sabato 18 agosto 2018
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SEGNO DEL MESE SULLA RELAZIONE SU ERIDANOSCHOOL
 
 
 
  dal 23 luglio al 22 agosto
RELAZIONE LEONE
 

IL LEONE NELLA RELAZIONE

 

Il Leone è il secondo segno dell’elemento Fuoco; è un segno che vuole lasciarsi  cogliere dalle grandi passioni che sente come “l’essenza stessa della vita” ed è un segno in cui la  potente immaginazione  spinge i nativi  ad iniziare le loro relazioni come se si trattasse ogni volta …di una grande   “conquista romantica”, quella che nelle fiabe l’eroe vive quando conquista la principessa immacolata ed imprigionata.

Per il Leone, l’esperienza amorosa  viene vissuta come qualcosa di “totalizzante”, qualcosa che spera possa fermare  “l’attimo fuggente…facendolo diventare  eternità ”; tutto ciò è  tipico del fuoco che, quando si accende,   sa che  “brucerà e consumerà”  ciò che   tocca ma che vorrebbe invece “trattenere” per sempre.  La qualità di questo amore, sembra in grande contraddizione con la natura profonda di questo segno che sogna  per l’Io – di cui è il maggior rappresentante -  uno stato di continuità immutabile   giacchè    esso teme ogni cambiamento e, pur trovando in questa  dimensione  una grande soddisfazione al  bisogno di visibilità e di lucentezza, vorrebbe però  che tutto restasse uguale nel tempo;  proprio in  questa ambivalenza di fondo  il Leone ha la dicotomia, perché mentre da un lato è legato ad un concetto di  immutabilità (dell’Io appunto) che può nutrire un sogno di “perfezione” mentre contemporaneamente  trasferisce l’inevitabile bisogno  di rinnovamento   nella dimensione amorosa collocandola nella dimensione della magia e del mito, ma, proprio per questo, breve e fugace, almeno nell’intensità e nella durata dell’esplosione del  sentimento.

 

L’amore concepito da questo segno riceve le proiezioni più grandi, vuole e deve essere  meraviglioso ed irripetibile: infatti il Leone si propone  come amante magnifico, potente e soprattutto estroso e fuori da qualsiasi canone comune; con questi soggetti si possono vivere avventure incredibili, dense di grandi passioni e di sentimenti che dominano e pulsano travolgendo spesso il lato ragionevole che  vorrebbe ricondurre all’ordinarietà; per il Leone niente può essere ordinario, tutto deve avere il sapore della straordinarietà e dell’unicità è capace di grandi gesti che possono sembrare “eroici” quando ama; del resto, in questo suo modo di essere è rintracciabile sia la  magnificenza che la luminosità del Sole, sia   la più grande  illusione dell’IO che non comprende che il fascino dell’amore romantico  sta nel “non  concedersi”  l’incontro vero con l’altro ma resta nello  stato di  innamoramento, di flirt e  di fugacità  proprio perché vede   il suo nemico più grande nella quotidianità e nella conoscenza di sé che arriva attraverso l’altro e, di conseguenza,  si nega  la possibilità di poter accedere alle dimensioni più profonde dell’anima; la paura del Leone sta nel fatto che teme la  delusione, teme il  senso di perdita che dovrebbe affrontare nel momento in cui l’abbassamento della luce, diventerebbe “mediocrità” che, per lui significa   uccidere  l’immaginazione e il sogno.

 

La forza che si sprigiona dall’ideale di amore romantico  rende invece  tutto imprevedibile e non pianificabile, carico  di enormi possibilità ancora da esplorare  che sembrano mantenere intatte la vitalità e il senso della magia  della creazione, proprio perché rappresentano lo stato immediatamente precedente. Il segno del Leone, proprio nell’amore e nell’innamoramento,  rivive l’esperienza del concepimento creativo che rinnova e anticipa la  vita e che, per questo, ha in sé enormi   promesse.

In effetti,  per il Leone è importante che tutto ciò che lo riguarda riesca ad essere  “sopra le righe” e non scada nella banalità e nella routine; e quando si tratta dell’amore, ha in mente  il massimo coinvolgimento, quello che può esserci solo  nell’innamoramento che è uno stato precedente a quello della relazione,   una sorta di “elevazione” che spinge a conoscere il  potenziale personale e ad appropriarsene ma che, ancora, non incontra… “l’altro da sé” ; tuttavia, proprio per la complessità e l’intensità che questo stato propone, non può essere mantenuto e così,  il nostro eroe, si fissa in quel momento perché  vivrebbe la fine  come  una resa ed una sconfitta mortale per sé e per la sua immaginazione; in quel caso,  preferisce chiudere quella situazione e pensare ad un altro sogno  evitando così la fase difficile in cui l’IO dovrebbe aprirsi al cambiamento e alla trasformazione:  spesso il Leone preferisce   aprire altri capitoli in modo da non  sperimentare la caduta agli inferi  che in fondo, è il suo più grande incubo.

 

Per il Leone il processo dell’innamoramento è assimilabile  al processo estatico dell’artista che,  nel momento in cui contempla per la prima volta il suo progetto creativo, prova sensazioni  che non si ripeteranno   poiché  niente si avvicinerà più all’intensità sperimentata quella   prima volta.

Dietro all’immagine amorosa del Leone c’è quindi un’inconscia ambiguità che lo  lacera: da un lato c’è l’illusione  di essere nello spazio dell’ eternità e dell’immortalità  vissuto nell’unicità dell’esperienza; tutto ciò è però  accompagnato dalla strisciante percezione che il tempo non  potrà essere fermato a  quell’istante e che, inevitabilmente si dovrà affrontare la “caduta” e il cambiamento.

 

Così,  i nostri amici Leone,  si innamorano senza preavviso  e in modo totale; come se venissero  trafitti di sorpresa  dalla freccia di Eros che non chiede consenso  ma agisce come un “deus ex machina” che muove i  fili invisibili del sentimento;  l’innamoramento assume la connotazione  di “visione estatica” in grado di trascinare  il soggetto in un mondo fantastico del tutto  simile a quello delle fiabe in cui si vive “l’incantesimo”, uno stato utopico l’utopia che reca con sé l’idea che tutto possa  “restare immutato nel tempo… senza alcun movimento”; questo modo di pensare tipicamente leonino è quello che sognano tutti gli innamorati che, al culmine della loro passione travolgente,  vorrebbero restare dentro a “quell’istante .. per sempre”  e che, si rivolgono ad Afrodite, Dea dell’amore, chiedendole di  intercedere per fermare “quel  tempo per l’eternità.  Questo  è il vero significato  dell’incantesimo.

 

Per il segno del Leone la relazione “vera e vissuta” diventa un processo difficile perché  richiede il  passaggio  dallo  stato di incantesimo   ad uno molto più profondo e   realistico che però  perde sia in fascino che in mistero. 

I nostri amici dovrebbero però prendere in considerazione il fatto che non vi è la possibilità di evitare questo passaggio poiché per crescere occorre rinunciare, almeno temporaneamente, al sogno di eternità e a quello di onnipotenza.. che corrispondono allo stato dell’Io nella fase leonina; se questo non accadrà  si resta  imprigionati  nell’ illusione  “infantile” che inevitabilmente conduce  alla delusione e alla perdita. In effetti il grande segreto dell’amore sta nel riuscire a  crescere ricercando dentro di sé  le visioni che permettono di contattare la creatività e la passione senza pretendere che sia l’altra persona ad alimentare questa visione nel tempo.

 

Chi si relaziona con un Leone deve avere ben chiare queste dinamiche nella mente per  non cadere nella trappola di “sentirsi la causa”  di tanta magnificenza per poi sprofondare alla dimensione più bassa e più infera  quando la sua proiezione cesserà; è importante dunque sapere che il Leone vive dentro di sé questi lati per cercare, al limite,  di sostenerlo nell’inevitabile processo di caduta, aiutandolo  nella difficile fase di “passaggio all’ordinarietà”.

E’ importante comprendere che si è  catalizzatori e non  attivatori del processo; se questo verrà compreso l’amante leone saprà come farvi sognare, come farvi  toccare il cielo con un dito e, attraverso il vostro sentimento,  il nostro eroe imparerà  a  gestire l’energia straordinaria  che sprigiona dal  suo  cuore fino a  trasformarla e renderla “utilizzabile”; se invece non verranno compresi questi passaggi, l’intero sogno svanirà nel nulla.

 

L’ombra del Leone sta nell’incapacità di mediare  tra la grande visione e la vita vissuta e nell’ accettare una realtà che viene vista come una prigione per  le sue aspettative; per loro infatti tutto deve sempre essere al top e, se non può essere bianco, allora sarà  nero;  se non è  magnifico è  inutile; se non è   pieno di passione allora tutto sarà  squallido. La sua è una vera  difficoltà ad affrontare “la terra di mezzo”, quella  zona che sta  tra i due estremi, l’unica che può portarlo all’elevazione di sé e dei sentimenti;  su questo il leone deve lavorare perché, quando questa ombra  tocca i loro rapporti,  rischia di farli passare  da idilliaci a deludenti e quindi da “scartare”.   Il Leone deve affrontare sia la realtà sia, la fine della straordinarietà imparando a trovare dentro di sé e non nell’altro.. l’unicità della sua passione e del suo cuore.

Il Leone proprio nella dimensione amorosa vive  la potenza dell’immaginazione; il segreto sta nel trasferirla all’interno alimentando la sua anima e non l’idea che sia l’altro “il magnifico,  l’onnipotente e lo straordinario, ma incorporando queste sue porzioni di “universalità”.

 

Affinità Leonine – I Leoni con i partners  Fuoco - Ariete  - Leone -  Sagittario

 

E’ indubbio che certe dimensioni interiori possano essere ritrovate nella relazione  con i suoi due “fratelli” elementali e che, in qualche modo certe visioni e certi sogni appartengano ad entrambi i partners di “fuoco” così come ad entrambi appartiene il “grande sogno romantico”.

Tra loro i sentimenti e  la passione saranno  per l’appunto “brucianti” e assolutamente “incontenibili”; tutto avverrà su una scena straordinaria con un regista di eccezione che sembra essere “l’universo” stesso che segue passo dopo passo gli amanti nelle loro performances;  i segni di Fuoco sono così tanto “personali” da pensare  che ciò che avviene all’esterno sia prodotto da loro e in un certo senso realizzato “per loro”. In questo si esprime  la condizione di assoluta unicità del  vissuto; è difficile per il Fuoco non  sentirsi coinvolto in prima persona nel  grande progetto creativo e, di conseguenza, tutto sembra muoversi dentro ad  un territorio fiabesco in modo da far da contorno alla loro commedia o al loro dramma.

 

Il rischio per questi segni sta  nell’imprevedibilità e nella difficoltà di tenere stabile anche per poco tempo  questo tipo di energia che, quando  non è alle stelle, si troverà di sicuro alle stalle.

Lo stato infuocato.. non può durare; è proprio la straordinarietà a renderla precaria,  perché distruggerebbe gli equilibri tuttavia, i segni di fuoco,  temono tantissimo la caduta della “pressione interna” e temono ancor di più lo stato successivo che, per loro, significa “depressione” e quindi, mancanza di vitalità e “vuoto” di spirito creativo, uno stato che nel tempo  devono però imparare a tollerare per poter passare ad una dimensione più matura di sé stessi e della relazione.

E’ indubbio che pochi altri partner potranno vivere e condividere con loro  questo stato.. e, per questo,  vorrebbero fermarlo nell’eternità.. poiché nella fierezza e nella luminosità dei loro occhi -  alimentate dal Sole stesso  -  è impressa  anche l’inevitabilità della notte che, puntuale, giunge dopo ogni giorno.

Se i due partner sapranno affrontare l’inevitabile fase di delusione e di disillusione  la loro relazione potrà veramente accedere all’olimpo perché sapranno trovare sempre nuovi stimoli, sapranno ricreare ogni giorno, anche nell’assoluta ordinarietà, quelle dimensioni intime e fantastiche  che potranno alimentare i sogni e le visioni di cui necessitano  per vivere e risplendere.

Se si lasceranno invece piegare dal senso di perdita e di caduta.. la relazione non potrà durare perché andrà con passi   lenti ma  inesorabili  verso il nulla e la mediocrità, dimensioni da cui  il Fuoco rifugge  come dalla peste.

 

La fase più drammatica della loro relazione sarà dunque quella di “passaggio”.. quella in cui vi saranno disillusioni,  rabbie, litigi e accuse all’altro di non essere più all’altezza della situazione e delle immagini che mantengono vivo  il senso del futuro: in questa fase si assiste  alla fine dell’innamoramento e alla caduta dell’eterno sogno romantico in cui il partner veniva percepito come  la  figura necessaria ad ispirare  la propria luce interiore.

Se sapranno sostenersi vicendevolmente in questa crisi, la relazione tra due elementi di fuoco potrà dar vita a cose straordinarie di cui potranno avvalersi anche gli altri perché, una volta scoperto il segreto, i due diventeranno maestri nel  coltivare la loro immaginazione e nel dar vita in continuazione a qualcosa di nuovo che, ogni volta, sarà sempre “straordinario” in quanto avrà dentro qualcosa della “forza creativa universale”.

 

L’ombra tra questi due partners starà nel bisogno di unicità che hanno entrambi e che, di conseguenza, non potranno pensare che sarà l’altro ad alimentare; per il Fuoco il senso di identità è qualcosa di vitale e di potente: se non è forte la trasferiscono all’esterno  e la cercano negli altri dando vita ad un’immagine meravigliosa che necessita però di luce esterna per poter brillare e riflettersi.

Se i due partners hanno entrambi un vuoto di identità allora la relazione può essere molto difficile ed infantile.. piena di rivendicazioni, di rabbie e di gelosie nei confronti di chi dei due catalizzerà più luce dall’esterno. L’ombra leonina può essere molto legata all’invidia per l’altrui “identità” e su questo i due partners dovranno lavorare a lungo.

 

La relazione con   partners Terra  - Toro – Vergine – Capricorno

 

Fuoco e Terra sono abbastanza distanti.. anche se è indubbio che una collaborazione può essere estremamente proficua. Da sempre l’uomo ha compreso che per rendere feconda la Terra bisognava utilizzare il fuoco: esso dapprima la rende  arida, quasi spettrale ed inanimata ma poi, proprio la cenere diventa una morbida coltre che si trasforma in un concime prezioso che permette la rigenerazione.

Dunque i partners Terra possono essere “rigenerativi” per il Fuoco; questo non toglie che la fase di “aridità” ci sia e debba essere affrontata; questo significa che inevitabilmente la coppia affronterà cicliche crisi che saranno rigeneranti per entrambi se solo si terranno a bada alcune tendenze specifiche di entrambi.

 

Certo per un Leone che ha in mente il senso dell’immortalità e dell’unicità il confronto con la Terra che spesso ha complessi di inadeguatezza e che si sente limitata e fortemente realistica, il confronto può essere duro e, se non viene fatto, con gradualità dalla Terra, il Leone può sentirsi assolutamente devastato dal vedersi considerare esagerato, egoista e autocentrato.

La Terra infatti con il suo pragmatismo rischia di far cadere di botto i sogni leonini e, se questo accade, vi sarà anche la fine della relazione poiché il nostro eroe si sentirà scaraventato giù  dall’olimpo senza neppure l’ausilio di un paracaduto; il punto però è che insieme a lui cadranno anche sogni, speranze e tutte le potenzialità legate al fuoco intuitivo.

Questa è la ragione per cui questo confronto avrà bisogno di grande intelligenza e di grande pazienza da parte della Terra,  che in genere, non difetta in questo; il piccolo “bambino divino” dovrà quindi essere accompagnato a crescere dentro alla realtà mantenendo però una porzione dell’anima orientata sul bisogno di essere speciale e sulla percezione dell’esclusività.

I problemi possono nascere dalla troppa paura della Terra che può frenare gli slanci leonini; dalla cautela che blocca la spinta creativa e l’azione impetuosa del Leone ; dall’adeguamento alla realtà che chiude le porte alle infinite possibilità che ogni Leone deve mantenere nella sua psiche per non vedere la luce tramontare nell’abisso.

Il Leone, se sente troppo limitante la Terra,  rischia di vivere solo la fase “inaridente” senza mai accettare che lo scorrere del  tempo promuova la  rigenerazione e la fertilizzazione; rischia così di  non sapere mai  che i suoi sogni, proprio attraverso la dimensione della concretezza e della praticità della Terra , possono diventare materializzabili , magari non tutti, ma alcuni di essi.

 

L’ombra tra questi due patners può essere nascosta dietro al problema dello scorrere del tempo: inevitabile per la Terra, assolutamente trascurabile, anzi eludibile dal Leone. La Terra, maestra nella conoscenza dei tempi della maturità potrà però utilizzare magistralmente questa sua prerogativa ed attendere fino a che il Leone, maturo non riveli quei frutti che lei potenzialmente aveva visto e che, sola, può portare a godimento.

 

La relazione con  partners   ARIA – Gemelli – Bilancia – Acquario

 

Con i partners Aria il Leone trova una complementarietà che per certi versi può essere fantastica e per altri, invece, particolarmente esplosiva.

Questi due elementi hanno in comune  la direzione energetica che li fa uscire dal mondo interno per incontrare l’esterno. Però mentre, l’aria è decisamente “sociale”, non si può dire altrettanto per il Leone che invece, vede sempre ovunque una possibilità di poter brillare e di poter mostrare la sua luce.

Le incomprensioni possono dunque nascere dal “rubare le scena” che a lungo andare diventa pesante soprattutto per i Gemelli che hanno, a loro volta, un grande bisogno di essere al centro dell’attenzione per motivazioni diverse, ma ugualmente compulsive.

Certo, i due, proprio data la complementarietà possono imparare reciprocamente a “rubare” qualcosa dall’altro per integrarlo e diventare più completi. Il Leone può rubare un po’ della razionalità e dell’autentica socialità dall’aria; in particolare dalla Bilancia e dall’Acquario può imparare l’arte della mediazione, qualità assolutamente mancante nel segno solare, a volte compensata da un’autentica generosità d’animo, ma spesso difficile da sviluppare proprio per la mancanza di obiettività, unica condizione per poter accettare la via “di mezzo”.

L’aria, dal canto suo, può imparare a coinvolgersi di più, a contaminarsi anche con le grandi emozioni e passioni; può anche imparare ad essere più generosa e meno calcolatrice sviluppando così un minimo di senso “eroico”; può sentire che non sempre la ragione più vera sta nella “testa”.

Indubbiamente il confronto è difficile: il fuoco è totalmente impulsivo e per niente razionale: viaggia con un radar interno che, letteralmente lo conduce e gli dà direzione cosa questa, assolutamente inaccettabile per l’aria che ha sempre in mente un grande progetto che richiede mediazione e strategia; tra le altre cose, l’incapacità di accettare “il limite” – cosa che accomuna entrambi – si manifesta però su piani diversi: intellettuali per l’aria.. fisici e di potere per il Leone.

 

Ci vuole una buona quantità di pazienza perché la relazione tra questi elementi possa funzionare.. cosa che nessuno dei due possiede; l’aria è volubile, nervosa e incapace di comprendere cosa significa “perdere la testa”; il Leone è stabile solo se è dentro al ciclo creativo, altrimenti si sente spento e senza vita.

Il Leone è troppo autocentrato per prendere in considerazione i bisogni altrui e l’Aria è troppo distaccata per riconoscere i drammi intimi di un Leone deluso.

 

Certo, se i due riconoscono le difficoltà dell’altro, allora ci può essere una reale integrazione con risultati eccezionali perché l’aria potrà avvalersi a quel punto di iniziative e di energie che lei non possiede ed anche di quella passione che potrebbe comunque rendere il mondo migliore; il Leone può imparare invece quel pizzico di distacco che gli renderebbe la vita più semplice e meno dispendiosa sul piano energetico e, al tempo stesso, potrebbe vedere che la parte  che esclude lo renderebbe molto più completo.

 

L’ombra tra questi segni sta nell’intolleranza; infatti, il Fuoco non tollera la ragione, la logica e la progettazione:  le sente come imprigionanti ed invalidanti  della funzione creativa che, a suo dire, deve giungere in maniera imprevedibile, quando desidera, esattamente come le  Muse ispiratrici  che non potevano in alcun modo essere schiave della mente.   L’Aria non tollera la capacità di fiutare le cose senza passare attraverso un processo mentale; non sopporta l’intuizione perché, quando si manifesta, sembra essere un dono “divino” piuttosto che un processo della mente umana.

 

La relazione con i partners Acqua:  Cancro – Scorpione e Pesci

 

Fuoco e Acqua evocano  immagini forti e molto diverse; si va dall’impeto emotivo che si percepisce come qualcosa di travolgente e di difficile da contenere, all’idea della lava incandescente che scivola nel mare e che pian piano si raffredda e cambia colore, ad una pentola che bolle e che sprigiona forza dal suo vapore; evoca però anche immagini di acqua che, se troppo forte spegne il fuoco fino ad  impedirne  l’accensione.

In effetti dipende molto dall’amalgama che i due riescono a fare e a come interagiscono nella loro relazione.  Le possibilità sono infinite, soprattutto sul piano della “creatività” che, nel caso del Leone potrebbe avvalersi anche di  una sensibilità che diventa intensa e densa fino a penetrare nei meandri dell’anima quando interagisce con lo  Scorpione  o particolarmente fantastica e pronta a cogliere il senso dell’innocenza o  dell’infinito, quando integra certi valori appartenenti a   Cancro e Pesci.  Questa combinazione vede infatti crescere e raffinarsi, ma anche diventare più ricettiva, la grande carica  creativa ed immaginativa del Leone; al tempo stesso, anche la grande sensibilità dell’acqua può imparare dal partner  per trovare  un canale per esprimersi senza rimanere imprigionato nell’anima.

 

Certo, per altri versi non si escludono le difficoltà; il Fuoco è dinamico, l’acqua per nulla; il Fuoco ha bisogno di stabilizzarsi e l’acqua tende a spegnerlo del tutto o in alcuni casi, addirittura ad eccitarlo di più: questo è molto particolare poiché se il fuoco è troppo irruente, l’acqua non solo non lo frena, ma può addirittura  alimentarlo ; se invece è troppo flebile, l’acqua lo spegne del tutto.; occorrerà dunque  trovare una giusta via di mezzo per integrarsi è un compito importante che va ricercato in continuazione.

Del resto anche l’acqua può sentirsi violentata spesso dall’intensità e dall’irruenza del fuoco che, quando si eccita, non tiene in alcun conto la  sensibilità del partner, finendo per ferire in profondità.

L’acqua infine  può vaporizzarsi o stagnare al di sotto della superficie con il risultato che va dal senso di  perdita di identità fino a raggiungere una pericolosità invisibile dall’esterno, ma pronta a scatenarsi del tutto improvvisamente (soprattutto nel caso dello scorpione).

 

Il vero problema tra questi elementi sta proprio nell’equilibrio tra sentimenti ed istinti  e nella visibilità; il Fuoco è così luminoso e chiaro  che spesso perde di vista i contorni soffusi e poco definiti dentro i quali scorre l’acqua, soprattutto quando si tratta dello Scorpione che, con la sua acqua un po’ stagnante e scura,   seduce  il grande  bisogno di passione  e di potere del Leone, colpendolo poi a sua insaputa,  proprio laddove più si abbaglia della  sua stessa luce;   l’acqua a sua volta non avendo dimestichezza con il calore al suo interno,  lo va cercando proprio  nel Fuoco, spesso provocandone l’accensione senza però riuscire poi a comprendere quanto si può spingere e come fermarlo una volta attivato.

 

L’ombra tra questi segni sta proprio nella dimensione di potere – se si tratta di una relazione con lo Scorpione – dove la lotta è impari proprio per l’impossibilità del Leone di vedere nel buio – dimensione invece in cui si muove bene   il partner scorpione; infatti a volte le ferite sono sanguinolente per tanto tempo senza che il nostro eroe possa lottare ad armi pari; con gli altri segni il problema è insito  nella sensibilità che il Leone non ha.. e che viene  compensata da slanci di generosità, passionalità e da gesti eclatanti..  che l’acqua però non vive come tali e che spesso sente  come limitanti e invadenti.

Con Cancro e Pesci la lotta può essere proprio sulla pavidità e  non azione dell’acqua che è in contrasto con l’esuberante energia leonina che, invece, ha bisogno di  costante alimentazione; il Fuoco, infine, scambia per  pigrizia la  passività   del partner acqua che, a sua volta,  scambia per inconcludenza e puro scarico energetico l’eccessivo attivismo del compagno.

 

 

 

 

 

 
a cura di Lidia Fassio
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