venerdì 18 agosto 2017
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LE RUBRICHE DI ERIDANOSCHOOL - Astrologia e dintorni a cura di Lidia Fassio

RUBRICHE DI ASTROLOGIA

a cura di Laura Pieretti 
LA LEADERSHIP: VALORI GIOVIALI SCOPERTI GRAZIE ALLA CRISI ECONOMICA
 
La Leadership: valori Gioviali scoperti grazie alla crisi economica Recentemente mi sono però imbattuta in una serie di riflessioni che non ho potuto far a meno di collegare al vocabolario astrologico e che riguardano la Leadership nel mondo del lavoro...e non solo. La vera Leadership viene senza dubbio associata a Giove e al suo simbolismo legato all’energia e alla capacità di dare direzione, ma spesso si vedono aspetti della leadership in altri pianeti come per esempio: in Plutone, cioè nella forte spinta al comando, nell’ambizione, o nel Sole come visibilità e punto di riferimento o in Saturno come autorità.
In realtà ritengo che questi indicati non siano aspetti della Leadership, ma denotino solo forme diverse di “guida”, mentre ritengo che la vera Leadership positiva sia qualcosa di esclusivamente Gioviale. Perché?
Perché un vero Leader si distingue per tre capacità fondamentali:
1. Creare fiducia
2. Costruire e diffondere una visione
3. Lavorare sulle motivazioni.
Queste tre azioni creano il “coinvolgimento” delle persone all’interno di un gruppo, elemento fondamentale e necessario per costruire basi solide per il successo nel lungo periodo, ma anche perché solo se ogni singolo elemento è “coinvolto”, il gruppo può affontare creativamente i momenti di cambiamento e raggiungere qualsiasi obiettivo comune.
Il “coinvolgimento” però non può essere unicamente di natura razionale, come è stato fino ad oggi e continua ad essere per molte Aziende e nella Società in genere, perché le motivazioni di vantaggio economico sono di breve periodo e si esauriscono non appena il vantaggio è stato raggiunto. Inoltre in quest’ottica, l’attuale crisi economica può darci un aiuto fondamentale, perché le difficoltà economiche e la scarsità di risorse stanno diventando fattori determinanti che pongono inevitabilmente ed insesorabilmente l’accento su un quesito: Come si può fare per avere il massimo con il minimo?
Senza dubbio non c’è ancora una “visione” evoluta e la spinta al cambiamento non viene quindi dall’interno di ognuno di noi, ma molte Aziende stanno analizzando diversi fattori sui quali intervenire per favorire il recupero economico e uno di questi è la Leadership come elemento di coinvolgimento.
Una ricerca americana del Corporate Leadership Council del 2004, ha dimostrato che il “coinvolgimento” dipende principalmente da fattori emotivi più che razionali. Mi viene da dire: che scoperta!
Se guardiamo alle Aziende e ai loro dipendenti, fino ad oggi e forse ancora domani, guadagnare soldi era ed è la priorità e in secondo piano nel tempo sono state poste aspirazioni e bisogni personali. Questa dimanica, corretta da un punto di vista generale, ha creato all’interno delle Aziende veri e proprie “zombie” che lavorano con il cuore altrove e quindi ha impoverito il fattore “coinvolgimento”, oggi riscoperto come valore importante per raggiungere gli obiettivi aziendali. Secondo la ricerca americana sopracitata, i dipendenti “coinvolti” e che lavorano con passione nell Aziende sono solo il 29%, contro il 54% di quelli che lavorano ma non ci mettono energia, gli “zombie” e il 17% di quelli che hanno un impatto negativo sui risultati dei colleghi, i “distruttori”. Questo, secondo la ricerca, costa all’economia statunitense circa 300 miliardi di dollari all’anno di minore produttività.
Da qui e dalla necessità di trovare risorse, è tornato in auge il significato della Leadership e del coinvolgimento. Dalla difficoltà economica….meglio di niente!
Tornando al Leader, figura oggi a rischio di estinzione, questa può essere la chiave di svolta per riportare energia a questo sistema svuotato e impoverito, un sistema che non ha più un senso (se mai lo ha avuto), perché oggi l’accento è finalmente posto proprio sulla capacità del Leader di “gestire senso” e “agire in maniera simbolica”.
Il Leader infatti, non è il Capo in senso classico, ma è colui che si impegna a costruire il senso in quello che si fa a livello più ampio e a sviluppare il consenso. In poche parole fornisce la direzione e lo scopo e promuove attivamente i valori comuni, rispondendo alle domande: “cosa stà accadendo? chi siamo? dove andiamo? E cosa è importante per noi?” Ovviamente tutto questo in un’ottica lavorativa, perché in un’ottica personale solo noi stessi possiamo dare queste risposte.
Un buon Leader non è necessarimanete un buon Manager, ma è colui che costruisce una visione, ispira ed allinea le persone al raggiungimento dell’obiettivo, coinvolge, tira fuori il meglio dalle persone perché sa valorizzarle, è per primo un esempio, crea valore, considera i bisogni individuali, prende l’iniziativa, è ottimista e usa il pensiero laterale…..insomma GIOVE!
Come fa il Leader a coinvolgere le persone? Attraverso i tre elementi sopra accennati: FIDUCIA, VISIONE e MOTIVAZIONE.
CREARE FIDUCIA: astrologicamente la fiducia è associata a Giove, alla voce interiore che ci spinge sempre ad affrontare l’ingnoto, certi di poter contare sulle proprie capacità e possibilità; che ci spinge ad andare oltre il risultato verso nuove mete da portare avanti con entusiasmo e passione. E’ vero che la fiducia non si crea dal nulla e non viene dall’esterno, ma in un qualsiasi gruppo che viene guidato verso un’obiettivo è indispensabile che il Leader ne sia investito.
Ma cos’è la fiducia? Sul vocabolario è definita come: senso di sicurezza che viene da speranza o stima fondata su qualcuno o qualcosa. Ma un Leader può creare fiducia e quali sono le componenti che lo permettono?
Le componenti principali che formano la fiducia sono: la Credibilità, l’Affidabilità, l’Intimità e l’ Orientamento personale. La credibilità è associata al “credere” (Giove) in quello che il Leader dice; l’affidabilità è legata al “fidarmi” (Giove) che farà quello che dice; l’Intimità alle emozioni, terreno in cui Giove non è padrone, ma nel dire e parlare (“confidare”) al Leader le proprie emozioni io ce lo vedo, perché è comunque legato alla fiducia che ripongo nell’altro e che mi permette l’apertura emotiva e infine l’orientamento personale è legato alle motivazioni e qui alla dialettica Giove-Plutone cioè la capacità di dare una direzione più elevata, cioè al sono “sicura” che non cercherà di approfittarsi.
Insomma Giove la fa da padrone: nel momento in cui siamo “sicuri” usiamo Giove nell’accezione Toro, ci sentiamo radicati; nel momento in cui “crediamo” usiamo Giove nella sua accezione sagittariana e quindi ci sentiamo spinti verso una meta ed infine nel momento in cui ci “affidiamo” e apriamo le nostre “emozioni” usiamo Giove nell’accezione pescina, quella legata a Nettuno che ci porta ad una dimensione più trascendente della relazione, non c’è più divisione e nel gruppo ci sentiamo tutti collegati.
Il secondo elemento è COSTRUIRE E DIFFONDERE LA VISIONE. La visione è qualcosa che ha la capacità di ispirarci, è un valore elevato al quale tendere, è la componente del futuro che che ci spinge e che ci aiuta a superare gli ostacoli. E’ lo scopo più ampio che da un significato agli sforzi che ognuno di noi fa per raggiungere la meta. Anche qui Giove diventa simbolicamente il principio fondamentale: è Giove che ci da la direzione in cui dobbiamo muoverci, che ci spinge ad una visione più ampia, non solo più lontana ma più grande delle cose, che ci fa mettere in viaggio. Non è la meta, non è l’obiettivo, ma è quello che ci spinge a raggiungerlo, che ci spinge al futuro, è l’aspirazione.
Per spiegare meglio questo concetto riprendo la famosa storiella del viandante che arriva in una cittadina dove si stà costruendo una cattedrale. Il viandante chiede al primo lavoratore che incontra cosa stia facendo e questi risponde un po infastidito: “Non vedi che sto tagliando le pietre?”; il viandante si avvicina ad un secondo lavoratore ponendo la stessa domanda, e questi gli risponde con un certo orgoglio: “Sto costrunedo un grande muro”. Il viandante vede poi un terzo lavoratore e gli chiede cosa stia facendo, questi si volta verso di lui con una faccia illuminata dalla gioia e risponde “Sto costruendo la Casa del Signore”.
Questa storia riassume perfettamente il senso della visione “Gioviale”, della visione più ampia e quello che rappresenta nella crescita personale e collettiva. Il Leader non è altro che colui che “inventa” una storia capace di ispirare e coinvolgere gli individui, così da farli sentire parte di un processo più grande, che li porta verso valori più elevati.
Ultima componente è LAVORARE SULLA MOTIVAZIONE. La motivazione è l’energia che alimenta i comportamenti e le azioni di ogni individuo, li dirige e li orienta al raggiungimento di una finalità. La motivazione è quella che spinge a partire per soddisfare i propri bisogni personali. La motivazione è qualcosa che viene da dentro, non può essere creata dall’esterno ma è collegata al mondo interiore. E’ un processo soggettivo nel quale l’individuo agisce per soddisfare i propri bisogni, cioè è spinto a raggiungere gli obiettivi e a mettere a disposizione energie e qualità per conseguirli.
Il Leader non può creare motivazione, ma può dirigirla. Ha infatti la funzione di canalizzare le energie cercando di allineare bisogni individuali a quelli dell’organizzazione e quindi collettivi. Per farlo deve innanzi tutto individuare quali sono le motivazioni personali e quali sono i bisogni che il singolo soddisfa attraverso il lavoro. Anche in questo ci leggo Giove e il suo simbolismo, perché nella 9° casa lasciamo le motivazioni personali dell’8° e ci iniziamo ad aprire al collettivo, facciamo l’esercizio di guardare l’altro ed integrare “il suo con il mio”.
Come abbiamo visto le motivazioni di tipo razionale, cioè quelle legate al vantaggio economico hanno vita breve, proprio perché non essendo infinita la possibilità di motivazione economica all’interno di un organizzazione, presto ciò che era motivante può diventare un freno. Per questo si dovrebbe puntare sulle motivazioni emotive, avere una visione di quelle collettive e cercare di soddifare entrambe per far si che la collettività possa prendere linfa dall’individuo e viceversa. Altrimenti il processo diventa inverso e invece di crescere, la collettività si esaurisce a discapito dell’individuo che prima o poi esaurirà le risorse a sua disposizione invece di alimentale.
Insomma il lavoratore deve tratte vantaggio all’interno del meccanismo lavorativo e questo non può essere solo economico, ma questo vantaggio deve essere identificato e deve rientrare all’interno di un processo motivazionale che rende più creativa l’intera organizzazione.
Per concludere lo Zodiaco ci insegna che prima di arrivare ad una visione evoluta del gruppo, quello da 11° casa per intenderci, cioè quello autogestito dove tutti contribuiscono al raggiungimento degli obiettivi comuni prendosi le proprie responsabilità, le aziende dovrebbero riscoprire l’individuo, permetterne l’espressione genuina e valorizzare la funzione del Leader non come “incantatore di serpenti” ma come fonte di ispirazione comune e supporto alla realizzazione personale e collettiva.
Per arrivare a questo, il gruppo da 6° casa, cioè ognuno è un pezzettino dell’insieme, deve passare attraverso la spinta di un Leader (casa 9°) che convoglia le energie di tutti verso una visione più ampia e forse domani ognuno potrà fare la sua parte con piena responsabilità.
Se le Aziende iniziano a guardare ed incentivare la Leadership positiva come valore per raggiungere gli obiettivi, forse abbiamo una piccolissima speranza che qualcosa nel mondo del lavoro possa cambiare a costo 0! “Grazie” crisi economica.

 
 
 
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