martedì 25 aprile 2017
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A SCUOLA DI ASTROLOGIA - SATURNO - OSSATURA E STRUTTURA
 
Saturno - Simbolismo del pianetaPer iniziare vorrei parlare del ruolo di Saturno come Guardiano della Soglia. O meglio, secondo me Saturno è uno dei due Guardiani della Soglia, perché l’altro chiaramente è Plutone, che rappresenta un altro tipo di soglia. Saturno è l’ultima barriera conosciuta dalla nostra coscienza.

La scorsa lezione vi ho disegnato una raffigurazione della nostra psiche: quello che sta sotto il livello di coscienza è quello che Saturno controlla, o quanto meno quello che per un lungo periodo controlla. Saturno è stato per molto tempo anche il Guardiano della Soglia a livello astronomico, perché fino al 1717 è stato l’ultimo pianeta conosciuto, l’ultimo baluardo.

Anche nel mito greco Saturno era posto a guardia delle colonne d’Ercole, l’ultima barriera conosciuta di quel mondo. L’idea che ci siano voluti così tanti secoli prima che venissero scoperti gli altri pianeti fa pensare a come è anche la struttura della psiche; per un lunghissimo periodo essa tende a individuare, a discriminare, a mettere insieme una serie di contenuti che stanno dentro al mondo conosciuto, dentro alla nostra coscienza, dentro a quello che l’Io riesce a riconoscere.

Come Saturno per tanto tempo è stato l’unica parte di mondo conosciuto ed anche la porzione di cielo che era visibile (quello che stava oltre Saturno non veniva preso in considerazione, perché non era visibile dall’uomo antico), altrettanto succede per un lungo periodo nella nostra psiche. La struttura del nostro senso di identità e del senso dell’Io ha bisogno di molto tempo per potersi strutturare, per poi poter rappresentare qualche cosa di forte, di solido e di elastico che permetta poi l’accesso a quello che sta oltre, a tutto quello che si è dovuto lasciare al di fuori nel lungo processo di educazione e di crescita.

Questo ci fa pensare che effettivamente Saturno rappresenti molto di quella che è la nostra struttura, la nostra forma. Su un piano fisico Saturno rappresenta la nostra forma fisica, nel senso che tutto è modellato su quello che è la nostra struttura ossea. Quindi le nostre ossa rappresentano il nostro limite, noi abbiamo un limite che è dato in altezza dalla nostra struttura ossea.

Da un punto di vista psicologico Saturno rappresenta la nostra forma, quello che noi abbiamo messo insieme come struttura psichica, ma anche quella che è la nostra forma pensiero. In effetti Saturno rappresenta anche tutti i tipi di cristallizzazione, tutto quello che si struttura e diventa solido, ma anche quello che poi diventa rigido: fa parte anche questo delle nostre forme pensiero.

Saturno dovrebbe avere la capacità, da un punto di vista fisico, di rimanere elastico e di permettere che il nostro corpo si mantenga costantemente in movimento, mentre da un punto di vista psichico dovrebbe permettere che questo movimento non irrigidisca la struttura dei nostri pensieri, proprio perché la forma e la materia sono quelle che prendono forma in base a quello che sono i nostri schemi di pensiero.

Questo è uno dei motivi per cui io penso che Saturno sia collocato in VI casa, perché la VI casa, più che rappresentare il tipo di malattia a cui siamo predisposti, secondo me rappresenta lo schema di pensiero che può cristallizzarsi, che può indurirsi, che può andare a modificare la nostra materia fisica.

Questa possibilità è stata studiata da Jung quando lavorava sulla sincronicità, era arrivato a pensare che gli effetti sincronici fossero una potenza del nostro pensiero che riesce a modificare la realtà esterna. In effetti quando noi entriamo in un meccanismo di sincronicità abbiamo due grandi effetti; abbiamo immediatamente un effetto psichico, che è quello del pensiero che ci viene in mente in quel momento. Se noi pensiamo ad un amico che non vediamo da molto tempo c’è una forma pensiero che si manifesta, ma se dopo due minuti incontriamo l’amico non c’è soltanto la forma pensiero, c’è anche qualche cosa di fisico che si allaccia alla forma pensiero. Se devo fare qualche cosa che non mi piace fare e sono lacerata all’interno tra il senso del dovere andare e la non voglia di andare, e magari la macchina quel mattino non parte, io sono molto più in là della forma pensiero, è come se il mio pensiero si fosse cristallizzato dentro a una forma precisa, quindi ha fatto accadere un avvenimento.

Jung studiando i fenomeni di sincronicità si era reso conto di quante volte noi andiamo a influenzare la materia, come se il nostro pensiero avesse veramente la capacità di dare forma a qualche cosa che nella realtà accade.

Questo coincide con quello che io ho sempre pensato rispetto al sintomo ed alla malattia. Siccome il sintomo è il simbolo rappresentato in una forma fisica, la malattia mi fa pensare che sia una forma cristallizzata di pensiero, che dopo tanta cristallizzazione riesca a manifestarsi in una forma che diventa visibile, le forme diventano troppo rigide, troppo marcate, non hanno più la capacità di lasciarsi influenzare da quello che c’è attorno. Poiché la nostra coscienza deve allargarsi in continuazione, arriva il momento in cui deve lasciarsi influenzare da quello che arriva da dietro la nostra coscienza. Anzi, questo rappresenta il nutrimento, rappresenta la parte di humus che può stimolare la crescita, ma se questo non è più possibile la forma cosciente diventa troppo cristallizzata, fino a quando accadrà lo scioglimento della cristallizzazione.

Saturno rappresenta la messa in forma e ovviamente la forma rappresenta quello che noi riteniamo realtà. La nostra realtà è fatta di forme, è fatta di cose che sono tangibili e visibili, senza la forma sarebbe stato impossibile anche la formazione della coscienza. Dobbiamo pensare che anche Dio ha dovuto assumere una forma, ha noleggiato un corpo per potersi manifestare, senza una forma precisa lo spirito non sarebbe visibile. In un certo senso la materia rappresenta da un lato la cristallizzazione dello spirito, ma rappresenta anche l’unica possibilità attraverso cui noi possiamo fare esperienza.

Senza un corpo noi non faremmo esperienza. La prima cosa che il bambino mette insieme come strutturazione del sé è proprio il sé corporeo; se non ci fosse un corpo che fa esperienza noi non potremmo far crescere il nostro senso di identità.

Saturno ha fornito da sempre la sostanza, quello che ci è servito per arrivare ad avere qualche cosa di solido su cui poter lavorare. Anche il fatto che gli altri pianeti siamo stati scoperti soltanto di recente ha un funzione importante. Finché la coscienza non era strutturata e solida, fino a che non c’era una forma che potesse essere già percepibile, probabilmente i pianeti che vengono dopo Saturno avrebbero messo a repentaglio la stessa vita, la stessa sopravvivenza.

In un certo senso, ci sono voluti milioni di anni perché questa situazione potesse essere forte al punto giusto per poter affrontare tutto quello che viene dopo. Esattamente come nella nostra psiche sarebbe molto difficile affrontare il mondo di Plutone o il mondo di Nettuno se non ci fosse una struttura. La struttura serve proprio per affrontare i cambiamenti.

Per cambiare una struttura bisogna che la struttura ci sia. Per modificare il senso di identità bisogna che il senso di identità ci sia; è un passaggio assolutamente obbligato.

Saturno potrebbe rappresentare la versione cosmica del collagene, quella sostanza permette di tenere insieme le cose. In un certo senso Saturno è qualche cosa che tiene insieme, che lega non solo tutto quello che riguarda la psiche, anche da un punto di vista esterno Saturno ha lavorato più come forza che agiva dall’esterno sull’individuo, che non come forza interna. In questo senso tutto quello che è rappresentato dalla legge, dall’autorità, dalle regole che hanno costituito tutte le società, anche questo ha costituito un grande collagene.
L’uomo prima di poter agire individualmente e di poter avere una legge impressa all’interno, ha cominciato a dare forma a quello che era il suo senso di vivere con gli altri, a quelli che erano i ruoli, proprio attraverso la società e chi incarnava l’autorità, che era colui che dettava le regole che tutti bene o male dovevano seguire.

Questa è la versione collettiva di quello che noi vediamo accadere attraverso Saturno in un bambino. Il bambino prima che abbia una sua struttura capace di prendere in considerazione qual è il suo aspetto morale, quali sono le sue leggi interne, prima di avere una responsabilità personale deve passare attraverso un’autorità esterna, che gli dà la struttura che lui non ha e che si prende anche la responsabilità fino a quando lui è in grado di prendersela personalmente.

Tutto questo è stato rappresentato in forma molto efficace dal patriarcato, che è veramente l’emblema di Saturno.
Saturno più che rappresentare una forma maschile intesa in senso solare rappresenta un maschile patriarcale, qualcosa che si struttura su un senso di legge, su una figura centrale che è stata sempre una figura di autorità: un re o un sacerdote, fino ad arrivare alla nostra mitologia in cui la figura di Saturno è incarnata dal Dio degli Ebrei.

Il Dio Jahvè è veramente la figura saturniana, il grande cambiamento avviene successivamente con la figura cristica, ma tutta la lunga fase di Jahvè è decisamente legata a Saturno. Se voi pensate alle prime frasi della Bibbia, Dio si presenta dicendo “Io sono Colui che sono”. È il primo elemento vero che incentra su di sé una definizione dell’Io, prima nessun Dio si era presentato in questo modo.
Anche nella struttura questo mito ci presenta un qualche cosa di individuale (“Io sono Colui che sono”) che impartisce tutta una serie di leggi che diventano collettive, e che daranno pian piano la possibilità a ogni singolo uomo di fare lo stesso percorso, di diventare individuo.

È chiaro che tutta la struttura patriarcale si incentra su questo discorso, cioè protezione delle leggi collettive che servono a permettere la strutturazione di un’identità personale.

Saturno è anche lo strumento che ci permette di dividere: il riconoscimento di avere una coscienza personale, di avere i confini entro cui noi ci riconosciamo, sono anche quelli che ci permettono di riconoscere che quello che sta fuori rientra nel “tu”, non rientra nel noi. Noi conosciamo che l’Io è diverso dal tu e che l’Io e il tu sono diversi dal noi, proprio attraverso questa forma ben definita della nostra coscienza, che è data anche da Saturno.

Un tempo Saturno veniva anche considerato il signore del Karma. Come signore del Karma intendo Saturno legato al concetto di legge di causa-effetto, perché Saturno appartiene alla parte razionale-logica, alla parte sinistra del nostro cervello, quindi anche l’idea che qualsiasi cosa noi facciamo che produca un effetto causerà inevitabilmente un’azione di ritorno ha permesso un legame di questo pianeta con il Karma, che non è altro che una legge di causa ed effetto.

Saturno rappresenta la legge che opera a tutti i livelli.
Anche le leggi che noi non conosciamo sono esistenti ed operative, per cui spesso ci troviamo a vivere alcuni simboli che sono stati sempre assegnati a Saturno, come il simbolo della punizione; secondo me invece la punizione non appartiene a Saturno, appartiene ad un’idea interna che è stata per un lungo periodo incentrata sulla figura patriarcale di un Dio che aveva una parte punitiva, che è stata necessaria per riuscire a portare all’interno la capacità discriminante della coscienza e la capacità di autodefinirsi e di capire se un’azione può essere positiva o negativa.

Saturno rappresenta tutti quei processi che noi abbiamo mutuato esclusivamente dal collettivo e che nel lungo periodo della nostra vita, soprattutto a partire dalla fine del primo ciclo, dopo i 28 anni, noi dobbiamo trasferire all’interno.

Il grande processo o la grande difficoltà di Saturno è proprio quello di personalizzarlo. E’ un pianeta che abbiamo costruito sulle regole: la morale, il senso del dovere, il merito, tutte le funzioni che lavorano e che sono importanti per crescere e per evolverci sono però qualcosa che sembra rappresentare un’integrità, ma diventeranno un’integrità se noi le elaboreremo e le porteremo all’interno. Saturno, che ha come simbolo principale quello della legge, deve diventare la nostra legge interna. Quando sarà portato all’interno, allora comincia a funzionare nella sua modalità più vera.

Questo è un piccolo sunto dell'introduzione al simbolo - tratto dal seminario su Saturno di Lidia Fassio



a cura di Lidia Fassio
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