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DIARIO DI ASTROLOGIA
 
diario di Sandra Zagatti...
...dicembre 2019 
 
Diario del Mese Anno
 
Giorno: domenica 8 aprile 2007

Caro diaro...

L’8 aprile è una data, per me, di quelle che rimangono impresse nella memoria emotiva, e che ogni volta che si ripresentano, o vengono semplicemente lette su un calendario, provocano un’eco sottile nell’anima. Sono passati ormai 32 anni da quel “primo” 8 aprile della mia vita, eppure non ho dimenticato nulla: solo il dolore è scemato, lo choc e la confusione che quel dramma provocò nel mio animo leggero di ragazzina, ma non la memoria di un amico che mi morì tra le braccia, dopo un incidente in moto.
Per anni lo sognai, tra incubi terrificanti o angelici incontri. Per decenni continuai a sognarlo ogni volta che stavo male e qualcosa mi procurava spavento o dolore… Finché è diventato un simbolo, l’archetipo onirico di ogni morte che la mia vita psichica mi proponeva. Dapprima puntuale come un monito solenne, poi sempre più sfumato e diradato nel tempo, sempre meno necessario.
Quando mi chiedono come si esprime la mia ottava casa affollata, tendo a cavarmela sbrigativamente, perché mi annoiano le battute a doppio senso che solitamente si aggiungono al dettaglio della congiunzione Venere-Plutone, ma non ho nemmeno voglia di raggelare i miei interlocutori con lugubri accenni alla mia confidenza con la morte. Certo è che, 32 anni fa, Plutone stava proprio sulla cuspide della mia ottava casa: ne stava uscendo, in verità, inquadrato tra Mercurio e Marte in Bilancia. Era un giovane amico e correva sulla sua moto, verso la nona casa. Non morì solo lui, quel giorno. Morì anche una parte della mia spensierata incoscienza.
Ma non fu un prevedibile e severo Saturno bensì Nettuno ad opporsi alla mia Luna in Gemelli, confondendone le superficiali teorie su una vita tutta bella e sempre buona. E furono sempre Nettuno e Plutone a portarmi nuove teorie, o forse solo nuovi interrogativi, che sbocciarono prepotentemente dalle lacrime, ma anche dalle risate e dai chiacchiericci che io e i miei amici – i suoi amici – trasferimmo sul ghiaino del cimitero, nei lunghi pomeriggi primaverili ed estivi passati lì.
Caro Diario, ammetto che avevo intenzione di scrivere ben altro, oggi. Ma quando ho scritto quella data… le mie dita sulla tastiera hanno seguito l’odore dei cipressi. Lo so, e probabilmente lo sanno anche i miei lettori che Plutone “me sta a incupì” non poco, di recente! Eppure a me non sembra affatto cupo il mio amore per i cimiteri: li ho sempre trovati così teneri, gentili, consolanti… forse solo perché ho imparato ad amarli da quando sono diventati la casa di una persona che amavo. E’ pur vero che, da allora, metto sempre in guardia le persone che hanno subito un lutto dalla tentazione di “affezionarsi alla tomba” come un surrogato del caro estinto: perché il rischio c’è e non è da sottovalutare, se non altro in termini psicologici per chi resta; e forse anche in termini spirituali per chi non deve restare…
Ma quest’anno l’8 aprile è Pasqua, ed è una data che vuole parlare di rinascita, non di morte. Anch’io volevo parlare di questo, e non è colpa mia se la vita comprende i suoi estremi. Identificarsi con la vita, come se fosse un moto paradossalmente statico perché perpetuo, significa disconoscere il senso sublimante della morte e rinunciare a quello rigenerante della rinascita. Significa non vivere per paura di morire, psichicamente o fisicamente che sia.
Auguro a tutti e a me per prima di non aver paura. Della vita, intendo: il resto va da sé.
Auguro pace nei cuori e semplicità nella mente. Purezza nelle azioni come corollario.
Ed auguro un po’ di luce in più nei nostri cuori, grazie anche al protettivo ricordo di chi ci ha lasciato ma è ancora lì, con la sua fiammella d’amore, per riscaldarci quando meno ce lo aspettiamo, quando più ne abbiamo bisogno.
Buona Pasqua!

a cura di Sandra Zagatti

 
Giorno: mercoledì 28 marzo 2007

Caro diaro...

Per una volta che una configurazione non mi disturba, mi metto subito a dare consigli! E così, qualche giorno fa ho detto a mia madre di stare attenta a Marte, che sta congiungendosi a Nettuno in prossimità del suo Sole in sesta casa, e non vorrei che lei incappasse in uno di quegli incidenti domestici da distrazione che tanto teme e, ahimé, tanto la caratterizzano. Naturalmente gliel’ho detto con il tono casuale e leggero che si conviene, onde evitare che incappi in alternativi incidenti da ansia. Ho anche aggiunto di “badare” il babbo, perché tutto ciò che passa sul Sole di lei quadra il Sole di lui… Il risultato è stata un’amplificazione emotiva, e d’altra parte con mia madre non so mai cosa dire o non dire, e nemmeno quanto e come, perché non è né scema né ignorante in materia, ma distratta e ansiosa sì!
Ma dunque. Da due giorni la casa dei miei genitori sembra un reparto di pronto soccorso: lei si è già presa la tradizionale storta alla caviglia con cui il suo Sole acquariano saluta sempre un transito di Marte; mentre mio padre ha avuto una piccola emorragia, si è rovesciato addosso la minestra bollente ed è dovuto correre dal dentista. Ah, si è rotto pure il filtro della lavatrice e l’impermeabilizzazione del loro terrazzo (e piove di sotto): non dimentichiamo che Marte non stuzzica solo Nettuno, ma anche Saturno… Aggiungiamo poi un generale stato d’animo di depressione mista a panico e auguriamoci solo che non ci sia altro nei prossimi giorni.
Io ho rincuorato mia madre meglio che potevo. Le ho consigliato il Rescue Remedy e magari un leccotto di Tavor (è ipersensibile ai farmaci e non regge nemmeno i dosaggi da criceti); ma non potevo dirle ciò che per me è confortante, cioè che Nettuno è ancora sufficientemente lontano dal transito preciso, altrimenti avrei dovuto inventarmi una risposta sostenibile alla puntuale domanda sul “chissà cosa mai succederà quando…”.
E’ arrivata lo stesso una domanda imbarazzante: “Ma allora è proprio tutto determinato, inevitabile?”… Confesso che avrei preferito mi chiedesse di spiegarle il quinto postulato di Euclide, perché rispondere “boh, può darsi, non saprei” non mi sembrava professionalmente autorevole, ma il terreno è minato. Rieccoci dunque alla vexata questio sulla previsione degli “eventi”. Qualche certezza, almeno approssimativa, l’astrologia ce la dà, ma riguarda il “quando”. Per il “perché” credo che dobbiamo scomodare discipline diverse e ragionamenti filosofici, se non prettamente religiosi; ma la dinamica tra “cosa” e “come” si ripropone inesorabilmente – e forse giustamente – ogni volta che la vita ci sbatte contro tali interrogativi.
Come ho già detto, mia madre non è stupida, ed anzi l’unico passatempo ancora gratificante per lei è l’indagine intellettuale. E non me la cavo facilmente, con lei. Le ho detto anche questa volta che Marte non ha “causato” nulla, ma semplicemente “rispecchiato” un periodo di tensioni emotive e/o incidenti domestici. Ma questa è la storia dell’uovo e della gallina ed è solo una domanda più elegante ma altrettanto priva di risposta: chiunque poteva aprire le effemeridi venti anni fa e dire a mia madre, anche senza capirne il significato, che dopo vent’anni Marte sarebbe passato su Nettuno e tutti due sul suo Sole, con Saturno dall’altra parte. Questo è un dato di fatto: oggettivo e, sì, predeterminato. Magari non si poteva tradurre, vent’anni fa, in modo altrettanto verosimile di quello che ho fatto io qualche giorno fa, con i dati aggiornati sulle condizioni psicofisiche dei miei genitori… ma mi sembrano cavilli sofistici, che non modificano la sostanza della questione.
Caro Diario, non voglio mica fartela lunga: sono millenni che l’uomo si interroga sul rapporto tra destino e libero arbitrio, e figurati se lo risolvo io in cinque minuti. Al contrario, volevo confessarti che, più vado avanti con l’astrologia (e con la vita), meno mi interessa venirne a capo. Il mio Nettuno al Medio Cielo è una calamita, e io divento sempre più accondiscendente sul piano spirituale e meno esigente su quello razionale; meno saturnina, appunto. Credo che finchè non ci stacchiamo (ma sul serio) dalla visione meccanicistica di causa-effetto, non ne usciamo.
Siamo un Tutto; tutti. Siamo adesso e ieri e domani, siamo il cielo e la terra, il sopra e il sotto, il dentro e il fuori. E la vita è un insieme di note che risuonano, echeggiano, riverberano, collegate tra loro ed accordate su questo Tutto-individuale che è l’anima, e di cui il corpo, l’esistenza, la coscienza, la mente e persino la psiche sono solo parti: inevitabilmente parziali, e quindi fallaci, da sole. Capire questo, sentirlo, non significa automaticamente “sapere” qualcosa in più, e tanto meno riuscire a spiegarlo con le nostre piccole e relative parole. Tanto meno ci risparmia, e piuttosto ci raccomanda, di vivere con rispetto e responsabilità.
Ma a me sembra più consolante che disarmante: e mi fa venire voglia di abbandonarmi fiduciosa in bocca alla vita, come se fosse una gatta ed io il suo gattino; non un topo...

a cura di Sandra Zagatti

 
Giorno: martedì 20 marzo 2007

Caro diaro...

Si sta parlando molto – ed è naturale – del sequestro di Daniele Mastrogiacomo e della sua liberazione. Anche gli astrologi ne parlano, e tutti notano il suo stellium in Scorpione (Luna, Mercurio, Venere, Saturno), con Venere in particolare soggetta al tiro incrociato di Nettuno e Saturno di transito. Certo, per un Sole in Bilancia Venere è importante più che per gli altri: il giornalista è nato infatti il 30 settembre 1954, in Pakistan. Peccato non conoscere l’ora, per meglio collocare quei pianeti…
Tuttavia, come sempre, provo un insopprimibile tedio nel ragionare a posteriori sul tema, per altro incompleto, di qualcuno di cui so poco o nulla, o peggio che conosco solo per quanto mi hanno raccontato gli organi di “disinformazione” televisivi. E’ ovvio che uno stellium in Scorpione non è roba da sottovalutare, e caratterizza un’esistenza non certo ordinaria, nel bene e nel male… Ma anche la mia migliore amica ha uno stellium in Scorpione e in questo periodo sta rinvasando le piante del balcone. Non dubito che in qualche modo i transiti di Nettuno e Saturno si facciano sentire anche dentro di lei, ma ciò che è accaduto a Mastrogiacomo è diverso, non solo peggiore ma in qualche modo “superiore”.
Ci sono persone che, più di altre, incarnano le ombre collettive, trovandosi nel posto sbagliato al momento sbagliato; o forse al momento giusto per assorbirne l’oscura proiezione. E a proposito di ombre, ciò che più mi colpisce di questa vicenda, al di là dei suoi aspetti politici e naturalmente personali di cui, appunto, so poco o nulla, è la sua scansione temporale: il rapimento è avvenuto il 4 marzo, eclissi di Luna; la liberazione il 19 marzo, eclissi di Sole. Quindici giorni puliti, in cui i due luminari sono passati dal Plenilunio al Novilunio all’interno di un ciclo di oscurità, quadrando prima Giove e poi Plutone in Sagittario: segno legato alle zone lontane, alle culture straniere; pianeti legati al potere ufficiale o manifesto, e a quello ufficioso o nascosto…
Non sarà un caso che questa liberazione stia già scatenando sospetti, illazioni e dubbi. Un evento improvviso, da molti inatteso e comunque incomprensibile, nelle sue dinamiche, come già fu il sequestro stesso, nato su altrettanti dubbi o malintesi, reali o spacciati per tali. Era una spia o era d’accordo con loro?
Non lo so, probabilmente era solo un poveraccio che faceva il suo lavoro in una terra oscurata da troppi mali, e i suoi valori Scorpione hanno agito da eco. Ma certo il rapimento è un archetipo plutoniano, e questa storia ne è intrisa tanto che la morte dell’autista e la resa politica, con lo scambio di prigionieri, ci fa sentire ancor più vulnerabili e poco disposti a festeggiare, nonostante il lieto fine almeno per il giornalista. Non c’è nulla di lieto in storie del genere, anche perché nulla fa pensare che siano finite qui.

a cura di Sandra Zagatti

 
Giorno: domenica 4 marzo 2007

Caro diaro...

Non mi vergogno a dire che adoro Sanremo; il Festival, intendo. Sono una appassionata di musica leggera, sì, e quindi l’ho sempre guardato fin da bambina, anzi a casa mia era una tradizione, che riuniva la famiglia (o meglio la sua componente di maggioranza, cioè femminile), in canti, imitazioni e commenti vari. Ancora adesso, che non guardiamo più il Festival insieme, e nemmeno tutto, non resistiamo a scambiarci almeno qualche parere al telefono.
Ieri sera c’era l’eclisse, ma io ho preferito godermi la Luna Piena e poi la finale di Sanremo. Sono rimasta davanti alla TV fino a mezzanotte; di più non me lo sono permesso, visto che sono a debito di sonno. Quando sono andata a letto la Luna era rossa, o meglio marroncina o grigiastra… ma mi sono guardata bene dal guardarla: non ci trovo nulla di magico in un’eclisse, e non è per superstizione; mi dà proprio tristezza. Questa mattina la mia fedele radiosveglia mi ha svelato il vincitore, ed io ho pensato: alla faccia dell’eclisse! Già, perché la Luna non si opponeva soltanto al Sole ma anche ad Urano, sull’asse Vergine-Pesci… E quella canzone parlava di pazzia, di alienazione, di un mondo mentale ed emotivo davvero oscurato. La “normalità” della Vergine e la “diversità” dei Pesci a confronto.
C’era anche la quadratura di Giove, a dirla tutta, e non sarà un caso che Giove è il pianeta che dilata: non solo la realtà, ma soprattutto il giudizio di valore su di essa. Pensando anche alla canzone che ha vinto tra le proposte dei giovani, credo che questa eclisse abbia perfettamente rispecchiato – persino in un’occasione che si potrebbe definire di scarsa importanza – il disagio della nostra società, le sue contraddizioni e mancanze, le sue paure e indomite speranze. Perché gli anni passano ma non certe realtà, che semmai peggiorano. E perchè l’Italia è l’Italia, anche quando riconosce di essere meno leggera della sua musica.

a cura di Sandra Zagatti

 
Giorno: mercoledì 21 febbraio 2007

Caro diaro...

Un vero mercoledì delle ceneri per il Governo Prodi, che oggi ha avuto il primo serio scossone. Non so se cadrà, ma certo è inciampato, e di brutto.
Ricordo che quando ne osservai il tema (calcolato per il giuramento del premier davanti al Capo dello Stato: Roma 17 maggio 2006, ore 16.30) notai subito che per un Sole in Toro e un Ascendente Bilancia, avere Venere in Ariete e in settima casa quadrata a Marte e alla Luna non era proprio il massimo in fatto di alleanze e concordia familiare… Nonostante altri valori di stabilità, di spirito di iniziativa ben miscelato alla tenacia, quel Governo nasceva dunque con qualche mina disseminata all’interno, il che era palese anche ai non astrologi.
Negli ultimi mesi, Saturno si è congiunto al Sole di Prodi (in settima casa) e attualmente è in quadratura al Sole del Governo. Retrogrado, tornerà presto sul Sole di Prodi e poi di nuovo su quello del Governo, fino all’estate. Ma credo che il detonatore di questa crisi sia stato, come è suo costume, Marte in Capricorno, che si è opposto negli ultimi giorni a Marte, ha quadrato la famosa Venere in settima, congiungendosi poi alla Luna del Governo… e allo stesso Marte di Prodi. Immagino che in questi momenti a Palazzo Chigi voleranno scintille.
Il prossimo compleanno del Governo vedrà, nel tema di Rivoluzione Solare, un Ascendente Sagittario con Giove sopra: ma è retrogrado e quadrato a Urano. Il Sole è in quinta casa, ma è quadrato a Nettuno. In settima c’è ancora Venere, ma isolata e quadrata al Medio Cielo. Mah. Può darsi che un Prodi bis venga alla luce, tra rancori malcelati e dissimulata precarietà; nel caso dovrò rifare il tema e vedremo. Ma adesso che ci penso, a proposito di luce, si sta avvicinando l’eclisse di Luna…

a cura di Sandra Zagatti

 
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