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    GLI ARTICOLI DI ERIDANOSCHOOL
- Astrologia e dintorni

L'ASSE GEMELLI SAGITTARIO
     a cura di Mariateresa Mazzoni
 
L'asse Gemelli Sagittario
L’asse Gemelli/Sagittario è indicato comunemente come quello della conoscenza e della comunicazione; in realtà prospetta una accentuata complessità di intenti e finalità legata anche alla caratteristica “mobile” o “doppia” dei due segni, al conflitto tra due aspetti della stessa personalità e alla sfida diversa ma ugualmente importante che essi propongono.
Nei Gemelli la dualità – simboleggiata dal mito di Castore e Polluce, entrambi figli di Leda e del re Tindaro essere umano il primo e di Zeus il secondo – si manifesta nel conflitto tra il corpo e la mente, nella difficoltà a distinguere tra l’Io e il Non Io, nel continuo tentativo da parte del lato Ombra di arrivare alla luce. Questa divisione tra tensioni diverse comporta anche la spinta a vivere su due diversi piani, magari attraverso la fantasia o l’immagine di un partner mentale o spirituale e che comunque ha un altro livello di esistenza, proprio come avvenne per Castore e Polluce. Questa spinta è una vera e propria sfida alle relazioni umane dei Gemelli, relazioni che comprendono sempre un lato di instabilità motivo per cui, con chiunque si abbia a che fare – fratello, amico, amante o socio – sembra sempre che si cerchi di avere una via di fuga, una situazione di riserva.
Nella sequenza zodiacale, i Gemelli sono il primo segno umano e rappresentano la fase infantile, quella in cui il bambino comincia a camminare, a parlare, a fare domande, ad essere curioso di tutto. Questo è il momento in cui il bimbo, avendo ormai capito che la mamma non è lui e che il mondo circostante è fuori di lui, vuole penetrare il mistero di questa diversità.
Mercurio, signore del segno, secondo il mito, appena nato esce fuori dalla culla; esplorando l’ambiente trova una tartaruga, vuole esaminarla a fondo e perciò, dopo averla uccisa, la tira fuori dal suo guscio. Poi con questo costruisce un nuovo strumento musicale, ossia la lira.
Già la prima parte di questo mito indica non solo la curiosità e la capacità di muoversi, il bisogno di esplorare e conoscere – tutte situazioni inerenti all’infanzia – ma parla anche della naturale capacità inventiva del fanciullo e di una certa crudeltà. Effettivamente il bambino può essere crudele in un modo spontaneo e del tutto naturale, seguendo semplicemente l’istinto di sopraffazione legato alla sopravvivenza; dobbiamo inoltre aggiungere che, poiché Mercurio rappresenta anche la funzione intellettiva, questa e la conoscenza in se stessa sono amorali. Il bimbo nella sua prima infanzia non segue un codice etico così come non lo seguono il desiderio di apprendere e la mente razionale che Mercurio simboleggia. Ma è proprio questa razionalità, questo “spirito senz’anima” come lo definisce Barbault, che dà al segno un lato di distacco, di scarso coinvolgimento emotivo che sembra fare da contro altare alla intensa curiosità, che spinge il soggetto verso un continuo interesse per tutto e per tutti. Un interesse della mente e non del cuore, un interesse che rischia di restare sempre freddo e superficiale.
Mercurio nell’antichità, tra le varie funzioni, era considerato anche il protettore dei mercanti e dei ladri; nel proseguimento del mito infatti egli ruba i buoi di Apollo, con le loro viscere forma le corde della lira e quando il dio gli chiede notizie dei suoi animali lui nega di averli anche solo visti; poi lo incanta con la musica del nuovo strumento e ottiene da Apollo la possibilità di scambiare la lira con il caduceo, simbolo di sapienza e conoscenza.
Mercurio quindi è amorale, ladro e bugiardo; però è anche inventore e ha un’ottima capacità manuale; ha un innato senso commerciale e in effetti realizza il primo scambio della storia; è anche chiaramente interessato a penetrare i misteri della conoscenza e per questo chiede il caduceo in cambio dello strumento che lui ha inventato.
Nel segno dei Gemelli si è assetati di conoscenza; si cercano sempre nuovi stimoli mentali anche perché le idee comuni, le abitudini di routine sono percepite come restrittive e comunque come qualcosa che ostacola la possibilità di fare nuove esperienze. La sensazione che si ha è che tutto sia importante ma è difficile capire cosa è meglio dal momento che si ha interesse per tutto; questo è il motivo per cui si può cambiare spesso idea e, poiché scegliere è difficile, si cerca di non tralasciare alcuna possibilità sperimentandole tutte. Ovviamente con questo tipo di comportamento si rischiano la superficialità e la dispersività, ma la sfida che il segno lancia è proprio quella di superare questa eccessiva disponibilità verso tutto scegliendo un modello di comportamento o un percorso di vita che permetta se non di sfuggire, almeno di controllare la dualità.
Mercurio nell’antichità era chiamato anche Ermes o Ermete; la sua fama non era dovuta solo alla sua intraprendenza, al suo spirito pratico e alle sue facoltà inventive o ingannatrici, ma anche alle sue capacità magiche e alla sua funzione di psicopompo; era lui infatti a condurre nell’Ade le anime dei morti. Era una divinità ambigua proprio come il segno che governa; in lui coesistevano la luce e l’ombra, l’intelligenza e la furfanteria; poteva essere creativo e distruttivo, ma sempre capace di nuove idee. Era nato dall’unione di Zeus e Maia; unione che era avvenuta in una grotta buia; per questo motivo egli era considerato frutto della luce dello spirito e del mistero oscuro della natura. Questo lato di luminosità e tenebra è parte integrante del segno dei Gemelli e si manifesta nella contrapposizione sempre presente tra bene e male; nella lotta contro quella parte interiore che è il “fratello/nemico” (pensiamo ai fratelli famosi della storia come Caino e Abele, Romolo e Remo, Giacobbe e Esaù), nella eterna tensione tra la materia e lo spirito.
Nella sequenza zodiacale il segno dei Gemelli segna quella fase di vita in cui si è sufficientemente sviluppati da poter non solo interagire con l’ambiente ma si ha anche la possibilità di farsi delle idee su di esso; è qui che si sviluppa il linguaggio e la capacità di comunicare; è sempre in questo settore che si vivono le prime relazioni con un mondo esterno ma circostante, fatto di fratelli, cugini, colleghi, vicini di casa; è sempre qui che si scopre il piacere di muoversi, esplorare, conoscere, parlare.
Mercurio nel mito aveva le ali ai piedi ed era considerato il messaggero degli dei; aveva il compito di portar loro le notizie importanti, di informarli sulle decisioni di Zeus, di mantenere la comunicazione tra le varie divinità. Astrologicamente esso rappresenta il linguaggio, la facilità di parola, la capacità di esprimere anche i concetti meno materiali o più astratti; Sasportas parla di analogia o di rapporto tra Mercurio e la parte sinistra del cervello umano, quella che soprassiede alla parola, alla capacità di analizzare, di connettere tra loro le varie idee, di classificare le diverse esperienze. Lo collega anche a determinate modalità di pensiero: lento o veloce, consequenziale o confuso, originale o tradizionale.
Nei Gemelli il bambino vive le prime esperienze di “libertà”, una libertà legata al movimento e alla scoperta; si scoprono gli oggetti ma anche il significato delle parole. Il linguaggio è una forma di simbolismo di cui il bimbo si impadronisce esercitando proprio quelle facoltà mentali che permettono di andare al di là della concretezza delle cose e arrivare ad immaginare e capire che c’è anche un mondo astratto: quello delle idee. Qui vive il bisogno di essere in continua connessione col prossimo e con l’ambiente circostante ma contemporaneamente si desidera qualcosa che non è raggiungibile in forma materiale: Polluce vorrebbe rinunciare alla propria immortalità pur di ricongiungersi a suo fratello ormai morto e come vedremo nel Sagittario, segno opposto e complementare, Chirone sceglierà veramente di morire rinunciando alla sua immortalità pur di liberarsi dalle sue sofferenze.
Per il comune mortale qui c’è il pensiero che permette di proiettarsi in una dimensione più astratta, non materiale, mentre la parola dà la possibilità di esprimere quest’altra realtà attraverso un linguaggio simbolico, poetico, concettuale o di altro tipo. In tal modo si può superare la mortalità della forma, quella che colpisce anche il nostro corpo e che tanto ci spaventa, per tentare di realizzare l’immortalità delle idee.
L’idea, le immagini mentali, i pensieri sono patrimonio di Mercurio la cui caratteristica è infatti quella di una mente che è sempre in movimento e che non si ferma davanti ad alcun ostacolo, tabù o proibizione, siano essi di tipo religioso, civile, filosofico o esistenziale. La mente dei Gemelli è veloce nell’afferrare al volo i concetti e, grazie all’elemento Aria a cui il segno appartiene, sa essere anche oggettiva, fredda, distaccata. Ma il vero problema è sempre quello di trovare un equilibrio tra quella mente che sembra non avere confini e un corpo limitato nella forma e nelle possibilità; tra il pensiero veloce e inarrestabile e l’azione materiale che per forza di cose ha dei limiti; tra il conscio che vive al livello della vita pratica di tutti i giorni e un inconscio in cui gli opposti spesso non sono integrati ma solo repressi.
La flessibilità è una delle maggiori caratteristiche di questo segno perché è questa che permette alla mente di passare da un livello ad un altro, da una dimensione di esistenza ad un’altra; ma questa può anche alimentare l’eterna lotta tra le due parti di una stessa natura e che hanno serie difficoltà ad integrarsi.
Fisicamente i Gemelli governano le braccia, le mani i polmoni, ossia tutte quelle parti del corpo che sono doppie; l’Aria del segno lo lega anche alla respirazione; il respiro, nella Bibbia e in tutti i testi sacri, è connesso allo Spirito, a quell’afflato divino con cui Dio ha dato la vita ad Adamo, al prana, alla energia cosmica ed è anche l’energia mentale che sostiene un segno fisicamente piuttosto fragile.
La dualità dei Gemelli è comunque sempre legata alla ricerca di vivere intensamente sia sul piano mentale che su quello fisico, mentre si fa un continuo sforzo per cercare di integrare questi due diversi aspetti della propria natura. Inoltre nella sequenza zodiacale, il simbolismo archetipico dei vari segni indica nei Gemelli il momento in cui i contrari dati dall’Ariete/Maschile e dal Toro/Femminile e che nella prima fase della vita umana, individuale e collettiva, si percepivano come un tutt’uno – si scindono nei due opposti: Io/non Io, conscio/inconscio, soggetto/oggetto e la percezione di questa separazione, di questa diversità è alla base della tensione emotiva del segno.
Si tratta di una prima divisione che porterà alla individualità; è la prima presa di coscienza di una natura differenziata che deve svilupparsi anche attraverso l’ intelligenza e la ragione, ma è anche un’esperienza traumatica perché all’unione e all’identità è subentrata l’opposizione, la complementarietà, il contrario.
E’ qui che si cominciano a conoscere il bene e il male, il maschile e il femminile; la pesantezza, la materialità del corpo fisico e il dinamismo, la velocità, l’astrattezza della mente. Ed è nel reiterato tentativo di trovare l’altra parte di sé, di riunirsi al proprio opposto, di vivere e sperimentare anche l’altra polarità – che si esplica la dinamica di questo segno.
E’ un segno, come abbiamo già detto, fisicamente fragile proprio come lo è il bambino nella sua prima infanzia, quando ancora non si è autovaccinato ed è quindi più esposto dell’adulto alle infezioni e ai malanni. Questa vulnerabilità fisica tuttavia non impedisce al nativo di inseguire le varie esperienze, di sperimentare le diverse emozioni seguendo una mente che proprio come Mercurio è sempre in movimento, ha sempre nuove idee, intravede sempre nuove possibilità e riesce spesso a trascinare il corpo là dove il corpo non avrebbe la forza di andare.
Questa mente così veloce e sempre in azione è alla base della distinzione fatta da Barbault e che vede appartenere al segno due tipi fondamentali: il tipo Castore emotivo, vivace, attratto sempre da nuovi stimoli e da passioni volubili e il tipo Polluce definito, come abbiamo già detto, “mente senz’anima” intelligente ma opportunista, ironico e spiritoso ma dai sentimenti aridi. I due tipi possono convivere alternandosi ma quasi sempre uno dei due predomina mentre l’altro diventa l’Ombra che tenta disperatamente di venire alla luce e che perciò fa sentire la sua presenza con i suoi impulsi di natura opposta.
Questi impulsi così differenti rappresentano una diversità che appartiene all’individuo ma che l’individuo non capisce; cerca di penetrarne il mistero ma questo gli sfugge continuamente e per tale motivo tende a tenere i piedi in due staffe, a percorrere contemporaneamente più strade, a non assumere mai una posizione precisa. Mantenere in equilibrio diverse realtà può diventare un gioco di prestigio mercuriale e i “trucchi” sono infatti parlare, scrivere, spostarsi, trasferirsi, essere sempre pronti a cambiare ma anche ad adattarsi. La vita è chiaramente instabile ma non ci si può far sfuggire la possibilità di vivere nuove esperienze o nuove avventure. Per tali motivi tuttavia ogni tipo di conoscenza rischia di restare a livello superficiale senza mai diventare esperienza profonda e autentica conoscenza.
Dal polo opposto il Sagittario spinge a cercare una “legge” che possa guidare la propria vita facendola sfuggire a quel dualismo, a quella eccessiva disponibilità che porta verso la dispersione e l’inconcludenza. Una legge che indichi un percorso di conoscenza diverso, che non si esaurisca all’ambiente intorno e alla quotidianità della vita, ma vada oltre penetrando anche al di là del significato apparente delle cose.
Nella sequenza zodiacale il Sagittario segue l’oscura esperienza dello Scorpione; colui che si è confrontato con la morte ed è emerso dal mondo delle tenebre, non può che alzare gli occhi al cielo per constatarne l’immensità e porsi domande sulle finalità della vita e sulla vera natura di tutto ciò che ci circonda. La sfida che qui si pone è quella di superare i limiti di una esistenza banale per esplorare altri spazi fisici e mentali; di non accontentarsi della routine ma vivere una vita autenticamente significativa.
Tra i primi obbiettivi che si prospettano c’è quello di ampliare le proprie conoscenze scoprendo qualcosa che non è facilmente visibile; spostare quindi i limiti del proprio campo di azione e di movimento, allargarli al fine di entrare in contatto con altre idee, altre tradizioni; conoscere altre culture.
Se nei Gemelli o nella 3° C l’intelligenza punta a risultati pratici , immediati e concreti – nel Sagittario o nella 9° C diventa speculativa; se nel terzo segno vive l’ansia di scoprire l’altra parte di sé, nel nono c’è una sete di conoscenza che abbraccia l’universo intero; se nella 3° C attraverso il linguaggio si compiono i primi passi verso il mondo delle idee, nella 9° le idee e le esperienze vengono elaborate, diventano oggetto di una speculazione filosofica, teologica, metafisica per addentrarsi in un Tempo non terreno e in uno Spazio cosmico.
Giove, signore del Sagittario, corrisponde allo Zeus greco, re degli dei, potente e giusto, inflessibile e tuttavia incorreggibile libertino. Il suo nome significava “colui che dà la luce” e questa oltre ad essere il lume della conoscenza è anche la manifestazione nella coscienza umana di un principio spirituale che può imporsi sul Destino e sulla Morte. E’ l’archetipo del Dio Padre ma è anche colui che si oppone al padre Saturno e difende la vita e il futuro contro il potere. E’ una figura ambivalente che simboleggia l’edonismo, l’autoindulgenza e contemporaneamente il senso di giustizia, lo spirito civile e religioso; rappresenta il sacro e il profano, la vitalità dell’uomo e il senso della trascendenza. Nel suo lato esuberante, entusiasta e infedele può essere visto come una variante del Puer/Mercurio curioso e bugiardo; di quell’aspetto umano del “bambino divino” che resta sempre giovane, indipendentemente dall’età.
Ma Giove rispetto a Mercurio rappresenta un diverso livello di intelligenza che spinge ad una diversa presa di coscienza; comporta il passaggio da una fase di vita fondata sull’istinto e sulla natura ad un’altra fondata sulla cultura.
Il Sagittario, nella sequenza zodiacale, segna l’inizio della coscienza collettiva e Giove rappresenta un codice morale interiore. Nel lungo percorso individuale rappresentato dai primi sei segni dello zodiaco, si è fatta anche l’esperienza di una prima difficile apertura all’altro nella Bilancia, per ripiombare subito nell’esperienza della morte; ma nel Sagittario si fa viva per la prima volta la necessità di venire a patti tra le esigenze personali e quelle collettive. Questo fatto implica una maggiore coscienza e responsabilità come individui; la capacità di elaborare le esperienze vissute e le nozioni apprese in modo che esse non restino solo come una acquisizione personale ma vengano trasmesse ad altri, insegnate e possano così trasformarsi in cultura. Giove rappresenta questa facoltà di elaborazione; è legato alla mente superiore ossia a quella parte del cervello umano capace di intuire il profondo significato di un evento apparentemente casuale e di dare un senso agli avvenimenti.
Nel Sagittario o nella 9° C infatti vive anche l’intuito nettuniano più che la razionalità; c’è ancora l’istinto che si contrappone alla ragione, come indica l’uomo/cavallo simbolo del segno, ma si è già in una fase dell’esperienza umana in cui ci si pongono domande su ciò che è più o meno lecito e si danno giudizi morali anche su se stessi. Giove è il metro di misura con cui noi giudichiamo ciò che sentiamo interiormente; la differenza tra questo sentire personale e la morale sociale indica come giudichiamo gli altri. Parte di tali giudizi sono spesso un retaggio dell’educazione e della tradizione, elementi saturnini, ma nel Sagittario si incontrano le diverse culture perché qui si vive la sfida a spingersi oltre, a guardare al futuro più che alle situazioni del momento e la freccia, altro glifo del segno, è puntata verso l’alto, ossia verso il progresso sociale e verso la trascendenza.
Se nei Gemelli si percepiva per la prima volta la dualità della natura umana, nella fase evolutiva rappresentata dal Sagittario l’uomo prende coscienza di tre aspetti diversi della sua natura: la parte animale o istintuale che lo spinge in basso; la parte umana guidata dall’intelligenza e dallo spirito intrappolato nel corpo; la parte divina.
Il grande mito del Sagittario è quello di Chirone, nato dalla relazione tra Saturno e la ninfa Filira. Era mezzo uomo e mezzo cavallo perché suo padre, sorpreso in flagrante adulterio dalla moglie Rea, nel momento culminante del rapporto si era trasformato in stallone proprio per sfuggire alla collera della moglie; ma in tal modo dall’unione adulterina era nato il Centauro.
Nella mitologia greca i Centauri erano esseri violenti e selvaggi, portatori di una forza brutale, ubriaconi e sensuali. Essi rappresentavano il lato bestiale presente anche nell’uomo, mentre in Chirone dominava il lato umano. Egli viveva isolato in una grotta e nella solitudine e nella meditazione aveva realizzato la saggezza e la sapienza. Profondo conoscitore dell’astronomia e dell’astrologia, della natura, della medicina e della matematica, fu maestro di Achille e di molti altri eroi ai quali insegnò a diventare guerrieri sacri. Lo stesso Asclepio, figlio di Apollo e dio della medicina, aveva appreso da lui l’arte della guarigione. Per questi motivi Chirone rappresenta il lato evolutivo dell’uomo, la coscienza che prevale sull’istinto irrazionale, il dominio dei sensi realizzato attraverso lo studio, la scienza, la speculazione.
Chirone fu ferito per sbaglio da una freccia avvelenata di Eracle; la ferita era mortale ma Chirone, come figlio di un dio, era immortale, quindi condannato a vivere la sofferenza per l’eternità. Era stato colpito nella parte equina, un piede o una zampa, quindi in una parte legata alla mobilità.
Nel Sagittario, come nei Gemelli, c’è un forte bisogno di movimento, anche se nel terzo segno questo è legato all’esplorazione del mondo circostante mentre nel nono il raggio di azione si amplia e cerca di superare i confini del noto. La ferita inguaribile di Chirone indica tra i vari significati non solo un limite al movimento ma un ostacolo insormontabile, un impedimento perenne che può essere superato solo con la morte. La tendenza del Sagittario a oltrepassare i confini materiali e culturali è quindi limitata proprio dalla fragilità e vulnerabilità della natura fisica, mentre lo studio e gli interessi speculativi fanno intuire come la parte divina possa esser vissuta solo attraverso lo spirito e la trascendenza.
Chirone ferito chiese a Zeus di scambiare la sua immortalità con la liberazione di Prometeo; fu accontentato e fu posto in cielo nella costellazione del Centauro simboleggiando così il passaggio dalla mortalità del corpo alla immortalità dello spirito. La presa di coscienza di questa possibilità nel Sagittario può cambiare la prospettiva della vita cosicché, pur restando curiosi e aperti alle novità, si comincia a guardare lontano e a non accontentarsi più dei bei discorsi o dei trucchetti mercuriali per fuggire di fronte ad una scelta precisa; si cercano invece la lealtà della competizione sportiva e la sincerità morale per arrivare a puntare verso obbiettivi materiali o intellettuali sempre nuovi, lontani, sconosciuti. Non si avverte più quell’acuto bisogno di rapporti continui ma, pur restando molto socievoli, si aspira a relazioni scelte e significative; soprattutto si tende a cercare la compagnia di qualcuno che “sappia”, che “conosca” e possa magari fare da guida al proprio percorso di ricerca del “significato”. Si è animati dall’entusiasmo di un “ fuoco” interiore, si è audaci e idealisti rischiando talvolta l’ingenuità; si è ancora irrequieti perché amanti della libertà ma questa è spesso legata anche alla mente che comincia a non accettare più confini o condizionamenti e vuole spaziare alla ricerca di “altre verità”. Questa ricerca non è sempre chiara, anzi all’inizio può essere anche piuttosto confusa ma è spesso guidata dalla sensazione intuitiva circa l’esistenza di un altro piano di valori ed è su questo livello che la mente tende a sintonizzarsi.
Il simbolo dell’uomo/cavallo sottolinea l’esistenza di una parte inferiore in cui vive ancora il lato istintuale e che si scontra con le aspirazioni intellettuali e morali del segno; ma è proprio attraverso questo scontro che si sviluppa un primo tentativo di integrazione tra gli aspetti inferiori e quelli superiori della personalità. Ed è sempre da questa tensione che nascono il senso della legge, lo spirito filosofico, l’interesse per una corretta organizzazione della società.
La dualità del Sagittario si manifesta anche nel conformismo e nella legalità a cui si contrappongono la ribellione e l’insofferenza verso i condizionamenti e le regole; Giove nel mito era paterno e giusto ma anche infedele e trasgressivo. Era legato ad Era da un vincolo coniugale al quale cercava sempre di sfuggire attraverso innumerevoli avventure amorose e continui litigi, ma il loro legame resta inscindibile ed è simbolo delle responsabilità terrene, degli impegni sociali. Nel Sagittario è particolarmente vivo il senso della moralità ma contemporaneamente ci si ribella alle regole e non si sopporta la rigidità dei legami.
Secondo alcuni Era simboleggia il mondo della forma a cui Giove resta legato nonostante i numerosi tentativi di liberarsene; rappresenta quell’aspetto della vita che sotto varie forme ostacola, frena, inibisce ma diventa nello stesso tempo una tentazione proprio perché costituisce un continuo pungolo; spinge così alla ribellione e al superamento; fa balenare l’idea della vittoria o della rivincita. Tale rivincita non è sempre sportiva ma può riguardare lo spirito: il desiderio di conoscenza espresso nel segno dei Gemelli passava attraverso la mediazione dei sensi e della mente per arrivare a conoscere il mondo circostante; nel Sagittario invece c’è una ricerca di conoscenza che aspira alla comprensione delle Cause Prime. Il tentativo di integrazione tra queste due tensioni si manifesta attraverso una evoluzione della coscienza che vuole accedere al piano del sovrasensibile, cosicché anche l’esperienza dell’istinto e dell’immanenza contribuisce a far conoscere la trascendenza.


BIBLIOGRAFIA:

Barbault Trattato Pratico di Astrologia
F.David Le 12 Case Astrologiche
L.Greene Astrologia e Destino
H.Sasportas The Twelve Houses
R.Sicuteri Astrologia e Mito



 

 
 
 
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