall’esterno sotto forma di conferma o di negazione del potenziale stesso.
I rapporti tra Saturno, Marte e Plutone riportano in luce l’eterna diatriba tra “natura” e “cultura” in cui l’essere umano si presenta al mondo con un bagaglio possente e fortemente istintivo che gli serve per sopravvivere ed inserirsi in un ambiente che, nel bene o nel male, vorrà fare di lui un “essere” educato e civile pronto a servire le esigenze di un collettivo verso cui è debitore.

Plutone ha una natura “grezza” e “selvaggia” mentre Saturno rappresenta tutto ciò che le civiltà hanno messo in atto per disciplinare, dar forma e contenere il potenziale naturale, educandolo ed impedendone le manifestazioni considerate più pericolose, soprattutto quelle che hanno a che fare con gli istinti aggressivi e sessuali che, guarda a caso, sono incarnati direttamente da Marte che risponde pienamente alle pulsioni plutoniane ma che, nel tempo, deve allinearsi ai dettami educativi e morali di Saturno.
Senza dubbio Plutone rappresenta anche il lato più trasgressivo e Dionisiaco della nostra natura mentre Saturno ci porta a considerare la necessità di trattenere, reprimere o sublimare ciò che, se andasse fuori controllo, metterebbe a repentaglio il vivere “civile” che non può essere messo in scacco da passioni e pulsioni incontrollabili.

Sul piano collettivo l’archetipo di Saturno si è manifestato pienamente attraverso la cultura giudaico cristiana che ha avuto la funzione di un vero e proprio “Super Io collettivo” che ha cercato di salvaguardare i lati più problematici della natura umana quali possono essere follia, perdita di coscienza e pulsioni.

Plutone è però anche creatività o meglio “nihilo” che è la propulsione che muove le forze indistinte del caos, trasformando le energie in forme vere e proprie che, così, diventano visibili.

Plutone era detto “l’invisibile” ed infatti, solo quando le sue pulsioni diventano pensieri e azioni, prendono forma e possono essere viste.

Spesso però, Plutone, Marte e Saturno quando si legano tra di loro soprattutto con aspetti disarmonici, possono dar vita a strane dinamiche di trattenimento e di implosione che possono essere tutt’altro che positive nella vita di una persona. Rimandano a pulsioni creative e propulsive che tendono ad essere bloccate da freni inibitori individuali o, sul piano collettivo, da sistemi sociali che ne impediscono l’espressione spontanea.
In effetti, quando ci troviamo di fronte ad una educazione fortemente inibitoria tendente a limitare volontà personale, le pulsioni possono essere così tanto bloccate ed introvertite da creare veri e propri nuclei in cui sedimentano rabbia, rancore, risentimento e colpa che generano grandi bisogni di risarcimento e rivendicazione che, tuttavia, restano confinati nell’inconscio fino a che qualcosa non li risveglia catalizzandoli ed evocandoli.

In effetti, quando nella vita si sono accumulati dolori, rinunce, impotenza e frustrazioni intervengono possenti meccanismi censori che agiscono facendo leva sul senso colpa e sulla morale collettiva – spesso falsa ma difficile da rielaborare e superare – e così, Saturno finisce per bloccare Plutone in ogni sua manifestazione reprimendo e amputando giorno dopo giorno tutto quanto arriva dal regno di Ade fino a perdere contatto con esso obbligandolo quindi ad atti altamente distruttivi che utilizzeranno l’energia marziana per manifestarsi.
In questi aspetti si può leggere qualcosa di “denso e stagnante” che può portare a gravi scompensi in quanto anche le pulsioni vitali rimangono imprigionate e sommerse dalla paura di essere travolti da qualcosa di inaccettabile e di distruttivo.
Dietro a questi aspetti vi è sempre qualcosa di non accettato che, di conseguenza, non ha preso posto nella coscienza e che andrà a colorare l’ombra con suggestioni di vergogna e di indegnità che sollecitano ancora di più i desideri di rivendicazione.
Guardando dentro alle pieghe di questi aspetti troviamo il simbolismo di “normalità – Saturno” e di “trasgressione dei limiti – Plutone” spesso visti come opposti e passati come tali attraverso l’educazione.

Senza dubbio Saturno rappresenta i processi di regolamentazione dei rapporti tra simili che, da sempre, hanno permesso il convivere definendo i limiti della libertà individuale in modo da poter garantire la convivenza e la libertà di tanti. In questo modo, la legge saturniana stabilisce quali sono i comportamenti “leciti” con un sistema di divieti che rappresentano i tabù e ciò che è insuperabile.
L’introiezione delle norme e delle regole avviene nell’infanzia, dopo di che la psiche continua a operare trasformando l’energia istintuale di Plutone in energia “domabile”, che può quindi essere portata fuori in modo accettabile da Marte.

In questo modo, si mettono i paletti che sono rappresentati dalle leggi e dalla morale che, senza dubbio, sono ostacoli alla libera circolazione della libido all’interno della nostra psiche e alla distruttività presente nella società. L’ostacolo che viene posto consente di trasformare la “pulsione” - che è un bisogno allo stato puro – in “desiderio” che, invece, è raffinato, in grado quindi di essere contenuto fino a che non potrà essere soddisfatto in forma apprezzabile e gratificante.
Se l’operazione si compie in maniera naturale, senza eccessive forzature dall’esterno e, soprattutto, senza punizioni ed umiliazioni che distorcano il processo (e qui spesso sta il problema con gli aspetti dinamici), nell’essere umano avviene gradualmente l’accettazione e la trasformazione consapevole dei propri contenuti e, soprattutto, il riconoscimento che è proprio la pulsione (spesso considerata il “male”) a modellare, raffinare ed arricchire la nostra vita. Lo schiacciamento della volontà personale conduce inevitabilmente al senso di impotenza profondo che si sperimenta nella lotta tra pulsioni e divieti introiettati allorché all’esterno non si è a contatto con figure adeguate che sappiano utilizzare bene potere ed autorità.
Se Plutone e Saturno vengono considerati opposti e non due archetipi in grado di collaborare in quanto l’uno è in grado di trasformare l’altro rendendolo “civile” ed addomesticando certi suoi contenuti grezzi, le così si complicano perché Saturno finirà per tarpare le ali al grande Dio degli Inferi con risultati decisamente controproducenti che incideranno profondamente nella qualità della vita del soggetto e, di conseguenza, della società in cui vive.

Non a caso, infatti, dietro a molte problematiche di distruttività e di depressione è sempre presente la rimozione dei contenuti istintivi e creativi considerati “pericolosi, indegni e quindi non esprimibili”. Il sacrificio di tutto ciò produce spesso grande risentimento che origina dalla rabbia trattenuta e da grandi sensi di colpa (che accomunano le due divinità) che finiscono per produrre tassi elevatissimi di tossine che, se non vengono elaborate e smaltite, portano allo scacco totale della psiche.

Tra l’altro, i due pianeti sono anche responsabili di dinamiche che originano da contenuti familiari irrisolti: a grandi linee possiamo dire che il tasso di distruttività familiare non affrontato intaccherà le generazioni successive che saranno così chiamate a cercare una “possibile soluzione”. Ho notato che dietro a queste configurazioni sono presenti “segreti di famiglia” o “dinamiche familiari” che sono passate dai genitori ai figli contaminandone la psiche e obbligandoli a “trattenere e controllare” affinché qualcosa di “vergognoso e temibile” non possa liberarsi. Altre volte è il tasso di distruttività che risulta difficile da affrontare e quindi, viene blindato all’interno dell’inconscio fino a che si trasforma in “aggressività passiva e autodistruttività” che tenderà ad emergere con forme compensatorie.

Moltissimi artisti, poeti e musicisti hanno questi aspetti nel loro tema natale ed hanno sofferto di problematiche di questo genere e di “depressione” e tutti hanno riconosciuto che c’era qualcosa in famiglia di cui sono diventati portatori “insani”. Byron era solito dire che una “qualche maledizione incombeva su di lui e sulla sua famiglia”; Edgar Allan Poe addirittura nel racconto “la caduta della casa Husher” descrive bene la “corruzione del suo sangue e la maledizione familiare” e così molti altri che si sentivano di tanto in tanto sprofondare dentro a situazioni psicologiche che non appartenevano solamente a loro ma che, in un qualche modo, erano ereditate; ricordo a questo proposito la vita del musicista Schumann (quadrato a T Marte, Saturno e Plutone) che visse con estremo tormento il suo rapporto con la vita e con la musica; tentò il suicidio ma non solo, arrivò a doversi amputare l’anulare a causa di assurdi tentativi di risolvere alcuni problemi tecnici pianistici. Personaggio ombroso, poco equilibrato dal punto di vista psicologico finì la sua vita in manicomio.
In molti altri è fortemente visibile la “distruttività” di una vita vissuta sempre “al limite” con numerosi sconfinamenti nella depressione e in altre forme patologiche quali l’alcolismo e la paranoia.

In effetti, uno dei tratti di questa configurazione è il sintomo di “creatività sofferta, contorta e difficile da esprimere” se non in situazioni di estrema sofferenza quasi che non riuscisse a sgorgare spontaneamente per via del blocco e del trattenimento di contenuti particolari che evocano emozioni terribili, cariche di ombra e di densità.

Lord Byron (Plutone quinconce a Marte) scrisse “…noi del mestiere siamo tutti pazzi” ed in effetti possiamo dire che, contrariamente al comune modo di pensare astrologico, che pensa agli artisti come a dei Nettuniani puri con difficili dinamiche emotive da gestire, possiamo invece affermare che, spesso, si tratta di individui che mostrano un tasso creatività bloccato che conduce a distruttività ed autodistruttività non facili da portare in superficie. Forse è da questo blocco che sgorga la creatività che, tuttavia, non sempre riesce a convogliare l’intera gamma di sentimenti racchiusi all’interno e, soprattutto, non sempre riesce a risolvere la dinamica sottostante in cui vi è impotenza che genera rabbia che, soprattutto nelle quadrature ed opposizioni tra questi tre pianeti, finisce per essere trattenuta fino a diventare colpa e risentimento.

La storia ha sempre accomunato “genialità e follia” ma, in questo senso più che di follia – che riguarda preferenzialmente il pianeta Nettuno – siamo di fronte ad una “creatività maledetta” che non trova canali reali poiché non è alimentata da motivazioni autentiche e dal desiderio di rilasciarla e che, proprio per questo, produce frustrazione e sofferenza.
Si tratta di soggetti che vengono definiti “temperamentali” con tendenze malinconiche; forse la forma più interessante di depressione di questi soggetti è quella “bipolare” in cui effettivamente vi sono fasi di euforia che generano grande immaginazione e stati di vera e propria ispirazione a cui succedono inerzia, distruttività e depressione.

Se analizziamo bene la simbologia dei tre pianeti troviamo delle cose molto interessanti che hanno una familiarità incredibile con la depressione.
Senza dubbio negli artisti di solito è presente il bisogno di introspezione che porta ad osservare ossessivamente i propri contenuti psichici ricercando un contatto con l’interiorità quasi sempre a scapito della socialità e del confronto con gli altri; vi è in essi un’evidente nota “narcisistica”.

Un’altra particolarità della creatività è la sua capricciosità e il fatto che si può manifestare nella vita di una persona a tratti; è impensabile poter creare a comando e questo produce frustrazione soprattutto quando si vorrebbe creare e non arriva l’ispirazione o non c’è quello stimolo che parte da dentro che può dar vita al processo.
Del resto, la creatività in astrologia è associata al pianeta Plutone (e sicuramente a X) e al fuoco (mentre l’arte è più prettamente nettuniana); in questo modo possiamo vedere come l’impulso creativo sia qualcosa di imprescindibile che, pur essendo potenzialmente presente, si manifesta solamente di tanto in tanto.

La creatività poi è “unica e speciale” ed irripetibile e per questo i creativi tendono a firmare – mettere il marchio sulle loro opere – sia per orgoglio sia per la possibilità di tramandare al mondo lo “spirito interiorizzato nella loro creazione”. Tuttavia, questo tratto è più assimilabile al fuoco, mentre, quando pensiamo a Plutone, Saturno e Marte dobbiamo fare un salto quantico ed ipotizzare che la creatività assuma toni meno rassicuranti e senza dubbio più ossessivi: in genere in chi è portatore di questi aspetti dimorano paure legate alla percezione di impulsi potenti ma poco gestibili che potrebbero trovare nella creatività un canale in cui trasferire anche la parte trasgressiva e meno nobile della propria natura. La creatività serve sicuramente a liberare una notevole quantità di energia pulsionale attraverso un processo di “sublimazione” in cui una fortissima tensione può produrre sogni e fantasie che mai potrebbero trovare spazio nel mondo quotidiano, fatto di ripetitività e di normalità.
Il creativo aspira alla straordinarietà e, in un certo senso, alla liberazione della tensione che si porta dentro; è chiaro che ha un fortissimo contatto con il suo mondo interiore che vuole descrivere ma anche far uscire dalle catene utilizzando uno strumento che possa esprimere al meglio ciò che ha da comunicare.

In molti casi tuttavia, la creatività non riesce ad emergere ed è qui che iniziano i grandi problemi: ci sono persone che vivono un senso di colpa così profondo da non riuscire poi in alcun modo a procedere nel percorso di realizzazione di sè; alcuni raggiungono stati di malessere tali per cui diventa impossibile esistere: spesso dico che chi ha questi aspetti nel tema natale prima o poi deve “concedersi la vita” e indirizzarsi verso i lati positivi della psiche trasformando i lati ombra in modo che possano collaborare. Si tratta di soggetti che, fin da piccoli sono stati schiacciati nella loro essenza più vera, oppure che si sono resi disponibili senza ascoltare il proprio desiderio e la propria volontà; hanno dovuto imparare ad evitare i conflitti e quindi non li sanno affrontare in modo aperto; andando avanti con il tempo, si rendono conto che il prezzo che stanno pagando è troppo alto e, a quel punto però spaziano tra il ribellarsi e il subire e, in assenza di risoluzione, preferiscono scollegarsi dalla vita lasciando spazio ad una malattia altamente funzionale in quanto si serve di un “non agire” e di un “non avere più motivazioni” fino a “non avere più futuro”.
Il depresso in fondo è un soggetto che non sa “affermarsi” ma che, tuttavia, urla la sua rabbia attraverso un silenzio ed una impotenza fortemente accusatoria tendente a smuovere i sensi di colpa altrui. In questo modo la “colpa” che sente all’interno viene proiettata su chi, ai propri occhi, è colpevole di non aver capito, di non aver amato o di ogni altra cosa si pensa di non aver ricevuto.

Plutone è legato alla materia più oscura e grezza della psiche a quel territorio dove i complessi psicologici si trovano a diretto contatto con energie travolgenti: obbliga al confronto con il male, quel male che Saturno tende spesso a ricacciare e a non lasciar emergere. In questo modo però il male non può mai essere trasformato e produce impotenza e frustrazione fino al punto da preferire la malattia ad una vita che, per molti versi, è già non vita.

Il fatto che moltissimi pittori, scrittori, musicisti ed altri artisti abbiano nel loro tema questa configurazione e siano stati soggetti a fasi di depressione, sta a significare che vi è una lotta sfrenata all’interno tra la parte che vuole esprimersi e manifestare i suoi contenuti e il lato che schiaccia tutto impedendo ad essi di uscire in modo fluido e gratificante. Questi artisti che possono essere definiti “tormentati” sono spesso affetti da grandissimi sensi di colpa e forme di risentimento verso il mondo che danno vita a tassi elevati di distruttività.

Quando sono presenti nel tema natale questi aspetti occorre pensare che il soggetto ha la sensazione di essere stato menomato ed impoverito da una grave perdita, tuttavia, è fondamentale che comprenda che è proprio dall’integrazione degli impulsi più distruttivi che potrà nascere la parte più preziosa di sé e la stessa creatività.
Questi aspetti indicano che vi è un fortissimo tasso di dolore nella psiche che, tuttavia, può essere superato liberando e trasformando l’energia trattenuta e corrosiva: la creatività può diventare così una potente valvola di sfogo che aiuta a venire a patti con qualcosa di potente, ma difficile da elaborare.




































 

 
 
 
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