L’uomo Pesci deve riuscire ad avvalersi di qualità quali sensibilità, tenerezza, fantasia ed empatia che, nella nostra società, non sono di certo considerate prioritarie per il genere maschile. Spesso l’uomo di questo segno ha avvertito sulla propria pelle un grande senso di “diversità” che nasce dalla percezione di avere qualità che altri non hanno e di non avere quelle che tutti considerano “normali”.
In ogni caso, l’uomo Pesci è ben lontano dall’idea di un maschile forte e rigido e, proprio per questo potrebbe rappresentare il prototipo di un uomo in cui si incontrano forza e debolezza, razionalità e sensibilità, un uomo che può prendere parte al grande progetto della vita perché non si avvale solo del “logos” ma entra appieno anche nel mondo del sentimento e delle emozioni; un uomo in cui la parte inconscia sia in contatto e nutra quella cosciente.
Non è facile questa dimensione per un uomo: infatti, i Pesci sono governati dal pianeta Nettuno che rappresenta un archetipo di “concepimento e di resa attiva e costruttiva”, ma anche un archetipo in cui il concetto di forza è molto distante da quello marziano di penetrazione e di aggressione; gli uomini sono poco avvezzi a questi tipi di manifestazioni; fin dalla nascita sono abituati a sviluppare la forza fisica, il coraggio, la capacità di agire sul mondo e sulle cose: Nettuno invece chiede di “sentire” anziché agire, chiede di “restare in fiduciosa attesa perché vi sono cose che semplicemente accadono…, anche senza il nostro intervento”, chiede di sviluppare forza interiore e, proprio per questo non è passivo, ma rappresenta la capacità di accettare attivamente ciò che non è e non può essere sotto il nostro controllo; Nettuno è un pianeta che si nega e ci toglie il suo sostegno quanto più si cerca di agire e di comprendere le cose con la mente e con la ragione; lui non è ragione, non è mente, è qualcosa che sta al di là, contro cui la forza dell’Io resiste… spesso anche troppo a lungo, perché lo teme fortemente perché sa che lo ridimensionerà, anche se non sa che in realtà lo rafforzerà e lo renderà immortale.
L’uomo del segno dei Pesci si trova immerso in una potente energia femminile che dovrà integrare all’interno del suo maschile senza scindere le due parti: la dinamica interna è quella molto ben sottolineata da Nietzche quando parla dell’angoscia e del senso di crocifissione dell’Io allorché si sente braccato tra la dimensione apollinea e quella dionisiaca della sua natura.
Nell’uomo, soprattutto in quello occidentale, la seduzione apollinea è molto potente e quindi troppo spesso viene sbarrata la strada a tutti quegli elementi che non fanno parte della razionalità e della maschilità intese in senso tradizionalmente evidenziate dall’ eroe classico che si batte contro i mostri e i demoni che simboleggiano l’inconscio.
In realtà l’uomo dei Pesci è chiamato ad un grande coraggio, quello di accettare che non tutto può essere compreso dalla mente e che, per accedere alla dimensione interiore, è necessario lasciar andare le barriere che chiudono la strada alla totalità e lo deve fare “affidandosi” ad una forza superiore, come vuole Nettuno.
Il segno che vede i due pesci nuotare in senso opposto rappresenta proprio la possibilità di ritornare a quel senso di “partecipazione” e, proprio per questo è fondamentale che il nativo riesca a “sentire” dal profondo il senso del progetto che lo ispira e che lo porta a voler vivere tutte le dimensioni dell’esperienza ; allora sì che potrà essere un vero uomo, cittadino del mondo, contento della sua partecipazione e delle sue radici, da cui potrà anche staccarsi senza perdere il contatto con la dimensione spirituale. Senza un vero contatto con l’anima la vita “muore”, si spegne lentamente perché perde di significato: se questo uomo riuscirà a vivere solo il lato pratico e mentale (apollineo), si spegnerà lentamente perché perderà il suo “nutrimento” e la sua “fecondità”, quella che arriva dal poter attingere a quella dimensione umana collettiva che gli darà la forza di scoprire la sua individualità e la sua diversità che è il frutto dell’ integrazione tra il maschile ed il femminile, integrazione che lo renderà capace anche di essere “padre” a tutti gli effetti, di prendersi cura, di accudire e di sostenere prendendo parte attiva a tutte quelle dimensioni della vita che un tempo erano riservate solo alle donne: questo uomo nuovo, con un ruolo diverso e ricco sarà così molto vicino alla psicologia di uomo-padre Pesci presente nel mito: non possiamo infatti dimenticare che nel Mito di Zeus esiste un passaggio i cui il Dio offre la sua “coscia” che diventa un “utero” per il figlio Dioniso a cui è stata uccisa la madre.
Il mito ci riporta dunque ad una dimensione archetipica a cui l’uomo, soprattutto quello appartenente al segno dei Pesci, può accedere trovando dentro di sé l’enorme ricchezza che deriva dall’integrazione delle due polarità.