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    GLI ARTICOLI DI ERIDANOSCHOOL
- Astrologia e dintorni

SESSO, EROS E TRASFORMAZIONE
     a cura di Fassio Lidia
 
Sesso, Eros e trasformazione
Il tema della sessualità è più che mai attuale. La caduta dei tabu’ religiosi e morali ha portato a pensare che la sessualità sia la panacea di tutti i mali per cui si confonde modernità con l’abbandono a qualsiasi esperienza dimenticando che è solamente la relazione amorosa che può permetterci di avvicinarci veramente all’Eros che non è solo sessualità ma che permette di conquistare quei territori che, altrimenti, restano al di là della coscienza senza alcuna possibilità di accedervi.
Le persone di tutte le età vogliono vivere una sessualità “completa” e senza tabù: i giovani soprattutto nella foga di sperimentare e di mostrare la loro assoluta disinibizione finiscono per confondere la libertà sessuale con la promiscuità e con il fare sesso sempre e comunque svuotando così la loro anima. Si dimentica che lo scopo della “sessualità”, così come ci ricorda la casa ottava, ha a che fare con una comunicazione molto profonda, quella che mette in relazione non solo due corpi ma due anime per raggiungere quell’intimità con sé stessi prima ancora che con l’altro, la sola che può produrre una reale trasformazione poiché conduce oltre ai confini conosciuti.
L’intimità vera nasce dal “principio di Eros” che è un principio di “attrazione e di tensione verso l’altro”, quell’altro con cui instaurare un legame profondo che sia in grado di smascherare le finzioni che l’Io mette in piedi nel tentativo esasperato di essere sempre “altro da sé”.
Anche la parola “libido” in psicologia simboleggia l’energia psichica che spinge alla ricerca di un “oggetto” prima di tutto. Nello stato di “fusione” intima ognuno cerca il riflesso di sé nell’altro ed è in questo rispecchiamento che nasce la legittimazione ad esistere.
Tuttavia, non può esistere intimità se non si è raggiunta una “maturità emotiva” che implica una discreta padronanza del proprio mondo interiore che apra la porta all’amore superando la paura di perdere il controllo, semplicemente “lasciandosi andare” e accettando il confronto con la propria parte “segreta” che, ovviamente, si apre anche all’altro.
La sessualità richiede quindi di superare quei confini oltre i quali vi è ciò che non è condivisibile specialmente per ciò che riguarda le emozioni più intime che racchiudono le debolezze e le fragilità personali.
Oggi si crede che l’interesse per la sessualità caratteri le società moderne che ovviamente cercano il “piacere” a tutti i costi per cui si finisce per essere bulimici riguardo ad esso, sfruttando questo bisogno impellente.
Di certo non è un caso che la pubblicità non faccia altro che sfruttare simboli e richiami sessuali perché è ciò che stimola a ricercare e quindi a comprare un prodotto che è stato simbolicamente collegato al piacere sessuale. In questo modo però anziché dare un valore alla sessualità la si svuota di ogni significato e la si mercifica riducendola a qualcosa di materiale.

Purtroppo però la sessualità dovrebbe sempre essere collegata all’affettività e, quando invece si verifica un solco tra le due, si produce anche una frattura nell’anima il che non può che portare delusione e sconforto.

Per questo oggi si parla tantissimo di sessualità ma quasi sempre a sproposito perché non si fa altro che svuotarla della dimensione sentimentale che, invece, è l’unica cosa che la può nutrire.
Questa esasperazione ha prodotto molta confusione rispetto a questo tema al punto che molti pensano che il successo di una relazione di una coppia sia in tutto e per tutto dipendente dalla capacità di vivere appieno la sessualità; certo, la sessualità è sicuramente importante ma non può prevaricare l’aspetto relazionale da cui essa stessa nasce.

Tanta attenzione a questo tema nasce sicuramente dal fatto che, ormai da una quarantina di anni, la sessualità si è scollegata dall’impulso creativo, o almeno così è nel mondo occidentale, per cui è molto più assoggettata al principio di piacere che non alla pulsionalità e alla riproduzione. Questa particolarità dovrebbe però farci pensare che anche la sessualità – come del resto tutti gli istinti primari - dovrebbe evolversi e raffinarsi nell’essere umano fino ad essere una scelta dell’Io non ancorata alla compulsione come accade invece nel regno animale e nella prima parte della vita.


Astrologicamente parlando possiamo trovare molte informazioni sull’aspetto e sulle spinte sessuali individuali in due case, precisamente la V – sede solare , legata al segno del Leone - e l’VIII – sede di Plutone e dello Scorpione. Il fatto che l’astrologia abbia previsto due diversi ambiti in cui troviamo richiami alla sessualità individuale la dice lunga sulla complessità di questo tema e sui significati che devono essere compresi non solo nell’aspetto esteriore e fisico, ma soprattutto, su quello psicologico emozionale.
Le due case in questione occupano sezioni diverse dell’oroscopo e ci permettono di capire che, almeno simbolicamente, è prevista un’evoluzione proprio perché la V casa si trova nella parte inferiore dello zodiaco in cui le pulsioni e gli istinti sono ancora prevalenti mentre, l’VIII si trova nella zona superiore il che ovviamente fa pensare che l’Io sia in grado di dirigere le energie verso il recupero di ciò che è stato rimosso e nascosto e che vi sia la possibilità di elaborare simboli e contenuti più complessi e più profondi che derivano da una natura più sofisticata che gioca le sue carte molto più sul piano psichico ed emotivo che su quello fisico.

Le due case in questione fanno riferimento a due diversi aspetti della sessualità.

Sessualità e casa Va.

La Va casa si interessa prevalentemente di una sessualità spontanea, molto più fisica e giocosa, in sintonia con la soddisfazione dell’istinto e della riproduzione; consente lo scarico della pulsione creativa di questa casa, più legata all’aspetto pulsionale che deve soddisfare importantissime funzioni della vita umana quali la riproduzione e il senso di identità ben espresso nella frase: “Io sono vivo, quindi, mi riproduco e così mi proietto nell’immortalità”; qui infatti troviamo la possibilità di trasferire il nostro patrimonio genetico e di vedere la nostra continuità nei figli gratificando la nostra parte divina ed immortale che, così, sopravvive in chi viene dopo di noi. E’ una casa egoica dove è molto forte il tema dell’Io che non ha ancora preso in considerazione “la morte” e quindi la bypassa con un illusorio e quanto mai precario senso di immortalità e di potenza.
In questa casa possiamo vedere la sessualità nella sua natura più semplice ed elementare che viene ben rappresentata in questa casa che, tra gli altri significati, ha quello dell’identificazione di genere, di creatività ed espressione personale e della gratificazione immediata; è interessante notare che la V casa non è una casa “di relazione”, ma bensì “personale” ed anche in questa particolarità l’astrologia è maestra nel mostrarci come, in questo primo ambito, la sessualità sia un fantastico stratagemma che, utilizzando il bisogno di gratificare un potente impulso personale finisce per servire sia l’orgoglio individuale che la sopravvivenza della specie (Leone – Sole); in questa casa siamo però lontani dal pensare che la sessualità sia un atto scelto ed agito per raggiungere quell’intimità che consenta una miglior relazione e comunicazione di coppia ma anche e soprattutto, un’apertura sull’anima.

Intimità e casa VIII

Ben diversi sono i simboli della casa VIII; il fatto stesso che sia sotto l’egida di Plutone già fa pensare ad una grande complessità e profondità. Per prima cosa l’ VIII casa è “relazionale”; è il luogo dove noi incontriamo quell’altro da noi esterno ed interno in un clima di grande intimità che predispone l’Io a passare attraverso una sorta di “morte psicologica” che consentirà la “rinascita”; è in questa sede che si incontrano l’ Ombra, la mortalità e la caduta della verginità e del senso di onnipotenza; è anche il luogo però dove, l’abbassamento della luce dell’Io, consentirà quell’andare al di là dei confini individuali per superare duplicità ed ambivalenza, ma anche il senso di limitatezza e di separazione.
Qui si giocano desiderio, fantasia e seduzione che, in fondo, ci raccontano la storia della nostra psiche che ha bisogno di essere nutrita dal sentimento e dalle emozioni, esattamente come, in II casa è il corpo che vuole risorse e sostentamento.
Dolo l’emotività può dare possibilità di crescita psicologica e il fatto che l’VIII sia una casa d’acqua la dice lunga su ciò di cui ha bisogno.
Spesso dimentichiamo che il desiderio che è la molla primaria per la sessualità è qualcosa di misterioso ed è qualcosa di difficilmente contrabbandabile: in effetti, anche la miracolosa pillola blu, interviene laddove vi è una carenza fisica ma non sopperisce minimamente alla mancanza di desiderio giacchè questo appartiene all’anima e non al corpo. Il desiderio appartiene al regno di Venere e non a quello di Plutone che, invece, ci rimanda ad impulsi e a istinti. Non è un caso che la casa VIII si trovi dopo la VII che è il regno incontrastato di Afrodite quella che genera lo smarrimento dell’Io affinchè possa lasciarsi travolgere dall’anima in un coinvolgimento che va ben oltre quello fisico più da casa V.
E’ l’amore che passa attraverso il desiderio a confermare la nostra esistenza e, quando questo viene meno, ciò che proviamo è la sensazione di non esserci più e questo mette in moto le insicurezze più profonde.

In ottava casa siamo obbligati ad entrare all’interno delle nostre dinamiche psichiche per renderci conto che solo incontrando l’altro possiamo conoscere e conoscerci e, pertanto, proprio la sessualità ci permette di scoprire che il senso dell’unità esiste e che l’altro da noi è il catalizzatore che consente una vera comunicazione sul piano fisico, emotivo e psichico che sono il senso della parola “relazione” che sta a significare “incontro degli opposti”.
Questa casa vede il domicilio di Plutone, di Marte e l’esaltazione di Mercurio e questo sta ad indicare un forte apporto della coscienza dell’Io (Mercurio) che va a frapporsi tra l’istinto puro e potente di Plutone e l’azione di Marte. Mercurio sottolinea la necessità che in questa casa ci sia una vera possibilità di mettersi in relazione, di comunicare e di mettere in contatto due parti che prima erano divise e separate; Mercurio nel mito era spesso associato a Eros, il principio che unisce e ricrea l’unità attraverso l’amore.

Proprio dalla lettura della casa VIII possiamo comprendere qualcosa di importante che riguarda la sessualità; essa non è più solamente un semplice atto che consente la riproduzione ma è diventata una parte estremamente sofisticata della nostra natura, uno strumento che soggiace al principio di piacere venusiano e che, nel contempo, ci permette di incontrare “l’altro” ad un livello profondo, fisico, emotivo e spirituale, scoprendo quella parte di noi che trova il suo rispecchiarsi nell’altro da sè; questo incontro da un lato conduce alla possibilità di diventare una vera coppia in grado di godere di un livello profondo di intimità, complicità e unità di intenti e, dall’altro, consente anche di riguadagnare all’interno quel senso di unità individuale che nasce nel momento in cui l’Io riconosce di essere al servizio di qualcosa di più grande di sè, recuperando pian piano le zone d’ombra.

Certo, in questa casa, la sessualità si fa molto più complessa proprio perché le sue implicazioni vanno a scavare nella profondità della nostra coscienza che va ad incontrare l’anima. E’ in casa VIII che, attraverso la sessualità, ha inizio quell’atto del “concedersi e del lasciarsi andare” che è da un lato spinta all’estasi e all’unione e dall’altro ferimento profondo all’Io che teme l’annientamento e la perdita di potere ma che, come dono supremo, trova in questo ambito la vera possibilità di rinascita.

E’ indubbio che la sessualità è un atto di comunicazione intima e non deve pertanto essere investita di significati che nulla hanno a che fare con essa. Se viene caricata di “potere”, di “possesso” e di “paura di perdere la propria integrità”, può diventare un vero inferno e portarci a vivere una dimensione che, invece, le è totalmente estranea.

E’ interessante valutare le due frasi molto di moda oggi in relazione alla sessualità: “fare l’amore con….” oppure “fare sesso con….” che, nella loro sostanza implicano però la grande differenza di intenti: nel primo caso, abbiamo veramente l’idea di scambio, di intimità e di unità dirette ad aumentare ed esaltare la natura del sentimento che esiste e che guida la vita intima di due persone; nel secondo caso abbiamo invece la percezione di un puro esercizio fisico, una ginnastica che però non ha nulla la che fare con la dimensione della comunicazione e dell’intimità in quanto viene ridotta ad un atto che porta ad una gratificazione personale in cui l’altro è semplicemente uno strumento e non raggiunge mai la dimensione di partner.
In questo caso non vi sarà nessuna trasformazione ma semplicemente uno scarico di tensione e di energia.










 

 
 
 
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