lunedì 21 gennaio 2019
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    GLI ARTICOLI DI ERIDANOSCHOOL
- Astrologia e dintorni

IL MASCHILE E IL FEMMINILE NEL TEMA NATALE E LE APPARENTI CONTRADDIZIONI.
     a cura di Francesca Gattafoni
 
Il maschile e il femminile nel tema natale e le apparenti contraddizioni.

Il maschile e il femminile nel tema natale e le apparenti contraddizioni.



 



Parlare del maschile e del femminile in astrologia umanistica significa prendere in esame diversi fattori, a partire dagli elementi, passando per i pianeti fino ad arrivare ai segni zodiacali.



Fuoco ed Aria sono elementi maschili ed estroversi, cioè partono dall’interno per spingersi verso l’esterno, verso l’azione, il movimento  e il cambiamento, verso una visione oggettiva della realtà e quindi più distaccata.



Terra ed Acqua, invece, sono femminili ed introversi, cioè dall’esterno tornano verso l’interno, verso una visione soggettiva e quindi più empatica; la terra sa attendere che i semi germoglino, l’acqua sa farsi penetrare dall’emozione, entrambe accogliendo “passivamente”.



Procedendo in questa iniziale suddivisione, dobbiamo notare che anche i segni, potendo raggrupparsi in base agli elementi, si distribuiscono nella ruota seguendo un’alternanza maschile/femminile:



 





  1. Ariete: fuoco - maschile




  2. Toro: terra - femminile




  3. Gemelli: aria -maschile




  4. Cancro: acqua - femminile




  5. Leone: fuoco - maschile




  6. Vergine: terra - femminile




  7. Bilancia: aria - maschile




  8. Scorpione: acqua - femminile




  9. Sagittario: fuoco – maschile




  10. Capricorno: terra - femminile




  11. Acquario: aria - maschile




  12. Pesci: acqua – femminile



     



     



    Osservando però i pianeti, che, all’interno dei segni zodiacali, costituiscono le funzioni che danno agli stessi le energie che li muovono, emerge che non sempre all’interno di un segno, ad esempio, definito maschile, regnano solo pianeti maschili e viceversa, neanche quando si tratta di domicilio base o principale e/o di esaltazione.



    Andiamo ad analizzarli:



    L’Ariete, segno maschile per eccellenza – primo di fuoco - , nel senso che di solito rappresenta la propulsione pura verso l’azione, sembra in parte ricalcare bene lo stereotipo, nel senso che è abitato da Marte e dal Sole, entrambi fortemente maschili. In domicilio base Plutone, pianeta generalmente non menzionato con una identità di genere ma comunque ‘battagliero’ (in domicilio primario nello Scorpione - segno secondo di acqua) .



    Come racconta il Mito, Marte nasce da Era per partenogenesi e quindi da sola madre. L’Ariete ‘contiene in sé’, dunque, un aspetto istintivo prettamente femminile nonché il forte intuito di cui l’elemento fuoco lo dota. Ci vorrà del tempo prima che l’Ariete riconosca questa parte.



    Il Toro, primo segno di terra - femminile,  si compone di due funzioni femminili, X e Venere e una maschile ovvero Giove in esaltazione che, preso a se stante, apporta nella fase orale (rappresentata dal Toro), tutto quel nutrimento e crescita come si addice a un...Grande Padre.



    Nel Mito si racconta che la vita di Giove fu arricchita da tutta una costellazione di figure femminili.



    I Gemelli, primo di aria, con Mercurio, Plutone e Y sembra rispettare la sua essenza razionale e maschile (inizialmente poco etica) fino a quando non raggiungerà le profondità del cuore. Per questo tende ad attrarre nella sua vita l’elemento acqua (emozioni).



    Il Cancro: primo di acqua, con la Luna in domicilio e Venere in esaltazione, sembra confermare a pieno titolo la sua essenza femminile.



    Nel suo percorso dovrà integrare quelle qualità maschili (Saturno. Marte e Urano)  per apprendere l’azione, l’autonomia e la socialità e ciò per compensare l’eccessiva passività e l’egoismo.



    Il Leone: secondo di Fuoco, assolutamente  maschile, con il Sole in domicilio e l’aitante Y, ma in questo caso, più che sull’identità di genere, il Leone deve lavorare sulla sua essenza profonda integrando l’ombra per guadagnarsi la...corona.



    La Vergine: segno di terra (seconda), ma arricchita di mascolinità vista la  forte componente logico - razionale data dalla presenza di Mercurio, Saturno e Y, deve certo imparare ‘a spaziare’ e non solo con la mente e il corpo, ma anche con il cuore. Integrare anche un po’ di ‘leggerezza’ non sarebbe male.



    Bilancia: secondo di aria, maschile. ma in realtà questo segno è molto ‘femminile’ vista la presenza di Venere e di X.  Ciò è espresso nel gusto estetico, nel tatto e nella capacità di mediare. Pur tuttavia può rimanere del tutto di ‘testa’ e quindi un segno freddo e  perfezionista che teme al massimo la ‘contaminazione’ emotiva.



    La sola funzione razionale, senza il cuore (Granchio), senza la passione (Ariete) e quindi senza la capacità di  scegliere attraverso entrambe le istante (testa e cuore) non porta la Bilancia verso l’autonomia (Capricorno)



    Scorpione: segno dall’apparente femminilità (secondo di acqua). La sua, infatti, è un’acqua (la seconda) ‘ferma’ e sovraccarica di tempeste emotive; la presenza delle componenti aretine (Plutone e Marte) che viaggiano al di sotto del visibile, rendono, infatti, questo segno sempre pronto alla re-azione per via del buio che regna nelle sue profondità. Mercurio in esaltazione è la speranza di risalita verso la luce e verso un futuro più ricco di arcobaleni.



    Sagittario: terzo di fuoco, maschile, con Giove che, nonostante la natura ‘maschia’, sembra essere un dio che, avendo ingoiato Meti (la saggezza), sa governare il regno in maniera giusta ed equa, tenendo conto anche del cuore. Non è un caso che governi il lobo destro del cervello ovvero quello ‘femminile’ analogico e simbolico.



    Poi troviamo X femminile e Nettuno che sollecita dal profondo il ricordo nostalgico  di acque eterne.



    Capricorno: terzo di terra, femminile ma governato da funzioni prettamente maschili: Saturno, Marte e Urano. Avrà bisogno di passione aretina,  della dolce Luna e della seducente Venere per riequilibrarsi.



    Acquario: terzo di aria, maschile, però decisamente poco con i piedi per terra (Nettuno in esaltazione) se non fosse per un terrigno e maschile Saturno, ma con questo segno ci avviamo verso un mondo più trascendente dove l’identità di genere passa in secondo piano.



    Pesci: terzo di acqua, femminile, con Nettuno in domicilio primario, la dolce e materna Luna in esaltazione e un avventuroso Giove  pronto a tutto. In Pesci sembra regnare una maggiore attinenza rispetto al rapporto femminile dell‘elemento e  le componenti (funzioni) del segno. Anche Giove, in questa sede, acquisisce connotazioni più eteree e più simili ai termini ‘Provvidenza’ e ‘Fiducia’.



    In conclusione, a mio avviso, i segni che hanno maggiormente bisogno di riequilibrare il maschile e/o il femminile sono:



    l’Ariete, il Cancro, la Bilancia, lo Scorpione e il Capricorno.



    Quasi ovunque quindi, anche il maschile abita il femminile, come il femminile abita il maschile.



    Si tratta solo di una apparente contraddizione, nel senso che ogni cosa va bilanciata nel modo giusto: le funzioni maschili sono funzioni di estroversione e quelle femminili di introversione, se non si mescolassero vi sarebbero eccessi difficili da colmare.



    Prendiamo il fuoco, maschile ed estroverso: se ad esempio un Ariete si buttasse in un’impresa con l’aria (maschile) andrebbero nella stessa direzione e guarderebbero lontano ma senza il corroborante appoggio della terra, femminile e introversa, finirebbe con ogni probabilità per mettere in piedi e in movimento qualcosa che non sa come portare avanti; l’Ariete sarebbe bravissimo a dare l’impulso iniziale e poi non saprebbe coglierne i frutti a lungo termine. La terra, femminile, potrebbe impantanarsi, invece con l’acqua se un caldo fuoco non desse una bella spinta o una leggiadra e progettuale aria non facesse da PR e da organizzatore, insomma rischierebbe di restare a pensare ad un piccolo orto senza sapere che può avere un giardino.



    Tutto questo per dire che  le accoppiate vincenti si possono avere anche con elementi apparentemente in contraddizione: certo, è innegabile che il Fuoco possa essere incrementato dall’amico Aria e che l’Acqua possa nutrire l’amica Terra, ma la propulsione non è nulla senza la conservazione e la progettualità non è nulla senza la creatività…questo pone le funzioni e gli elementi in uno stato di parità che le donne del mondo sognano ancora oggi che si realizzi.



    Ogni elemento e ogni funzione contribuisce con le sue qualità indistintamente; la passività femminile è altrettanto essenziale dell’azione maschile.




  13. .Importanza e significato del terzo quadrante zodiacale




  14. Andiamo adesso a considerare il segno della Bilancia che, oltre ad essere esemplificativo della necessità di equilibrare l’identità di genere, è anche il segno con cui inizia il terzo quadrante.



    Venere in domicilio principale e X in domicilio base, donano alla Bilancia una buona dose di femminilità che giustamente va compensata da Plutone e Marte in esilio, vista l’opposizione all’Ariete, mentre le quadrature con il Cancro e il Capricorno ci dicono che la Bilancia manca dell’emotivo femminile materno e di una dose di autonomia che deve apprendere, come deve apprendere lo sprint e l’istintività del fuoco aretino, senza il quale rischia di perdersi in ragionamenti sterili. Sole in caduta, quindi, con ogni probabilità faticherà a vedere il suo progetto di vita.



    Diciamo subito che uno dei miti che esemplificano il “viaggio” della Bilancia, è il mito di Tiresia, il profeta cieco al quale viene concesso da Era di vivere alcuni anni come donna, in modo da sperimentare entrambi i ruoli. Tornato uomo, viene interrogato da Zeus e da Era per sapere chi, tra il maschio e la femmina, godesse di più nell’atto sessuale e, quando alla fine confessa che è la donna a provare più piacere, Zeus lo rende cieco, gli permette cioè di acquisire la visione interiore.



    Nella Bilancia si agita la polarizzazione, cioè vive l’ambiguità del maschile e del femminile; gli uomini Bilancia spesso apprezzano le doti femminili…bellezza, armonia, arte, relazione, cultura, si interessano al lato femminile della vita, mentre la donna Bilancia ha spesso doti maschili: intelletto, strategia, capacità di organizzazione. Questo rende le Bilance affascinanti ma spesso le costringe a vivere nel mondo delle idee dove tutto è perfetto, perché nella realtà i partner sono umanamente “difettati”, quindi la lezione che devono imparare è che l’amore parte dal cuore e non dalla mente, che l’ideale è introvabile quanto inutile nel campo affettivo. Quindi la Bilancia contiene in sé l’unione degli opposti e la sua meta è l’equilibrio e per questo cerca spesso di mediare tra cose, persone e situazioni che altrimenti combatterebbero senza capirsi, il tutto in nome di una società migliore in cui regni il Buono, il Vero e il Bello che comunque, al di là di tutto, riesce a portare giù dalla sua torre d’avorio fino alla realtà. Infatti, la Bilancia da anche inizio al terzo quadrante.





Soffermiamoci un momento a puntualizzare i quadranti: i due quadranti inferiori rappresentano ciò che si è, vale a dire i propri bisogni istintivi e materiali (1° quadrante) come pure i propri bisogni emotivi (2° quadrante) e infatti, di pari passo, “le prime sei case sotto l’orizzonte rappresentano le fasi infantili, fino alla scuola elementare (casa VI), che simboleggia l’ingresso del bambino nella comunità con le sue regole precise, qualcun altro decide per il bambino e se ne assume la responsabilità”. Invece,   i due quadranti superiori rappresentano ciò che la persona può, e quindi dovrebbe, essere. I due quadranti superiori rappresentano sia i bisogni di trovare i propri valori di orientamento e di chiarire le proprie idee sul mondo per mezzo della ragione (3° quadrante), come pure il bisogno di trascendere il proprio Ego(-centrismo) per ricreare un’armonia con il tutto, sia con la propria coscienza che con l’universo (4° quadrante). “Le case sopra l’orizzonte rappresentano lo sviluppo delle capacità superiori quali etica, morale, senso di giustizia e filosofia personale, che nascono dal contatto e dall’interazione con gli altri, dall’orientamento, da ciò in cui crediamo e da come intendiamo realizzare la nostra vita. Nelle ultime tre case ci viene addirittura chiesto di portare un vero contributo al mondo in termini materiali, psicologici, emotivi e spirituali”.



Il terzo quadrante è quello della realtà mentale e dell’esperienza del mondo, quindi si prende in considerazione il bisogno di trovare i propri valori di orientamento e di chiarire le proprie idee sul mondo per mezzo della ragione. La Bilancia, fa parte della triade del relazionare, insieme ai Gemelli e all’Acquario, e si posiziona all’inizio dell’autunno, terzo segno della croce cardinale, è governata da Venere, pianeta da cui si impara l’arte di valutare e scegliere secondo i propri valori e facendo rinunce per giungere alla sacre nozze col diverso da sé.



Il mito bilancino che riguarda la capacità di scelta è quello del Pomo della Discordia: Il pomo della discordia o mela della discordia è, secondo il mito, la mela lanciata da Eris , dea della discordia, sul tavolo dove si stava svolgendo il banchetto in onore del matrimonio di Peleo e Teti. La dea, per vendicarsi del mancato invito alla festa, incise sul pomo la frase "Alla più bella", causando così una lite furibonda fra Era, regina degli dei, Afrodite, dea della bellezza, e Atena, figlia di Zeus. Zeus si astenne dal pronunciare il giudizio su chi fosse la più bella. Fu chiesto allora il parere di Paride, principe di Troia, al quale, pur di ingraziarsene il giudizio, le tre dee promisero svariate ricompense: Atena gli promise che non avrebbe mai perso una guerra ed Era gli avrebbe invece conferito poteri immensi. Paride scelse però come vincitrice Afrodite, che gli aveva promesso l'amore di Elena, la donna più bella della terra. Sarà questa la causa scatenante della guerra di Troia: ogni scelta ha le sue conseguenze che comportano rinunce o sacrifici.



Altro mito esemplificativo di ciò che la Bilancia deve apprendere nel suo viaggio è quello di Narciso. Narciso è un personaggio della mitologia greca famoso per la sua bellezza. Figlio della ninfa Liriope e del dio fluviale Cefiso,  nel mito appare incredibilmente crudele, in quanto disdegna ogni persona che lo ama. A seguito di una punizione divina si innamora della sua stessa immagine riflessa in uno specchio d’acqua, e muore cadendo nel fiume in cui si specchiava. Questo mito riguarda il problema che la Bilancia ha con le emozioni e con l’essere troppo idealista: se non si apre agli altri perché non riesce ad integrare il suo ideale con quella che è la realtà imperfetta, rischia di restare chiuso nella sua torre d’avorio di perfezione e isolamento dalla vita comune e di non imparare mai a vivere le sue emozioni perché le considera troppo grezzamente umane.



E’ quindi il segno, a partire dal quale, occorre superare il narcisismo egoico per proiettarsi con sincerità verso l’altro, ampliando le proprie vedute mentali, avventurandosi verso il cambiamento, la libertà personale, la conoscenza di se stessi che permette poi di proiettarsi senza maschere nel sociale: “Urano (in esaltazione) ci dice come noi viviamo il sociale, quanto siamo capaci di cooperare e di metterci a disposizione degli altri per un progetto più grande di quello individuale, come se Urano ci permettesse di riconoscere che il progetto individuale deve integrarsi poi in un progetto collettivo, al fine di vivere tutti in armonia. Urano è la possibilità di apertura e di connessione molto più grande che permette di riconoscere tutte le parti di noi, anche quelle che ci sono ostiche, e questo porterà a non proiettare più fuori il nemico interno. Il valore di Urano è questo: prima lavora sul piano personale per il riconoscimento della propria unicità, con tutti i lati di originalità e specialità che ognuno di noi ha. Poi  ci spinge ad andare nel mondo, formando gruppi che entrano in relazione, scegliendo nella diversità le parti che è possibile conciliare.” Quello quindi che si inizia con la Bilancia è proprio questo progetto.



Il terzo quadrante prosegue poi il suo percorso con lo Scorpione e il Sagittario.



Con lo Scorpione e soprattutto con Plutone che lo governa, il terzo quadrante evolve verso il trascendente, visto che questo è il segno che rappresenta il passaggio ad uno stato evolutivo superiore attraverso la notte interiore. La casa VIII di cui lo Scorpione è signore, rappresenta la fase di trasformazione, di transizione e impermanenza, è la casa dell’adolescenza, dove tutto ciò che si è imparato è messo in discussione, dove si vive la ribellione nei confronti della famiglia. Marte-Scorpione è assoggettato ai processi mentali che organizzano e direzionano l’energia: qui non vi è più impulsività, ma voglia di trasgredire e di non accettare limiti; le sfide vengono ricercate e bisogna imparare a distinguere bene quando accoglierle e quando ritirarsi. Non sempre infatti la vittoria ad ogni costo è positiva per l’Io. Questa crisi permette di diventare adulti perché, non solo ci fa vivere la fase di lutto e perdita delle sicurezze, ma ci mette anche a confronto con la parte più melmosa di noi, ci fa intraprendere il nostro viaggio negli inferi, sperimentando il potere dell’istinto, fino alla catarsi e alla purificazione finale che ci conducono a funzioni superiori sia della mente che spirituali. Sarà poi un Mercurio in esaltazione a mettere in contatto interno ed esterno con tutti gli adattamenti necessari.



Infatti, procedendo sulla ruota zodiacale, arriviamo al Sagittario che porta fuori ciò che prima era dentro, che è ricerca e identificazione con l’ideale, condivisione di credo comuni; dinamico, avventuroso, curioso, ha bisogno di esplorare il diverso, è stimolato verso un viaggio della mente che approda a sentimenti ed emozioni superiori. La IX casa tende alla trascendenza (Nettuno in domicilio base nel Sagittario che ne è signore); Giove, governatore del Sagittario, rappresenta l’Io che entra nel mondo e si struttura conquistando visibilità e integrazione sociale, è il senso di fiducia personale, è ”l’accesso alle grandi risorse che popolano l’inconscio espandendo via via le frontiere della coscienza e imprimendo un forte bisogno di migliorare, di conoscere ciò che è lontano e diverso, pur con i rischi che l’ignoto comporta”.”Se Giove potesse parlare, direbbe: Mi dilato e poi mi svuoto, elaboro, incamero, sintetizzo e poi rilascio”.



Così arriva ad un primo traguardo la nostra persona e l’umanità intera nel cammino dall’io all’altro diverso da me.



 



 



Bibliografia




  • Corso propedeutico con Nazzarena Marchegiani

  • I Nostri simboli interiori – Lidia Fassio

  • L’astrologia e i quattro elementi – Stephen Arroyo

  • Astrologia e Amore – Liz Greene



 



 


 

 
 
 
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