martedì 23 luglio 2024
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- Astrologia e dintorni

JOHN LENNON - ACROSS THE UNIVERSE
     a cura di Tom Crisci
 
John Lennon - Across the Universe
Musica dall’Universo
Considerazioni sulla vita e la musica di John Lennon
( Tom Crisci)
© tutti i diritti riservati

“Jai guru deva om, Nothing's gonna change my world, nothing's gonna change my world” (Grazie Guru Deva, Om, Niente cambierà il mio mondo, niente cambiera il mio mondo).
Questo è il ritornello di Across The Universe, il celebre brano di John Lennon, inciso mentre era ancora con i Beatles. E’ il primo – e fino ad oggi l’unico - brano musicale trasmesso via radio nel cosmo dalla NASA il 4 Febbraio del 2008, a 431 anni luce di distanza dalla Terra. John, nonostante fosse già famoso in tutto il mondo, forse non avrebbe mai immaginato che la sua sarebbe stata la prima voce in assoluto ad essere proiettata nell’universo, quando in una fredda notte del 1967 abbozzò le prime frasi del testo. E invece, come per una strana magia del destino, il titolo “Attraverso l’Universo”, non avrebbe potuto essere più azzeccato per l’evento.
Un sintomo evidente che la popolarità di John, è andata ben oltre il mito, oltre le dimensioni terrene della fama e del successo. E’ arrivata nello spazio profondo, nelle sfere musicali cosmiche che egli, nonostante tutti i difetti comuni al genere umano, sentiva e percepiva ogni giorno della sua vita. Una popolarità ben espressa dalla sua Luna in Capricorno, il segno descritto come la Porta degli Dei, il passaggio che apre il cammino dell’anima, intermediario tra cieli e terra. Una popolarità che va oltre i confini dell’universo! Quell’universo che si potrebbe scorgere nel grande trigono che nel suo tema natale la Luna forma con Urano (=il cielo) e Nettuno (=la musica).
Musicalmente, dalla penna e dal cervello di John, è uscito di tutto: dalle struggenti note di Julia, dedicata alla madre scomparsa, si passa a rock convulsi e spassionati come Revolution, alle canzoni visionarie e con una irresistibile vena di follia come I’m The Walrus e Lucy in the Sky with Diamonds, alla nostalgia per i luoghi dell’infanzia descritti in Strawberry Fields Forever, ai pezzi post Beatles politicamente impegnati e pacifisti, come la celeberrima Imagine.
Quando scriveva, partiva quasi sempre da cose semplici ed essenziali, come segnala la sua Luna in Capricorno. Il Sole in Bilancia e campo I spesso rendeva parole e musica celestiali, solari, dirette. Era un artista sensibile e alla ricerca del bello! Ma il suo Mercurio dinamico in Scorpione, unito al prominente campo VIII, aggiungeva sempre quel tocco finale inquietante, spesso anche macabro e cinico, pieno di mistero che rendeva uniche le sue composizioni. Non era una persona che perdeva troppo tempo nel registrare i pezzi: se non gli piaceva come stava procedendo la creazione di un brano, desisteva subito ai primi tentativi, lasciandolo da parte a maturare per tempi migliori.
Questa impazienza ed irruenza, questo entusiasmo fortissimo, ma che si spegne in fretta alle prime difficoltà è tipico di un Marte prominente, molto vicino all’Ascendente, ma piazzato nel segno della Bilancia. Una posizione non facile per il pianeta, indice di un equilibrio spesso precario e ricercato disperatamente dall’artista fino alla sua tragica scomparsa.

Chi era quindi John Lennon? Un musicista e poeta che ha fatto sognare milioni di persone con indimenticabili canzoni, che ha segnato un’epoca rivoluzionando, assieme ai Beatles, gusti e mode musicali, un personaggio senza tempo con un carisma che ha avuto pochi rivali. Ma chi era realmente l’ uomo Lennon? Un uomo dalla personalità complessa, un visionario spesso infelice, come gran parte degli artisti più geniali.
E gran parte di questa infelicità e angoscia irrisolta viene raccontata in modo lucido e concreto, con uno stile quasi autobiografico da John, specialmente nelle sue canzoni post Beatles.

John Winston Lennon nacque a Liverpool, al Maternity Hospital di Oxford Street il, 9 Ottobre 1940, alle 6 e 30 del mattino.
Bilancia con ascendente nello stesso segno ed una natura duplice e controversa. Egli stesso si definiva un mezzo monaco e mezzo animale da palcoscenico, essendo in qualche modo cosciente di avere in se una parte profondamente passiva e riservata ed un’altra metà invece aggressiva, attiva ed esibizionista tipica dello showman, una caratteristica ben descritta dal Sole in campo I.
La parte monastica e introversa invece è mirabilmente indicata dalla posizione della Luna in Capricorno e campo IV, ben confermata dalla rigida educazione ricevuta nell’infanzia e nei primi anni dell’adolescenza. Una Luna che fa pensare ad una presenza femminile determinata, claustrale e rigida, come effettivamente fu per John.
Mercurio in Scorpione e il forte campo VIII gli davano invece uno spirito ribelle e polemico, un compiaciuto gusto per il mistero, gli enigmi e i messaggi nascosti, innumerevoli soprattutto negli ultimi dischi dei Beatles. Gli stessi valori sembrano ben mostrare la sua continua ossessione per la morte che diventò una vera e propria fobia nei suoi ultimi anni di vita.

Il Genio è Dolore

Questa è una delle frasi più famose di John Lennon e veniva direttamente dalle sue prime esperienze dell’infanzia.
Un infanzia segnata dall’assenza continua del padre Freddie, steward di nave e dunque quasi sempre lontano dalla famiglia e dalla presenza inquietante della madre Julia Stanley, che quando il marito non c’era spesso lasciava John da solo a casa di notte per uscire, andare a bere e divertirsi facendo il giro di tutti i bar assieme alle sue amiche.
Quelle sere John si svegliava ritrovandosi in una stanza vuota. Pieno di terrore, urlava svegliando tutto il vicinato, come quella gelida Luna in Capricorno nel campo IV sembra raccontare in modo eloquente.
La madre era in realtà anche molto tenera con John, ma completamente immatura e irresponsabile. Il padre anche se assente, ogni volta che tornava stava sempre il più possibile vicino al figlio. Essendo venuto a conoscenza del comportamento incosciente della moglie, aveva perfino pensato di portarselo con se, una volta diventato più grande, in uno dei suoi viaggi per mare. Freddie tentò più volte di far funzionare il suo matrimonio anche cercando di cambiare lavoro, ma Julia presto si trovò un amante e la loro relazione tracollò. Si separarono nell’aprile del 1942.
La Rivoluzione Solare del 1941 sembra essere molto chiara in merito: l’Ascendente è Sagittario, Giove il governatore è piazzato nel campo VII di RS (=la relazione, in questo caso dei genitori) e forma un punto di Talete con la secca opposizione tra Marte in campo IV e il Sole in campo X (=l’asse familiare). La brutta posizione della Luna (=sempre genitori e famiglia) piazzata in campo VI, congiunta a Urano (=cambiamenti drastici) ed opposta a Venere nel campo XII, non fa che confermare il tutto e ben indica la mancanza improvvisa di affetto per mezzo di un distacco da entrambi i genitori.

Infatti, quando Freddie scomparve definitivamente, la madre Julia delegò le cure del figlio alla sorella Mary Stanley, la zia “Mimi” , così come la chiamava John fin da piccolissimo nella culla. La zia Mimi che un giorno, vedendo John tutto solo ed infuriata
per il comportamento della sorella, gli disse: “Tutto quello che ha fatto è stato averti!”
Una frase che il piccolo John ricordò per sempre, tanto da farla diventare un verso di Mother, una delle sue canzoni più toccanti.
Fu così che John si sentì definitivamente tradito da tutti. E non da persone qualsiasi, ma dai suoi genitori!
Inutile dire che il capro espiatorio fu invece il padre Freddie. Zia Mimi raccontò una serie di menzogne al nipote: disse a John che il padre l’aveva abbandonato di sua iniziativa, alimentando così il covare di un odio ingiusto da parte sua. Solo dopo molti anni scoprì la verità, recuperando in parte il rapporto con il genitore.
La vita con la zia Mimi, non si rivelò comunque “rose e fiori” e con una Luna in Capricorno nel campo IV difficilmente sarebbe potuto essere altrimenti.

Era una donna molto moralista, spesso gli impediva di uscire, rinchiudendolo in casa e lo criticava per qualsiasi sua iniziativa, specialmente quando mostrava di apprezzare la musica e il Rock And Roll. Lennon quindi passò buona parte dell’infanzia in modo rigoroso e con pochi divertimenti.
Ma John aveva un carattere forte e ribelle e non si fece mai condizionare del tutto. Aveva anche una fantasia prodigiosa, ben evidente nel trigono della Luna con Nettuno nel campo XII.
Certe volte addirittura, entrava in una sorta di trance fissandosi intensamente allo specchio, mentre aveva l’impressione che la stanza svanisse e che i suoi occhi si stessero ingrandendo. “Sono un pazzo o un genio?” pensava.
Si, il genio è dolore! John ne fu ben conscio fin dai primissimi anni di vita. E gran parte della sua fervida e tormentata creatività trasse origine proprio da queste giornate passate in casa da completo recluso. La creatività che esplose poi parecchi anni dopo, quando descrisse bene questo suo stato mentale nel pezzo Strawberry Fields Forever, dedicato ad un orfanotrofio, dove spesso la zia Mimi lo portava e passava le giornate a giocare con bimbi nella sua stessa condizione.
Il primo “colpo di fulmine” musicale per John, fu sentire Elvis Presley, in particolare il celebre brano Heartbreak Hotel che parlava di solitudine e nel quale egli si identificava in modo totale. Ascoltava il brano senza sosta e fu in quella occasione che le sue energie cominciarono a ribollire e sentì il forte bisogno di dedicarsi completamente alla musica. E cominciò anche a covare un terribile odio per il mondo degli adulti. John, con Marte piazzato all’Ascendente, fin da piccolo era sempre stato un bambino difficile, violento e portato per gli scherzi a volte anche crudeli ai danni di altri bambini meno svegli. Da adolescente diventò un vero ribelle, mentre a scuola – per la somma indignazione della zia Mimi – continuava a collezionare un disastro dietro l’altro. Era un oratore brillante e disinvolto, ma soffriva di dislessia e tendeva così ad invertire le parole quando scriveva, creando a volte termini interessanti (una traccia dei quali si trova nel suo libro In his own write). Aveva quindi anche notevoli difficoltà nell’apprendimento che sono segnalate dall’opposizione tra Mercurio (=l’ascolto, la scrittura ma anche il sistema nervoso) e Giove (=la parola). Giove regge poi il campo VI in Pesci e Mercurio il campo XII (=asse delle malattie)
Lo stesso aspetto sembra ben indicare la sua paura di guidare mezzi di trasporto (=Mercurio) e di svolgere qualsiasi attività dove è necessaria una buona coordinazione motoria.
Era una persona molto intelligente, come ben si evince dalla posizione di Mercurio in Scorpione nella sua carta, ma non riusciva ad adattarsi alle regole e soprattutto non sopportava di imparare cose che non gli piacevano.
Si sentiva assolutamente unico e diverso dagli altri e in classe sbeffeggiava tutti, professori compresi. Era anche molto contagioso, carismatico ed istigava anche gli altri studenti a ribellarsi. Veniva quindi preso di mira e punito - oltre che a scuola - anche a casa dalla zia Mimi, ma era talmente testardo che questi castighi non facevano altro che aumentare la sua rabbia, mettendolo in condizioni di commettere bravate ancora più gravi.
Questa sua voglia di distinguersi dagli altri, dal “gregge” delle persone normali, sembra essere ben rappresentata da Marte e Nettuno nel campo XII (=il diverso e l’inconsueto, contrapposto al quotidiano e alla norma). Certo questo isolamento, questa diversità che sentiva, era un’arma a doppio taglio e spesso lo faceva soffrire. Una frase detta in un intervista da John, poco prima della sua morte, fu emblematica: “Tu vuoi far parte, ma non vuoi far parte perché non puoi.”
Questo suo bisogno di distinguersi ed emergere, gli diede l’impulso di dedicarsi con serietà alla musica e di scrollarsi finalmente di dosso l’ambiente ristretto nel quale aveva vissuto per molti anni.
Pete Shotton, un amico molto intimo di John, descrisse bene una caratteristica fondamentale del suo carattere. Era, a suo dire, una persona molto individualista e forte, ma aveva sempre bisogno di una spalla o nel migliore dei casi anche di un gruppo che lo sostenesse e che lo facesse sentire al centro dell’attenzione. Era aggressivo, ma anche molto timido, come un animale spaventato stretto all’angolo, ma pronto a colpire.
Tutto questo è chiaramente descritto dal Sole in campo I (=egotismo, esibizionismo e individualismo) ma piazzato nel segno della Bilancia e quindi eternamente indeciso, alla ricerca dell’appoggio degli altri e di un equilibrio. Ma il bisogno del branco, del gruppo di amici lo vediamo perfettamente indicato nella posizione di Venere in campo XI.
Una Venere molto importante, dal momento che regge sia il Sole che l’Ascendente. Ed è una Venere nel segno della Vergine che spinge ad essere riservati, a non esporsi e a sminuirsi. Da qui il contrasto tra timidezza ed urgenza prepotente di protagonismo data dal Sole in campo I.
E per John successe proprio così. Cominciò a formare delle vere e proprie baby gang che terrorizzavano tutti i genitori del quartiere ed anche le prime band musicali, con le quali si esibiva nelle sue prime apparizioni nei locali della zona.
Ma il gruppo che fece la sua fortuna venne fuori da uno storico e straordinario incontro con un genio suo pari.
Era il 6 Luglio 1957, John stava esibendosi con i Quarry Men e si dimenava eseguendo Be-bop-a-lula ,una hit di Little Richard. Alla fine del piccolo concerto, un ragazzino dalla faccia fanciullesca e con occhi grandi si avvicinò dicendo di essere rimasto impressionato dalla grinta del gruppo: questi era niente meno che Paul Mc Cartney.
Ma le sue intenzioni erano altre. Quello che Paul voleva, era mostrare la sua bravura e si cimentò in un brano molto difficile da eseguire. John ne fu impressionato e di li a pochi giorni gli chiese di far parte della band.
Senza sospettarlo minimamente, i due ragazzi avevano costituito il nucleo principale dei futuri Beatles!

Nel tema di John, esaminando i transiti per questa data, ci sono molti segnali interessanti:
ad un primo esame, notiamo un intero stellium in transito nel suo campo X, mentre Giove transitava al trigono della Luna, che regge il MC in Cancro. Nel contempo la tripletta Urano, Venere e Marte passeggia su Plutone-radix, piazzato poi – e non a caso -ancora nel campo X e ha da poco formato un sestile con Marte-radix. Anche Saturno è piazzato in posizione favorevole.
Una situazione astrale che pare essere calzante nel descrivere l’inizio della carriera musicale per John ed anche in qualche modo profetica, considerando l’enorme successo che egli avrebbe avuto per mezzo di questo primo incontro.
La zia Mimi non appoggiò mai le iniziative del nipote, esortandolo a studiare, lasciar perdere la musica e a pensare di trovarsi in futuro un lavoro serio (secondo lei).
Per ironia della sorte, invece, John nella sua evoluzione musicale trovò l’appoggio di sua madre Julia. La genitrice non era definitivamente scomparsa dalla sua vita. Abitava a pochi chilometri dalla sorella, ogni tanto veniva a trovare il figlio ed era molto entusiasta della scelta di John di intraprendere seriamente la carriera musicale.
Le due sorelle erano veramente agli antipodi! Mimi sempre rigorosa, seria e dalla casa assolutamente sempre in perfetto ordine, Julia sempre allegra e scanzonata e con una casa che sembrava un campo di battaglia.
Madre e figlio avevano ripreso in qualche modo i contatti e John era riuscito a lasciarsi alle spalle buona parte del risentimento verso di lei.
Ma, proprio quando stavano riavvicinandosi, il destino lo colpì, secco come un fulmine.
Fu una sera del 1958, esattamente il 15 Luglio: la madre Julia, attraversando la strada, fu investita ed uccisa da un poliziotto ubriaco, che stava guidando senza patente.
Per John fu l’inizio della fine. Da quel momento si sentì completamente perduto e diventò ancora più scontroso con tutti, era quasi sempre ubriaco, fomentava risse e trattava malissimo chiunque aveva la disavventura di incontrarlo. Se non ci fosse stato il progetto musicale con Paul e i futuri Beatles, sarebbe potuto diventare un criminale della peggior specie.

La RS del 1957, che comprende questo evento, mostra un Sole in campo XII, e la Luna è nel campo VI. Ma la situazione più emblematica è quella dei transiti. Il primo è la stretta quadratura di Marte alla Luna (=la madre), mentre anche Giove è quasi in orbita a formare lo stesso aspetto, così come l’asse dei Nodi in transito.
Plutone transita su Venere-radix (=gli affetti) e Urano è al quadrato della congiunzione Giove/Saturno-radix in campo VIII, i distacchi e i lutti, ai quali John pareva essere destinato fin dall’inizio della sua vita. Soprattutto Saturno sembra avere un ruolo importante nella carta di John, in merito alle perdite in famiglia: in effetti, oltre ad essere situato in campo VIII, governa la Luna in Capricorno e la cuspide del campo IV.
La perdita prematura della madre diventò un leitmotiv nella vita di Lennon e se ne trovano tracce evidenti anche nelle sue composizioni musicali.

Il Successo

Il successo per John, con i Beatles, arrivò dopo molti anni di gavetta. Anni passati in angusti camerini, locali anonimi e cahet da fame. Durante questo periodo, John , quando il resto del gruppo era in preda alla depressione per come andavano le cose, tirava su gli altri con una frase del tutto appropriata per la sua Luna in Capricorno, segno attinente all’atto di arrampicarsi e alle vette. Chiedeva loro: “Dove stiamo andando ragazzi?” e la risposta degli altri era “In cima sulla cima più alta che c’è!”
E anche se non se l’immaginavano di certo, pochi anni dopo sarebbero davvero arrivati al top!
Tra il 1963 e il 1964 produssero quattro album che arrivarono tutti al numero uno, sia in Inghilterra che negli Stati Uniti, parteciparono al celebre programma americano Ed Sullivan Show, che diede loro una visibilità straordinaria, suonarono a Buckingham Palace davanti alla regina Elisabetta e fecero concerti in tutto il mondo, gremendo stadi interi.
Furono gli anni della Beatlemania, durante i quali tra il pubblico ragazzine scatenate si strappavano i capelli e urlavano a squarciagola il loro nome. Tutto quello che i quattro Beatles toccavano, sembrava diventare oro.
Nel contempo, nella vita privata di John erano successe anche altre cose importanti. Nel 1962 sposò Cynthia Powell, ma fu un matrimonio riparatore per via di una gravidanza alla quale Lennon non era per niente preparato nel momento del suo esordio musicale, così come non avrebbe voluto sposarsi, perché temeva di rovinare la sua immagine pubblica. Così il tutto fu messo a tacere e Cynthia dovette passare gran parte della gravidanza a casa della zia Mimi, lontana da suo marito e nascosta nell’ombra. Nel tema natale di John, in quel periodo Giove era nel primo decano dei Pesci e attraversava il suo campo V che segnala chiaramente la possibilità di avere un figlio, mentre Saturno nel primo decano dell’Acquario quadrava il suo Mercurio-radix (=figli) in Scorpione, un perfetto segnale dell’ansia di John nel sapere che aspettava un bambino. Quando poi l’8 Aprile del 1963 Cynthia diede alla luce Julian Lennon, John arrivò una settimana dopo la nascita e, appena avuto il tempo di vedere e prendere in braccio suo figlio, annunciò alla moglie che se ne sarebbe andato in vacanza con Brian Epstein, il controverso manager dei Beatles. A nulla valsero le proteste di Cynthia, ma la vacanza con Brian aveva ben altri strani risvolti. Brian Epstein era gay e il periodo che passò con Lennon fu uno dei più misteriosi nella vita dell’artista. A detta di molti, ebbero una relazione omosessuale, ma la cosa non fu mai resa palese da John. Quello che disse poi in seguito, in perfetto accordo con la sua Luna in Capricorno, era che si prestò alle attenzioni di Brian perché doveva controllare l’uomo che aveva in mano la carriera e il destino dei Beatles!
Quando nel 1965 i Beatles, all’apice del successo produssero Help, John andò in crisi. Si rese conto che lui e i Beatles erano diventati delle marionette in mano al business, che dovevano suonare e comporre quello che più piaceva al pubblico, perdendo tutta la loro identità, le loro caratteristiche più genuine che li avevano accompagnati fino a quel momento.
Fu proprio in questo periodo, già di per se pieno di incertezze, che un giornalista lo descrisse come il Beatle grasso. Da quel momento, fino alla fine dei suoi giorni, la sua vanità ferita lo fece diventare anoressico. Ogni volta che pensava di aver mangiato troppo, correva in bagno a vomitare. La stessa Yoko Ono, sua seconda moglie, dice: “Una sua grande paura era ingrassare”. Un timore molto comune nei nati in Bilancia, sempre molto attenti all’estetica personale.
Nel suo tema natale è ben evidente l’opposizione che Giove(=il cibo), unito a Saturno(=privazione) forma con Mercurio nell’asse II / VIII e Toro/Scorpione, tutti valori chiaramente legati ai disturbi alimentari. Mercurio poi fa subito pensare che l’anoressia sia stata di tipo nervoso e soprattutto per questioni di immagine personale (=campo II).
Anche la Luna in Capricorno favoriva questa astensione prolungata dal nutrirsi in modo regolare.
Del resto, il disagio del dover negare se stessi e la propria identità per motivi commerciali, sembra quasi il suo destino: il venire a patti con gli altri per andare avanti nella vita. Questo sembra essere ben descritto anche dall’asse dei Nodi: quello sud in Ariete (=forte accento sull’identità ed individualismo) e quello nord in Bilancia(=l’importanza degli altri e il rispetto delle regole) che però è paradossalmente congiunto al Sole e piazzato in campo I.
Sembra emergere quindi il bisogno di distruggere l’ego e formarne un altro del tutto nuovo, diventando un leader dalla forte identità, ma attraverso la collaborazione con un gruppo. E quel gruppo erano i Beatles e tutta la fitta rete di rapporti ad essi legata.
La cosa è anche palese nel fatto che il Nodo nord e il Sole, piazzati in Bilancia, sono governati da Venere che è in campo XI (=l’importanza dei progetti collettivi).
Questo senso di inutilità e di perdita di se stesso, Lennon lo esprimeva chiaramente tra le righe delle composizioni di quel periodo. Anche se i fans dei Beatles difficilmente avrebbero immaginato che una persona piena di successo, fama e soldi stesse raccontando di un forte disagio interiore, è impossibile non notarlo in canzoni come Nowhere Man, fin dalla prima strofa: “He’s a real nowhere man. Sitting in his nowhere land, making all his nowhere plans for no one” (E’ veramente l’uomo di nessun posto, che non sta in nessun posto e che escogita tutti i suoi piani per nessuno).
Ma basta anche solo una frase di Help, una delle sue canzoni più allegre scritte con i Beatles, per descrivere tutto il suo panico per la perdita d’identità che mostra il suo asse nodale Ariete/Bilancia. “My independence seems to vanish in the haze” (La mia autonomia sembra essersi dissolta in nebbia).
Insomma, John in quella canzone sembrava davvero chiedere disperatamente aiuto nel constatare che si era perso per strada. E non scherzava per niente, ma nessuno probabilmente lo capì.
Fu così che i Beatles, dopo un tour disastroso, dovuto soprattutto alle dichiarazioni blasfeme di John a proposito della fama dei Beatles, secondo lui molto più grande di quella di Gesù Cristo – un altro tipico delirio da Sole in campo I – decisero di abbandonare le scene e di non fare più concerti dal vivo. Erano consci che stavano suonando con impianti sonori insufficienti e che le urla scatenate del loro pubblico coprivano tutta l’esibizione, al punto che certe volte provavano a smettere di suonare e nessuno tra la folla in delirio pareva accorgersene. Fu proprio nel periodo successivo a questa decisione che John, assieme al gruppo, diede le migliori prove della sua creatività.

Spegni la mente

“Turn off your mind, relax and float downstream” (Spegni la mente, rilassati e abbandonati alla corrente) queste le prime parole di John cantate con una voce da monaco buddista nella memorabile Tomorrow Never Knows il pezzo di chiusura di Revolver, l’ indimenticabile e rivoluzionario album dei Beatles.
John fece proprio così. Dopo aver passato quattro anni sopportando livelli di stress inverosimili senza fermarsi mai un istante, dormendo pochissimo e male per reggere le estenuanti tournée in tutte le parti del mondo, sprofondò in un avvolgente letargo che durò quasi un anno e mezzo. Si ritirò nella sua casa di Londra e staccò la spina del cervello, anche se la sua creatività cresceva a dismisura e covava sotto la cenere.
In un’occasione disse: “Per me stare in casa è un piacere. Sono sempre stato un casalingo” e con la Luna in Capricorno in campo IV, quali altre parole avrebbe potuto dire?
La canzone che descrive lo stato quasi comatoso di John in quel periodo, è un vero capolavoro e si intitola proprio I’m Only Sleeping (Sto solo dormendo), piena di riferimenti onirici, visioni e con una punta di ironia per il genere umano che, all’esterno della sua finestra, correva a tutta velocità senza nessuna direzione, avendo smarrito (secondo lui) ogni collegamento con i propri ritmi interiori.
Questa letargia, ovviamente non era procurata solo da una normale stanchezza, ma era anche dovuta al fatto che nei Beatles erano iniziate a circolare abitualmente sostanze psicotrope e stupefacenti della più svariata natura e John, con Nettuno in campo 12° e al trigono della Luna era quello che ne consumava più di tutti!
La leggenda vuole che fu Bob Dylan ad iniziarli alla Marijuana, nel 1964. In verità però Lennon era patito dell’LSD e non era un mistero per nessuno. A tal punto che quando compose Lucy in the Sky with Diamonds, traendo l’ispirazione da un disegnino di suo figlio Julian, alcuni maligni lo accusarono di stimolare l’uso di stupefacenti, perché le tre iniziali delle parole del titolo (Lucy, Sky e Diamonds) formavano proprio il nome della temibile droga allucinogena (LSD).
Ma l’acido, almeno secondo quanto racconta John, fu per lui una vera e propria rivelazione. In una delle sue prime esperienze con lo stupefacente, disse di aver registrato su un magnetofono delle parole da ascoltare durante l’effetto, una sorta di mantra del tipo: “Oh John Lennon, è venuto per te il momento di cercare nuovi livelli di realtà. Il tuo ego e il rock and roll stanno per svanire. Stai per entrare in contatto con la Luce”.
Lennon disse poi che durante quel “viaggio” fu colto da grandi visioni e rivelazioni che non svelò mai a nessuno. In sintesi il messaggio datogli dall’LSD era che doveva distruggere il suo ego e trasformarsi in qualcosa d’altro. E certamente nella sua carta natale i campi VIII (=la trasformazione) e XII (=il trascendente) non sono muti in merito a questo tipo di esperienze, soprattutto con Nettuno che in quel periodo era in aspetto dinamico a tutto il suo stellium nel campo VIII (=morte, rinascita e rigenerazione)
La trasformazione fu completa e devastante: si disinteressò improvvisamente di tutto, dei suoi colleghi e del lavoro con il gruppo. Passava interi giorni a drogarsi con vecchi amici oppure a letto a dormire, permettendo così a Paul McCartney di subentrare come leader dei Beatles. Ma nel contempo crescevano in lui idee sublimi che gli fecero scrivere pezzi indimenticabili, come A day In the Life, uno dei più interessanti della pietra miliare indiscussa del gruppo, l’album del 1967 Sergeant Pepper Lonely Heart’s Club Band.
Nello stesso periodo (1966-1967) cambiò radicalmente il suo look, e spuntarono i famosissimi occhialini rotondi, che gli diedero un’aria eterea e intellettuale.
In realtà in giovinezza aveva sempre rifiutato di portarli per paura di sembrare poco virile, rovinandosi completamente la vista. Non a caso nella sua carta natale vediamo Mercurio in campo II all’opposizione di Saturno e Giove in campo VIII (=l’asse che, secondo molti, riguarda le immagini e quindi probabilmente collegato con la vista).
Tirando le somme, John Lennon dopo le varie esperienze con l’LSD divenne tutta un’altra persona: abbandonò il suo atteggiamento aggressivo, diventò meno timido e più empatico, ma soprattutto si rese conto di voler abbandonare la prepotenza che in giovinezza lo aveva sempre contraddistinto, in favore della pace e non violenza.
Sintomatica una sua frase che dichiarò in una intervista: “Sono i più violenti che sostengono la pace e l’amore. Io ero un uomo violento che ha imparato a non esserlo e che ha il rimorso delle violenze commesse.”
Gli anni tra il 1966 e il 1969 furono tra i più sperimentali, sia per quanto riguarda John che per i Beatles.
Lennon era affascinato dai messaggi cifrati, dagli enigmi e misteri e dal lato meno ovvio delle cose.
Una notte tornò in studio “su di giri” e cercò di riascoltare Rain, uno dei suoi pezzi di quel periodo, ma il nastro era avvolto alla rovescia. Vennero fuori suoni risucchiati e avvolgenti e ne rimase stupefatto. Da quel giorno fu un continuo registrare messaggi al contrario, mormorii nascosti, frasi dette e non dette che poi diventarono una vera e propria perversione che ebbe il suo culmine nella ridondante e sinistra Revolution 9, dove la voce anonima che dice “Number Nine”, riascoltata al rovescio sembra dire Turn me on dead man (Eccitami, Uomo morto). L’interesse per l’ambiguo e i doppi sensi è ben visibile nel tema natale in quello stellium nel campo VIII, in quel dinamico Mercurio in Scorpione, all’opposizione di Giove/Saturno e al quadrato di Plutone. Tutti valori chiaramente legati al segreto, al macabro e alla passione per i discorsi oscuri, tanto più se si pensa a Giove e la simbologia di parola, piazzato nel terreno nascosto del suo campo VIII.
Insomma la creatività di John, in quegli anni, era sbalorditiva! Forse anche troppo. Stava perdendo i contatti più preziosi con la vita reale.

John e Yoko

Nel novembre del 1966 John incontra Yoko Ono, artista concettuale giapponese, durante una esposizione delle sue opere a Londra.
Yoko aveva in realtà molte più capacità manageriali ed amministrative che artistiche. Era una grande venditrice, soprattutto di se stessa e cercava di autopromuoversi con qualsiasi mezzo.
Ma John, frequentandola, capì che era la sua anima gemella. Dopo qualche anno, tornando da una visita in India assieme ai Beatles, di punto in bianco decise di divorziare da sua moglie Cynthia, lasciando lei e il figlio Julian.
John e Yoko si sposarono nel marzo 1969 e da allora cominciarono le loro peculiari manifestazioni per la pace. Prima di partire per il viaggio di nozze, si misero a letto per una settimana e dalle 10 del mattino alle 10 di sera venivano ripresi dalle telecamere, chiamando questa loro iniziativa Bed-In per la pace. In realtà i due coniugi sembravano impegnati in una tipica esibizione e promozione di se stessi, più che una vera manifestazione, ma la notizia di queste stranezze fece schizzare le loro foto in prima pagina.

Il rapporto tra John e Yoko era in effetti veramente speciale e la cosa è evidente nella loro sinastria: un’ottima intesa intellettuale, che si evince dal trigono tra Mercurio in Scorpione di John e quello di Yoko in Pesci e nel contempo dalla Luna di Yoko nel campo III di John(=la comunicazione). Poi erano, ovviamente, affascinati l’uno dall’altro: la Venere di Yoko al trigono del Sole di John, Giove e Saturno di John nel Toro al trigono del Marte di Yoko in Vergine, mentre il campo V di John è occupato da Sole, Venere e Mercurio di lei. Stare insieme per loro due, infatti, era quasi come una sorta di gioco.
Erano talmente legati che Yoko non lo abbandonava mai, seguendolo anche nelle sedute di registrazione di John con i Beatles, suscitando l’imbarazzo degli altri colleghi musicisti , soprattutto di Paul Mc Cartney che non l’aveva mai sopportata.
Fu questa una delle molte ragioni che cominciò l’inesorabile processo di disgregazione dei Beatles e, poco dopo, anche della psiche di John.

L’Urlo Primitivo

La vita di John stava cambiando velocemente e vorticosamente. Il 18 ottobre del 1968 fu arrestato insieme a Yoko per detenzione di stupefacenti. Cominciarono a fare abitualmente uso a di eroina e l’anno successivo Yoko rimase incinta ed ebbe un aborto spontaneo. Ma soprattutto si stava deteriorando sempre di più il rapporto con i Beatles.
Verso l’autunno del 1969 iniziò così per Lennon un lento scivolare in un baratro dal quale sarebbe risalito solo l’estate successiva. Ebbe un forte esaurimento nervoso.
Suggestive le parole che disse al biografo dei Beatles, Hunter Davies:”Se rimango da solo per tre giorni senza fare niente, esco completamente da me stesso, me ne sto lassù a guardarmi. Riesco a vedere le mie mani e mi rendo conto che si muovono, ma è un robot che lo sta facendo. E’ spaventoso davvero!”
Questo stato di prostrazione profonda era in parte dovuto al continuo uso di stupefacenti di ogni tipo, ma anche ad angosce non risolte che riguardavano la sua infanzia ed il rapporto con i suoi genitori. Ma fu altrettanto importante il suo improvviso distacco dai Beatles. Partì lui per primo a volersene andare dal gruppo, con un atteggiamento spavaldo anche se in realtà in cuor suo non lo voleva davvero, come si rese conto in seguito. Quando invece Paul Mc Cartney, - stufo di dover radunare sempre un gruppo allo sbando e senza entusiasmo nel lavorare - dichiarò di voler definitivamente abbandonare i Beatles fece sul serio! Pubblicò infatti il suo primo lavoro solista appena prima dell’uscita dell’ultimo album dei Beatles, Let It Be.
John, dopo l’estrema decisione di Paul, presto si accorse di avere perduto improvvisamente l’unica vera famiglia che avesse mai avuto, l’unico sfogo creativo che lo teneva insieme e che gli impediva di andare in pezzi, con il suo già precario equilibrio. Scoprì anche che Yoko non era la donna che credeva. Era molto autoritaria, manipolatrice e fredda. Così si ritrovò improvvisamente al punto di partenza, in quella solitudine ben delineata dalla sua Luna in Capricorno in campo IV che aveva sperimentato durante la sua vita con la zia Mimi a Mendips. Il suo crollo ovviamente fu totale!
L’esaurimento si aggravò nel febbraio del 1970, periodo durante il quale John passava quasi tutta la giornata a letto, rifiutando di vedere chiunque, tranne sua moglie.

E’ molto interessante notare l’andamento dei transiti di questo delicato momento della sua vita: concentrandosi su Giove, Saturno e i pianeti trans-saturniani si nota subito che l’inizio di questo periodo (più o meno ottobre del 1969) è aperto dal transito di Giove sul Sole natale in Bilancia e nel contempo di Saturno all’opposizione secca di Mercurio-radix(=il sistema nervoso). Con Giove situato nel campo VIII nel suo tema natale, ci si sarebbe potuti aspettare, con il passaggio sul Sole, l’arrivo di una crisi e di una trasformazione che avrebbe rivoluzionato la sua esistenza.
Lennon ebbe davanti agli occhi una inaspettata soluzione quando nella sua posta trovò una busta contenente un libro di uno psicologo di Los Angeles, Artur Janov. Il titolo gli fece accendere una lampadina nel cervello: The Primal Scream (L’urlo Primitivo) e catturò da subito la sua attenzione.
Questo intraprendente signore, che per ironia della sorte era rimasto quasi muto per colpa di una operazione alla gola, scriveva nel suo libro che certe ferite nascoste nell’animo sarebbero potute guarire mediante urla e pianti concitati, facendo così rivivere i traumi passati dei pazienti nel tentativo di liberarli dalle loro ossessioni ed emozioni represse.
Lennon, nel rivedere la sua vita, si rese conto che aveva sempre urlato, fin dai primi singoli dei Beatles, come Twist And Shout, dove si sente una voce tagliente come un rasoio. Dentro di se, sentiva che doveva cambiare, che urgeva per lui una morte e rinascita totale. Decise dunque di provare questa terapia e ne beneficiò molto.
Verso la primavera del 1970 era quasi completamente rinato, arrivando addirittura a dire che quell’anno era per lui l’anno zero!
Guardando ancora i transiti di quel periodo, è effettivamente molto interessante notare quanto siano calzanti i punti del tema coinvolti e le relative simbologie, per un uomo che sta ripartendo dall’inizio.
Lennon aveva appena sperimentato niente meno che il classico ritorno di Saturno, che per lui avvenne nel campo VIII (=crisi, morte e rinascita). Nel contempo Urano era esattamente sull’Ascendente, ed anche esso gridava il bisogno di un taglio netto - per quanto doloroso - con tutte le situazioni precedenti per riuscire a trovare la forza di evolversi e di superare la situazione, tanto più che anche Urano, nel radix, era situato nel campo VIII (=trasformazione).
Plutone e Nettuno, uno transitante al trigono e l’altro al sestile della Luna natale in Capricorno, gli diedero invece la grande forza di affrontare se stesso con determinazione, ma soprattutto di trasformare tutta questa sofferenza in musica e parole, facendone un album dalla crudezza, sincerità e maturità senza precedenti!
The Primal Scream non era il vero titolo di questo indimenticabile album di Lennon. Si chiamava semplicemente “Plastic Ono Band” , lo stesso nome del team di musicisti che vi suonarono, ma tutti lo ricordano come l’album dell’ “urlo primitivo”.
Il brano più toccante ed emblematico è quello che apre l’album e si intitola Mother.
L’inizio è già di per se volutamente cupo. Campane a morto che suonano, pochi strumenti e accordi di pianoforte che vengono lasciati sospesi, come se si diffondessero in una stanza vuota. La terribile stanza vuota che aveva angosciato John, fin da infante.
E poi, fredda, la voce di John inizia senza facili sentimentalismi, a parlare di sua madre. La sua dura Luna in Capricorno, memore della frase detta da sua zia Mimi anni prima, dice sommessamente: “Mother, you had me. But I never had You” (Madre tu mi hai avuto, ma io non ho mai avuto te). Poi parla di suo padre: “Father, you left me, but I never left you” (Padre tu mi lasciasti, ma io non ho mai lasciato te). Poi sembra mettere in guardia tutti i bambini cresciuti allo sbando nella sua condizione: “Children don’t do what I have done. I couldn't walk and I tried to run” (Bimbi, non fate quel che io ho fatto. Ho cercato di correre senza aver imparato prima a camminare) e alla fine di ogni frase dice addio a tutti in un modo terribilmente inespressivo. E all’improvviso la voce cambia ed arriva l’urlo agghiacciante e primitivo: “Mama don’t go, Daddy come home!” (Mamma non andartene, Papà torna a casa!)
Lennon urla, ma non disperatamente. Le sue urla sembrano strozzarsi in gola. Le urla di un uomo che sta vomitando il suo passato.
In tutto l’album John, non si risparmia per nessuno: inveisce contro l’ipocrisia dei fans in Isolation, parla amaramente della sua condizione di emarginazione da adolescente in Working Class Hero, della morte di sua madre e infine demolisce ogni filosofia, religione e falso idolo in God, dove dice di non credere in nessun altro, se non se stesso. E la lapidaria frase che conclude il pezzo, “The dream is over” (Il sogno è finito) è Saturno stesso che parla, mentre fa piazza pulita di ogni frammento di illusione.

Uscire di scena

Durante i primi anni ’70, Lennon collaborò con parecchi artisti, tra i quali Elton John e David Bowie ed aveva suonato frequentemente dal vivo.
Ma dopo aver pubblicato un album dello spessore di Imagine, uno dei più celebri inni alla pace e monito contro le guerre religiose e singoli dal forte carisma ed in qualche modo profetici come Instant Karma (Karma istantaneo) un pezzo che parlava della legge di causa ed effetto ed altre canzoni rivoluzionarie e politicamente impegnate come Power to the people, John sentiva il bisogno di prendersi una pausa dal mondo della musica e dello spettacolo.
La sua ultima esibizione pubblica fu il 28 Novembre 1974, assieme ad Elton John, al Madison Square Garden di New York.
Nel febbraio del 1975 uscì il suo doppio album “Rock’n’Roll”, un ritorno alle origini di quando cantava a squarciagola i classici degli anni ’50, nel quale c’è una indimenticabile versione di Stand By Me. Poco dopo la pubblicazione, tornò a New York e sua moglie Yoko era di nuovo incinta. Deciso a non ripetere l’errore che aveva fatto anni prima, con il primo figlio Julian, volle dedicarsi interamente al nuovo nascituro in arrivo e finalmente provare a condurre una vita normale, in una famiglia – almeno apparentemente – normale.

Nella RS del 1974 si vedono chiaramente i segni di un possibile ritiro dalle scene: l’Ascendente di Rivoluzione è in campo I radix (=nuove iniziative personali) e nel campo I di RS c’è Urano, ma soprattutto ci sono Sole e Marte al quadrato di Saturno e Luna nel campo X(=la carriera e la vita pubblica). Le stesse indicazioni si possono ravvisare anche nel transito esatto di Saturno in Cancro e in campo X al quadrato del Sole, proprio nei primi mesi del 1975.
In questa RS c’è anche un'altra indicazione palese: la possibile nascita di un figlio, ben visibile nella posizione di Giove in campo V di RS e nel primo decano dei Pesci (come successe nel 1962 quando Cynthia era incinta di Julian) al trigono di Mercurio di RS in campo I e soprattutto al trigono di Mercurio-radix (=figli)
Sole e Marte in campo I indicano anche una grossa soddisfazione personale, dopo anni di lotte: Lennon ottenne finalmente il visto per vivere negli Stati Uniti in modo definitivo. Una decisione che, col senno di poi, si rivelerà fatale.

La Felicità è una pistola calda

Questo era il folle titolo di un originalissimo pezzo contenuto nell’ album “Doppio bianco” dei Beatles, pubblicato nel 1968.
“Happiness is a Warm Gun”, canta con passione Lennon, tra gli angelici coretti dei colleghi George e Paul. Queste parole suonano ancora più inquietanti se si pensa a quello che gli successe dodici anni dopo.
I segnali della consapevolezza di una morte violenta per arma da fuoco, sono sparsi dappertutto: in Come Together, la sua celebre canzone che apre Abbey Road, penultimo capolavoro firmato Beatles, John sussurra “Shoot me!” (Sparami) e lo fa nascondendo bene le parole - come vogliono Mercurio in Scorpione e il suo forte campo VIII - dietro all’imponente linea di basso di Paul McCartney. Questo accadeva molti anni prima della sua tragica scomparsa. Ma non era niente, al confronto delle ossessioni che aveva John negli ultimi mesi di vita! Un suo collaboratore domestico, Norman Seaman, era stato vittima di un conflitto a fuoco causato da una lite con due automobilisti. John si fece spiegare con dovizia di particolari raccapriccianti cosa provò l’uomo nel momento in cui fu colpito dai proiettili. Come se quel Marte incollato al suo Ascendente gli avesse da sempre fatto sentire il fiato di quella “pistola calda” sulla pelle.
Come poteva avere questa consapevolezza? Cosa aveva veramente visto John Lennon in quelle visioni date dall’LSD anni prima? Non lo sapremo mai.
E tuttavia le paure - anche se ben nascoste - uscivano fuori dalle frasi di John, in certi momenti delle sue ultime giornate. Quei giorni passati come una sottospecie di recluso all’ultimo piano del Dakota Building, il lussuoso palazzo dove risiedeva a New York.
“Non ho paura di morire. E’ come scendere da una macchina per salire su un’altra” (4)
sentenziava gelido Lennon. Ma sotto questo ghiaccio tagliente, covava invece una terribile angoscia e un’ossessione continua della morte, dalla quale sembrava quasi essere affascinato e inorridito allo stesso tempo. John era ammaliato anche dai film a tinte “noir”, dai complotti, dal mondo del crimine e soprattutto dagli assassini, che egli considerava le vere vittime. E non poteva essere altrimenti, con un campo VIII così affollato e in conflitto con Mercurio in Scorpione!
Forse John Lennon aveva appena iniziato a strimpellare la sua chitarra, quando il 10 Maggio 1955 alle 19.30 a Forth Worth nel Texas veniva alla luce l’uomo che porrà tragicamente fine alla sua esistenza.
Mark David Chapman, quello era il suo nome. Un ex-tossicodipendente, più volte ricoverato in una casa di cura per malati mentali. Era talmente allucinato che affermava di sentirsi come Holden Caulfield, il protagonista antisociale del romanzo di Jerome David Salinger, Il Giovane Holden. Diceva di parlare a un popolo di folletti che lo chiamavano Signor presidente!
Nelle sue fantasie omicide non c’era stato solo Lennon, ma moltissime altre star della musica pop internazionale e addirittura attrici come Elizabeth Taylor. Ma disse che John era un bersaglio più facile!

Come ci si poteva aspettare, anche Mark ebbe un’infanzia molto dura e sacrificata e una rapida occhiata alla sua carta natale - non a caso - ci mostra la stessa posizione della Luna in Capricorno, proprio come in Lennon.
Dopo aver commesso l’omicidio fu esaminato da decine di psichiatri e confessò di non essere mai riuscito a liberarsi dalla rabbia repressa che covava contro il padre che, secondo quanto diceva, malmenava lui e sua madre quando era piccolo.
Nel suo tema natale è infatti ben evidente il Sole (=padre) in opposizione a Saturno e quadrato a Plutone, mentre Venere, che regge il suo Sole in Toro, è piazzata in Ariete nel campo V, opposta a Nettuno nel campo XI e quadrata alla coppia Giove/Urano in Cancro, indicando squilibri affettivi e manie di persecuzione.
L’Ascendente è Scorpione e curiosamente vediamo che Marte, il rettore, è piazzato nel segno dei Gemelli e forma solo aspetti positivi con Venere, Plutone e Nettuno. E’ un Marte quindi fin troppo sostenuto e libero di agire, quindi potenzialmente pericoloso. E la sua pericolosità è probabilmente aumentata dal fatto che è governato da Mercurio che è nel suo domicilio astrale (Gemelli), ma è totalmente isolato e senza alcun appoggio o freno da parte di altri valori. Una caratteristica che potrebbe indicare un sistema nervoso labile ed una mente eccessivamente in fermento.
Mark, che era stato in passato un fanatico del Cristianesimo, nel suo delirio affermò di odiare Lennon perché era un miscredente e vanaglorioso ipocrita e meritava quindi, secondo lui, di essere punito. Una punizione alquanto estrema: ucciderlo!

Ma la cosa veramente interessante è vedere la sinastria tra le due carte, la vittima e l’assassino: la prima cosa che impressiona è il Sole di Chapman che è piazzato al centro del campo VIII di John, come ad indicare chiaramente che il rapporto tra loro è strettamente legato ad una morte.
E poi, come capita quasi sempre nei confronti tra carte dove c’è stato qualcosa di violento, abbiamo una serie di note stridenti: la coppia Giove/Urano in Cancro di Chapman all’opposizione secca della Luna in Capricorno di John, Venere di Chapman opposta al Sole di Lennon, la Luna di Mark quadrata a Marte e all’Ascendente e infine Nettuno di Mark quadrato alla Luna di John.
Chapman pare una sorta di giustiziere venuto al mondo proprio per uccidere l’artista!
Dove era finito John Lennon negli ultimi anni della sua vita? Cosa pensava? Cosa sognava?
Era confinato in una stanzetta all’ultimo piano dell’imperioso Dakota Building, un palazzone sulla 72ma strada a New York.
Era diventato talmente magro a furia di non mangiare che quando sollevava una chitarra diceva che pesava troppo. Dormiva quasi tutto il giorno, girava completamente nudo per casa e, per ironia della sorte, continuava a vivere la sua Luna in Capricorno standosene quasi sempre da solo nella sua stanza, vedendo pochissimo la sua famiglia. Non permetteva a nessuno di toccarlo e aveva talmente timore di contaminarsi che faceva una dozzina di bagni al giorno. Ogni tanto scriveva ancora lettere alla sua amata e odiata zia Mimi. Lettere che non spedì mai. E tuttavia la sua creatività non si era ancora spenta ed ebbe ancora la forza di produrre un ultimo album, Double Fantasy, nel 1980 con due canzoni che passarono alla storia: Woman, un omaggio alla donna e Starting Over, una sorta di sensazione che la sua vita stesse di nuovo ricominciando da capo.
Ma purtroppo per lui, non fu così.
Mark David Chapman ascoltava da giorni “Plastic Ono Band”, covando sempre più rabbia dentro di se verso John Lennon.
Con la televisione sempre accesa, aspettava chiuso in casa da giorni un segnale, qualcosa che lo avrebbe fatto decidere di appostarsi davanti all’abitazione di Lennon. Quel segnale era stato dato anni prima dallo stesso John: Shoot me!
In quella fredda sera dell’ 8 Dicembre 1980, Mark, dopo essersi fatto autografare dall’artista una copia del suo ultimo lavoro, Double Fantasy , gli strinse la mano. Qualche giorno dopo dirà che Lennon gli diede un’occhiata che lo trafisse: “Mi ha fotografato!”. Come se avesse già capito chi era Chapman e che intenzioni aveva.
Quasi quattro ore dopo, alle 22.50 quando John stava rientrando a casa assieme alla moglie Yoko, si sentì una voce che diceva: “Ehi, mister Lennon! Sta per entrare nella storia”. Poi solo il rumore di cinque proiettili esplosi. Quattro andarono a segno ed uno recise l’aorta di John che morì alle 23.09 mentre stava per essere trasportato d’urgenza al Roosevelt Hospital.
Le sue ultime parole furono: “Yeah, Sure” (Si, certo), ed erano la risposta agli infermieri che gli chiedevano se sapeva chi fosse.
Quando arrivò la polizia, Chapman era sul luogo del delitto e si fece arrestare senza opporre alcuna resistenza. Agli agenti che gli chiesero se si rendeva conto di ciò che aveva appena fatto, rispose con occhi vitrei e voce assolutamente inespressiva: “Certo! Ho appena sparato a John Lennon.”

Gli astri osservano

Cosa stava astrologicamente succedendo nel tema di John Lennon, al momento della sua tragica fine violenta?
Ci sono molti segnali eloquenti, a partire dalla sua ultima Rivoluzione Solare, eretta per il suo nuovo luogo di residenza, New York.
L’ascendente di RS punta nel campo VII radix e nel segno dell’Ariete, con Marte governatore che va a piazzarsi nel campo VIII di RS ed è congiunto ad Urano (=eventi drastici e improvvisi)
C’è uno stellium anche nel campo VII di RS, che comprende una congiunzione Sole/Luna e nelle vicinanze c’è anche Plutone.
Il campo VII in evidenza, sembra essere molto frequente negli attentati, anche se ci deve essere una situazione già significativa in merito nel tema natale.

Anche l’ultima Rivoluzione Lunare non manca di spunti interessanti: Ascendente di Rivoluzione che punta nel campo IV radix(=la fine delle cose) e nel segno del Capricorno, con Saturno governatore che si piazza insieme a Giove nel campo VIII di RL, proprio come succedeva nel tema natale. Queste ripetizioni di posizione si notano spesso quando accadono eventi marcati ed importanti nel bene e nel male.
C’è anche – come è successo per molte persone note e scomparse improvvisamente – una forte casa X di RL, con Sole e Urano, che ben si accorda con il passaggio di John da star internazionale a mito intramontabile. C’è la posizione della Luna in campo I che parla sempre di un aumento improvviso di popolarità, anche se al negativo.

I transiti parlano da soli. La prima cosa che salta subito all’occhio è il passaggio di Giove e Saturno in prossimità dell’Ascendente, un transito molto eloquente per quanto riguarda l’assassinio di John dal momento che nel radix occupavano entrambi campo VIII(=crisi, trasformazione e morte).
Il passaggio di Giove nel segno solare di John merita molta attenzione. Di solito, in effetti, il transito di questo pianeta sul Sole viene interpretato – e non del tutto a torto – come apportatore di benefici. Ma nel caso di Lennon, provenendo dal campo VIII, ha viceversa sempre segnalato crisi ed eventi difficili: stava infatti transitando in Bilancia quando morì la madre nel luglio 1958, quando ebbe il crollo nervoso tra l’autunno del 1969 e la primavera del 1970 e quando venne ucciso, alla fine del 1980.
Ma, oltre a Giove e Saturno sull’Ascendente, c’è un coro di transiti che cantano la stessa melodia: abbiamo Plutone che transita al quadrato della Luna radix, Urano opposto a se stesso, Venere opposta alla coppia Giove/Saturno radix, ma soprattutto Marte, la “pistola calda” che quadra esattamente il Sole radix, transitando in Capricorno.
La “pistola calda” che segnò la fine di uno dei più grandi artisti di ogni tempo.

Tom Crisci
17 Gennaio 2010
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(1) L’ora di nascita di John Lennon è stata da sempre motivo di discussioni ed insicurezze. Nel web e in molte pubblicazioni astrologiche l’orario maggiormente
diffuso è quello pomeridiano delle 18.30. Questo orario venne fornito da John ad unastrologo, Roger Elliot, nel 1969 per avere un responso astrologico. C’è da dire
che questo orario proveniva dal padre di Lennon, che però al momento della nascita non era presente, dal momento che era quasi sempre per mare e lontano dalla famiglia per il suo lavoro sulle navi.
Le 6.30 invece è un orario citato da persone che erano presenti quando John venne al mondo. E’ altamente probabile che sia stata fatta confusione tra 6.30 PM e 6.30 AM un errore abbastanza diffuso e banale.
Le fonti comunque da me esaminate, provengono da questi libri:
nella biografia “John Lennon, Mio Fratello” (titolo originale: “Jhon Lennon, My Brother”) scritta dalla sorellastra Julia Baird a pagina 18 Zia Mimi (Mary Stanley, la sorella della madre di John) cita le ore 7 del mattino.
Nella biografia di Albert Goldman “The Lives of John Lennon” a pagina 23 vengono citate “le sei e mezzo del mattino”.
Nella rivista “Beatles Unlimited” n° 34/35 c’è un articolo sul tema di John, a cura di G.Kooistra dal titolo E le stelle stanno a guardare, dove si parla di una “forte costellazione nella ottava casa” e del transito di Saturno nella dodicesima casa, in prossimità dell’Ascendente durante la sua morte. Questo corrisponde alla carta di John eretta per le 6.30.
Nella biografia “The Beatles Box” a cura di Alan Clavson, a pagina 3 del volume dedicato a John Lennon, sono citate le 6.30 del mattino.

(2) La data è diffusa sul web, questo uno dei link:
http://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=301&biografia=John+Lennon

(3) (4) da “The lives of John Lennon” Albert Goldman, 1988 Arnoldo Mondadori Editore
 

 
 
 
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