lunedì 21 gennaio 2019
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- Astrologia e dintorni

NETTUNO FA CAPOLINO IN PESCI
     a cura di Fassio Lidia
 
Nettuno fa capolino in Pesci
Tra i tanti cambiamenti del 2011 ci sarà anche un primo, seppur fuggevole, tocco di Nettuno nel segno dei Pesci. Il giorno 5 di aprile infatti, lascia temporaneamente il segno dell’Acquario, in cui si esalta, per toccare il grado 0 del segno di cui è signore incontrastato. Ci starà fino al 6 di agosto, poi rientrerà ancora una volta in Acquario per ritornare definitivamente nell’ultimo segno dello Zodiaco il 4 febbraio del 2012.

Ci sono tante aspettative per questo ingresso che, lascerebbe pensare, ad una fase di maggior illuminazione e solidarietà per l’intero genere umano. In effetti, i simboli positivi di Nettuno hanno a che fare con la spiritualità, con la compassione, l’accettazione senza riserve della diversità: una nuova sensibilità potrebbe contagiare l’anima mundi e fecondare con il suo tocco ideali più elevati che dovrebbero portare l’uomo a vivere finalmente, in modo più consapevole, i suoi lati migliori. Come diceva Assagioli: “ognuno di noi è una folla” e, quindi, Nettuno dovrebbe aiutarci a vedere la nostra molteplicità evitando così di dover spostare all’esterno quelle parti di noi che, non potendo essere riconosciute, hanno bisogno di essere proiettate.
In pratica Nettuno chiede un’espansione notevole di coscienza: noi tutti siamo affascinati dall’esplorazione del cosmo, delle galassie e dell’universo ma spesso siamo incuranti del fatto che dentro di noi regna un universo.. e che questo universo è “condivisibile” e per questo riusciamo, quando siamo sintonizzati, a cogliere anche ciò che avvertono, vivono e sentono gli altri.

In pratica, Nettuno vorrà ricordarci in modo ancora più pressante che noi non siamo unici al mondo e, sebbene sia fondamentale avere una personalità solida e strutturata, questa non può però essere vista come separata da tutto ciò che ci circonda ma anzi, deve offrirci la possibilità di essere più aperti a ciò che circonda non dimenticandoci che siamo parte di tutto ciò che sta attorno a noi, sia nel vicino che nel più lontano.
Possiamo ipotizzare che la nostra personale identità sia come una “polis”, una città che, seppur mantiene una serie di caratteristiche che la rendono unica e diversa dalle altre, non può però vivere se non si apre a ciò che la circonda anzi, è proprio dallo scambio, dall’interazione e, soprattutto dal reciproco riconoscimento della diversità che possono nascere più grandi possibilità per tutti.
Tuttavia, questo non sempre è facile giacchè continuano ad esistere dentro di noi grandi paure e sono proprio queste ad impedire quel flusso e quell’interazione che, invece, ci permetterebbe una ben più grande rassicurazione.
Il velo di Maya è molto visibile in queste modalità di vivere: coltiviamo l’illusione di sentirci più tranquilli se stiamo chiusi in noi stessi, se diffidiamo degli altri e, soprattutto, se guardiamo con sospetto e diffidenza ciò che è diverso temendo che possa in qualche modo contaminarci e dissolvere le nostre sicurezze.
Nettuno tenderà a premere sull’acceleratore affinchè si riesca a guardare un po’ più in là delle nostre barriere e, se i confini sono solidi, non dobbiamo temere ciò che preme per essere in qualche modo riconosciuto.

Si parla spesso e a sproposito di “amore universale”, tuttavia, possiamo essere abbastanza consapevoli del fatto che di amore vero ne esiste poco nel mondo e, l’alternativa all’amore è proprio la paura che genera separazione e difesa.
Gli avvenimenti degli ultimi 40 anni ci stanno però portando a comprendere che niente è separato (anche la scienza è su questa posizione) e, proprio perché tutto è in relazione e in contatto con tutto, è fondamentale cercare di comprendere di cosa si tratta. Lo vediamo spesso sul piano dell’economia, delle comunicazioni e sul fatto che oggi ogni nazione ha al suo interno molte etnie che rappresentano appunto la caduta dei confini e la necessaria fase di integrazione.

Forse, una vera unione tra le persone, potrebbe essere il modo migliore per vivere quella che chiamiamo “spiritualità”, ovvero quel particolare modo di sentire che potrebbe portarci ad un senso di unità autentico, lontano dalle frammentazioni che, invece, ancora regnano sovrane.
Abbiamo passato migliaia di anni a combatterci, a dividere stati, regioni, nazioni, abbiamo dato vita a molte religioni anch’esse spesso non all’altezza di chi le aveva generate che, senza dubbio, aveva in mente non certo di dividere, bensì di “religere”, ovvero di creare un ponte che unisse il cielo e la terra e gli uomini con gli altri uomini in quanto portatori di un senso di grande somiglianza.

Tutti stiamo a pensare all’arrivo degli extraterrestri ma, forse, prima di pensare a quelli che possono giungere da altre galassie, che potrebbero sicuramente essere i benvenuti tra noi, dovremmo imparare ad accogliere, accettare e fare spazio agli extraterrestri che vivono dentro di noi e a quelli che, pur vivendo sulla terra, ci appaiono come tali per la loro diversità.

Nettuno rappresenta l’anima, quella che, giustamente ci spinge ad allargare la nostra conoscenza ma quella che, giustamente, ci ricorda che il nostro compito consiste nel ritornare all’unità superando via via tutte le barriere che l’Io, nel suo bisogno di differenziare e di proteggere, ha posto, apparentemente, a nostra salvaguardia.

Eppure spesso ci capita di fare esperienze “transpersonali” che ci permettono anche se per pochi istanti di provare sentimenti di portata universale, sentimenti molto più raffinati di quelli che viviamo normalmente allorchè proviamo pace, amore, quando sentiamo la sofferenza delle persone che sono vittime di grandi disastri (come è da poco accaduto in Giappone) che risvegliano la nostra compassione e ci spingono a voler fare qualcosa per poter alleviare le loro pene: questi momenti è come se riuscissero ad elevare la nostra coscienza giacchè ci consentono di percepire cose che, nella coscienza ordinaria sono del tutto assenti.

Nettuno è legato al sublime, alla bellezza, agli ideali e all’assoluto che possiamo tranquillamente considerare come il senso stesso della divinità.. Chi è la divinità se non un essere che ha una coscienza illimitata capace di comprendere tutti noi e, al tempo stesso, capace di contemplare il bello ovunque, senza distinzioni.
Certo, ci sono ancora molti ostacoli a questo tipo di passaggio o di sviluppo, ma giorno dopo giorno, proprio attraverso le tante crisi che ci avvolgono, potremo sicuramente raggiungere una consapevolezza maggiore, quella che oggi possiamo vedere nelle poche persone che definiamo “illuminate”.
Tuttavia, se questi esseri esistono e se è possibile contattarli e vederli, significa che tutti possiamo fare questi passaggi e tutti potremo, magari non nell’immediato, accedere a stati di coscienza superiori.

Senza dubbio possiamo ipotizzare che Nettuno in Pesci porterà a molte guarigioni che, appunto, passano attraverso il superamento della divisione e della separazione ma, quella che più di tutte è auspicabile è che vi sia un numero sempre maggiore di persone che raggiunga uno stato di consapevolezza più elevato che sia, dunque, in grado di mostrare anche agli altri che tutto ciò è possibile e che loro non sono esseri straordinari, ma esseri ordinari che non hanno rinunciato a mettersi in cammino.

Nettuno è legato all’arte e, come ben sappiamo, l’arte è un modo per comprendere che, attraverso un linguaggio non comune, ma non per questo inaccessibile, possiamo cogliere anche a distanza di tempo, ciò che l’artista aveva nella sua anima nel preciso istante in cui la scintilla ispiratrice ha fatto sussultare la sua anima.
E’ ipotizzabile quindi una nuova fase in cui l’arte, e in particolar modo la musica, diventerà un nutrimento per tutti in modo da poter percepire i messaggi che ci regala.
Tutto ciò che oggi viene considerato “straordinario, anormale, paranormale” potrà entrare nella vita delle persone, almeno di quelle che non temono di poter avvicinare anche ciò che non è ancora facile da comprendere. Senza alcun dubbio ciò che ora potrebbe ancora sembrare un mistero potrebbe essere illuminato e l’uomo potrebbe così decifrare meglio ciò che oggi sembra ancora non avere spiegazione.

Certo sarebbe meraviglioso vedere l’umanità vivere in un clima di solidarietà e di tolleranza, attenta a mettere a disposizione tutto ciò che è particolare di sé per arricchire la totalità.
Potrebbe essere una fase in cui anche il rapporto individuale tra la coscienza e l’inconscio possa essere visto come qualcosa da ricercare anziché qualcosa da temere e questo sicuramente sarebbe in grado di farci fare salti quantici che porterebbero ad una maggior libertà.
La parola libertà è senza dubbio molto nettuniana tuttavia, spesso gli esseri umani hanno un’idea abbastanza confusa di questo termine che, ancora viene visto come vivere facendo tutto ciò che si vuole e si desidera senza alcun tipo di regola o di limite. Nettuno è libertà in quanto è conoscenza.. da sempre si sono associati questi due termini: non vi è libertà nell’ignoranza giacchè, è proprio dalla visione parziale che nascono i più grandi pregiudizi. Forse, sotto la sua spinta si apriranno i cuori e porteranno una conoscenza diversa da quella della mente, qualcosa che consentirà di sentire con maggior forza ciò che abbiamo in comune rispetto a ciò che ci divide.

Abbiamo fin qui parlato del lato luminoso di Nettuno, quello che dovremmo ricercare senza paura e senza pensare che non esista. Proprio dalla sensazione che non sia l’individuo ad avere il potere di cambiare le cose nasce l’idea che nulla di tutto ciò sia alla nostra portata mentre, è sempre da ognuno di noi che può giungere qualcosa di importante.

Nel suo lato ombra Nettuno può essere portatore di grandi scompigli proprio perché, non riuscendo a comprenderlo, si tende a tenerlo distante, lontano dalla nostra coscienza e, così, in qualche modo, il grande dio degli Abissi può irrompere in modo potente nel tentativo di sbaragliare le difese.

Nettuno può essere molto vicino al personaggio mitologico di Dioniso, il Dio greco, fondatore dell’omonimo rituale religioso. Dioniso era in grado, allorchè non veniva riconosciuto, di scatenare caos e disordine, momenti in cui la coscienza scendeva al suo picco più basso senza essere più in grado di discriminare e di comprendere cosa stava succedendo nell’individuo.
In effetti, il lato ctonio di Dioniso sembra circolare moltissimo tra gli uomini in questi ultimi anni giacchè, la mancanza di un rapporto con esso in modo cosciente, spinge a sentire costantemente insoddisfazione e vuoto, percezioni che l’uomo non riesce a reggere e che tenta, pertanto, di ricacciare o di sedare attraverso qualche forma di obnubilazione.
Molto di ciò che ha messo in piedi la nostra società può essere considerato in questa luce: ci siamo illusi nell’ultimo secolo di poter compensare la mancanza di unità interna e di spiritualità con la materia e il progresso.
Siamo andati avanti sperando che una macchina in più, un telefonino in più o una vacanza in più potessero mettere a tacere ciò che tentava in ogni modo di giungere a noi dall’interno.
Oggi ci rendiamo conto che, nonostante il progresso, l’uomo non è più felice di un tempo, anzi, la scissione dalla vita naturale sta portando più spesso di quanto non pensiamo ad una vera e propria disorganizzazione psichica che è visibile nei tanti casi di cronaca che affollano giornali e telegiornali.

La dipendenza regna sovrana e, tutti, in qualche modo, ne siamo colpiti per cui ci affaccendiamo sempre più nel cercare di inseguire qualcosa che, pensiamo, ci regalerà la felicità. Tutti aspiriamo dunque ad uno stato di completezza interiore ma non siamo ancora riusciti a trovare la strada maestra per raggiungerla.

Il lato più oscuro di Dioniso è proprio il tramonto della coscienza e il vivere costantemente nell’illusione, lontani però da ciò che potrebbe realmente nutrirci se solo lo contemplassimo.
La perdita di contatto con la divinità ha anche un altro punto preoccupante: in genere, quando non c’è un Dio che abita il nostro tempio interiore, ci possiamo illusoriamente sentire portatori di verità e così, arriviamo alle derive più basse partorendo integralismi e fanatismi che pensiamo possano sostituire il senso del divino mancante.

Ancora una volta non possiamo pensare che siano i pianeti o gli archetipi a crearci problemi giacchè dipende da noi ed esclusivamente da noi il modo in cui li approcciamo: non sono altro che energie che determinano una “particolare qualità di tempo” che siamo comunque chiamati a vivere: il modo in cui interpreteremo e sapremo fare tesoro dei potenziali che essi fanno giungere a noi rappresenta il nostro vero libero arbitrio. Possiamo dunque riconoscere Dioniso, con il suo desiderio di portare dentro di noi una ventata di novità che potrà estrinsecarsi nell’annullamento dei deliri di potere, in una modalità di vita più semplice ma più accompagnata dall’unione con gli altri, possiamo percepire e mettere in scena sentimenti più elevati che ci uniscano di più al sublime che non all’infimo; tuttavia, possiamo anche perdere completamente la bussola e lasciarci trascinare in veri e propri deliri in cui emozioni ed istinti di livello veramente bassi (e quindi ancora molto segnati da Plutone) faranno in loro ingresso senza alcun filtro, dissolvendo ciò che abbiamo di più nobile e trascinandoci nel baratro.
E’ un momento di grande rischio per l’umanità: forse siamo chiamati ad un salto che, tuttavia, troviamo ancora molto difficile da fare. E’ sicuramente la fine del mondo, ma non del mondo.. bensì di quel particolare mondo che abbiamo messo in piedi pensando che esistiamo solo noi per cui qualunque cosa debba essere possibile; di quel mondo che ha delirato al punto da pensare che le risorse siano infinite e che non esista un rapporto autentico con la natura; di quel mondo che si è illuso di poter sostituire gli uomini con le macchine e che ha pensato di rinunciare all’amore, unica fonte di vero sostegno all’interno di noi.

Ci starà fino al 6 di agosto, poi rientrerà ancora una volta in Acquario per ritornare definitivamente nell’ultimo segno dello Zodiaco il 4 febbraio del 2012.

Ci sono tante aspettative per questo ingresso che, lascerebbe pensare, ad una fase di maggior illuminazione e solidarietà per l’intero genere umano. In effetti, i simboli positivi di Nettuno hanno a che fare con la spiritualità, con la compassione, l’accettazione senza riserve della diversità: una nuova sensibilità potrebbe contagiare l’anima mundi e fecondare con il suo tocco ideali più elevati che dovrebbero portare l’uomo a vivere finalmente, in modo più consapevole, i suoi lati migliori. Come diceva Assagioli: “ognuno di noi è una folla” e, quindi, Nettuno dovrebbe aiutarci a vedere la nostra molteplicità evitando così di dover spostare all’esterno quelle parti di noi che, non potendo essere riconosciute, hanno bisogno di essere proiettate.
In pratica Nettuno chiede un’espansione notevole di coscienza: noi tutti siamo affascinati dall’esplorazione del cosmo, delle galassie e dell’universo ma spesso siamo incuranti del fatto che dentro di noi regna un universo.. e che questo universo è “condivisibile” e per questo riusciamo, quando siamo sintonizzati, a cogliere anche ciò che avvertono, vivono e sentono gli altri.

In pratica, Nettuno vorrà ricordarci in modo ancora più pressante che noi non siamo unici al mondo e, sebbene sia fondamentale avere una personalità solida e strutturata, questa non può però essere vista come separata da tutto ciò che ci circonda ma anzi, deve offrirci la possibilità di essere più aperti a ciò che circonda non dimenticandoci che siamo parte di tutto ciò che sta attorno a noi, sia nel vicino che nel più lontano.
Possiamo ipotizzare che la nostra personale identità sia come una “polis”, una città che, seppur mantiene una serie di caratteristiche che la rendono unica e diversa dalle altre, non può però vivere se non si apre a ciò che la circonda anzi, è proprio dallo scambio, dall’interazione e, soprattutto dal reciproco riconoscimento della diversità che possono nascere più grandi possibilità per tutti.
Tuttavia, questo non sempre è facile giacchè continuano ad esistere dentro di noi grandi paure e sono proprio queste ad impedire quel flusso e quell’interazione che, invece, ci permetterebbe una ben più grande rassicurazione.
Il velo di Maya è molto visibile in queste modalità di vivere: coltiviamo l’illusione di sentirci più tranquilli se stiamo chiusi in noi stessi, se diffidiamo degli altri e, soprattutto, se guardiamo con sospetto e diffidenza ciò che è diverso temendo che possa in qualche modo contaminarci e dissolvere le nostre sicurezze.
Nettuno tenderà a premere sull’acceleratore affinchè si riesca a guardare un po’ più in là delle nostre barriere e, se i confini sono solidi, non dobbiamo temere ciò che preme per essere in qualche modo riconosciuto.

Si parla spesso e a sproposito di “amore universale”, tuttavia, possiamo essere abbastanza consapevoli del fatto che di amore vero ne esiste poco nel mondo e, l’alternativa all’amore è proprio la paura che genera separazione e difesa.
Gli avvenimenti degli ultimi 40 anni ci stanno però portando a comprendere che niente è separato (anche la scienza è su questa posizione) e, proprio perché tutto è in relazione e in contatto con tutto, è fondamentale cercare di comprendere di cosa si tratta. Lo vediamo spesso sul piano dell’economia, delle comunicazioni e sul fatto che oggi ogni nazione ha al suo interno molte etnie che rappresentano appunto la caduta dei confini e la necessaria fase di integrazione.

Forse, una vera unione tra le persone, potrebbe essere il modo migliore per vivere quella che chiamiamo “spiritualità”, ovvero quel particolare modo di sentire che potrebbe portarci ad un senso di unità autentico, lontano dalle frammentazioni che, invece, ancora regnano sovrane.
Abbiamo passato migliaia di anni a combatterci, a dividere stati, regioni, nazioni, abbiamo dato vita a molte religioni anch’esse spesso non all’altezza di chi le aveva generate che, senza dubbio, aveva in mente non certo di dividere, bensì di “religere”, ovvero di creare un ponte che unisse il cielo e la terra e gli uomini con gli altri uomini in quanto portatori di un senso di grande somiglianza.

Tutti stiamo a pensare all’arrivo degli extraterrestri ma, forse, prima di pensare a quelli che possono giungere da altre galassie, che potrebbero sicuramente essere i benvenuti tra noi, dovremmo imparare ad accogliere, accettare e fare spazio agli extraterrestri che vivono dentro di noi e a quelli che, pur vivendo sulla terra, ci appaiono come tali per la loro diversità.

Nettuno rappresenta l’anima, quella che, giustamente ci spinge ad allargare la nostra conoscenza ma quella che, giustamente, ci ricorda che il nostro compito consiste nel ritornare all’unità superando via via tutte le barriere che l’Io, nel suo bisogno di differenziare e di proteggere, ha posto, apparentemente, a nostra salvaguardia.

Eppure spesso ci capita di fare esperienze “transpersonali” che ci permettono anche se per pochi istanti di provare sentimenti di portata universale, sentimenti molto più raffinati di quelli che viviamo normalmente allorchè proviamo pace, amore, quando sentiamo la sofferenza delle persone che sono vittime di grandi disastri (come è da poco accaduto in Giappone) che risvegliano la nostra compassione e ci spingono a voler fare qualcosa per poter alleviare le loro pene: questi momenti è come se riuscissero ad elevare la nostra coscienza giacchè ci consentono di percepire cose che, nella coscienza ordinaria sono del tutto assenti.

Nettuno è legato al sublime, alla bellezza, agli ideali e all’assoluto che possiamo tranquillamente considerare come il senso stesso della divinità.. Chi è la divinità se non un essere che ha una coscienza illimitata capace di comprendere tutti noi e, al tempo stesso, capace di contemplare il bello ovunque, senza distinzioni.
Certo, ci sono ancora molti ostacoli a questo tipo di passaggio o di sviluppo, ma giorno dopo giorno, proprio attraverso le tante crisi che ci avvolgono, potremo sicuramente raggiungere una consapevolezza maggiore, quella che oggi possiamo vedere nelle poche persone che definiamo “illuminate”.
Tuttavia, se questi esseri esistono e se è possibile contattarli e vederli, significa che tutti possiamo fare questi passaggi e tutti potremo, magari non nell’immediato, accedere a stati di coscienza superiori.

Senza dubbio possiamo ipotizzare che Nettuno in Pesci porterà a molte guarigioni che, appunto, passano attraverso il superamento della divisione e della separazione ma, quella che più di tutte è auspicabile è che vi sia un numero sempre maggiore di persone che raggiunga uno stato di consapevolezza più elevato che sia, dunque, in grado di mostrare anche agli altri che tutto ciò è possibile e che loro non sono esseri straordinari, ma esseri ordinari che non hanno rinunciato a mettersi in cammino.

Nettuno è legato all’arte e, come ben sappiamo, l’arte è un modo per comprendere che, attraverso un linguaggio non comune, ma non per questo inaccessibile, possiamo cogliere anche a distanza di tempo, ciò che l’artista aveva nella sua anima nel preciso istante in cui la scintilla ispiratrice ha fatto sussultare la sua anima.
E’ ipotizzabile quindi una nuova fase in cui l’arte, e in particolar modo la musica, diventerà un nutrimento per tutti in modo da poter percepire i messaggi che ci regala.
Tutto ciò che oggi viene considerato “straordinario, anormale, paranormale” potrà entrare nella vita delle persone, almeno di quelle che non temono di poter avvicinare anche ciò che non è ancora facile da comprendere. Senza alcun dubbio ciò che ora potrebbe ancora sembrare un mistero potrebbe essere illuminato e l’uomo potrebbe così decifrare meglio ciò che oggi sembra ancora non avere spiegazione.

Certo sarebbe meraviglioso vedere l’umanità vivere in un clima di solidarietà e di tolleranza, attenta a mettere a disposizione tutto ciò che è particolare di sé per arricchire la totalità.
Potrebbe essere una fase in cui anche il rapporto individuale tra la coscienza e l’inconscio possa essere visto come qualcosa da ricercare anziché qualcosa da temere e questo sicuramente sarebbe in grado di farci fare salti quantici che porterebbero ad una maggior libertà.
La parola libertà è senza dubbio molto nettuniana tuttavia, spesso gli esseri umani hanno un’idea abbastanza confusa di questo termine che, ancora viene visto come vivere facendo tutto ciò che si vuole e si desidera senza alcun tipo di regola o di limite. Nettuno è libertà in quanto è conoscenza.. da sempre si sono associati questi due termini: non vi è libertà nell’ignoranza giacchè, è proprio dalla visione parziale che nascono i più grandi pregiudizi. Forse, sotto la sua spinta si apriranno i cuori e porteranno una conoscenza diversa da quella della mente, qualcosa che consentirà di sentire con maggior forza ciò che abbiamo in comune rispetto a ciò che ci divide.

Abbiamo fin qui parlato del lato luminoso di Nettuno, quello che dovremmo ricercare senza paura e senza pensare che non esista. Proprio dalla sensazione che non sia l’individuo ad avere il potere di cambiare le cose nasce l’idea che nulla di tutto ciò sia alla nostra portata mentre, è sempre da ognuno di noi che può giungere qualcosa di importante.

Nel suo lato ombra Nettuno può essere portatore di grandi scompigli proprio perché, non riuscendo a comprenderlo, si tende a tenerlo distante, lontano dalla nostra coscienza e, così, in qualche modo, il grande dio degli Abissi può irrompere in modo potente nel tentativo di sbaragliare le difese.

Nettuno può essere molto vicino al personaggio mitologico di Dioniso, il Dio greco, fondatore dell’omonimo rituale religioso. Dioniso era in grado, allorchè non veniva riconosciuto, di scatenare caos e disordine, momenti in cui la coscienza scendeva al suo picco più basso senza essere più in grado di discriminare e di comprendere cosa stava succedendo nell’individuo.
In effetti, il lato ctonio di Dioniso sembra circolare moltissimo tra gli uomini in questi ultimi anni giacchè, la mancanza di un rapporto con esso in modo cosciente, spinge a sentire costantemente insoddisfazione e vuoto, percezioni che l’uomo non riesce a reggere e che tenta, pertanto, di ricacciare o di sedare attraverso qualche forma di obnubilazione.
Molto di ciò che ha messo in piedi la nostra società può essere considerato in questa luce: ci siamo illusi nell’ultimo secolo di poter compensare la mancanza di unità interna e di spiritualità con la materia e il progresso.
Siamo andati avanti sperando che una macchina in più, un telefonino in più o una vacanza in più potessero mettere a tacere ciò che tentava in ogni modo di giungere a noi dall’interno.
Oggi ci rendiamo conto che, nonostante il progresso, l’uomo non è più felice di un tempo, anzi, la scissione dalla vita naturale sta portando più spesso di quanto non pensiamo ad una vera e propria disorganizzazione psichica che è visibile nei tanti casi di cronaca che affollano giornali e telegiornali.

La dipendenza regna sovrana e, tutti, in qualche modo, ne siamo colpiti per cui ci affaccendiamo sempre più nel cercare di inseguire qualcosa che, pensiamo, ci regalerà la felicità. Tutti aspiriamo dunque ad uno stato di completezza interiore ma non siamo ancora riusciti a trovare la strada maestra per raggiungerla.

Il lato più oscuro di Dioniso è proprio il tramonto della coscienza e il vivere costantemente nell’illusione, lontani però da ciò che potrebbe realmente nutrirci se solo lo contemplassimo.
La perdita di contatto con la divinità ha anche un altro punto preoccupante: in genere, quando non c’è un Dio che abita il nostro tempio interiore, ci possiamo illusoriamente sentire portatori di verità e così, arriviamo alle derive più basse partorendo integralismi e fanatismi che pensiamo possano sostituire il senso del divino mancante.

Ancora una volta non possiamo pensare che siano i pianeti o gli archetipi a crearci problemi giacchè dipende da noi ed esclusivamente da noi il modo in cui li approcciamo: non sono altro che energie che determinano una “particolare qualità di tempo” che siamo comunque chiamati a vivere: il modo in cui interpreteremo e sapremo fare tesoro dei potenziali che essi fanno giungere a noi rappresenta il nostro vero libero arbitrio. Possiamo dunque riconoscere Dioniso, con il suo desiderio di portare dentro di noi una ventata di novità che potrà estrinsecarsi nell’annullamento dei deliri di potere, in una modalità di vita più semplice ma più accompagnata dall’unione con gli altri, possiamo percepire e mettere in scena sentimenti più elevati che ci uniscano di più al sublime che non all’infimo; tuttavia, possiamo anche perdere completamente la bussola e lasciarci trascinare in veri e propri deliri in cui emozioni ed istinti di livello veramente bassi (e quindi ancora molto segnati da Plutone) faranno in loro ingresso senza alcun filtro, dissolvendo ciò che abbiamo di più nobile e trascinandoci nel baratro.
E’ un momento di grande rischio per l’umanità: forse siamo chiamati ad un salto che, tuttavia, troviamo ancora molto difficile da fare. E’ sicuramente la fine del mondo, ma non del mondo.. bensì di quel particolare mondo che abbiamo messo in piedi pensando che esistiamo solo noi per cui qualunque cosa debba essere possibile; di quel mondo che ha delirato al punto da pensare che le risorse siano infinite e che non esista un rapporto autentico con la natura; di quel mondo che si è illuso di poter sostituire gli uomini con le macchine e che ha pensato di rinunciare all’amore, unica fonte di vero sostegno all’interno di noi.

 

 
 
 
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