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LE RUBRICHE DI ERIDANOSCHOOL - Astrologia e dintorni a cura di Lidia Fassio

RUBRICHE DI ASTROLOGIA

a cura di Lidia Fassio 
LA NASCITA DELL'IDENDITÀ IN ASTROPSICOLOGIA
 
La nascita dell'idendità in astropsicologia
La vita è relazione: noi esistiamo perché qualcuno ci ha immaginato e desiderato all’interno di una relazione d’amore che voleva dare frutti; si forma nell’utero attraverso fusione totale con la madre; continua dopo la nascita perché qualcuno si prende amorevolmente cura di noi, ci nutre, ci sostiene e ci accudisce insegnandoci così i primi rudimenti di ciò che chiameremo un giorno “amore” e successivamente “relazione”, un luogo dell’anima in cui saremo pensati e legati ad altre persone da fili sottili ed invisibili quanto potenti.

Non vi è modo di vivere senza essere in “relazione” con qualcuno e senza un forte legame che, dentro di noi, ci spinga a creare le basi per ricercare nuovamente l’unità che è espressione stessa della vita.
Anche la nostra identità in fondo non può prescindere da essa poiché è esponente della relazione interna tra Luna e Sole e si va strutturando appoggiandosi alle personali immagini che vengono evocate contemporaneamente sia dai nostri archetipi profondi sia dai modelli che vediamo agire all’esterno su cui proiettiamo le nostre aspettative e i nostri sogni.
I genitori sono ovviamente i rappresentanti esterni dei due archetipi di “femminile e maschile” che ci guidano nel formarci gli imprinting e i pattern che serviranno a riconoscere:

- il nostro mondo interiore che si paleserà con precisi bisogni che hanno il compito di indirizzarci verso il principio di “eros” che nutrirà e farà crescere il desiderio di andare verso l’altro, e tutto ciò che è diverso da noi nonché di metterci in relazione (Luna);

- contemporaneamente, ci spingerà a scoprire via via il desiderio di affrancarci dal mondo collettivo e familiare attivando continui processi di differenziazione e separazione che saranno alimentati da immagini di libertà e di autorealizzazione (Sole);

- il tutto ci permetterà di trovare il significato del nostro viaggio sulla terra, scopo della vita che ci sarà quando le due istanze si uniranno.


Non possiamo dunque prescindere da questi due mondi che, per tanto tempo, pur essendo iscritti dentro di noi fin dal momento della nascita, sono proiettati all’esterno sulle due figure genitoriali.
Madre e padre sono quindi “modelli interiorizzati” formatisi in questa interazione magica tra le emanazioni degli archetipi e i nostri rappresentanti esterni. Senza genitori la vita sarebbe impossibile e stentata e la nostra identità non riuscirebbe a strutturarsi facendoci avvertire precarietà e senso di vuoto.

L’identità è un processo che dentro di noi avviene come un “continuum divenire” ; non vi sono fasi della vita in cui la nostra identità possa essere considerata “uguale a sé stessa o realizzata” poiché, momento dopo momento, essa si muove e cresce anche quando, apparentemente, ci sentiamo fermi e stagnanti o, magari, in “regressione”.
Il segreto del processo di identità consiste nel proiettare all’esterno le parti che il nostro Se’ ha deciso che debbano essere riconosciute ed integrate; così, il grande regista tesse le trame della nostra vita utilizzando la forza e l’energia di questi due archetipi fondamentali e ci consente di rappresentare dentro di noi la Terra e il Cielo separandoli ed unendoli in un gioco di alternanza continua fino a farci intuire che ciò che inizialmente è unito ci appare poi illusoriamente duplice e separato fino a quando la nostra capacità di trascendere la realtà supererà lo stato di immanenza congiungendosi e ri-congiungendoci alla totalità.

I due genitori sono dunque fondamentali; sono i pilastri della nostra vita psichica esattamente come i 46 cromosomi che ereditiamo sono indispensabili alla vita fisiologica. Nasciamo quindi dentro ad una unità che perdura a lungo – simbiosi – che è espressione dell’unità da cui prende vita la coscienza (Sole) che vorrà consegnarci alla vita come un’entità distinta che chiameremo “IO” che, in ogni caso, resterà in contatto con la totalità da cui riceverà, anche a lungo in forma inconsapevole, il suo nutrimento.

La Luna rappresenterà invece questo sottile contatto e lavorerà attraverso i bisogni più profondi informandoci attraverso il sottile mondo istintivo ed emozionale di ciò di cui abbiamo bisogno, aiutandoci a trovare dentro di noi il senso della vita nel legame con l’altra parte e nella relazione con il mondo.

In pratica, Sole e Luna sono l’espressione della polarità universale, di quel duplice movimento che chiamiamo “respiro” che ci ricorda che siamo inseriti in un sistema che ci richiede :

- di prendere le distanze dagli altri per affermare le nostre differenze (prima casa), ma contemporaneamente;

- di avvicinarci agli altri per trovare disponibilità, accettazione, amore e relazione (settima casa).

E’ sempre la Luna a ricordarci che abbiamo bisogno di appartenere e di dipendere (quarta casa) per raggiungere via via sempre maggior autonomia fino a trovare il nostro ruolo nel mondo (casa decima).
Così i quattro cardini dell’oroscopo rappresentano i pilastri fondamentali della nostra vita fisica e psichica.

Possiamo così dire che l’intero circuito vitale e psichico è rappresentato da una concatenazione precisa tra pulsioni e reazioni ambientali, il tutto finalizzato alla trasformazione dei processi fisici in psichici che consentiranno di dar vita alla sensazione di essere in contatto e in relazione.

Es.: La PULSIONE di fame di un bambino si traduce in un’AZIONE precisa come il PIANTO che serve a sollecitare la REAZIONE ambientale (madre che accorre e nutre), producendo però una TRASFORMAZIONE da uno stato fisico ad uno psicologico (cibo = nutrimento = amore, cure); sarà proprio questa trasformazione a creare nel neonato quel senso di non essere solo e di essere unito e in relazione con qualcuno di esterno a sé. Sarà proprio da queste prime esperienze che imparerà a sentire l’amore molto prima di poterlo individuare all’esterno e di nominarlo.

Queste prime esperienze formeranno la trama e l’ordito dell’enorme tensione che deve esistere tra sé stessi e il mondo, quella che determinerà il flusso e il respiro che viviamo sotto forma di polarità.

Nessuno di noi potrebbe svilupparsi senza una mano soccorrevole e accudente ed è dalla forza della prima relazione che la coscienza prende il coraggio di uscire dal caos della totalità per differenziarsi e via via prendere una forma unica e speciale in cui riconoscersi.
Da questo momento si metterà in moto una tensione precisa tra il bisogno di esprimere la nostra unicità e il desiderio di essere riconosciuti, di scambiare e relazionarci con gli altri in modo da vederci riflessi in uno specchio che ci consenta di formarci un’idea precisa di noi stessi per essere e divenire ciò che siamo potenzialmente.

Così inizia il formarsi della coscienza che può essere riassunto nel “conoscerci” e nel “ri-conoscerci” fino ad innamorarci di noi stessi e della nostra immagine (fase narcisistica – prima fase dell’amore); in questa fase ci si ferma sull’immagine riflessa dall’esterno perché la coscienza non è ancora “autoriflettente”; sarà però da questo primo innamoramento che l’Io si organizzerà e si disporrà al centro della psiche (identificandosi così pienamente con il Sole celeste che sta al centro del nostro sistema solare).
Si tratta di un passaggio magico in quanto riflette ogni volta ed in ogni singola creatura il passaggio che l’umanità intera ha fatto ai suoi primordi.

Sul piano evolutivo rappresenta il preciso momento in cui il bambino pronuncia per la prima volta la parola “Io” riferendosi a sé stesso, identificandosi con ciò che è; si tratta di una fase in cui è fortemente autocentrato e non potrebbe essere diversamente dato che ripete il passaggio più interessante della nostra storia quello chiamato “nascita della coscienza”, la meravigliosa storia che raccontano tutti i miti della creazione in cui, sempre si affronta il tema della separazione tra la terra e il cielo, oppure la cacciata dal paradiso terrestre o, in altri, da visione tra la notte e il giorno espressione della nostra dualità interna tra la parte terrena e quella spirituale: in ogni caso esprimono questo delicato ma potente passaggio universale che viene ripercorso individualmente da ogni singola psiche.

In questa fase l’Amore è prima di tutto “amore di sé e per sé” ed è necessario per porre le basi di ciò che verrà in seguito. Solo se questa fase sarà vissuta al meglio la coscienza troverà modo di emergere e di trovare spazio e luce percorrendo via via tutte le tappe necessarie a diventare quell’essenza “unica e speciale” ben riflesso nel glifo solare.

L’io tuttavia non potrebbe svilupparsi senza gli altri e senza quell’istanza che chiamiamo “amore” che nasce e si struttura dal fatto di essere in relazione. Così, per tutta la vita l’individualità continuerà ad avere bisogno della relazione con gli altri per riconoscersi, formarsi e svilupparsi, identificandosi e poi differenziandosi e tutto questo per sposare le somiglianze e affermare le differenze (asse prima settima – Marte Venere).

Saranno però proprio le prime relazioni a metterci in condizione di individuare le emozioni che saremo poi in grado di esprimere all’esterno così come sono i rapporti con gli altri a mantenerci in vita e ad eccitare la nostra creatività, indifferentemente dal fatto che siano positivi o negativi in quanto sono sempre gli “altri” a permetterci di arrivare a “noi”.

Così, l’apparente dualità Luna Sole ci ricorda che non ci potrà essere identità senza relazione e, ancor di più che non ci può essere coscienza se non vedendola inserita in un rapporto interessante e creativo con l’inconscio di cui la Luna si fa portavoce. Ed è così che l’espressione della dualità ci ricorda che in realtà, Sole e Luna sono le parti dell’ unità.






 
 
 
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