domenica 17 novembre 2019
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- Astrologia e dintorni

LA RABBIA E IL FURORE. FEMMINILE BATTAGLIATO E BATTAGLIERO IN DUE SORELLE
     a cura di Benedetta Banditori
 
La rabbia e il furore. Femminile battagliato e battagliero in due sorelle

Era già chiaro dal nostro vissuto quanto la rabbia fosse un tema che, con sfaccettature e sfumature diverse, accomunava me e Giorgia come un marchio di famiglia, ma l’astrologia ha fornito la mappa per vedere chiaramente e distinguere il nostro comune vissuto famigliare. In effetti se consideriamo Marte nei nostri temi natali vediamo che ha per entrambe un ruolo di primo piano (anche se trovo che per Giorgial’humus di base sia o sarebbe più Uraniano, con il Sole in undicesima casa, l’ascendente Acquario e Urano in decima casa, mentre io solo so quanto è forte il braccio di ferro tra i miei Nettuno e Saturno), con posizioni e aspetti di tutto rispetto che hanno colorato parecchio il nostro approccio col mondo e anche, per entrambe, alla femminilità. Il mio Marte, a 13°55’ della Vergine in undicesima casa fa un quadrato col mio Sole a 18°49’ nei Gemelli, un sestile con Mercurio a 12°33’ in Cancro e una congiunzione con Saturno a 20°28’ (farebbe anche, ma sono aspetti larghi, un trigono con la Luna e un quadrato con Nettuno). Si trova in un segno, la Vergine, che già di suo non si adatta molto bene all’irruenza e all’esuberanza con cui si esprimerebbe da pianeta di fuoco qual è, e a maggior ragione quella congiunzione con Saturno lo tiene – o lo ha tenuto per lunghissimo tempo – imbrigliato e frustrato. Di fatto, ho sempre avuto fin troppo autocontrollo e senso del dovere, e se questo mi ha impedito di avere comportamenti irresponsabili anche da giovane, è vero anche che ha tolto al mio Sole Gemelli buona parte della leggerezza che avrebbe voluto e dovuto avere. Il sentirmi bloccata “in attesa dell’approvazione dell’altro” non è inoltre stato facilitato dal mio ascendente Bilancia, che naturalmente vuole equilibrio e conferme, e il senso di rabbiosa impotenza è una condizione che ho sperimentato spesso nella vita… L’irruenza di quel Marte in Vergine sacrificato (sorrido scrivendo di getto questo verbo e poi pensando a Saturno li vicino!...) ha spesso trovato il suo canale di sfogo – pericoloso – in quel sestile con Mercurio, per cui nel mio caso è proprio vero il detto “ne uccide più la lingua della spada”: con la parola- soprattutto scritta, come facilmente intuibile dal mio asse terza/nona, ma anche attraverso lapidarie frecciate tra l’ironico e il sarcastico con sconfinamenti nel crudele - so ferire chirurgicamente, tratto già caratteristico dei Gemelli e accentuato per l’appunto dal fatto che è stata molto a lungo la naturale zona di sfogo di Marte (vero anche, e tanto più vero nel mio caso da manuale Marte/Saturno, che can che abbaia poi non morde). La fatica di questo continuo freno alla vitalità costituito da Saturno è multiforme e probabilmente ci dovrò un po’ fare i conti tutta la vita, ma mi sento di affermare che – I transiti? La maturità? L’essermi messa a fare sport? Il mio psicanalista a indirizzo bioenergetico? –da qualche tempo sto cercando di capire come sbloccare quell’energia, e ne comincio ad apprezzare anche i vantaggi: la costanza che metto nei miei obiettivi e progetti, la resistenza, e anche un certo senso di autorevolezza che ho visto riconosciuto da fuori tutta la vita (ma probabilmente li c’è lo zampino anche di Plutone in prima e di Giove in undicesima casa) e di cui adesso inizio ad appropriarmi anche a livello interiore… d’altra parte, se come si dice Saturno “lavora bene” nella seconda fase della vita, posso ben sperare di aver scollinato!... Tra l’altro col senno di poi, senza sapere niente, questo è stato l’aspetto che mi ha dato così fastidio da spingermi ad andare in analisi: a 26 anni arrivai da una terapeuta dicendole che avevo l’impressione di essere in un barattolo di marmellata, dentro qualcosa di denso e legante che mi impediva di muovermi come volevo e di gridare…! Azzarderei anche che questo aspetto Marte/Saturno probabilmente è stato anche (Saturno fa anche un largo quadrato con Venere) il “responsabile” della pesante acne che mi ha funestata in età adolescenziale, che considerata alla luce del conflitto tra volontà e adeguamento alle regole era proprio un chiaro sintomo di tutto quello che mi ribolliva dentro e non riuscivo a sfogare. Nonostante Marte non si trovi particolarmente a suo agio in una casa sociale come l’undicesima devo ammettere che, forse per la contemporanea presenza anche di Giove nella stessa casa, non ho mai riscontrato particolari difficoltà nella cooperazione e nel “lavoro di squadra”, e il mio ascendente Bilancia mi porta sempre naturalmente alla mediazione anche quando Marte magari vorrebbe sgomitare un po’ di più.Devo anche ammettere che, per quel suddetto carisma riconosciuto dall’esterno, capita che io sia messa un po’ al centro anche quando non sarebbe mio interesse, e spesso per motivi “da nona casa”. Sono molto fortunata nelle amicizie (Giove, proprio lì) sia in numero che in validità, e davvero spesso mi ritrovo ad essere più presente, combattiva e determinata per gli amici che per me stessa: è un ambito della vita in cui mi spendo tanto (Marte, proprio lì). Non solo: potrei spingermi a dire che anche la mia Luna (intesa come nutrimento e mondo emozionale), che dalla settima casa fa un trigono con Giove, è stata fino ad ora “agita” più che altro nell’ambito delle amicizie e dei gruppi. L’ho lasciato come ultimo aspetto ma naturalmente è determinante, coinvolgendo il pianeta dell’Io, la quadratura di Marte al Sole. Col senno astrologico del momento sono portata a pensare che io abbia visto con questa lente di imprevedibilità la volubilità cancerina di mio padre, Sole in congiunzione a Urano in Cancro in IV casa. In aggiunta a questo, anche se non direttamente legato agli aspetti solari, mia madre (un Ariete col Sole in sestile a Marte e trigono a Urano) ha sempre manifestato un combattivo disprezzo per quelle che ai suoi occhi erano donne (ma potrei dire in generale persone, indipendentemente dal sesso) “deboli”. Fatto sta che il mio femminile è uscito di stampo talmente amazzonico, che mio nonno (paterno) mi diceva fin da piccola “saresti potuta essere un uomo”, creando una specie di sindrome da Lady Oscar di cui non mi sono resa conto per lungo tempo (quel Nettuno in opposizione al Sole per lungo tempo non mi ha aiutato a “vedermi”, nascondendomi anche e soprattutto a me stessa) e su cui sto facendo ormai da diverso tempo un lungo lavoro di presa di coscienza e progressiva accoglienza della fragilità, che è stata a lungo rifiutata (e disprezzata, in un chiaro schema ereditato). La rabbia e l’amarezza generate da questi aspetti di Marte mi hanno letteralmente mangiato viva per anni, ma sono state anche la molla che mi ha spinto a iniziare a scavare e cercare i miei perché e i miei percome, in un percorso di progressiva consapevolezza e piccoli ma costanti miglioramenti. Inoltre non avevo mai valutato quanto potesse essere pericolosa l’eventuale proiezione di tutta questa parte, se rifiutata: nonostante la mia settima casa in Ariete, nelle relazioni ho sempre impersonato io Marte (e Saturno!), ricercando sempre inconsapevolmente nell’altro (è ancora così, ma perlomeno ora sono cosciente!!) tutta la ricettività femminile che io mi negavo (facendo peraltro soffrire tantissimo la mia Luna in Toro). Questo modello di coppia “a ruoli invertiti” ha ovviamente di nuovo origine in famiglia, e sebbene nel mio tema si veda meno (quarta casa in Capricorno e decima in Cancro), è invece subito evidentissimo guardando il tema di mia sorella Giorgia, di cui la prima cosa che salta all’occhio è proprio l’opposizione tra la Luna in quarta casa e Urano in decima (quadrato a Marte in prima). Il Marte di Giorgia si trova a 7°42’ in Pesci in I casa, in congiunzione con Venere a 0°6’, trigono a Plutone a 4°25’ in Scorpione e quadrato alla Luna a 10°48’ in Gemelli (e, largamente, a Urano). Già da questa rapida carrellata di aspetti si capisce facilmente il perché uno dei suoi soprannomi sia Orlandina (in riferimento all’Orlando Furioso dell’Ariosto). La sua posizione in prima casa in qualche modo conferma il desiderio di affermazione già insito nel suo Sole in Capricorno, rendendolo particolarmente combattivo, forte e diretto. E’ stata, durante l’infanzia, una bambina timida e introversa, ma già allora alcuni episodi l’hanno messa subito in luce come una persona estremamente coraggiosa, soprattutto quando si tratta di difendere i più deboli o essere di supporto a persone bisognose (Marte in Pesci). Il tema della giustizia/ingiustizia è sempre stato molto forte e sentito (Giove in dodicesima casa a 22°14’ del Capricorno congiunto al Sole in undicesima), sia per sé che per gli altri, ma dentro quel “forte e sentito” c’è tutta la sfumatura – mi viene da dire drammatica, sicuramente (auto)distruttiva – che quel Plutone dall’ottava casa in Scorpione può conferire in trigono a Marte: la rabbia e il risentimento (come di promesse costantemente tradite)che scuotono Giorgia sono qualcosa che risuonano con le mie, ma ad un livello, per l’appunto, più profondo. Laddove la mia frustrazione (di carattere Saturnino) si manifesta principalmente come un blocco limitante, la sua (di carattere Plutoniano) ha proprio qualcosa di intensamente distruttivo: quando la collera trova sfogo all’esterno si manifesta come vera e propria furia indomabile, e se lo sbocco non c’è (o spesso anche se c’è) viene rivoltata all’interno producendo le più varie somatizzazioni, dalla colite alla nausea al mal di stomaco. Sollecitata dall’ambizione capricornina e da quell’Urano in decima casa da cui non trova scampo, la natura del suo aspetto Marte/Plutone si è manifestata più che altro nella ricerca di realizzazione personale, soprattutto dal punto di vista professionale. Ma anche in questo ambito si è scontrata perennemente con quel senso di ingiustizia, e con quel senso di sfida verso i superiori (il potere, il controllo: ancora Marte/Plutone) accentuato anche dal suo indubbio orgoglio mentale dato da quella congiunzione Mercurio/Urano in decima casa in Sagittario (e lo sfondo è ancora la giustizia gioviale). Questo l’ha portata sempre a fare carriera molto rapidamente in qualsiasi settore e contesto si sia cimentata, e a restare contemporaneamente scontenta e frustrata, e mai abbastanza “riconosciuta”. Che il riconoscimento e il senso di “essere visti” o meno abbiano radici psicologiche più profonde e lontane lo sa ormai anche lei (e sta cercando di lavorarci), di fatto la forte carica di energia maschile di questo aspetto ha naturalmente condizionato anche il suo femminile, anche se in modo diverso dal mio. Nel mio caso il lato ricettivo/materno/femminile è stato proprio a lungomesso da parte a vantaggio di una modalità sportiva e un po’ “maschiaccia” (supportata probabilmente anche dalla mia Venere in nona casa), pur nell’armonia e nel buon gustorichiesti dal mio Sole/Venere e dall’ascendente Bilancia; inoltre il fatto che questa mia Venere sia bloccata da una quadratura di Saturno e da un’opposizione di Nettuno le toglie parecchio di quella svagata leggerezza che il segno dei Gemelli vorrebbe per lei: la sua giocosità è parecchio sul mentale/intellettuale e molto, come chiedono Nettuno e la nona casa, nei km che regolarmente la separano in qualche modo (50 sfumature di distanza) dall’oggetto del desiderio; nel caso di Giorgia una Luna in quarta casa in Gemelli e una Venere in prima casa in Pesci non hanno in nessun modo permesso che i suoi lati più spiccatamente femminili venissero nascosti. Ha dunque sempre manifestato un atteggiamento giocoso e per certi aspetti quasi infantile e bisognoso di protezione alternato ad uno spiccato bisogno di piacere e conquistare – soprattutto quando era più giovane – in una modalità che ha assunto in passato anche tinte sfacciatamente seduttivo/manipolatorie (trigono Venere/Plutone) e/o battagliere (congiunzione Venere/Marte, quadratura Luna/Marte). D’altra parte questa Venere in prima casa in Pesci contribuisce anche molto al suo atteggiamento sempre accogliente nei confronti degli altri, con punte che sfiorano il sacrificio e il “mi (pre)occupo io di tutto e di tutti” (modalità esasperata dalla quadratura di Saturno alla Venere stessa) dandole quasi una sindrome da Atlante che agisce pur sentendola ingiusta. Al discorso del senso forte di ingiustizia rimanda anche il bisogno di riconoscimento da parte degli altri, che nel suo caso come abbiamo visto si manifesta soprattutto in ambito lavorativo, e che è spesso la miccia che fa scattare le dinamiche Marte/Plutone. Il mio ascendente Bilancia e la sua Venere in prima casa, e le quadrature più o meno larghedi Venere con Saturno rispecchiano per entrambe il bisogno di riconoscimento da parte degli altri e sostanzialmente una ferita sull’autostima, e gli aspetti che fa il mio Sole e quelli della sua Luna mostrano come la libera espressione di noi sia stata sostituita da quella necessità di mostrare e dimostrare un femminile mascolinizzato (in casa nostra le donne dovevano dimostrare “le palle”) che si esprimesse non tanto nell’emotività, nell’accoglienza, nella morbidezza e nel sentirsi bene nella propria pelle e nel proprio corpo, ma prima di tutto attraverso il rispetto delle regole e l’intelligenza (io e Giorgia abbiamo entrambe Mercurio in decima casa, e nostra madre è un Sole/Mercurio/Venere in Ariete in sesta casa). Forse in conseguenza di quell’aspetto così mentale,comunicativo, razionale e controllato di mamma (che d’altra parte è una Luna Acquario, segnatura che ha senz’altro fatto soffrire la mia Luna in Toro e di cui posso ritrovare tracce in entrambi i nostri Urani: in II casa il mio, in X quello di mia sorella) anche la V casa associata alla maternità si trova in un segno d’aria, Acquario per me e Gemelli per Giorgia: non propriamente una chiamata alla maternità tradizionale, ma anzi un’ulteriore sfida alla ricerca di una modalità appropriata per agire e sublimare l’aspetto nutriente, ricettivo e materno in senso lato; per entrambe infatti la V casa inizia in un segno d’aria ma prosegue in un segno d’acqua, quasi un suggerimento di direzione, di invito al recupero di una dimensione meno spigolosa e più emotiva anche nell’espressione della nostra individualità. D’altra parte bastano la mia opposizione II/VIII casa e la sua opposizione IV/X a denunciare quanta fatica abbiamo fatto e stiamo tutt’ora facendo, entrambe seppur ognuna a suo modo, a tagliare le dipendenze, costruirci delle sicurezze e trovare la necessaria fiducia in noi stesse per fare senza timori i passi necessari verso la realizzazione dei nostri talenti e potenziali. Ad maiora… Benedetta: nata a Milano il 9 giugno 1980 h. 15,00 Giorgia: nata a Milano il 4 gennaio 1985 h. 09,40


 

 
 
 
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