martedì 26 settembre 2017
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A SCUOLA DI ASTROLOGIA - I NODI LUNARI
 

Da dove arrivo dove sono diretto

Introduzione:

Il tema natale non è solo un insieme di caratteristiche che riguardano il carattere, è molto di più; dentro ad un tema natale vi è racchiuso un progetto, quello della nostra vita: un progetto che presume l’esistenza di un passato e di un futuro, di un qualcosa da cui noi deriviamo e in cui abbiamo già sviluppato molte delle nostre potenzialità ed una direzione che è quella che abbiamo di fronte e che dobbiamo conoscere per poter portare avanti.

Nessuno di noi nasce senza un bagaglio; le potenzialità che sono indicate nel tema natale possono essere considerate delle “tendenze” abbiamo acquisito nel passato e che influenzano la vita presente.

Non sempre questo passaggio risulta semplice: ci sono tratti del nostro passato che anziché servirci semplicemente come esperienza, possono in realtà trattenerci troppo; se questo accade significa che dobbiamo imparare a mediare tra ciò che conosciamo - che deve essere una ricchezza e non qualcosa che ci è di intralcio perché ne restiamo imbrigliati e vincolati – e ciò che invece dobbiamo imparare a sviluppare – che non può esclusivamente essere visto come un passaggio in salita e qualcosa che ci costerà una grande fatica.

In questo senso, il passato rappresenta le capacità e le competenze che abbiamo già messo nel nostro scrigno, qualcosa a cui possiamo attingere; li’ ci sono i nostri potenziali e i nostri strumenti; il futuro riguarda ciò che siamo chiamati a sviluppare nell’arco della nostra vita perché questo ci sarà di fondamentale aiuto nel viaggio verso il nostro divenire.

Nodo Nord in Ia e Nodo Sud in VIIa

Trovare una via personale che aiuti a conoscersi meglio e a collegare l’ “IO” più profondo con l’ immagine di sè.

Il soggetto ha un profondo bisogno di trovare una strada che consenta di individuarsi di più; troppo spesso si sente un po’ sperduto con la sensazione di non avere un’identità solida, o quanto meno di non percepirla come tale: bisogna lavorare sul modo in cui ci si percepisce e sull’immagine che si offre agli altri e con cui ci si identifica: se non è supportata dall’interno sembrerà vuota e senza struttura; sarà alla stregua di una maschera indossata per coprire qualcosa di labile o di non bello da mostrare.

Bisogna scoprire chi si è veramente senza cercare costantemente risposte negli occhi degli altri, accontentandosi del loro riflesso; quando questo accade l’ autostima scende e ci si sente tristi, senza valore e senza personalità.

Quello è il momento in cui si affaccia la rabbia che spinge a voler “essere qualcuno e qualcosa”.

L’identità non può essere effimera, perché è ciò con cui ci si presenta al mondo: se non è ben definita sembrerà di non avere spessore e che tutte le cose possano penetrare all’interno senza le necessarie difese. Chi arriva dal nodo sud in VIIa casa può essere stato troppo spostato sugli altri senza aver sviluppato un proprio senso di separazione il che non significa che questi soggetti siano “altruisti”: bisogna ricordare che un sano “egoismo” è la chiave per qualsivoglia altruismo. Anche C. G. Jung diceva che “per poter trascendere l’IO bisogna prima che ci sia”: se non si è in grado di apprezzare la vita personale non si riusciranno neppure ad apprezzare gli altri.

C’è il desiderio di sentire l’impatto che si ha sul mondo e il valore che si esprime.

Chi ha il Nodo Nord in Ia casa ha bisogno di lottare per riuscire ad esprimere ciò che sente dentro; troppo spesso ha un impatto con il mondo labile ed effimero, senza un vero distinguo tra sé stesso e gli altri; in questo caso non riesce neppure a sentire che si esiste, che si ha un corpo, un modo di pensare, di agire e di affermarsi e che, in caso di scontro, si sanno sostenere gli attacchi. Se invece ci si comporta come se si avesse paura di farsi valere e di trovare uno spazio ed un posto, non si potrà poi guadagnare un senso di forza personale che aiuti a costruire un’Io solido.

Con questo nodo c’è bisogno di sapere come ci vedono gli altri e quale tipo di impatto abbiamo sulle persone; se ci si presenta senza una “maschera” è come se non si avesse un vero volto e, nel caso, ci si sente trsparenti e porosi: e questo perché si è indefinibili, cangianti, printi ad assumere l’immagine e la maschera che gli altri ci attribuiscono: occorre prendere le distanze da questo modo di vivere superando la paura di non essere accettati ed amati per quello che si è: solo in questo modo si otterrà quel “posto al sole” che la prima casa desidera e che sosterrà dall’interno

Trovare una sana identità separata senza appoggiarsi e senza permettere agli altri di appoggiarsi a noi.

Il forte bisogno di sentirsi accettati ha condotto con troppa facilità ad orientarsi sugli altri e sul mondo esterno, accettando supinamente ciò che avevano confenzionato per noi.

Questo ci ha fatto spesso percepire come “dipendenti” ed incapaci di sostenere i nostri bisogni in modo chiaro e diretto, senza troppi compromessi. L’altra faccia della medaglia di questo comportamento è la rabbia sotterranea che nasce per l’incapacità di farsi valere e per la sottomissione ai bisogni altrui.

Se i sentimenti degli altri diventano più importanti di quelli personali ci si trova in uno stato di costante squilibrio che porta prima o poi a dare la colpa di ciò che accade agli altri e, in questo modo, non si riesce a vedere il ruolo che ci si gioca in questo tipo di situazioni.

Stare in relazione, avere dei rapporti solidi significa sapere che si è in due e che si è persone separate con un’identità separata, definita e solida: se permane ancora troppo il bisogno di accettazione e di riconoscimento, si finisce per mettere in sordina la propria volontà personale e per ripiegare troppo spesso sul desiderio altrui; allora bisogna smettere di fare compromessi che non siano rispettosi della propria individualità e personalità.

Si dovrà pertanto coltivare di più la volontà personale, fino a percepire dentro di sé la forza che origina dalla verità.

Affermarsi è un bisogno prioritario che spinge a capire chi si è e ad agire per manifestarlo.

Quando si è troppo bisognosi e impauriti si crede erroneamente che l’affermazione sia un qualcosa di negativo che finirà per alienare gli altri da noi e dalla nostra vita. Tuttavia, non è così: gli altri devono imparare a darci valore e a definirci sulla base di come noi ci definiamo; se non ci rispettiamo e se non difendiamo ciò che siamo, tanto meno lo faranno gli altri.

Afferare e difendere ciò che si è non è solo un diritto, ma è anche un preciso dovere di ogni persona anche se bisogna imparare a farlo senza aggredire e senza per questo urtare la dignità degli altri.

Si può infatti imparare ad esprimere sé stessi e la propria vera identità pur restando aperti alla negoziazione e alla condivisione di molte cose della vita con gli altri.

INTEGRAZIONE del Nodo VIIa – Ia.

Riuscire a mantenere il contatto con i bisogni quando si è all’interno di una relazione; non cedere al vecchio modo di “essere ciò che l’altro desidera”.

Quando ci si comincia a rendere conto del passaggio che si deve fare per comprendere meglio il proprio viaggio, si può anche verificare quanto è fondamentale restare in contatto con sé stessi. Solo in questo modo si può essere certi di comprendere e di rispettare anche gli altri, altrimenti i propri bisogni inappagati faranno sempre crescere contenzionsi interni.

Bisognerà però fare attenzione agli automatismi che tendono ad entrare a causa dei vecchi schemi di relazione e dei condizionamenti del passato che in questa vita si è scelto di abbandonare e superare.

Bisogna mantenersi vigili e coscienti e allora si vedrà che proprio attraverso la relazione si potranno scoprire quelle parti di sé che non si conoscono e proprio per questo si devono accogliere e nutrire, senza più proiettarle sugli altri. Questo aiuterà finalmente a trovare la forza di avere rapporti veri e profondi senza più annullarsi e senza neppure più chiedere agli altri di annullarsi per noi.

Da questo deriverà una grande libertà che permetterà di non essere più arrabbiati con gli altri e di non cercare più risarcimenti per ciò che si è fatto e dato.

Una volta che si è cominciato a vedere il modello di relazione in azione, ci si potrà avviare verso una maggior gratificazione che nascerà dal sentirsi a posto con sé stessi, dotati di valore autentico e perfettamente in grado di dar vita a relazioni diversi dallo schema precedente. Relazioni in cui i rapporti sono totalmente paritetici.


a cura di Lidia Fassio
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