martedì 26 settembre 2017
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LE RUBRICHE DI ERIDANOSCHOOL - Astrologia e dintorni a cura di Lidia Fassio

RUBRICHE DI ASTROLOGIA

a cura di Francesca Piombo 
POSEIDONE IL RE DEI MARI
 
Poseidone il re dei mari
“Scotitor della terra e del mare irrequieto
ti assegnano un duplice onore gli dei:
domare i cavalli e salvare le navi.
Salute Poseidone, re della terra:
o beato, assisti con animo amico i nocchieri”
(Omero “Inno a Poseidone”)


Secondo la psicologia mitica junghiana, l’archetipo “Poseidone” è un modello psicologico complesso, collegato ad una tipologia d’individuo dal mondo emotivo molto intenso, perché tirato contemporaneamente tra il bisogno di farne esperienza ed il timore di esserne travolto.

E’ un archetipo che infonde stati d’animo potenti, spesso estremi, perché colorati dalla soggettività, dall’irruenza ed incapacità di attendere, dal bisogno non riconosciuto di esercitare potere sugl’altri e dalla difficoltà ad elaborare la perdita e la sconfitta. Ricordiamo infatti che Poseidone amava sfidare sistematicamente gli altri dei per il possesso dei loro territori, ma perdeva le sfide, dopo di che dava libero sfogo a tutta la sua rabbia.

E’ quindi un archetipo che spinge l’individuo all’ostinazione, al credere che nulla e nessuno possano interferire con i propri obiettivi, che vengono considerati perfetti, esponendosi così al crollo degli stessi, quando la vita ne testa la bontà e la sostanza.

D’altra parte i regni su cui dominava Poseidone non erano solo le acque del mare, ma anche le terre, tanto da essere definito “scotitor di terre”, proprio per mettere l’accento sulla natura impetuosa e travolgente del dio, in grado non solo di rappresentare il mare quand’è in burrasca, ma anche i terremoti, le scosse che distruggono e sconvolgono il pianeta. Il dio è quindi collegato ad un archetipo preciso che identifica un individuo dalla grande sensibilità, ma anche da un’emotività aggressiva e violenta, che viene negata per il terrore che possa salire improvvisa da sotto ed inondare la coscienza, sommergendo - come le onde del mare - la sfera della razionalità.

L’acqua ed il mare vengono collegati dalla psicologia junghiana proprio al regno delle emozioni, così mutevoli ed improvvise nei loro cambiamenti ed in LOST è il mare che fa da sfondo alle scene sull’Isola, l’oceano dagli umori potenti e discontinui: in un attimo può passare dalla calma piatta ed infondere pace e tranquillità in chi l’osserva ed improvvisamente farsi minaccioso e distruttivo, terribile e letale per chi ne solca le onde.
Un aspetto del dio meno noto è collegato anche alle acque del sottosuolo, dove terra ed acqua si uniscono come simbolo di un’emotività che rimane invisibile, anche se potente e trattenuta.

Ed è per questo che spesso la vita spinge l’individuo “Poseidone”, sia uomo che donna, ad incontrarsi con l’intera gamma delle sue emozioni, comprese quelle più negative che lui tende a reprimere, fin quando capirà che è impossibile controllarle attraverso l’uso della ragione, ma le padroneggerà e le dominerà, perché ha smesso di averne paura.

Un bellissimo esempio del percorso di conoscenza di se stessi e dell’intera gamma delle proprie emozioni lo troviamo nel film del taiwanese Ang Lee “Vita di Pi” (2012), basato sul romanzo di Yann Martel e vincitore di 4 Premi Oscar nel 2013.

La spinta religiosa del protagonista, scaraventato da un evento improvviso a scoprire le profondità della sua anima, tirata tra la dolcezza e la negatività di alcune emozioni, il suo drammatico incontro col mare che gli farà da specchio per la messa a fuoco della sua natura essenziale, spalancando la porta dell’inconscio, la presa di coscienza della necessità di affrontare “la bestia interna”, di cui l’amica tigre è una splendida rappresentazione e quindi la consapevolezza di doverla nutrire ed accarezzare come unico modo per poterla domare, ma soprattutto il riconoscimento della necessità di doversi affidare alla vita, per superare le prove insormontabili che presenta, fanno dello straordinario viaggio di Pi un viaggio dell’anima, un esempio calzante del “percorso d’individuazione” junghiano, in cui è necessario rinunciare al falso Sé, per conquistare l’unica meta possibile, quella più ambita: la propria Verità.

Scrive Gianrico Carofiglio nel suo “Il silenzio dell’onda”: “E quando sei su certe onde, montagne d’acqua, vere montagne, non ti importa di nulla. Vuoi solo scoprire di che pasta sei fatto. Non ti importa di niente a parte essere lì sopra. E c'è un armonia perfetta, in quei secondi che sei lì in equilibrio fra il mare e il cielo, quasi fermo mentre scivoli velocissimo tra l'acqua e l'aria, e il fragore. Passi nel mezzo dell'onda, nel punto esatto, equidistante tra questi opposti”.

Il “punto esatto, equidistante tra questi opposti” di cui parla l’Autore, è l’ “in der mitte” junghiano, il “bardo” tibetano, il “metaxu” greco, una dimensione animica che – proprio perché al centro – può permettere alla mente di ricomporre gli opposti in una forma nuova, perché è solo nel centro che può avvenire l’integrazione.

Grazie a questo stadio di nuova consapevolezza, l’uomo Poseidone impedirà all’archetipo di assumere potere su di lui, gli impedirà di renderlo cinico, rubandogli l’umanità, la tenerezza, la delicatezza e quella capacità di partecipazione empatica con gli altri, che è la più bella qualità di quest’archetipo divino.
Infatti, il dio è anche ricordato per la sua tranquilla maestosità, quando col suo carro solcava il mare placando le onde, quando sedava gli uragani ed i venti contrari ed accompagnava dolcemente il viaggio dei naviganti, cullandoli con le sue onde.

Il mare diventa così maestro iniziatore, scuola di conoscenza, voce dei propri tumulti interiori, che possono essere accolti, rispettati e non giudicati.
Il mare si fa cura e guarigione.

Mettere insieme la capacità di attraversare come un sommozzatore la profondità emotive ed i loro struggimenti e nello stesso istante immergersi nella piena dei sentimenti rimanendo presente a se stesso, è la sfida potente che propone quest’archetipo, il più difficile per l’Io civilizzato, ma anche il più ricco per onorare il valore e la ricchezza dell’intera sfera emotiva.

Scrive il commediografo e sceneggiatore americano Sam Shepard: “Da qualche parte c’è un mito che parla del lupo e della pecora. La vita consiste nel cercare di farli convivere assieme, nel cercare di trovare un equilibrio tra queste due parti, perché l’una cerca sempre di divorare l’altra. […] La difficoltà sta nel cercare di accettare che questa è la condizione in cui si vive: la presenza di due parti che si scontrano e la minaccia che l’una abbia il sopravvento sull’altra”.

John Locke, oltre a simboleggiare l’archetipo “Zeus”, potrebbe a buon diritto aver espresso anche l’archetipo del dio del mare, che identifica in lui una persona profondamente emotiva, vulnerabile e molto sensibile che, dopo la duplice offesa paterna subita e soprattutto dopo aver perso l’unico amore della sua vita, si era fatta rabbiosa e risentita, totalmente incapace di ricomporre e sanare la sofferenza prodotta da quella ferita. Lo scontro che lui avrà con Ben Linus sull’Isola, soprattutto nella IVa Stagione, quando si adopererà assieme a Jack a ridurre Linus in uno stato di sottomissione, lo vedrà spesso ricadere nelle dinamiche di rabbia che aveva provato nei confronti del padre, fin quando lui diventerà consapevole del suo Spirito interiore, capace di guidare e sostenere i Losties attraverso la fede.

E’ per questo motivo che in Johnathan Locke il passaggio psicologico dall’ “Uomo di fede” all’archetipo junghiano dello “Spirito” e del “Vecchio Saggio” diventa quasi automatico”.

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Dopo aver trattato in precedenti pubblicazioni la nota Serie televisiva americana, Francesca Piombo ne riprende in mano lo studio dal punto di vista simbolico, inserendo immagini, il profilo di altri personaggi fondamentali e nuove tematiche archetipiche e mitiche, che fanno di LOST un prodotto universale.

Con Lulu, l’autrice ha anche pubblicato “L’Alchimia Astrologica”, sulle analogie tra Alchimia, Astrologia Umanistica e Mito e “Arianna e le Altre”, su alcuni archetipi femminili, attinti dalla Storia e dal Mito.


(Tratto dal libro “Mitologia di LOST”, profilo di “Jonhathan Locke”, Lulu.com 2015)
http://www.lulu.com/shop/francesca-piombo/mitologia-di-lost/paperback/product-22237404.html


 
 
 
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