lunedì 29 maggio 2017
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- Astrologia e dintorni

LE CREDENZE DI GIOVE
     a cura di Fassio Lidia
 
Le Credenze di Giove

Chi va verso sé stesso
rischia l’incontro con
Sé stesso.
(Opere di C.G.Jung, vol. 9, pag. 19)




L’Astrologia tradizionale ci ha abituati a pensare a Giove come esclusivamente benefico, legato all’ottimismo, alla fortuna e al benessere materiale.
Senza dubbio, queste definizioni hanno un fondo di verità ma non mi appartengono anche se sono nate dall’osservazione delle personalità “gioviali” che, senza ombra di dubbio, mostrano alcuni segni tipici in quanto, in positivo, riescono spesso a sfruttare con impagabile fiuto e sincronicità le possibilità che si presentano e che desiderano mentre, in negativo, peccano di sopravvalutazione dei loro mezzi e di sottovalutazione di quelli altrui con risultati non proprio eclatanti.

Giove rappresenta prima di tutto il senso di fiducia personale che origina dal modo in cui siamo entrati nel nostro ambiente e dalle risorse che siamo riusciti a cogliere, incamerare e sviluppare sulla base di come siamo stati nutriti e valorizzati (casa II). “Base sicura” l’ha definita Winnicott, fondamentale per costruire un reale senso di appartenenza, di stabilità e un buon adattamento alla vita e al mondo sicuri di possedere le “risorse” di cui si ha bisogno per avventurarsi e far fronte al viaggio.
Giove in Toro – suo primo domicilio per esaltazione – affianca X e Venere per cui, provenendo dalla sede Pesci (ultimo mese di gestazione) sembra suggerire la possibilità che la nostra essenza spirituale possa “trovare casa” radicandosi nell’ambiente in cui si nasce, preludio di quel più grande adattamento alla vita che il pianeta cercherà di regalarci nella sua seconda sede (Sagittario).
Giove è stato da sempre messo in relazione sia alla materia che allo spirito; in effetti molti lo considerano quasi esclusivamente un simbolo di “ricchezza materiale” anche se questo è molto limitativo giacchè sarebbe più opportuno considerarlo come una ricchezza interiore che stimola a non mollare, a crescere e a non porsi troppi limiti; Giove è però un grande produttore di energia come è nella sua natura Fuoco, generosa e calorica; i suoi affiancamenti fanno si che possa essere considerato il vero ponte tra la materia e lo spirito ed in effetti, si lega per ben due volte a X (Terra, materia e nutrimento) e per due a Nettuno (spirito, affidamento e trascendenza).
Inoltre, nel cammino delle case e dei segni, spazia praticamente tutto il cerchio zodiacale dato che ha un primo domicilio in II – Toro, il secondo in IX – Sagittario e il terzo in XII – Pesci.
Ovviamente in casa II noi assorbiamo per osmosi tutto ciò che l’ambiente mette a nostra disposizione sotto forma di valori, cultura, modi di pensare e, soprattutto “credenze” e tutto ciò lascia un potente imprinting al nostro interno e, come indica la parola, ci “impregna e ci riempie”.

Le nuove potenzialità che ci offre la scienza ci permettono di comprendere che, nella prima età evolutiva, si procede con la così detta “programmazione”: è stato scoperto che nei primi due anni e mezzo di vita il nostro cervello funziona prevalentemente attraverso le “onde delta” che hanno frequenze basse e pertanto favoriscono il “download” di tutte le informazioni che circolano nell’ambiente sotto forma di comportamenti e convinzioni che servono come base per procedere verso i futuri passi evolutivi. Una sorta di pozzo che racchiude tutto ciò che deriva dai nostri antenati e dalla cultura in cui nasciamo sotto forma di patrimonio ambientale e familiare.
Le onde delta permettono la suggestione ed in effetti sono le frequenze a cui bisogna portare il cervello allorchè si utilizza l’ipnosi.
Il bambino necessita di questo trasferimento di informazioni ma è anche attraverso di esso che il cervello e la psiche creano i grandi schemi che consentono di assumere una determinata “forma”.
Questo materiale resta per lo più confinato nel subconscio ma funzionerà a dispetto della coscienza che si va via via risvegliando e differenziando. Possiamo così comprendere l’effetto straordinario della “programmazione inconscia” che dovrà poi integrarsi con la nostra vera natura (patrimonio genetico) che, invece, racchiude tutte le potenzialità innate. Il bambino assorbe il materiale fornito dall’ambiente e procede con l’acculturamento: il risultato però è che ciò che circola viene “introiettato” unitamente al cibo e all’affetto diventando “patrimonio personale”.
L’epigenetica sostiene che, una volta immagazzinate queste conoscenze e credenze esse agiranno automaticamente tanto da essere in grado di controllare e, in alcuni casi, mutare i processi psicologici e biologici a meno che, da adulti, non si proceda con una “de-programmazione”.
Crescendo si è meno esposti a questi condizionamenti in quanto il cervello inizia a muoversi su frequenze più elevate (tetha e beta) che caratterizzano la coscienza vigile ed attiva, maggiormente consapevole.
Quando entriamo nell’adolescenza si attiva il bisogno di rendersi indipendenti dall’ambiente ma gli imprinting della prima parte della vita sono però estremamente consolidati e solo allora si potrà valutare il vero impatto che avranno sull’individuo; alcuni saranno sostenuti da risorse importanti che consentiranno di avanzare fiduciosi nella vita altri, invece, si sentiranno inadeguati, disadattati e inibiti di fronte al mondo.
I primi saranno quelli che non si accontenteranno mai di ciò che conoscono ed esploreranno sempre territori nuovi alla scoperta di ciò che sta “oltre i confini” del noto e del sicuro; i secondi avranno paura e limiteranno molte delle loro possibilità mettendosi confini immaginari dettati dalla paura che finiranno per diventare reali.

Parliamo dunque del simbolo più interessante di Giove che è quello del “credere”; ci è stato spesso detto che bisogna credere per poter ottenere o fare qualcosa; più che credere in qualcosa di esterno a noi – cosa a cui Giove ci accompagnerà successivamente – è però fondamentale credere in noi stessi; credere ed avere fiducia vuol dire sapere di avere le risorse necessarie a fronteggiare qualunque evenienza. Gli istinti innati e le convinzioni apprese dall’ambiente possono cooperare e consentire di procedere a grandi passi oppure possono scontrarsi e bloccare la crescita impendendo di esprimere ciò che si è realmente.
In pratica, la parte collettiva (eredità ambientale e culturale) può sostenere e premiare l’individualità genetica archetipica o limitarla ed inibirla senza che vi sia alcuna consapevolezza.

Un Giove che funziona bene nel tema natale può indicare un ambiente che ha “condizionato poco” nel senso che ha concesso amore, risorse e senso di libertà favorendo lo sviluppo delle opinioni personali e l’esplorazione delle possibilità semplicemente lasciandole emergere, facendole crescere, incentivandole e raffinandole con il risultato che “natura e ambiente” coopereranno in modo efficace favorendo la fiducia in sé stessi e nella vita in generale. In questo modo si resterà aperti al confronto fino a formare una filosofia di vita che si confronterà poi con quella altrui. In queste condizioni avventurarsi nel mondo sarà un piacere perché si avvertirà il senso dell’avventura insita nella crescita e nell’esplorazione imparando al tempo stesso dai propri errori facendo esperienze che serviranno per nuovi percorsi e nuovi viaggi.
Questi soggetti verranno definiti “fortunati” ma non è di questo che si tratta bensì di personalità che posseggono una reale fiducia personale che consente di abbassare le difese e di attrarre nella vita situazioni analoghe allo stato d’animo individuale; anche di fronte a fallimenti saranno in grado di elaborare il vissuto traendo sempre qualche insegnamento positivo.
In pratica, allorchè c’è una buona collaborazione tra natura e ambiente ciò in cui si crede diventerà una “verità” in grado di influenzare fortemente la realtà.
Il senso della realtà è un fatto squisitamente soggettivo che dipende solo in minima parte dal vissuto oggettivo e molto dalla “programmazione” iniziale che consente di elaborare e crescere, oppure di avere paura e difendersi, chiudendo e limitando così lo sviluppo del potenziale iniziale. In pratica, nella sequenza zodiacale Giove può concedere l’accesso alle grandi risorse che popolano l’ inconscio espandendo via via le frontiere della coscienza imprimendo un forte bisogno di conoscere ciò che è “lontano e diverso” pur rischiando ed affrontando i pericoli sempre presenti nell’ignoto; può però spingere a restare in ciò che si conosce confinando così l’individuo dentro ai limiti (Saturno) sbarrando l’ingresso a tutto ciò che è nuovo.
In una parola, si può continuare a vivere con il pilota automatico inserito oppure scegliere di pilotare la propria vita, avventurandosi oltre ciò che si è ricevuto dall’ ambiente.

Tutti abbiamo imprinting e condizionamenti per cui la differenza consisterà da un lato nel credere in modo acritico a ciò che si è assorbito dando voce ad una serie di automatismi oppure nel dar voce al mondo interiore credendo in sé stessi, evitando così che il subconscio continui a muovere i fili.

Possiamo verificare il funzionamento degli automatismi in qualunque momento apprezzando anche le loro grandi capacità che ci permettono di fare moltissime cose senza che sia presente la coscienza; ad esempio quando guidiamo la macchina e non ci ricordiamo assolutamente di aver prestato attenzione ma siamo arrivati sani e salvi a destinazione; questo indica che tutto ciò che è appreso diventa una risorsa disponibile che funzionerà per conto suo seguendo uno schema preciso ma sempre identico.
Per cambiarlo bisognerà intervenire in modo attivo, vederlo in azione, bloccarlo attraverso la coscienza vigile con l’intento di aprire nuove strade e nuove possibilità.
Certo, è difficile parlare di un solo archetipo dal momento in cui tutti sono in azione e in collaborazione, tuttavia, Giove è un facilitatore che mette in comunicazione mondi diversi: quello della coscienza e quello dell’inconscio, quello della materia e quello dello spirito ma è anche l’archetipo che agisce in modo che la nostra verità interiore incida prepotentemente sulla vita facendola diventare fantastica o orrenda. Giove comunica con entrambe le parti della psiche e della mente e ci ricorda che se è vero che viviamo nella dualità non possiamo però dimenticare che per crescere è opportuno superare le barriere che dividono le due parti creando passaggi che permettano continue ed arricchenti interazioni.

In pratica, possiamo scegliere se crescere affrontando le difficoltà che la vita ci pone, scavando per aprirci a nuove possibilità oppure stoppare il nostro viaggio appoggiandoci alle difese del Super Io che, se è troppo pauroso e rigido, limita non senza conseguenze gravi anche sotto il profilo fisiologico.
Giove è un principio fortemente energetico (non caso è signore del Sagittario, uno dei tre segni di fuoco) che spinge la nostra identità a partecipare e a sentirsi appartenente al mondo e alla cultura in cui si vive (casa IX) e, al tempo stesso, permette di sentirsi spiritualmente uniti a tutto ciò che ci circonda (casa XII) esattamente come sul piano biologico simboleggia i processi di crescita, di assimilazione e il ricambio cellulare che serve a rimuovere e sostituire le cellule che si consumano creando così nuove possibilità.
Il biologo Lipton – figura di spicco dell’epigenetica - sostiene che i processi di crescita richiedono tantissima energia, interazione e scambio tra i vari organi e apparati del corpo ma anche tra l’individuo e l’ambiente; ricorda però che esiste anche un secondo sistema chiamato di “protezione” che, invece, favorisce la chiusura delle cellule di fronte alle minacce percepite sia dal mondo interno che da quello esterno.

La crescita richiede che il corpo produca energia mentre, la protezione, ne inibisce la produzione. Il nostro sistema deve quindi optare per una alternanza tra i due stati: se restiamo costantemente in quello di protezione non ci sarà energia nel nostro corpo e prima o poi entreremo in una situazione di emergenza e di esaurimento che intaccherà il sistema immunitario.
I blocchi sono legati a grandi condizionamenti e a paure che hanno generato inibizioni che impediscono la voglia di aprirsi, di esplorare e di scambiare.
L’idea della fortuna legata a questo pianeta ci fa ben capire come, in realtà, un Giove positivo aiuti a non avere paura, ad essere fiduciosi ed ottimismi nei confronti delle nostre possibilità il che permette continui processi di crescita favorendo anche una buona elaborazione della realtà al fine di creare una verità interiore in cui credere.
Questa è una vera fortuna!

Giove permette di ridurre al minimo i fattori di stress dando un “senso” anche alle circostanze negative traducendole in esperienze utili ad aumentare il senso di consapevolezza.
Una buona armonia tra Giove e Saturno sosterrà il delicato processo di interazione tra crescita e protezione non consentendo a nessuna delle due di prevalere sull’altra. In effetti, un Giove lasciato a briglia sciolta potrebbe farci vedere il mondo eccessivamente rosa senza prendere in considerazione i limiti che, comunque, devono essere valutati se non altro per attingere alle risorse necessarie al loro superamento.
Un eccesso di Saturno può chiudere l’individuo in esagerati atteggiamenti di difesa per coprire il senso di inadeguatezza e di paura, favorendo la visione di una realtà grigia in cui via via si perdono possibilità preziose per la crescita.
Giove e Saturno sono i due ponti attraverso cui possiamo raggiungere il mondo dell’inconscio ma sono anche i due principali regolatori del flusso comunicativo tra mondo personale e mondo collettivo nonché tra materia e spirito.

Ciò che crediamo possibile può realmente esserlo; ciò che pensiamo sia impossibile non potrà mai essere.
Quando sono le emozioni negative (rabboa e paura) a prendere il sopravvento non possiamo accedere alla gioia e alla serenità che sono invece legate a Giove e alle possibilità di crescita. In pratica Giove, unitamente a Nettuno è il nostro doping naturale, quel mix di sostanze che ci fanno sentire bene, in serenità e pieni di energia.
Giove ci aiuta a vedere il mondo con lenti rosa e ci spinge sempre a provare eccitazione per ciò che non conosciamo; Saturno può favorire tutto ciò dandoci buone capacità logiche per valutare correttamente ciò che abbiamo di fronte ma può anche far nascere esagerate preoccupazioni che restringono via via il campo di azione fino a bloccarlo del tutto.
I loro rapporti disarmonici danno una filosofia di vita del tipo “vorrei ma non posso” che equivale ad un desiderio di “movimento e di apertura” inibito sul nascere dalla percezione di “non avere sufficienti strumenti per procedere” il che favorisce l’accumularsi di frustrazione e di rabbia che, a lungo andare, contamineranno il fegato a meno che non troviamo fiducia e coraggio di affrontare paure e limiti.

Giove è stato sempre legato al “fegato” e gli antichi imputavano a questo organo “fede e coraggio”; in fondo la vita si può vivere meglio se riusciamo a mettere in campo queste due cose. Le malattie al fegato possono avere una radice in questa problematica: si tratta infatti di soggetti che hanno perduto la “fiducia” e il senso di ottimismo nella vita e, ad un certo punto, rinunciano a viverla pienamente chiudendosi però in una condizione di rabbia che finisce per avvelenare tutte le possibilità ed anche l’organismo che non è più in grado di trovare il coraggio di allontanarsi dalla protezione.

Giove è il primo archetipo che può aprire la via ad altri stati di coscienza e lo fa spesso utilizzando l’insoddisfazione, quello stato che spinge a ricercare nuove fonti di appagamento; è quella parte di noi che non accetta “confini” e che vuole superarli perché intuisce che “oltre” ci possono essere nuove possibilità. Sul piano mentale Giove include esperienze così dette “paranormali” quali telepatia, chiaroveggenza, precognizione o retro cognizione che testimoniano il contatto con l’altra parte di noi; accadono quando la coscienza si espande e coglie ciò che, normalmente, non le appartiene.
Giove è il primo archetipo che ci fa percepire l’inutilità dei confini o meglio ci mostra come i confini siano abbaglianti ed illusori poiché nella realtà ultima (quella del suo compagno Nettuno) non esistono.
Egli sta al confine tra i due mondi e riceve informazioni da entrambi e così facendo aiuta il piano “metafisico” e quello spirituale ad entrare di tanto in tanto in quello fisico con flash intuitivi che stimolano a mettersi in cammino e ad avventurarsi laddove c’è nuova terra da esplorare.

Per concludere Giove rappresenta i principi che ispirano e orientano – che sono i diretti referenti degli ideali - permettendo il confronto con gli atti che si compiono; è il desiderio di “spaziare, di muoversi e di non accontentarsi” anche qualora vi siano paure per cui si avverte il bisogno di tornare sotto la protezione delle vecchie abitudini; sembra dirci “ma che viaggio è mai quello che non comporta rischi?”. Ci ricorda che bisogna sempre “guardare oltre” giacchè ubbidire ai condizionamenti può rendere ciechi e farci vivere in assenza di significato e, infine, ci suggerisce di andare alla ricerca delle risorse necessarie che ognuno ha anche se, nel percorso educativo, a volte, se ne sono perse le tracce.
Giove ci ricorda che dobbiamo onorare i nostri predecessori ma che non possiamo vivere la vita che essi hanno in mente per noi per questo ci spinge ad allontanarci, a fare altre esperienze, ad uscire dal clan che è soprattutto un sistema di valori e di credenze per formare una nostra filosofia di vita che ci orienterà nel nostro viaggio.



Bibliografia:
Bruce Lipton: La biologia delle credenze – Macro edizioni

 

 
 
 
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