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LE RUBRICHE DI ERIDANOSCHOOL - Astrologia e dintorni a cura di Lidia Fassio

RUBRICHE DI ASTROLOGIA

a cura di Lidia Fassio 
GENITORI ASSENTI E RAGAZZI IN DIFFICOLTÀ
 
Genitori assenti  e ragazzi in difficoltà Fa riflettere un’indagine pubblicata in questi giorni dalla Società Italiana di Pediatria nella quale si prende atto che i nostri ragazzi sono sempre più soli e che, per non sentirsi emarginati, si travestono da aduli, tenendo comportamenti “limite” che li fanno sentire forti ed adeguati al gruppo.

L’intervista è stata fatta su un campione di 1250 giovani in età dai 12 ai 14 anni, nel pieno della pubertà: piccoli ragazzi truccati da adulti, almeno nei vestiti e negli atteggiamenti, e ragazzine che sembrano delle perfette lolite ricalcanti i modelli che vanno per la maggiore da noi: calciatori e veline.

La cosa che più colpisce in questa inchiesta è ciò che riferiscono a proposito di comportamenti: sessualità, consumo di droghe e di alcool sono esattamente quelli di un adulto ma, considerando che hanno appena lasciato l’infanzia, il quadro non è di certo roseo.
Sono ragazzi che vorrebbero essere più grandi di quello che sono e, per questo, si atteggiano, si vestono e si truccano in modo da sembrare molto più adulti.

Certo, a leggere i risultati di questa indagine ci si domanda cosa ne è dei nostri figli e, soprattutto, cosa ne è delle famiglie: se consideriamo che quasi tutti gli intervistati hanno affermato che non è dalla famiglia che imparano, che si sentono supportati e che prendono i modelli, viene da chiedersi se non stiamo realmente perdendo la testa e se, nella tanto sbandierata ricerca di noi stessi, della nostra individualità e libertà, non si nascondano invece grandi egoismi, immaturità e incapacità assoluta di fornire supporto e affettività che sono gli ingredienti base di cui hanno bisogno i figli per crescere.

Forse tutto quello che è stato considerato superfluo e che abbiamo mandato al macero, sta cominciando a far sentire il suo urlo! “Valori, affetti, modelli, responsabilità, impegno, morale e regole” sono “parole” che negli ultimi 20 anni risuonano come qualcosa di “stantio e di superato”… tuttavia, grattando il fondo del barile, ci rendiamo conto che non è rimasto nulla, neppure il fondo.

I fatti degli ultimi giorni a proposito del bullismo ci invitano a riflettere e a correre ai ripari: in tutti i casi, i genitori erano completamente ignari dei comportamenti o dei disagi dei loro figli. Vien da chiedersi però se non ci sia “troppa distrazione.. se non addirittura disinteresse o indifferenza” verso questi ragazzi che, a soli 14-15 godono di una totale libertà senza dover minimamente rendere conto sulle loro frequentazioni, sui comportamenti che tengono all’esterno e senza neppure essere osservati al loro rientro e nella quotidianità.
Spesso mi sono domandata cosa fanno i genitori quando vedono i loro figli adolescenti rientrare da una serata in discoteca dopo aver troppo bevuto o troppo fumato? Mi sono chiesta se li vedono, oppure se i figli rientrano senza neppure essere osservati? Dove è finito il “controllo” che dovrebbero fare i genitori? Dove è l’autorità?
Il controllo non ha solo un lato negativo, ha anche quello positivo di prevenire e di testare la maturità dei ragazzi.. infatti, senza controllo non si può giungere allo stato di adulto. Lo stesso possiamo dire dell’autorità.. che non è qualcosa che deve vessare.. ma qualcosa che aiuta a crescere, sostenendo e mettendo i limiti dove devono essere messi.
Ci sono ragazzi che “urlano forte” senza essere sentiti: spesso chiedono aiuto e chiedono regole proprio con i loro atteggiamenti provocatori ma, il più delle volte, tutto cade nel nulla poiché i genitori sottovalutano, non vogliono vedere e bollano per “ragazzate” comportamenti che, invece, dovrebbero essere presi in serissima considerazione.
Si parla con loro, li si accompagna nella fase più difficile della loro vita? Si ha la percezione di cosa stanno effettivamente vivendo?

Evidentemente no. L’inchiesta di cui si sta parlando sostiene che l’87% degli intervistati dice di sentirsi solo e triste e di essere depresso ed alineato: anche questo è un segno ben riscontrabile nell’aumento del consumo di sigarette, di alcool e del bullismo.

I genitori hanno paura di fare il loro ruolo: non sanno dire più di no..non riescono a sostenere le ribellioni, non mettono regole e non sono neppure in grado di fornire modelli positivi a cui i figli possano ispirarsi e così, gli unici modelli che vengono presi a prestito sono quelli televisivi; considerando che siamo nella fase di massima espressione della “tv spazzatura”, non possiamo che pensare al disastro.

Da un punto di vista astrologico ho accennato ieri che questa generazioni di ragazzini è figlia degli anni ’90, anni in cui c’erano configurazioni sicuramente pesanti e difficili il che avrebbe richiesto una generazione di genitori all’altezza della situazione.
Plutone era in Scorpione.. e i due pianeti lenti erano in Capricorno (nel 90 c’era anche Saturno) a testimoniare contenuti densi di aggressività, durezza, forza, sessualità e potere che devono essere canalizzati perché, lasciati allo sbaraglio, possono ingenerare distruttività a vari livelli, sia personale che verso gli altri.
I tre pianeti in Capricorno hanno segnato per tanti anni il Cancro e la Bilancia.. penalizzando e negando i simboli di questi e segni: infanzia, rapporti con la famiglia, empatia, protezione e supporto per quanto riguarda il Cancro; etica, riconoscimento degli altri, cooperazione e solidarietà.. per quanto concerne i valori Bilancia. Così, oggi ci troviamo di fronte a ragazzini completamente allo sbando.. in grado di dissimulare qualsiasi cosa con di fronte una generazione di genitori assolutamente impreparata in quanto assente, disimpegnata sul piano delle relazioni, che scambia libertà con anarchia e permissivismo, che svende il ruolo genitoriale con quello più facile dell’amico del cuore e che, in ultimo, preferisce pensare che sia normale per i fifli esagerare un po’ … perché in fondo, l’hanno fatto tutti.

Tra questi genitori possiamo annoverare anche quelli che comprano macchine da corsa capaci di fare i 300 all’ora a figli che hanno appena peso la patente, per poi piangerli tutta la vita quando si sono schiantati a 180 all’ora in curva perché non hanno saputo “controllare” la macchina.

Forse è tempo che ognuno si riprenda le sue responsabilità e che genitori, famiglie, scuola ritornino a fare il loro ruolo di educatori veri, in grado di essere amorevoli ma anche di limitare e di contenere, evitando i deliri demenziali di questi ultimi 20 anni.. incentrati sul mito che i giovani devono essere totalmente liberi; che i genitori devono essere a tutti i costi amici dei figli, e che la scuola debba essere un luogo in cui tutto è permesso.
La libertà è qualcosa che si costruisce e che si conquista nel tempo e non deve essere data gratuitamente; è il frutto di amore, di valori e di scelte.. per arrivare alle quali ci vuole impegno da parte di tutti, giovani, genitori e società.. nessuno escluso.

Il grande Bob Dylan diceva che “la libertà è il lusso che si può concedere solo la disciplina”.

Forse la lunga sosta di Plutone in Sagittario ha letteralmente distrutto per poi ricostruire i simboli dei segni dei Gemelli, della Vergine e dei Pesci.
Tra questi c’è proprio il mito della libertà (Pesci) che deve però passare inevitabilmente attraverso regole e disciplina (Vergine). Il più colpito è stato sicuramente il segno dei Gemelli che simboleggia proprio l’età che va dalla pubertà all’adolescenza, in cui vi è spensieratezza, apprendimento, gioco, divertimento che, almeno al momento, sembrano aver lasciato il posto a trasgressione, apatia, noia e autodistruzione.

Tra l’altro, l’opposizione tra Sagittario e Gemelli ha mandato al macero il buon senso sul piano della comunicazione e del’informazione. Oggi, a livello televisivo tutto è lecito, anzi..il peggio viene addirittura ricercato in quanto fa “share”. Anche qui manca clamorosamente Saturno… il grande vecchio in grado di scandire la maturazione dei tempi e di far vivere quindi ad ogni età il suo ruolo, ma in grado anche di mettere degli “stop” quando non è più il caso di continuare in un certo modo.

 
 
 
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