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- Astrologia e dintorni

NETTUNO ENTRA IN PESCI
     a cura di Fassio Lidia
 
Nettuno entra in Pesci
Dopo circa 164 anni Nettuno dall’ultimo passaggio in Pesci, il 4 di febbraio prossimo, ritornerà nel segno per restare fino al suo primo ingresso in Ariete che avverrà nel maggio del 2025 in perfetta congiunzione con Saturno.

Nettuno deve la sua scoperta a due astronomi tedeschi Johann Gottfried Galle e Heinrich Louis che, dopo aver notato e studiato alcuni movimenti anomali nell’orbita di Urano, ipotizzarono un altro corpo celeste fino al 23 settembre 1946 quando apparve per la prima volta nel telescopio dell’osservatorio di Berlino.

Quando fu visto nel cielo si trovava perfettamente congiunto a Saturno, in sestile con Plutone, aspetto che è perdurato ininterrottamente fino alla fine del secolo scorso che, come ben sottolineava Lisa Morpurgo, è stato un ombrello protettivo che, forse, ha permesso che i grandi cambiamenti che il mondo e l’umanità intera hanno visto ed operato da allora fino alle soglie del terzo millennio, avvenissero in modo soft.
In effetti, lo sciogliersi del sestile ha proiettato il nostro mondo in una spirale che possiamo definire “dissolutiva” producendo scossoni che hanno dato il via all’opera molto più travolgente e distruttiva di Plutone che, soprattutto con il suo ingresso definitivo in Capricorno (28 novembre 2008) ha dato vita ai suoi processi di trasformazione immettendoci in una sorta di “morte” alla quale, solo in seguito seguirà la “resurrezione”.

Il compito di Nettuno è quello di “insidiare” tutte le certezze materiali e razionali e tutto ciò che la coscienza mette in atto per rafforzarsi, strutturarsi e definirsi evitando così di avvertire ciò che accade nell’inconscio; Nettuno dissolve i confini che la mente e la coscienza hanno sistemato obbligandole ad andare oltre e a trascendere il mondo delle “forme visibili”, traghettandole in quella dimensione che viene normalmente definita transpersonale o spirituale.
Sul piano collettivo Nettuno rappresenta le metamorfosi collettive con particolare riguardo ai processi di entropia che si alternano alle fasi di organizzazione allorchè queste ultime tenderebbero all’immobilismo e quindi alla stagnazione. Rappresenta gli ideali, le mode e il sentire di un’intera generazione che modificheranno sensibilmente ciò che c’era prima fecondando con la sua grande capacità di concepimento le menti uraniane affinchè portino il nuovo “spirito dei tempi” nella coscienza collettiva.

I suoi strumenti sono interessanti: agisce come una forza di erosione che via via fa cedere le certezze per lasciare posto ai dubbi, alle inquietudini e alle insinuazioni quasi impercettibili dei mondi più sottili che, anche se invisibili, operano per consentire all’intera umanità di fare dei salti quantici sul piano della consapevolezza. Mette in discussione i valori soprattutto qualora non siano rispettosi della diversità e dell’umanità nel suo insieme; permette di concepire nuove idee che diventeranno forme psichiche, sociali, artistiche e politiche in grado di produrre sostanziali mutamenti.
Spesso pensiamo a Nettuno come ad un simbolo di illusione e di confusione; in realtà, a mio avviso, esso rappresenta la “realtà assoluta” quella che la coscienza non riesce a percepire se non in momenti di particolare ispirazione ed immaginazione, senza peraltro vederne mai i contorni definiti.
Nettuno non è “confusione” ma bensì bisogno di ritornare in una condizione “morbida” in cui le cose possano essere plasmate e richiede di ritornare a far parte di quell’unità nella quale siamo stati immersi prima di assumere un corpo e di sviluppare una coscienza individuale e, per questo, si presenta spesso come una sorta di “nostalgia” di uno stato pressochè paradisiaco difficile da ritrovare dal momento della nascita in poi in grado di generare quello che Rudhyar chiama “il divino scontento”.

Nettuno può ben rispecchiare l’inconscio collettivo Junghiano, quel mondo sconfinato, informe e pieno di ogni potenzialità nel quale giacciono tutte le esperienze che l’umanità e l’universo hanno prodotto dalle loro origini; la nostra coscienza nasce dalla psiche inconscia che è collettiva, antica ed arcaica; è quella parte che condividiamo tutti, che abbiamo in comune e che ci caratterizza come “umanità” in quanto ognuno di noi è parte di essa.
I suoi contenuti, come ben sottolinea Jung, non sono stati “rimossi” dalla coscienza in quanto non sono mai entrati nella stessa e, quindi, non sono acquisiti anche se contribuiscono alla nostra ereditarietà.
L’inconscio collettivo cerca costantemente di manifestarsi all’uomo per cui si presenta attraverso “soggetti” che si mostrano particolarmente adatti ad incarnare le sue forme primordiali e, in questo modo, si esprime ed entra nella coscienza di tutti noi.
Non è certamente un caso che, la scoperta del pianeta abbia coinciso o, per dirla alla Jung, sia avvenuta in perfetta sincronicità con la scoperta dell’inconscio che ha sconvolto l’intero modo di pensare e di vedere le cose ricordandoci che siamo molto di più di quanto pensiamo di essere e che possediamo lati luminosissimi e lati fortemente caratterizzati dall’Ombra; i primi ci spingeranno a migliorarci e a trovare la nostra parte divina; i secondi andranno trasformati per liberare le loro energie e utilizzarle in modo creativo.

Non è facile avere un contatto con questa dimensione psichica anche perché l’Io la teme, ne sente il potenziale ed ha paura che, al suo confronto, potrebbe disgregarsi e venire sopraffatto. Non a caso Jung parla dei “deliri dei suoi pazienti al Bughozli” come di manifestazioni di questa parte che possiede una natura universale e mitologica.
Gli esseri umani si avvicinano a questa dimensione attraverso la spiritualità e l’arte che sono le manifestazioni più luminose della stessa mentre ritroviamo nella follia e in certe degenerazioni artistiche la parte ombra.

L’ingresso di Nettuno nel segno di cui è signore può permetterci di fare alcune riflessioni alla luce dello stato in cui il mondo e le coscienze si trovano attualmente. Non vi è dubbio che siamo rimasti orfani delle divinità che, di conseguenza, tendono a manifestarsi in modo disorganizzato, senza troppo sottilizzare sui mezzi attraverso i quali entrano nella vita ordinaria; l’umanità sta vivendo una fase molto complessa ed è schiava di una continua spersonalizzazione in cui l’anima del mondo e l’anima individuale sono abbruttite e molto degradate.
L’eccesso di materialità ha spostato completamente l’assetto cosciente e tutti noi stiamo percorrendo una strada che lascia fuori la natura e il mondo spirituale; siamo abituati ad elaborare, a cercare di capire e ad eliminare ciò che non è facilmente comprensibile e, sul piano psichico, pensiamo che ciò che ci appare dannoso debba essere eliminato. Ovviamente è impensabile eliminare i contenuti inconsci, essi possono essere raffinati ma, per fare questo, devono essere riconosciuti e non scartati.
Hillman parla di divinità rinnegate e del modo in cui si presentano distorte ma, comunque, sempre presenti.

Nettuno in Pesci lascerebbe intuire che il mondo ha bisogno di ritrovare la sua Anima nonché il contatto con la bellezza e l’armonia; c’è una parte di noi che è devastata e che si è abituata a vivere nell’abbruttimento. C’è bisogno di ritrovare un vero concetto di “comunità” ed in effetti Nettuno ci ricorda che siamo molto più legati ed uniti di quanto non pensiamo anche se la coscienza, per difendersi, continua a produrre immagini di separazione e di divisione.
Potrebbe quindi esserci una svolta rispetto al concetto di spiritualità che, altro non è, se non “partecipare, ovvero sentirci parte di questa totalità” che mostra si differenziazioni ma che, nel suo nucleo più profondo, è simile, anzi, ha gli stessi identici contenuti di base. Più ci estraniamo e più ci sentiamo soli, impauriti e alienati in quanto rinneghiamo il nucleo stesso che ci nutre e ci accomuna.
Nettuno in Pesci dovrebbe riportare in luce “ideali” nuovi, completamente diversi da quelli che sono stati cavalcati negli ultimi 160 anni uscendo dalla follia collettiva che vede nel denaro l’unico dio quello che, in realtà, si nutre si competizione, di lotte di potere e di disorganizzazione.
Nettuno ha il compito di mostrare dove ci “illudiamo” ed in effetti questo sarà il suo compito primario; servirà a farci comprendere che non è salutare vivere scollegati dai sentimenti e dall’anima più profonda perché, a quel punto, rischiamo di perderci e di buttare via ciò che di più prezioso esiste.
Entreranno nella coscienza nuove visioni ma, soprattutto, nuove modalità di interagire riappropriandoci del “sentire” più che del “pensare”. La nostra civiltà ha dedicato fin troppo spazio al pensare e al capire e, ora, Nettuno ci chiede di sentire ciò che si muove ad un altro livello, riuscendo così a percepire il disagio che scorre sotterraneo, risanandolo ovvero unendo le due parti il che permetterà di riunire le cose anche all’esterno.
Laddove non permettiamo a Nettuno di entrare, si spalancano il vuoto e l’abisso per contrastare i quali cerchiamo di “fare” sempre di più; forse è il momento di ascoltare, di far tacere la mente per consentire alle emanazioni sottili di raggiungerci e di farci ritrovare la strada perduta.
L’uomo ha messo in crisi la religione, i rituali, i simboli; tutto si basa sulla percezione sensoriale e abbiamo perduto la dimensione mitica che, invece, ha consentito all’uomo di comprendere la via accompagnandolo nel viaggio della vita orientandolo e dandogli direzione ma, soprattutto, senso.

Oggi il senso sembra essere il grande assente e, al suo posto, è entrato il nichilismo che porta all’annientamento personale e sociale.
Forse è proprio questo che Nettuno richiederà: come cosignore del Sagittario e signore dei Pesci ci vuole dire che non si può condurre una vita senza trovare il significato della stessa e, come ben annuncia dalla sua sede Sagittariana, solo il contatto con la dimensione divina e transpersonale può arginare il vuoto di senso. Se questo non accadrà tenderà a dissolvere tutto in modo che tutto possa poi riordinarsi ripartendo però dal caos.
Nettuno è il nostro Dioniso e, come ben ci dice la storia, non può non affiancare Apollo, devono esserci entrambi.
Forse potrà essere un ritorno vero alla creatività ricordando però che l’atto stesso del creare contempla la sofferenza per la mancanza di qualcosa che, appunto, si cerca di compensare con la creazione stessa.
Noi pensiamo che la sofferenza sia qualcosa da abolire e da eliminare: in realtà è proprio in quella dimensione che troviamo sempre qualcosa di nuovo e di creativo.
Senza dubbio con Nettuno in Pesci dovremmo vedere un rifiorire dell’arte, soprattutto della musica la cui espressione è governata da questo pianeta e, attraverso le nuove forme, potremo tutti intuire ciò che gli dei hanno in serbo per noi. La musica è l’unica arte che spiega la verità del mondo.

Senza dubbio però il momento storico in cui si inserisce Nettuno in Pesci è molto particolare così come lo era il momento in cui è stato scoperto, proprio alla vigilia delle grandi rivoluzioni europee che esplosero nel 1848 in molti paesi europei.
L’ingresso di Nettuno in Pesci avverrà in sestile con Giove; questo aspetto però si scioglierà subito per formare invece la quadratura a giugno, allorchè Giove entrerà in Gemelli ma, nel cielo, ci sarà anche la perfetta quadratura tra Urano e Plutone.

E’ in questo clima che le cose possono complicarsi in quanto, proprio la quadratura di Nettuno e Giove può dissolvere del tutto i pochi principi ancora esistenti portando idealismi più che ideali e distorcendo del tutto quel poco di saggezza che le nostre società ancora posseggono.
Questa quadratura stimolerà il bisogno di “credere” ma non è detto che sarà facile trovare le risposte corrette; è un transito che richiederebbe una grande consapevolezza e i rischi sono impliciti dato che sono poche le persone che sembrano possederla. Potremmo credere in ideali sbagliati e in persone sbagliate che potrebbero cavalcare il momento per approfittare ancora di più delle risorse rimaste, esasperate ancora di più dalla voglia di cambiamento che invece imprimerà Urano.

Nettuno può con facilità spingere al fanatismo travolgendo le coscienze con emozioni collettive difficili da contenere; può dare l’illusione che la soluzione sia semplice e che basterà buttare all’aria qualcosa per poter accedere alla rinascita; proprio questi sono i rischi. I tempi sono lunghi e i cambiamenti richiedono “sacrifici” sia personali che collettivi e, la quadratura con Giove, evidenzia ancora più difficoltà sul piano economico il che può far saltare i nervi a moltissima gente e queste spinte possono essere cavalcate da chi avrà tutto l’interesse di creare il caos.
Molto dipenderà da ciò che sedimenta in questo momento nell’inconscio collettivo e dal modo in cui saremo in grado di canalizzare le sue energie: quali saranno le immagini che ci accompagneranno e che vorranno trovare un’espressione nella vita reale? La presenza così imponente di Plutone in Capricorno in quadratura perfetta a Urano in Ariete è un’incognita giacchè può permettere una trasformazione intelligente o può indurre a pensare che la violenza e la rabbia, stipate da tempo nell’inconscio, potrebbero esplodere creando panico, distruttività e sconsideratezza.

L’estate sarà sicuramente una sorta di “stargate” che ci permetterà di capire come e se saremo in grado di superare questo periodo, se riusciremo a fronteggiare i cambiamenti inevitabili che Urano e Plutone richiedono, oppure se ci avvieremo verso turbinii i cui esiti non saranno facilmente prevedibili.








 

 
 
 
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