mercoledì 28 giugno 2017
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LE RUBRICHE DI ERIDANOSCHOOL - Astrologia e dintorni a cura di Lidia Fassio

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a cura di Gioia Oddi 
CONCEPIMENTO E GESTAZIONE
 
CONCEPIMENTO E GESTAZIONE E’ presa in considerazione come plausibile la possibilità che il feto senta e assorba le emozioni vissute dalla madre durante il periodo della gestazione. Non è da escludere il legame esistente tra disturbi della personalità nel bambino, seppur lievi, e traumi fisici o disagi psicologico-emotivi vissuti dalla madre durante la crescita del feto. Può accadere che una gestazione in partenza serena sia stata caratterizzata, inaspettatamente, da una fase problematica, indipendente dal volere della madre, e legata ad eventi esterni. Ritengo estremamente interessante e molto utile, nell’analisi del quadro generale di un individuo, non fermarsi soltanto al suo oroscopo di nascita, bensì prendere in considerazione il momento del suo concepimento e soprattutto il periodo di gestazione, analizzando sia la carta del cielo della madre sia i passaggi planetari che l’hanno toccata durante i nove mesi.

L’unione atta alla procreazione è avvenuta in un determinato giorno, con una particolare atmosfera energetica, e sotto un determinato cielo; questi fattori incidono in qualche modo sulla natura del nascituro. Per non parlare dei mesi durante i quali si forma la nuova vita. Risalire all’oroscopo della madre e analizzare i transiti da lei vissuti in gravidanza offre una miniera di informazioni; si può cogliere il modo in cui la donna impara a gestire l'arrivo di un figlio, quali sono le sue emozioni a riguardo, l’atmosfera “respirata” in quel periodo e, inoltre, dato da non sottovalutare, gli aspetti della carta del cielo che mostrano la sua eventuale predisposizione alla maternità .
Affiancare il tutto all’oroscopo del nascituro, ormai venuto al mondo, permette di cogliere alcune sfumature interpretative che sfuggono ad un primo approccio. Immaginiamo che una donna della Bilancia, con la Luna natale in Capricorno in aspetto di opposizione a Plutone natale in Cancro abbia avuto, in gravidanza, il pesante transito di Saturno in Ariete, con tutte le conseguenze psicologiche ed emotive che esso comporta (paure, senso di insicurezza, inadeguatezza, stanchezza, pessimismo). Il passaggio del pianeta ha toccato la Luna del soggetto-madre, e dal luminare cogliamo molte informazioni circa la maternità; in più, è stato per così dire acceso un aspetto problematico natale, inerente l’opposizione Luna/Plutone, già di non facile gestione. La donna che ha nel suo cielo questo aspetto può inclinare a vedere la maternità come una condizione limitante, che non le permette di sentirsi appagata, con conseguente senso di frustrazione. Il suo rapporto con la prole risente di questa inclinazione e potremo avere una madre che non aiuta la reale crescita dei figli, limitandone le potenzialità o non approvando le loro scelte. Ha in sé un nucleo di fragilità e di debolezza che non le fa perseguire la sua serenità, e c’è il rischio che un certo masochismo di fondo ricada sui figli, trascinati in un gioco alternante di continuo controllo frenante e di “rigetto”, spesso agito in modo del tutto inconscio. Si tratta di una madre che non sempre riesce a godere pienamente della felicità dei figli e qualora essi vivano una fase difficile della loro vita, può sorgere nella genitrice un sottile compiacimento misto ad una tendenza alla critica, piuttosto frustrante per il soggetto-figlio. Una madre dominante, possessiva, che richiede molto al figlio e che proietta le sue profonde paure su di esso, quasi la madre “terribile” presente in molti miti, come la dea Kali dell’Induismo: nutre i figli con una mano e con l’altra li divora. Questa Luna in Capricorno, già di per sé ambiziosa, con l’influsso plutonico, diventa desiderosa di vincere e di affermarsi: può scaturire la lettura di madre che si mette in competizione, soprattutto con un soggetto femminile. Tra le altre interpretazioni della Luna in opposizione a Plutone non è da escludere quella di morte della prole, un utero che più volte ha generato e che ha assistito alla morte o al rigetto del feto. Ciò renderebbe l’habitat uterino primario un po’ pesante, con un alone di ombra.

Altri aspetti del cielo natale possono ammortizzare notevolmente queste inclinazioni, anche se è difficile che vengano completamente eliminate. Il fatto che questa madre sia della Bilancia inserisce una buona attenzione nei confronti dell’altro e una discreta capacità di distacco obiettivo: il senso della giustizia e dell’equità sono talmente sviluppati che è difficile che non emergano nel soggetto, anche se può mancare il calore dell’abbraccio. Il settimo segno dello zodiaco tende a soffrire di sensi di colpa e se aggiungiamo la presenza di Venere in Vergine, anch’essa colpita da essi, vediamo come l’aspetto della Luna opposta a Plutone spinga questa madre ad emettere talvolta delle vibrazioni di una tonalità molto diversa dalla mentalità Bilancia. Come se la Luna lesa da Plutone e gli atteggiamenti che scaturiscono da ciò generassero a posteriori un profondo senso di colpa, una sorta di vergogna per aver provato determinate emozioni nei confronti del figlio, stati d’animo compensati e forse leniti da comportamenti permissivi e iperprotettivi, non totalmente sani per la crescita equilibrata del soggetto-bambino.

Per tornare al transito della gestazione -Saturno in Ariete in aspetto di quadratura sia alla Luna natale in Capricorno sia a Plutone natale in Cancro- è possibile la lettura di una gravidanza non accettata e il cui arrivo ha generato molteplici stati d’animo: paura, senso di limitazione alla propria libertà, evento subito e vissuto come frustrante, percezione della perdita morale di qualcosa, rabbia. Possiamo trovare conferma a ciò interrogando la dodicesima casa del nascituro, che ha la cuspide nei Gemelli e non accoglie nessun pianeta. Trattandosi del settore che precede l’ascendente, collegato appunto alla nascita, si traggono da esso informazioni illuminanti circa ciò che la madre ha trasmesso al feto nella fase di gestazione. Dunque la natura di ciò che si assorbe in fase prenatale è ben offerta dalla dodicesima casa; il suo pianeta governatore è Mercurio, che si trova in prima casa, nel Cancro, in congiunzione a Marte e in quadratura a Saturno natale in Ariete. Ecco che qualcosa sembra coincidere. È un Mercurio che riceve anche aspetti positivi: il trigono di Nettuno, il sestile di Urano e Plutone, e il trigono dal Medio Cielo. Se poi volessimo sapere come è stata la vita intrauterina in termini di placenta e liquido amniotico, vedremo che il nascituro gode di una bellissima congiunzione di Luna e Giove (Giove-placenta); Nettuno-liquido amniotico- riceve il trigono di Marte, di Mercurio e del Medio Cielo, il sestile di Urano ed è in aspetto di quinconce con Saturno. Ritorna ancora una volta la vibrazione saturniana.

Comunque, non è detto che tale gestazione sia vissuta dalla madre per nove mesi solo in questi termini; è altrettanto vero che il transito suddetto non passerà di certo inosservato. Se il bambino nel suo oroscopo ha una lesione di Saturno, pur disponendo di molti aspetti positivi di riscatto, rischierà di assorbire ulteriormente quel tipo di energia, anche sottilmente, imprinting energetico che potrebbe non aiutare l’espressione piena e solare della personalità, come se un blocco agisse a contrarre la sua natura più profonda. Il soggetto-bambino, nato sotto il segno del Leone, ha infatti Saturno in Ariete in quadratura a Marte e Mercurio natali, in quinconce a Nettuno e alla congiunzione di Urano e Plutone. Quando egli vivrà un transito importante in dodicesima, soprattutto in età adulta, o quando Mercurio, maestro della casa, riceverà un passaggio planetario pesante, è possibile che il soggetto viva intorno a sé delle esperienze di vita, sia affettive che professionali, caratterizzate da un certo tipo di energia che in qualche modo rimetterà l’adulto in contatto con una vibrazione antica, radicata nel suo DNA energetico. Talvolta gli eventi che toccano il soggetto durante tali transiti non sono “oggettivamente” pesanti al punto da scatenare delle reazioni emotive forti, ma è importante prendere in considerazione il fatto che possa trattarsi di “un déjà vu emotivo”, che qualcosa di antico sia stato innescato e portato in superficie. Se il soggetto potesse non fermarsi alla sola pesantezza di un transito impegnativo e riuscisse a cogliere l’ulteriore messaggio che il passaggio problematico sta comunicando e andare a sfiorare un problema antico rimosso negli anni, sarebbe allora possibile sdrammatizzare il momento ed entrare in contatto serenamente con quella energia, integrarla, accettarla senza vergogna, con la consapevolezza che si tratta in parte di qualcosa di indotto, non totalmente appartenente al soggetto. Nello stesso tempo, lo studio dei transiti che hanno riguardato la madre nella gestazione aiuta a rendere più parlanti gli aspetti planetari minori presenti nella carta del cielo del nascituro, che possono sfuggire in un primo momento o apparire poco parlanti. Non per questo bisogna sottovalutare trigoni, opposizioni o quadrature: l’aspetto, nascosto a un primo sguardo, verrebbe meglio alla superficie e sarebbe più incidente di quanto spesso si attribuisce agli aspetti minori. Se durante la gestazione la madre Bilancia, con l’opposizione natale tra Luna in Capricorno e Plutone in Cancro, ha avuto sui pianeti appena citati e sul Sole il transito di Saturno in Ariete in aspetto di tensione, il bambino nativo del Leone, concepito sotto il segno dello Scorpione, avrà assorbito maggiormente la vibrazione saturniana e plutonica, la quale darà grande risalto al semiquadrato Sole-Plutone e al quinconce Saturno-Plutone del nascituro, e in più caricherà il Saturno natale del bambino di ulteriore “pesantezza”. Solo con il passare degli anni e con un lungo lavoro di ricerca interiore il bambino-adulto sarà in grado di entrare in contatto con le sue pulsioni più oscure, meno sane, sottilmente ma fortemente distruttive. È come se l’aspetto di tensione tra i pianeti si sia ulteriormente innalzato rispetto al normale, proprio a causa dei transiti della madre in fase di gestazione e delle vibrazioni trasmesse al feto. La natura leonina e solare del bambino, nato con l’ascendente Cancro e con la bella congiunzione di Luna e Giove, tarderà ad emergere nella sua completezza proprio a causa di aspetti planetari collaterali, alcuni dei quali, a mio avviso, hanno una lettura più forte, proprio perché “nutriti” dalle vibrazioni materne, come se il feto avesse imparato quel linguaggio e tendesse ad usare eccessivamente alcune parole rispetto ad altre.

Questa possibilità interpretativa è scaturita da una intuizione, arricchita, in un secondo momento, dallo studio di precisi casi; non è facilmente dimostrabile, come tutto ciò che attiene alla natura umana. Può tuttavia rappresentare una chiave di lettura che aiuti a vedere la carta del cielo di una persona come un insieme di inclinazioni ben individuabili attraverso gli aspetti planetari, ma condito da componenti energetiche sottili che intervengono e che spesso incidono fortemente, proprio durante quel rapporto molto intimo e viscerale tra la madre e il feto. Si può arrivare a dire, anche se con estrema cautela, che alcune caratteristiche astrali sono ereditarie, o meglio, che nell’oroscopo del figlio, anche se diverso da quello della madre, è possibile riscontrare una similitudine o delle sotto-similitudini proprio in virtù di questa trasmissione vibratorio-energetica, che può offuscare o ritardare lo sviluppo di quegli aspetti della personalità essenziali del soggetto. È come se ci volesse del tempo per pulire i propri pianeti dalle vibrazioni indotte dalla madre nella gestazione, tendenti ad inglobare il feto nel suo alone energetico. Per non parlare della prima fase di vita in cui il bambino viene a respirare l’atmosfera primaria della famiglia di origine.
Un interessantissimo metodo yoga indiano offre un’analisi molto attenta dei chakras (in sanscrito “vortice o ruota”) e del loro stretto legame con i pianeti. È riscontrabile una strabiliante connessione tra oroscopo di nascita, aspetti planetari e riscontri più o meno favorevoli sul rispettivo chakra, da vedersi come una sorta di centralina energetica.
E non a caso, all’interno della stessa famiglia, si nota la lesione di uno stesso pianeta, anche se vissuta e palesata in modo diverso, e il rispettivo blocco al chakra corrispondente. Se yoga significa “unione” dell’individuo con il tutto, non c’è da stupirsi che il contatto intimo del feto con la madre nella gestazione e il successivo periodo della prima infanzia possano avere una tale rilevanza.

 
 
 
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