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- Astrologia e dintorni

IL CONTRIBUTO DI CHIRONE A GIOVE E NETTUNO
     a cura di Clara Tozzi
 
Il contributo di Chirone a Giove e Nettuno
La congiunzione tra Giove e Nettuno, il 27 maggio 2009, è avvenuta a 26° di Acquario. Di Giove e Nettuno ho già scritto in un articolo pubblicato sul n. 6 di Albatros, sottolineando un altro evento a mio avviso fondamentale, legato al fatto che quest’anno sta avvenendo anche il primo ritorno di Nettuno da quando è stato scoperto (che allora si trovava a 25° di Acquario). Nel 1846 Nettuno era congiunto a Saturno, mentre questo nuovo appuntamento vede il preciso affiancamento di Giove e Chirone. Tutti e tre insieme vanno a costituire in questo momento una forte accentuazione di valori sagittariani che si inseriscono nel segno dell’Acquario.

Giove nella sua funzione “interna” al sistema solare è molto legato al nutrimento, all’assimilazione, alla crescita sul piano fisico e materiale e sappiamo bene a quale voracità può arrivare quando il suo desiderio di “portare dentro” non viene compreso e soddisfatto; però come signore del Sagittario comincia a lavorare anche su piani più sottili ed intangibili, non a caso in questo segno è legato a Nettuno, che spinge a guardare in una direzione più lontana, oltre la realtà “che si può toccare”, mettendolo in condizione di accorgersi che esistono molte cose che non sono immediatamente visibili…. Attraverso l’immaginazione, attraverso l’intuizione permette all’uomo di esplorare altri territori oltre quelli già conosciuti, aprendo ad una dimensione più legata alla conoscenza, alla speculazione filosofica, alla ricerca di un significato della vita. Il Sagittario sembra proprio contenere in sé tutte le potenzialità del Giove ispirato da Nettuno per superare le limitazioni di una vita solo ordinaria e materialistica, ma ci ricorda anche che la natura umana è composta di una parte animale ed istintiva oltre che di un corpo che è soggetto al decadimento. Infatti il Sagittario viene rappresentato dalla figura di un centauro, col corpo di cavallo e la parte superiore di un uomo che sta per tirare una freccia con l’arco, che ben descrive la forza ancora selvaggia della vita istintiva che coabita con la più evoluta parte spirituale dell’uomo. Questa immagine è veramente potente nella sua capacità di descrivere le contraddizioni presenti nell’essere umano, le tensioni tra la materia e lo spirito, ma anche tra quello che si vorrebbe, i sogni, gli ideali e quello che la realtà permette.

In Sagittario inoltre inizia il vero interesse sociale, l’essere umano vede la grande positività del collegamento che ci può essere tra sé e gli altri. La “generosità” verso gli altri è l’anticamera della condivisione che troveremo in Pesci, è un primo accenno alla coscienza che uniti agli altri possiamo costruire una società che consente un miglioramento alla vita di tutti; se Giove è già un pianeta sociale, il contatto con Nettuno lo porta ad aspirare ad un’esperienza più universale.
Giove nei suoi cicli simboleggia sempre nuove possibilità di crescita, utilizza nuovi potenziali la cui trasformazione sembra non fermarsi mai, sia sul piano collettivo che su quello individuale. Il suo ciclo intorno al Sole di 12 anni amplifica quello di un anno/12 mesi della Terra, suggerendo all’uomo di guardare più in grande e più lontano, spingendolo verso il miglioramento. La domanda “verso il miglioramento per chi? È davvero per tutti?” comincia a porsi, ovviamente dal punto di vista simbolico, proprio in Sagittario, al cui orecchio Nettuno sembra cominciare a suggerire qualcosa.

Il ciclo di Nettuno è di circa 165 anni, quindi non si può completare nell’arco di una vita umana, e questo è un elemento “fisico” che corrisponde su un altro piano all’inafferrabilità per la sola mente umana di gran parte dei suoi significati, è un ciclo collegato maggiormente a trasformazioni collettive o generazionali. Nettuno dal punto di vista psicologico tende ad erodere le difese individualistiche per permettere un ricollegamento a valori più alti. Mette in dubbio il senso di realtà esistente, confonde tutto quello che appariva vero, solido, concreto sotto i riflettori dell’Io, permette di percepire il collegamento tra tutte le esperienze, tra tutte le forme di vita, ampliando la visione della realtà. In altri termini possiamo dire che sembra spingerci a tornare “uniti”, cosa che in senso soggettivo ha a che fare con il progressivo ricontattamento della sfera dell’inconscio che possiamo fare con un percorso evolutivo/spirituale, ma in senso collettivo ha a che fare con lo sviluppo di un sentimento di appartenenza all’umanità che dovrebbe guidare gli esseri umani. Nettuno infatti ci mette in contatto con valori universali.

Non serve un grande acume per dire che siamo lontanissimi da questo concetto, anche se l’era dei Pesci (iniziata con le parole di un grande Nettuniano, Gesù Cristo), avrebbe dovuto farci fare qualche passo in questa direzione. Però qualche considerazione la possiamo fare. A mio avviso questo primo ritorno nettuniano dalla sua scoperta ha un importante significato simbolico, legato ad una sorta di ‘maturazione’ dei valori nettuniani nella coscienza collettiva. Oltretutto Giove offre proprio un contributo legato alle possibilità di maturazione e di comprensione. Il problema secondo me (e qui potrebbe esserci la componente di eventuale ‘illusione’ nettuniana) è attraverso quali esperienze potremo accedere a questa trasformazione. Ed a questo punto mi chiedo che significato passa suggerire la presenza di Chirone e la sede in Acquario di questa triplice congiunzione.

Chirone è un asteroide scoperto nel 1977, ha un’orbita intorno al Sole di 50 anni molto ellittica, che arriva ad allinearsi a quella di Urano nel punto più esterno e poi si avvicina a quella di Saturno, fino ad entrare dentro “le sue mura”, come se fosse in grado di cogliere messaggi, informazioni dall’esterno per poi portare dentro alla coscienza quello che ha colto.
Il personaggio mitologico da cui prende il nome era un Centauro, che come abbiamo visto, è una figura tipicamente sagittariana. Insegnante di eroi famosi, guaritore e veggente, aveva domato gli istinti aggressivi della sua specie ed era diventato buono e saggio, ma venne colpito accidentalmente con una freccia avvelenata dal suo migliore allievo, Ercole. Non morì perché era immortale, ma non poté più guarire la sua ferita, che gli causava dolori indicibili. La liberazione dal dolore avvenne con la rinuncia alla sua immortalità, che con il consenso di Giove offrì a Prometeo (che Ercole era invece riuscito a salvare dall’aquila che ogni giorno gli mangiava il fegato, ovvero dalla punizione inflitta da Giove per aver donato il fuoco agli umani).
Chirone è insegnante di eroi, quindi di personaggi solari, votati alla conquista di qualche obiettivo, mentre lui lascia andare la sua immortalità, rinuncia ad essere al centro, accettando la trasformazione della morte….Il passaggio della condivisione dell’esperienza della morte con tutti gli umani mi sembra molto acquariano, e tra l’altro la figura mitologica di Prometeo è legata proprio al segno dell’Acquario.

Insieme a Giove e Nettuno, Chirone sembra molto “coerente”, quasi amplificasse un significato già presente, può simboleggiare un ponte di collegamento del tutto aperto per arrivare ad una nuova comprensione di quello che ci limita, come umanità, nel portare avanti una trasformazione importante. Per comprendere meglio possiamo tentare di chiedere aiuto al passato. Durante il XX secolo si è verificata una sola congiunzione tra Giove Nettuno e Chirone, anche se non così perfetta, ed è stato il 22 settembre 1945, tra 5° e 7° della Bilancia. Indubbiamente si è trattata di una fase molto particolare per l’umanità, era la fine della seconda guerra mondiale… e con quali profonde ferite ci si doveva confrontare! Morti e macerie ovunque, l’olocausto con la strage degli Ebrei, le conseguenze delle bombe atomiche che erano appena state sganciate sul Giappone…. Se possiamo parlare di una presa di coscienza collettiva, era sicuramente il momento giusto per vedere a quali atrocità aveva condotto la parte più distruttiva dell’animo umano. D’altra parte una nuova congiunzione apre un nuovo capitolo, ed in effetti si è avviata allora l’ultima fase dell’era moderna, con la speranza di una nuova stagione di pace basata sul dialogo, come la Bilancia sembrava offrire: prendeva l’avvio il progetto dell’ONU, iniziava dappertutto la ricostruzione, con la formazione di giovani democrazie, come in Italia. Purtroppo, a distanza di soli sessant’anni non possiamo dire di aver fatto tesoro dell’esperienza, le situazioni potenzialmente esplosive a livello politico sono parecchie su tutto il globo ed i successi in campo tecnologico, che indubbiamente l’uomo ha fatto, sono stati usati in modo assolutamente dissennato, guidati da nient’altro che dall’assenza di scrupoli e dall’interesse materiale di pochi gruppi elitari.

Ho voluto osservare meglio il punto dell’orbita di Chirone (che è molto ellittica, come abbiamo già visto) in cui si sta verificando questa congiunzione. Quando si trova nei segni che vanno dal Leone allo Scorpione, Chirone è all’interno dell’orbita di Saturno (mondo conosciuto e visibile). Quando è collocato tra la fine dell’Acquario ed il Toro va invece a toccare l’orbita di Urano, raggiungendo il punto più esterno mentre passa sui 9/10° di Ariete (cosa che succederà negli anni che vanno dal 2020 al 2025). Ne consegue che l’attuale congiunzione con Giove e Nettuno si verifica in un segno (Acquario) e con una fase dell’orbita che riportano entrambi ad Urano e che sembrano aprire la porta a questi “ambasciatori” (come Rudhyar chiamava i pianeti transaturniani) che arrivano da lontano.

Io non ho idea se questo “nuovo” corrisponda a qualche avvenimento davvero esterno (da entità extraterresti a nuove e galattiche situazioni da affrontare) o se si tratti di un più probabile cambiamento a cui l’umanità deve dare vita, spinta dalla necessità di cooperare per risolvere gravi problemi che riguardano tutta la collettività, problemi che magari ha creato l’uomo stesso. Certo, il tema della diversità mi sembra molto accentuato sia nel segno dell’Acquario che in Nettuno. Anche Chirone era un “diverso” dai suoi simili, non aveva sviluppato nessuna appartenenza al suo clan centaurico, che era composto da esseri governati dalla vita istintiva. Il suo mito è legato all’evoluzione, ma anche all’esperienza della solitudine e dell’allontanamento dai valori del clan che ogni crescita propone. Successivamente però si trova nel posto sbagliato al momento sbagliato, vittima incolpevole della freccia di Ercole, che cercava di colpire altri centauri con cui stava combattendo. Di nuovo un accenno alla realtà, che non tiene conto del concetto di “giustizia” come noi lo vorremmo, perché c’è un destino che coinvolge la collettività e non solo l’individuo.
Però possiamo considerare che la sofferenza di Chirone, la sua incapacità di “guarirsi” sembra acuire la sua possibilità di provare compassione per il dolore a cui la nostra parte più “mortale”, il corpo, ci può condurre….fino alla necessità di accettare la morte stessa, simbolo del bisogno di accettare le ferite che abbiamo, le nostre inadeguatezze prima di poter cambiare le cose e trovare una vera capacità di guarigione (obiettivo certamente nettuniano). Chirone allora può rappresentare la saggezza di chi rinuncia alla possibilità illusoria di “risolvere tutto”, accettando i limiti imposti dalla realtà, dagli errori del passato, dagli sperperi fatti…e sacrifica qualcosa di importante a livello individuale per offrire ad altri (altre generazioni, altri popoli) l’opportunità di una nuova vita, di un nuovo inizio.

Con finalità puramente speculativa (e non predittiva, è bene precisarlo) pensavo per esempio ad una delle situazioni con cui abbiamo a che fare attualmente, quella della “influenza suina” ed alla possibilità di diffusione di questo virus, possibilità che alcuni astrologi vedono collegata all’attuale configurazione nettuniana. Molti ricercatori oggi pensano che una delle principali cause delle trasformazioni di questi agenti patogeni sia nelle modalità adottate per l’agricoltura intensiva e nei sistemi di allevamento industriali, con un uso irresponsabile di antibiotici per prevenire le malattie in animali tenuti in condizioni abbiette. Questo rischio oggi dovrebbe farci riflettere sulla necessità di riconoscere la verità sulle responsabilità per poi arrivare a riconoscere un’altra verità, che tutti stiamo su questo pianeta e che non ne abbiamo uno di riserva. Se l’aria diventa irrespirabile, sarà irrespirabile per tutti. Se mettiamo in pericolo la vita stessa, non ci sarà un modo per proteggere la vita nostra e dei nostri figli.
Per l’umanità potrebbe essere il momento per diventare più sensibile e soprattutto più cosciente della necessità di condividere responsabilità e risorse in modo equo per garantire la vita di tutti. La parola chiave dovrebbe essere “partecipazione”, spinti dal bisogno di sentirsi parte di qualcosa di più grande di sé e della personale sopravvivenza.
Quando Giove tocca Nettuno viene spinto a percepire a livelli superiori, favorisce la possibilità di un allargamento di coscienza. A livello collettivo possono prendere vita nuove idee, ispirate alla voglia di rifondare su nuove basi la società…anche se è chiaro che per funzionare deve intervenire un’interiorizzazione dei valori saturniani: impegno collettivo, responsabilità, determinazione a risolvere i problemi. La congiunzione Giove Nettuno offre una grande visione, tende a mettere ottimismo nelle cose che avvia, fa percepire i cambiamenti possibili come nuova vita, nuove opportunità di rinascere e di espandersi – anche se oggi tutto questo dovrà innestarsi su un terreno che comprende la paura che Plutone in Capricorno comincia a far sentire e su una situazione sociale, economica ed ecologica molto compromessa a livello mondiale.
Di per sé in Giove/Nettuno non c’è tanta capacità di azione, quindi se l’azione non viene sostenuta da altri fattori può essere un elemento di passività. Invece di spingere verso l’evoluzione può essere un’energia proiettata fuori, inducendo a pensare che “qualcosa succederà, qualcuno aggiusterà, Dio provvederà!”, riportando alla fase simbiotica, quando non c’era bisogno di fare nulla perché arrivava tutto quello di cui c’era bisogno….ma ovviamente non è quella l’unità a cui aspira la congiunzione Giove/Nettuno.

Può trattarsi però di un effetto molto dissolvente sulla parte più materiale del significato gioviale Da un punto di vista economico-finanziario la spinta può portare verso grandi fusioni, vedendo anche in questo senso la possibilità di miglioramento nell’unità. L’Acquario poi suggerisce di utilizzare nuove tecnologie, di pensare al futuro considerando le diverse opportunità economiche e sociali che si possono aprire, trovando il modo per cooperare su progetti alternativi che coinvolgano paesi diversi.
Da un punto di vista politico c’è sicuramente un forte passaggio da fare, viste le gravi condizioni della nostra realtà…ma – di nuovo - questo sarà uno dei compiti di Plutone in Capricorno.

Indubbiamente comunque questa congiunzione avrà una forza simbolica molto potente, perché mette un seme vitale di 164 anni, quello del nuovo ciclo di Nettuno. Questo ciclo ( e Chirone sembra sottolinearlo) non riguarda solo decisioni da prendere, risultati da raggiungere, ma piuttosto sembra parlare di una presa di coscienza collettiva, che parte dalla rinuncia al delirio di onnipotenza che ha portato ad una certa concezione della crescita, basata su principi egoistici e legati a bisogni di possesso e di potere (l’Acquario è in quadratura sia al Toro che allo Scorpione) che collocano l’umanità ad uno stadio evolutivo ancora molto basso. Una presa di coscienza che renderebbe inevitabile collaborare per nuovi ed indispensabili obiettivi collettivi .

Certo, c’è il rischio di grandi illusioni….nei prossimi anni Plutone, Urano e Saturno nei segni cardinali daranno battaglia. Eppure a mio avviso sta nascendo qualcosa che aiuterà a trovare nuova vita e nuova speranza, anche se forse dovremo aspettare il 2025 (Plutone allora entrerà in Acquario e Nettuno in Ariete) per vedere i frutti di quanto si sta impostando.

Da un punto di vista più individuale….


…quello di Giove Nettuno è un ciclo che tenta di far crescere ogni persona, di spingerla ad una visione più ampia, che dovrebbe favorire un passaggio psicologico importante, ciascuno in direzione del proprio scopo solare.
Se però la persona è molto attaccata alle cose più mondane, potrebbe non essere immediatamente “più felice”, potrebbe anzi veder scivolar via delle cose che ritiene importanti per la propria stabilità. Nettuno tende ad attivare la spinta alla crescita già insita in Giove, anche in modo disorganizzato e potenzialmente pericoloso. Né Giove, né Nettuno hanno a che fare con la discriminazione (entrambi sono fideistici), quindi c’è la possibilità di prendere abbagli se non si fa attenzione nel ponderare le varie possibilità prima di prendere qualche decisione.
La potenzialità, con Giove Nettuno, è di un’estensione della percezione che potrà consentire di superare un limite, relativamente alle situazioni della casa in cui si verifica questa congiunzione. Naturalmente bisognerà guardare con attenzione anche gli aspetti che si formano con i pianeti radicali.
C’è la possibilità che si mettano in collegamento delle parti al proprio interno, cosa che potrebbe manifestarsi come l’avvio di un nuovo progetto, di una nuova visione del proprio ruolo nella società e nel mondo.
Potrebbe corrispondere al concepimento di qualcosa di non solo personale, che rappresenterà un passo verso il sentirsi appartenenti all’umanità. In questo caso a mio avviso vedremo i risultati migliori di questo passaggio. Con Giove/Nettuno gli inizi sono spesso accompagnati da una grandissima aspettativa, tutto è possibile e Giove ce lo mostra; però il rischio di eccedere e poi di arrivare ad una delusione è forte. La presenza di Chirone in questo contesto mi sembra possa essere di aiuto, con il suo contributo di saggezza, sempre che si siano affrontate le proprie ferite trasformando il dolore in compassione.
Io credo in ogni caso che il “divino scontento” nettuniano, la sua fama di illusione, dipendano dallo scopo che ci si pone. Ci sono alcune cose che con questi transiti dobbiamo tutti ricordare:
- che con Nettuno non c’è niente di solo personale che possa portare al “successo”
- che ci porta a contemplare un grande progetto collettivo dell’umanità (di cui a volte dimentichiamo di far parte…)
- e che non si stancherà di spingerci ad andare oltre qualsiasi altra meta più soggettiva noi ci ostiniamo a porre.

 

 
 
 
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