martedì 23 aprile 2019
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ALLATTAMENTO E SVEZZAMENTO
     a cura di Fassio Lidia
 
ALLATTAMENTO E SVEZZAMENTO

Oggi psicologia, neonatalogia e pediatria concordano sul fatto che è importantissima la fase di allattamento al seno in quanto può concorrere a dare il via ad un buon attaccamento e a forgiare quella base sicura su cui appoggiare la successiva architettura psichica.



Senza dubbio il latte materno oltre a fornire tutto ciò che è necessario consente anche quel “contatto” emotivo, fisico e psicologico di cui un bambino ha bisogno per sentirsi accettato ed amato e, di conseguenza, riconoscersi, valorizzarsi, amarsi ed integrarsi con facilità nel consorzio umano.





E’ stata sottolineata molte volte l’importanza di una buona fase simbiotica per quanto concerne la sensazione di avere risorse su cui contare. Astrologicamente parlando, la casa seconda ci offre infatti l’opportunità di poter accedere in qualunque momento alle nostre sostanze sentendoci in qualche modo attrezzati per affrontare in seguito anche quelle separazioni che saranno necessarie. Lascia andare è un fatto che dipende da ciò che sentiamo di avere. Se “abbiamo risorse” possiamo imparare gradualmente a staccarci da esse; se non “abbiamo nulla” ci aggrappiamo per paura di morire.



La seconda casa è anche in relazione con l’ambiente di appartenenza e così, mentre formiamo le basi sicure delle nostre strutture, impariamo anche a partecipare al mondo. Ci sono però altri importantissimi passi che si fanno in questa fase che pongono le basi per la futura decodificazione del mondo. Il bambino infatti entra nell’impero dei sensi attraverso lo scambio di sensazioni con la figura di riferimento e la capacità di organizzare le sensazioni inizia da questo stadio; senza questa importante base è difficile avere fiducia e superare difficoltà future tra cui quella di aprirsi agli affetti restando integri e veri.




Per “sicurezza” prima di tutto si intende raggiungere la capacità di mantenere la calma interiore in modo da poter prestare attenzione a tutto ciò che ci circonda; in caso contrario resteranno ansie che creeranno problemi a rapportarsi con gli altri.




I pianeti X, Venere e Giove forniscono infatti la potenzialità di potersi sentire il centro del mondo della figura materna e provare in seguito l’ebbrezza della vicinanza di altre persone.




I soggetti che diventano socialmente problematici in genere hanno subito privazioni in questo periodo della loro vita e non hanno ricevuto quel piacere e quel calore che sono necessari per sentirsi appieno parte della specie umana. Mantengono quindi un rapporto ambivalente: hanno bisogno ma al tempo stesso temono i rapporti profondi.





In questi primi mesi il bambino esiste solo in relazione alla madre e incomincia ad essere consapevole della gioia e del piacere ma anche della paura e della disperazione qualora non riceva ciò di cui ha bisogno.





Queste prime tracce di struttura psicologica immetteranno nella fase di svezzamento che servirà a porre le basi dell’intenzionalità, volitività e del futuro potere personale. Infatti, la casa ottava, ci informa di cosa si è provato in questa fase e i suoi pianeti, Plutone, Marte e Mercurio indicano che sta iniziando a formarsi l’identità che si manifesta con l’aggressività, espressione della nascita della volontà personale, che il bambino comincia a mostrare in concomitanza con la maturazione graduale del sistema nervoso che permetterà il movimento.





La funzione dell’attaccamento continua a strutturarsi e il bambino impara a scambiare segnali e a comprendere le risposte che riceve. La presenza di Mercurio ci parla di scambio e di interazione e produce la prima sensazione che esista un confine tra sé e gli altri e che ognuno di noi occupi solamente uno spazio, mentre il resto è occupato da altre persone. Si impara praticamente che esiste una realtà distinta da sé stessi e dal volere personale. Si imparano a leggere i segnali di avvicinamento e di allontanamento e molte altre informazioni che utilizzeremo da adulti per entrare in relazione con gli altri. In pratica si formano gli imprinting di base della relazione.




Molto è legato a come si sono instaurati questi primi rapporti: chi viene privato di risposte adeguate non saprà interpretare bene i segnali e resterà in un certo senso “disorganizzato” in questo campo.





Non avere un chiaro senso di confine tra noi e gli altri va ricercato in parte in questa fase della nostra vita e significa non riuscire ad instaurare relazioni intense ed intime, averne paura, oppure cercare sempre di fondersi con gli altri.





In casa ottava i desideri possono iniziare a tradursi in azioni finalizzate e, la possibilità di passare in modo sereno dall’allattamento (II casa) allo svezzamento (VIII casa) sicuramente farà la differenza.





Lo svezzamento è il periodo attraverso cui passiamo sostanzialmente dal mangiare esclusivamente cibi liquidi e fluidi (facilmente digeribili) a quello di digerire cibi solidi e questo, dal punto di vista psicologico, indica la possibilità di poter digerire esperienze più corpose senza averne paura e senza regredire di fronte ad esse.
Molto dipenderà però dal modo in cui siamo stati accompagnati nella necessaria fase di “separazione”. Il bambino esce dalla fase di simbiosi perché inizia a differenziare e strutturare il suo Io e con questo potrà iniziare ad affermare la sua volontà, a comprendere i suoi pensieri e, in seguito le sue emozioni coordinando in futuro “pensieri e sentimenti”.





In pratica, il bambino si percepisce come entità distinta e, anche se il suo Io non è ancora integrato ed organizzato, è però già in grado di capire che deve distinguersi dal resto del mondo; inizia a comprendere che ha dei desideri ed ha la volontà di soddisfarli e questo indica che sono stati posti i primi confini psicologici: in pratica si è differenziato per poi iniziare il processo che lo porterà alla futura identificazione.




Inizia a porre le basi per due diverse realtà: quella interna e quella esterna che consentirà di dividere il mondo in soggettivo ed oggettivo.





Il modo in cui un bambino viene accompagnato in queste due delicatissime fasi della sua esistenza, mette le fondamenta del futuro funzionamento psicologico.





In effetti, mentre il bambino succhia il latte cerca il contatto con gli occhi della mamma che sono il primo specchio in cui si riflette ricevendo una serie di sensazioni che danno il via alla prima “immagine di sé”, al senso del suo valore che deriva dall’ adorazione che la madre ha per lui.




Se questa fase non avviene in modo regolamentare o non si conclude, rimarranno tracce profonde nel suo inconscio sotto forma di nostalgia del paradiso perduto. I bambini che non fanno la naturale fase di simbiosi non riescono ad organizzare una sensazione di sicurezza interiore e quindi non sono mai fiduciosi di essere accettati ed amati e, al tempo stesso, non sapranno accettare ed amare gli altri quando saranno adulti.





Gradualmente, man mano che si procede con lo svezzamento, la madre si distacca dal bambino che, a sua volta, acquisisce maggior indipendenza e, chiaramente, questo dà vita alla rabbia che esprime la frustrazione dei suoi desideri insoddisfatti.




In questa fase avvengono importanti trasformazioni che si accompagnano a fortissime cariche di ansia e pertanto è importantissimo che lo svezzamento avvenga in maniera serena per dar modo al bambino di abituarsi a ciò che sta avvenendo, ovvero al primo grande distacco della vita che comporta la rinuncia al latte e al seno che tuttavia, saranno compensati dalla curiosità per i cibi nuovi e per le nuove scoperte.




Il bambino deve comprendere che non perderà né il latte né la mamma e per avere questa sicurezza deve sentire che il distacco non è una perdita.





Lo spuntare dei denti annuncia che è pronto per questo passo e che può avvalersi di una forza che prima non possedeva; il bambino però comincia a mostrare anche una discreta paura per gli estranei e questo annuncia che sente per la prima volta la separazione.





Quando queste due fasi sono segnalate nel tema natale da opposizioni ci si può trovare di fronte ad adulti che restano aggrappanti e pieni di bisogni alla ricerca di fonti continue di gratificazione esterne; anche in presenza di rapporti difficili tra Venere e Giove (due signori della seconda casa) e di Venere Plutone può sopravvivere un profondo senso di insoddisfazione che può portare il soggetto a colmare in vari modi il profondo senso di vuoto dovuto alla sensazione di non avere risorse sufficienti per affrontare una vita adulta, in cui le separazioni e i distacchi saranno inevitabili. Si tratta di persone che non riescono a prendersi responsabilità e mantengono caratteristiche infantili tipiche di una immaturità psicologica. Molto dipenderà dalla posizione di Saturno che potrebbe aiutare o meno a superare gli stati di dipendenza.





In alternativa o in presenza di lesioni tra Plutone e Marte (o di un’ ottava casa con lesioni) possiamo invece trovarci di fronte ad un adulto che tenderà a dominare gli altri nel tentativo di evitare di essere preda del potere altrui; in questo modo cercherà di controllare ogni situazione tagliando i ponti con ciò che potrebbe coinvolgerlo troppo, qualcosa che desidera ma che gli fa paura. Apparentemente sembrerà forte ma dentro di sé qualcosa scricchiola perché sente la mancanza di un vero potere personale che lo cerca di controbilanciare con il controllo e l’abuso.





In entrambi i casi abbiamo sempre di fronte adulti non maturi che non sapranno affrontare in modo adeguato le relazioni perché, nel primo caso, ci saranno dipendenze emotive ed affettive che rendono succubi e incapaci di farsi valere; nel secondo caso avremo invece persone manipolatorie che mantengono a lungo l’illusione che il controllo serva a tenere lontano ciò che temono più di ogni altra cosa al mondo.





Saranno proprio le relazioni a far loro rivivere queste fasi per poterle rielaborare e superare.




 

 
 
 
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