mercoledì 26 aprile 2017
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LE RUBRICHE DI ERIDANOSCHOOL - Astrologia e dintorni a cura di Lidia Fassio

RUBRICHE DI ASTROLOGIA

a cura di Pio Delguercio 
L'EREMITA E IL VENTISETTESIMO ANNO
 
L'eremita e il ventisettesimo anno Seguendo un percorso ideale, a questo punto della vita, abbiamo finito gli studi, il chè presuppone che sappiamo cosa fare da grandi. Finisce un periodo, che a dispetto dei conflitti inevitabili delle varie fasi che lo hanno preceduto, possiamo considerare spensierato anche se spessissimo questa considerazione la facciamo molti anni dopo. Ci si immerge, o almeno ci si prova, nel mondo del lavoro; la meta dei 30 è pericolosamente vicina e si cerca una realizzazione; si ha voglia di vera indipendenza e questa non sembra possibile se non guadagniamo e se non ci realizziamo materialmente e possibilmente con la professione che abbiamo scelto perchè ci piace. A chè ciò avvenga ci vogliono anni soprattutto se si pensa che in questo progetto entrerà anche la voglia di avere una famiglia e condivedere il percorso con la persona scelta e, magari, con un figlio. Certo è solo idealmente che ciò avviene ma sappiamo sin troppo bene che quasi mai è così. Gli innumerevoli ostacoli che ci vengono posti e che ci poniamo accelerano o ritardano questa fase con gli inevitabili disagi che ne conseguono.
Come ogni mattina, appena mi sveglio accendo la tv per sapere come va il mondo; così, in attesa che si faccia l’alba sento le notizie e questa mattina, purtroppo, ho sentito della morte della star della musica Amy Winehause”. Questa morte è stata messa in relazione a quella di Jim Morrison, Jimi Hendrix, Janis Joplin, Kurt Cobain e Brian Jones dei Rolling Stones, e non tanto per la tragicità di questo evento non dovuto a cause naturali ma più che altro per l'età che li accomuna: tutti sono morti a 27 anni ribattezzati per la tragica circostanza con l’aggettivo“ maledetti”.

Interessandomi da sempre di tarocchi è stato quasi automatico cercare un parallelo con questo strumento. La prima cosa che ho fatto è stata quella di cercare la lama corrispondente al 27 sommando i numeri 2 + 7 che danno 9 ovvero L'EREMITA. E’ una strana coincidenza che sicuramente non ha la presunzione di essere una rivelazione ma che può essere interessante per fare un' utile riflessione.

In questo arcano vediamo quell'affascinante viaggio interiore, che a mio avviso, mai smettiamo di fare e che mai vedrà una meta definitiva ma che, sicuramente, in alcuni momenti della vita è più utile ed intensa che non in altri e la soglia che, idealmente rappresenta l'avvicinarsi dei 30 anni che, nella vita ha un particolare valore dato che coincide anche con la fine del primo ciclo del Saturno astrologico.
Si tratta di un particolare momento della vita in cui dobbiamo fare i conti con l'esterno, ma per riuscirci al meglio dobbiamo conoscere bene noi stessi in modo da fare le mosse giuste visto che la posta in gioco è molto alta e riguarda la nostra autonomia, o quanto meno l’ importanza che diamo ad essa. Alcuni giovani si trovano a questo punto con la sensazione di essere arrivati mentre, la stragrande maggioranza, si sentirà ancora ingabbiata in grandi difficoltà a partire.
Successo, notorietà edenaro sono i miraggi a cui tutti aspirano anche se, come si sa, saranno pochi quelli che giungono a realizzare tutto ciò. Non è assurdo credereche a questo punto della vita ci siano crisi di onnipotenza giacchè la nostra parte “divina” ci spinge a credere e a non mettersi in discussione: del resto Dio è perfetto per cui gli errori sono solo esterni ma, invece, è proprio in questo momento che la carta dell’EREMITA spinge ad affrontare quel viaggio e mette di fronte ai limiti personali.
In effetti i personaggi che abbiamo citato sembrano non aver lavorato sui loro limiti ma averli sfidati alla grande, forse con l’illusione di poterli superare facilmente senza tenere in conto che il corpo – che divino non è – è lì a ricordarci che, laddove non venga rispettato, può anche cedere sotto la pressione di droghe, alcool e abusi di ogni tipo.

Certo, la condizione di divinità non può accettare un limite e per quanto la parte sottile di cui siamo fatti senta di poter sfidare l'impossibile dovrà comunque fare i conti con quella materiale che di limiti ne ha e tanti anche se nella prima fase della vita è difficile rendersi conto ma per chi ha passato da tanti anni quel periodo, vi è la certezza che prima o poi il conto arriva e tanto più salato sarà quanto maggiormente ne avremo abusato.
L’età della giovinezza è quella in cui si chiede di tutto al corpo giacchè sembra impossibile che possa non reggere e lasciare a piedi. Di solito ce la si fa e, in effetti si esagera proprio come vuole la vita che sembra non accontentarsi di nulla e, di conseguenza, spinge ad andare avanti senza alcuna flessione.
E’ però altrettanto vero che la vita raramente lascia immuni dal fallimento per cui, molti finita questa fase rientrano, scoprono che non sono immortali e cominciano a fare i conti con le fragilità e i limiti.
Per fortuna, dopo i 27 anni sono pochi quelli che continuano a sentirsi delle vere e proprie divinità.. quasi tutti rientrano nella materialità e imparano a disciplinare meglio le energie e a lavorare sui punti che si sentono non sufficientemente strutturati. Saturno chiama e, quasi tutti, rispondono nel modo giusto seppur con qualche inevitabile delusione.
Forse, questi personaggi hanno sperimentato da un lato quasi un’eccessiva generosità da parte della vita che ha regalato successo, denaro, popolarità senza aver “forse” concesso il tempo per formarsi la necessaria struttura quella che la parte luminosa dell’EREMITA invita a creare senza mai fuggire dal corpo, cosa troppo complessa per poter passare indenne al lato ombra.

Gli esseri umani hanno un corpo materiale ma hanno anche i “corpi sottili” che, guarda caso, sono quelli che vengono seriamente compromessi quando si abusa di sostanze, fino al punto da permettere il crollo fisico. Certo, di fronte a queste persone è complicato pensare che esse siano state “sfortunate” perchè non è concesso agli Dei di essere “sofferenti” per cui tutti vedono questi soggetti come fortunati e, di conseguenza, felici, dati i vantaggi che sperimentano. Eppure, in genere, proprio gli artisti che sono più vicini alla divinità, sperimentano gravi difficoltà con la loro organizzazione interna: forse, nell’essere così facilmente catapultati sulla breccia, dimenticano che questi sono proprio gli anni in cui il lavoro più duro deve essere fatto, soprattutto per uscire da tutte le forme di dipendenza: il mondo prova invidia e ammirazione contemporaneamente credendo che stiano vivendo solamente i vantaggi.. e, forse è proprio per questo, che, in un delirio di velocità e di straordinarietà.. dimenticano che anch’essi, proprio perchè impossibilitati a fermarsi e a lavorare sulla fragilità, sono quelli che rischiano di più.
Così facendo però si rende inutile la sofferenza che, invece, è presente in questo periodo perchè ci dà l’opportunità di comprendere cosa è rimasto immaturo e fragile per poi potersi lavorare su.


La vita o meglio, la misteriosa e saggia energia che la regola, ci pone di fronti a questi esempi per darci l’occasione di capire che l'unica vera fortuna che ci permette di vivere al meglio la troveremo sempre solo e soltanto in noi e, soprattutto, lavorando sui retaggi che portiamo dietro dall’infanzia.
Non c'è fama, ricchezza, notorietà o successo materiale che possano colmare il vuoto della non conoscenza di se stessi perchè in questa conoscenza ci sono i nostri limiti, la nostra morale e la nostra capacità di affrontare ciò che è nelle nostre corde lasciando da parte ciò che non ci appartiene.
In fondo l'infelicità è figlia delle aspettative mancate e se queste sono riposte nel “personale impossibile” altrettanto impossibile sarà la serenità. Bruciare le tappe è come costruire un palazzo trascurando le fondamenta e, forse, è quanto è accaduto a questi ragazzi caduti nel vortice del business delle cifre enormi, che li sfrutta fingendo di premiarli e lasciando che si distruggano approfittando al massimo per trarre profitti come vere e proprie macchine per far soldi.

Non rendiamo inutile questa sofferenza, facciamo buon uso dell'enorme, unico vero regalo che queste esperienze ci lasciano riflettendo non tanto sul fatto che l’età che va dai 27 ai 30 anni è quella in cui siamo chiamati a verificare la solidità della struttura interiore quali che siano i risultati esteriori. Solo così saremo in grado di vivere al meglio il lato luminoso dell'Eremita.
Questi ragazzi, apparentemente aggressivi-trasgressivi, forse sono invece altrettanto indifesi ed impauriti e, quindi, facili prede del lato oscuro di questa lama, fatto di solitudine anche se hanno cavalcato il vortice della moltitudine armati solo di una sensibilità fuori del comune che li ha resi incredibilmente vulnerabili.
Se utilizziamo la loro sofferenza come un prezioso regalo sapremo onorare l’esperienza per farne il miglior uso possibile.


 
 
 
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